Lettera a Romano Prodi
Lettera inviata a Romano Prodi a proposito del conflitto di interessi:
Gentile Presidente del Consiglio, Prof. Romano Prodi, le scrivo per ricordarle il preciso impegno elettorale che l’attuale maggioranza di governo si era presa in fatto di conflitto di interessi. Un cancro che soffoca il libero mercato, la libertà di informazione e la vita democratica del paese nel suo complesso. Dopo oltre un anno di governo, quello che allora sembrava essere considerato dalla sua coalizione come uno dei problemi prioritari del paese, non è ancora stato affrontato. Inutile ripetere il fatto che in nessuna democrazia occidentale vige una tale lacuna di regole democratiche, lei lo sa già, lo sanno tutti quelli che lo vogliono sapere. Sig. Presidente, consideri che una cospiqua fetta di elettorato di centro-sinistra, o semplicemente di elettori che considerano inaccettabile la colizione di centro-destra così come si presenta allo stato attuale, non è disposta ad accettare un ennesimo “nulla di fatto” in tale materia. È prevedile che buona parte di questo elettorato, alimentato da una forte coscienza civile, sentendosi giustamente tradito, potrebbe rifiutarsi di esprimere ancora il proprio voto (la “quota degli indecisi”, come la chiamano oggi su Repubblica.it). Il paese verrebbe allora consegnato di nuovo nelle mani del sig. conflitto di interessi per eccellenza (ed affini), nella stessa situazione di giungla fuori controllo, per un’altra ondata di scempi di ogni genere. Le resposabilità allora non sarebbero da attribuirsi all’”antipolitica”, al “qualunquismo”, o ad altre insultanti sciocchezze da scaricare felicemente sull’elettorato. Le responsabilità ricadrebbero invece su questo governo che si è rifiutato di farla, la Politica. Ci pensi bene Presidente.
Distinti saluti.
Proposta di legge sul conflitto di interessi presentata in Senato da Furio Colombo.
