mazapegul

Aug 112017
 

13 Beaches (13 Spiagge)

3rd song from the album Lust For Life di Lana Del Rey (21-Jul-2017)
by Lana Del Rey and Rick Nowels

Non appartengo al mondo, è proprio così
Qualcosa mi separa dalle altre persone
Ovunque mi giri
C’è qualcosa che blocca la mia fuga
[1]

Ci sono volute tredici spiagge
Per trovarne una vuota
E finalmente è mia
Con pesche grondanti
Sono pronta per la fotocamera
Quasi sempre

Ma ancora mi ritrovo sola
E, baby, solo allora
Mi lascio distendere?
Posso lasciar perdere
E lasciare che il tuo ricordo danzi
nella sala da ballo della mia mente?
Attraverso quel confine di contea

Fa male amarti
Ma ti amo ancora
È proprio il modo in cui mi sento
E starei mentendo
Se continuassi a nascondere
Il fatto che non lo posso affrontare
E che sto morendo
Per qualcosa di reale
Che sto morendo
Per qualcosa di reale

Ci sono volute tredici spiagge
Per trovarne una vuota
Ma finalmente sto bene
Passata Ventura [2]
E l’abbondanza di lenti [3]
Nella luce bianca del sole

Ma mi puoi ancora trovare
Se chiedi gentilmente
Sotto i pini
Con le margherite
Sentirti confuso
Nella sala da ballo della mente
Attraverso quel confine di contea

Fa male amarti
Ma io ti amo ancora
È proprio come mi sento
E starei mentendo
Se continuassi a nascondere
Il fatto che non lo posso affrontare
E che sto morendo
Per qualcosa di reale
Che sto morendo
Per qualcosa di reale

Fa male amarti
Ma ti amo ancora
È proprio come mi sento
E starei mentendo
Se continuassi a nascondere
Il fatto che non lo posso affrontare
Il fatto che non lo posso affrontare

[1] La canzone apre con un clip audio dell’attrice Candace Hilligoss, tratto dal film horror del 1962, Carnival of Souls. In una intervista per la rivista Paris Match, la Del Rey ha rivelato di aver scritto questa canzone durante l’estate del 2016, dopo aver cambiato 13 spiagge diverse nel tentativo di fuggire dai paparazzi e leggersi un libro in solitudine.
[2] Si riferisce alla Contea di Ventura, sulla costa californiana.
[3] Si riferisce alle lenti delle macchine fotografiche dei paparazzi.

Testo originale:

I don’t belong in the world, that’s what it is
Something separates me from other people
Everywhere I turn
There’s something blocking my escape

It took thirteen beaches
To find one empty
And finally it’s mine
With dripping peaches
I’m camera ready
Almost all the time

But I still get lonely
And, baby, only then
Do I let myself recline
Can I let go
And let your memory dance
In the ballroom of my mind?
Across that county line

It hurts to love you
But I still love you
It’s just the way I feel
And I’d be lying
If I kept hiding
The fact that I can’t deal
And that I’ve been dying
For something real
That I’ve been dying
For something real

It took thirteen beaches
To find one empty
But finally I’m fine
Past Ventura
And lenses plenty
In the white sunshine

But you still can find me
If you ask nicely
Underneath the pines
With the daisies
Feeling hazy
In the ballroom of mind
Across that county line

It hurts to love you
But I still love you
It’s just the way I feel
And I’d be lying
If I kept hiding
The fact that I can’t deal
And that I’ve been dying
For something real
That I’ve been dying
For something real

It hurts to love you
But I still love you
It’s just the way I feel
And I’d be lying
If I kept hiding
The fact that I can’t deal
The fact that I can’t deal

Aug 022017
 

The Day Before You Came (Il Giorno Prima Che Arrivassi Tu)

Single released by Abba (18-Oct-1982)
Lyrics and music by Björn Ulvaeus and Benny Andersson

Traduzione in italiano a cura di mazapegul:

Devo essere uscita di casa alle otto, come faccio sempre
Il mio treno, ne sono sicura, è partito dalla stazione giusto in orario
Devo aver letto il giornale del mattino mentre andavo in città
E dopo aver scorso l’editoriale, senza dubbio devo essermi accigliata
Devo essere arrivata alla mia scrivania verso le nove e un quarto
Con lettere da leggere e mucchi di carte che aspettano di essere firmate
Devo essere andata a pranzo verso mezzogiorno e mezzo
Il solito posto, il solito gruppo di persone
Eppure come se non bastasse sono quasi sicura che deve aver piovuto
Il giorno prima che arrivassi tu

Devo aver acceso la settima sigaretta alle due e mezza
E a quell’ora non mi ero nemmeno accorta che ero malinconica
Devo essermi trascinata per tutte le faccende giornaliere
Senza saperne veramente nulla, ho nascosto una parte di me stessa
Alle cinque devo essere uscita, non c’è eccezione alla regola
Una questione di routine, l’ho sempre fatto sin da quando ho finito la scuola
Ancora il treno per tornare a casa
Senza dubbio devo aver poi letto il giornale della sera
Oh sì, sono sicura che la mia vita era ben dentro la sua solita cornice
Il giorno prima che arrivassi tu

Devo aver aperto il portone più o meno alle otto
Ed essermi fermata per strada a prendere del cibo cinese da portare via
Di certo ho cenato guardando qualcosa alla TV
Credo che non ci sia un solo episodio di Dallas che non abbia visto
Devo essere andata a letto verso le dieci e un quarto
Ho bisogno di dormire molto, perciò preferisco essere a letto per quell’ora
Devo aver letto per un po’
L’ultimo di Marilyn French o qualcosa di quel genere
È curioso, ma non avevo la sensazione di vivere senza una meta
Il giorno prima che arrivassi tu

E spegnendo la luce
Devo aver sbadigliato ed essermi accoccolata ancora per un’altra notte
E tintinnando sul tetto devo aver sentito il suono della pioggia
Il giorno prima che arrivassi tu

Testo originale:

I must have left my house at eight, because I always do
My train, I’m certain, left the station just when it was due
I must have read the morning paper going into town
And having gotten through the editorial, no doubt I must have frowned
I must have made my desk around a quarter after nine
With letters to be read, and heaps of papers waiting to be signed
I must have gone to lunch at half past twelve or so
The usual place, the usual bunch
And still on top of this I’m pretty sure it must have rained
The day before you came

I must have lit my seventh cigarette at half past two
And at the time I never even noticed I was blue
I must have kept on dragging through the business of the day
Without really knowing anything, I hid a part of me away
At five I must have left, there’s no exception to the rule
A matter of routine, I’ve done it ever since I finished school
The train back home again
Undoubtedly I must have read the evening paper then
Oh yes, I’m sure my life was well within its usual frame
The day before you came

I must have opened my front door at eight o’clock or so
And stopped along the way to buy some Chinese food to go
I’m sure I had my dinner watching something on TV
There’s not, I think, a single episode of Dallas that I didn’t see
I must have gone to bed around a quarter after ten
I need a lot of sleep, and so I like to be in bed by then
I must have read a while
The latest one by Marilyn French or something in that style
It’s funny, but I had no sense of living without aim
The day before you came

And turning out the light
I must have yawned and cuddled up for yet another night
And rattling on the roof I must have heard the sound of rain
The day before you came

Cover by Steven Wilson:

Aug 012017
 

Release date order:

  • The xx – I See You (January 13)
  • Piano Magic – Closure (January 20)
  • Moon Duo – Occult Architecture Vol 1 (February 3)
  • Tinariwen – Elwan (February 10)
  • Lawrence English – Cruel Optimism (February 17)
  • Vagabon – Infinite Worlds (February 24)
  • The Brian Jonestown Massacre – Don’t Get Lost (February 24)
  • Fen – Winter (March 10)(BM)
  • Jay Som – Everybody Works (March 10)
  • Planning For Burial – Below The House (March 10)
  • Yasmine Hamdan – Al Jamilat (March 17)
  • Mount Eerie – A Crow Looked at Me (March 24)
  • Falls of Rauros – Vigilance Perennial (March 31)(BM)
  • Ulver – The Assassination of Julius Caesar (April 7)
  • Robyn Hitchcock – Robyn Hitchcock (April 21)
  • The Black Angels – Death Song  (April 22)
  • Mark Lanegan Band – Gargoyle (April 28)
  • Ryuichi Sakamoto  – Async (April 28)
  • Flowers Must Die – Kompost (April 28)
  • Slowdive – Slowdive (May 5)
  • Perfume Genius – No Shape (May 5)
  • Big Thief – Capacity (June 9)
  • Flotation Toy Warning – The Machine That Made Us (June 16)
  • Lana Del Rey – Lust For Life (July 21)

Forthcoming:

  • Drudkh – Somewhere Sadness Wanders (August 25)(BM)
  • The Dream Syndicate – How Did I Find Myself Here? (September 8)
  • Wolves in the Throne Room – Thrice Woven (September 22)(BM)
  • Chelsea Wolfe – Hiss Spoon (September 22)

EPs:

  • VANUM – Burning Arrow (April 1)(BM)
  • Oranssi Pazuzu – Kevät / Värimyrsky (April 12)(BM)

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Jul 152017
 

Deportee (Plane Wreck at Los Gatos) [1]
Deportati (Relitto Aereo a Los Gatos)

10th song from the album Ballad of Easy Rider, by The Byrds (10-Nov-1969)
Lyrics by Woody Guthrie, music by Martin Hoffman

Traduzione in italiano a cura di mazapegul:

I raccolti sono tutti dentro
E le pesche stanno marcendo
Le arance ammucchiate
Nelle loro discariche di creosoto
Li stai portando indietro con l’aereo
Al confine messicano
Per spendere tutti i loro soldi
Per immergersi ancora

Rit.:

Addio al mio Juan
Addio Rosalita
Adios mis amigos Jesus y Maria
Non avrete un nome
Quando volerete sul grande aereo
Vi chiameranno tutti solamente “deportati”

Alcuni di noi sono illegali
E altri non voluti
Il nostro contratto di lavoro è finito
E dobbiamo andare avanti
600 miglia a quel confine messicano
Ci inseguono come fuorilegge
Come ladri di bestiame, come delinquenti

Rit.

L’aereo prese fuoco
Sopra il canyon di Los Gatos
Una palla infuocata di fulmini
Scosse tutte le nostre colline
Chi sono tutti questi amici?
Chi sono questi, sparsi come le foglie secche?
Disse la radio
Erano solo “deportati”

Rit.

[1] La canzone fa riferimento all’incidente aereo del 1948 vicino al Los Gatos Creek, California, dove morirono tutti i 32 passeggeri. Alcuni stavano tornando in Messico al termine del contratto di lavoro come braccianti, mentre altri venivano deportati come immigrati clandestini.

Testo originale:

The crops are all in
And the peaches are rotting
The oranges piled up
In their creosote dumps
You’re flying ’em back
To the Mexican border
To spend all their money
To wade back again

Good bye to my Juan
Goodbye Rosalita
Adios mis amigos Jesus y Maria
You won’t have a name
When you ride the big airplane
All they will call you
Will be “deportees”

Some of us are illegal
And others not wanted
Our work contract’s up
And we have to move on
600 miles to that Mexican border
They chase us like outlaws
Like rustlers, like thieves

Good bye to my Juan
Goodbye Rosalita
Adios mis amigos Jesus y Maria
You won’t have a name
When you ride the big airplane
All they will call you
Will be “deportees”

The skyplane caught fire
Over Los Gatos Canyon
A fireball of lightning
Shook all our hills
Who are all these friends
Who are scattered like dried leaves
The radio said
They were just “deportees”

Good bye to my Juan
Goodbye Rosalita
Adios mis amigos Jesus y Maria
You won’t have a name
When you ride the big airplane
All they will call you
Will be “deportees”

Jul 102017
 

A me delle apologie generiche frega relativamente. Io inasprirei e applicherei la legge sui reati di odio e discriminatori contro le minoranze etniche, religiose e di orientamento sessuale, vista la quantità di vigliacchi che si nascondono dietro la libertà di parola e il non “politicamente corretto”.

Jun 232017
 

Good Feeling (Piacevole Sensazione)

10th song from the album Violent Femmes (April 1983)
By Gordon Gano (Violent Femmes)

Piacevole sensazione
Non staresti con me solo per un altro po’?
Sembra sempre come se te ne stessi per andare
Quando ho bisogno di averti qui per un altro po’

Oh cara signora, ci sono così tante cose
Che ho iniziato a temere
Le vocine dicono che sto impazzendo
Nel vedere tutti i miei mondi svanire

Vaghi schizzi di fantasia
Che sorridono all’alba
Come se fosse stata sveglia tutta la notte
Oh scivolare e sfuggire
Come si sta bene, ma ora
Devo trovare un letto
Che possa sopportare questa attesa

Piacevole sensazione
Non staresti con me solo per un altro po’?
Sembra sempre come se te ne stessi per andare
Quando conosco quell’altra
Appena un po’ troppo bene
Oh cara signora
Non staresti con me solo per un altro po’?
Sai che sembra sempre come se te ne stessi per andare
Quando ho bisogno di averti qui per un altro po’

Testo originale:

Good feeling
Won’t you stay with me just a little longer
It always seems like your leaving
When I need you here just a little longer

Oh Dear lady there’s so many things
That I have come to fear
Little voice says I’m going crazy
To see all my worlds disappear

Vague sketch of a fantasy
Laughing at the sunrise
Like he’s been up all night
Oh slippin and slidin
What a good time but now
Have have to find a bed
That can take this wait

Good feeling
Won’t you say stay with me just a little longer
It always seems like your leaving
When I know the other one
Just a little too well

Oh dear lady
Won’t you stay with me just a little longer
Y’know it always seems like your leaving
When I need you here just a little longer

La la la

Jun 202017
 

The Last Refugee (L’ultima Rifugiata)

3rd song from the album Is This the Life We Really Want? (2-Jun-2017)
By Roger Waters

Traduzione in italiano a cura di mazapegul:

Stenditi con me ora
Sotto cieli di alberi di limone
Mostrami il sorriso stanco e discreto
Che tieni nascosto dietro caldi occhi castani

Cogli il dolce librare
Di labbra appena socchiuse
E meravigliati
Del dolce dolore dell’amore
E del battere selvaggio del mio cuore
Oh, rapsodia
Che mi devasta

E ho sognato di dire
Addio alla mia bambina
Lei dava un ultimo sguardo al mare

Guadando attraverso i sogni
Fino alle nostre ginocchia
Nelle calde onde lunghe dell’oceano
Mentre le bellezze fanno teneramente il bagno

Sotto, le dure conchiglie morsicate
Gli forano gli iPhone, cancellando
I numeri degli amanti superflui

Cerca all’orizzonte
E troverai la mia bambina giù sulla riva
Scavare intorno, per una catenina o un osso
Cercare nella sabbia una reliquia
Portata a riva dal mare [1]

L’ultima rifugiata

[1] Riferimento al dramma di Alan Kurdi.

Testo originale:

Lie with me now
Under lemon tree skies
Show me the shy slow smile
you keep hidden by warm brown eyes

Catch the sweet hover
Of lips just barely apart
And wonder
At love’s sweet ache
And the wild beat of my heart
Oh, rhapsody
Tearing me apart

And I dreamed I was saying
Goodbye to my child
She was taking
A last look at the sea

Wading through dreams
Up to our knees
In warm ocean swells
While bathing belles soft

Beneath hard bitten shells
Punch their iPhone, erasing
The numbers of redoundant lovers
And search the horizon

And you’ll find my child down by the shore
Digging around, for a chain or a bone
Searching the sand for a relic
Washed up by the sea

The last refugee

Jun 052017
 

Déjà Vu

2nd song from the album Is This the Life We Really Want? (2-Jun-2017)
By Roger Waters

Traduzione in italiano a cura di mazapegul:

Se fossi stato Dio
Avrei riorganizzato le vene della faccia
Per renderle più resistenti all’alcol
E meno inclini all’invecchiamento

Se fossi stato Dio
Avrei dato alla luce molti figli
E non avrei sofferto
Che i Romani ne uccidessero anche uno soltanto [1]

Se fossi stato Dio
Col mio bastone e la mia verga [2]
Se mi avessero dato un cenno
Credo che avrei fatto un lavoro migliore

Se fossi un drone
Che pattuglia cieli stranieri
Coi miei occhi elettronici come guida
E il fattore sorpresa
Avrei paura di trovare qualcuno in casa
Magari una donna ai fornelli
che cuoce il pane, prepara il riso
O bolle soltanto delle ossa
Se fossi un drone

Il tempio è in rovina
I banchieri ingrassano
Il bisonte non c’è più [3]
E la cima della montagna è piatta
Le trote nei fiumi sono tutte ermafrodite
Pendi a sinistra
Ma voti a destra

E sembra un déjà vu
Il sole tramonta e tu continui a mancarmi
Sommando il costo di un amore che è andato perduto
E sotto il mio Gulfstream [4]
Nelle piscine circolari
Ci sono alcolizzati e fessi da quattro soldi [5]

[1] Secondo i Vangeli, Dio ha avuto un solo figlio, Gesù, che poi venne torturato e ucciso.
[2] “My staff and my rod” è una citazione biblica, che sta per “bastone e verga” o “bastone e vincastro”. Cito dal Salmo 23:4: “Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza.”
[3] Il bisonte americano o buffalo è a serio rischio di estinzione.
[4] Il Gulfstream è un business jet americano.
[5] “Ninety-nine cents’ worth”, letteralmente “da 99 centesimi”, in italiano si usa più dire “da quattro soldi”.

Testo originale:

If I had been God
I would have rearranged the veins in the face
To make them more resistant to alcohol
And less prone to ageing

If I had been God
I would have sired many sons
And I would not have suffered
The Romans to kill even one of them

If I had been God
With my staff and my rod

If I had been given the nod
I believe I could have
Done a better job

If I were a drone
Patrolling foreign skies
With my electronic eyes
For guidance
And the element of surprise

I would be afraid
To find someone home

Maybe a woman at a stove
Baking bread, making rice
Or just boiling down some bones

If I were a drone

The temple’s in ruins
The bankers get fat
The buffalo’s gone
And the mountain top’s flat

The trout in the streams
Are all hermaphrodites
You lean to the left
But you vote to the right

And it feels like déjà vu
The sun goes down and I’m still missing you
Counting the cost of love that got lost

And under my gulf stream
In circular pools
There’s ninety-nine cents’ worth
Of drunkards and fools

Mar 302017
 

Silver Rider

4th song from the album The Great Destroyer (25-Jan-2005)
by Low

Traduzione in italiano a cura di mazapegul:

A volte ti vedo
Silver Rider [1]
A volte la tua voce non è abbastanza

Il tuo volto a finestre
Fuori per sempre
Nessuno ha sognato che avresti salvato il mondo

La la la la la

La marcia è finita
La grande distruttrice
Ti attraversa come un coltello

Prendimi con te
Silver Rider
A volte la tua voce non è abbastanza

La la la la la

[1] Silver Rider allude presumibilmente a Silver Surfer, il personaggio della Comic Marvel.

Original Lyrics:

At times I see you
You Silver Rider
Sometimes your voice is not enough

Your face in windows
Outside forever
Nobody dreamed you’d save the world
Nobody dreamed you’d save the world

La la la la la

The march is over
The great destroyer
She passes through you like a knife

Oh take me with you
You silver rider
Sometimes your voice is not enough
Sometimes your voice is not enough

La la la la la

Mar 132017
 
  • Il cosiddetto “facinoroso” o è idiota o è al soldo degli stessi soggetti che dice di contestare.
  • Dopo una campagna mediatica provocatoria ben studiata i disordini sono un fatto statistico e fisiologico, dunque esplicitamente voluti dal provocatore.
  • I mass media che concentrano l’attenzione sui quattro facinorosi, ignorando le decine di migliaia che fanno protesta pacifica, eseguono e portano a compimento il vero lavoro.