Nick Cave & The Bad Seeds: The Firstborn Is Dead

The Firstborn Is Dead (1985) è il secondo capitolo della saga Nick Cave & The Bad Seeds. L’album contiene una serie di blues viscerali, che raccontano storie legate al sud degli Stati Uniti, trasformate dall’autore in una sorta di drammi dai toni biblici. Le sonorità sono estremamente scarne ed essenziali. Il canto procede invasato fra gemiti, convulsioni e repentini cambi di umore (tornano alla mente echi di The Doors e soprattutto Beefheart). La batteria, minimale, picchia come una frusta. Chitarra più impegnata ad emettere rumori metallici che a suonare.
Con le sue cavalcate demoniache ed atmosfere apocalittiche, l’album è uno degli apici del rock cupo e dannato.
Tupelo è introdotta dal rumore del temporale. Un’ostinato di basso accompagna un cantato insistente e tormentato. Il brano decolla in fretta con l’entrata della batteria a scandire un ritmo tribale ed ossessivo, i cori, e la voce di Nick che inizia a grugnire. Una cavalcata infernale.
Say Goodbye to the Little Girl Tree è un blues rarefatto e malato. Un lamento surreale e perduto, votato al suicidio. Il brano accumula tensione, la quale viene liberata nella danza invasata finale.
Tutti gli strumenti ed i cori imitano il ritmo ed il rumore del treno in Train Long-Suffering. Una vertiginosa cavalcata sul mostro d’acciao.
Black Crow King è un gospel dal sapore funebre. Arrangiamento scarno, giocato sui botta e risposta fra voce solista, parlato e cori.
Il dramma tocca l’apice (o il fondo) nel cupo Knockin’ on Joe. Gli arrangiamenti scarni di piano accompagnano questo blues senza speranza. Nick canta nel completo sconforto.
Wanted Man è una cover di un brano di Bob Dylan, stravolta alla Nick Cave ovviamente. Ritmo martellante, cantato convulso e incalzante, voce gutturale, colpi di batteria come sassate. Il tutto in un crescendo continuo e vertiginoso, da lasciar senza fiato.
Blind Lemon Jefferson è un bluesaccio scarno e tetro fino all’esasperazione. Chiude l’album The Six Strings That Drew Blood, un’altro blues anche se completamente stravolto nella forma, nella miglior tradizione Beefheart. Chitarra dalle sonorità fortemente metalliche, che si preoccupa della demolizione delle strutture armoniche e ritmiche. Intromissioni spettrali di vibrafono. Il brano chiude con interventi strumentali del tutto atonali.
