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Thursday, September 13th, 2007

Massimo due legislature per ogni parlamentare

Filed under: Beppe Grillo, Daniele Luttazzi, Politica, V-day
Written by: mazapegul @ 6:53 pm

In relazione alla controversa proposta di legge che prevede massimo due legislature per ogni parlamentare. La ragione che ricorre più frequentemente sulla bocca dei detrattori, riguarda il fatto che limiterebbe ingiustamente il mandato anche ai parlamentari onesti, con la loro preziosa esperienza. Che è una preoccupazione legittima. Il problema andrebbe tuttavia inquadrato su un piano globale: quanti altri parlamentari meno onesti ci dobbiamo tenere pur di dare la possibilità a quelli più onesti di essere riconfermati (a vita)? In alre parole, quanti sono i parlamentari che invecchiano bene in proporzione a quelli che invecchiano male?
Fino a prova contaria, i parlamentari che veramente meriterebbero di essere riconfermati anche dopo 10 anni di legislazione, al punto da giusticare l’eventuale esclusione di nuove leve, si contano sulle dita di una mano. Mentre per contare quelli che sono mal invecchiati dalla loro posizione di potere, dal comportamento moralmente ambiguo anche se non imputabili di specifici reati penali, si necessiterebbe di un numero di mani leggermente più cospicuo. Ho perciò ragione di credere che un maggiore ricambio nella classe dirigente, pur con qualche piccolo sacrificio, possa portare ad un miglioramento generale della qualità media della stessa. Anche se, per dirla alla Luttazzi, è un’illusione credere che una legge possa risolvere la pochezza umana.

Wednesday, September 12th, 2007

Ghost: Hypnotic Underworld

Filed under: Ghost, Musica
Written by: mazapegul @ 11:02 pm

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Ghost è un ensamble giapponese che cavalca la scena rock di avanguardia sin dai tardi anni ’80. La formazione, sempre capitanata da Masaki Batoh (chitarra, voce), ha attraversato varie metamorfosi. Hypnotic Underworld (2004) esce a 5 anni di distanza dal loro precedente lavoro Tune In, Turn On, Free Tibet, e mostra tinte più marcatamente prog-rock rispetto ai lavori precedenti, oltre che notevoli doti di composizione ed esecuzione. L’album, piuttosto eterogeneo, rivela le più svariate influenze: Pink Floyd, King Crimson, Jethro Tull, Quicksilver Messenger Service, avanguardia colta, musica celtica, ed altro ancora. Il tutto viene poi filtrato da una sensibilità musicale decisamente Ghost.

L’album apre col capolavoro Hypnotic Underworld, una suite in 4 parti. Il primo movimento, God Took A Picture Of His Hillness On This Ground, è una summa della loro vena più sperimentale. Il brano, che supera i 13 minuti, si dipana fra persussioni, rumori metallici, suoni stridenti, fischi radiofonici, interventi atonali di fiati, feedback di chitarra. In atmosfere che ricordano da vicino cose tipo A Saucerful Of Secrets e Sysyphus dei Pink Floyd, ma anche l’avanguardia colta di Edgar Varese.
Escaped And Lost Down In Medina è il secondo movimento, un’altro brano strumentale dallo stile più prog-rock. Il brano è basato su un ritmo irregolare in 35/8, al quale si sovrappongono improvvisazioni di pianoforte, flauti arabeggianti, cupi feedback di chitarra. In un clima sempre più fitto e compatto, fino alla saturazione degli spazi melodici.
L’epica Aramaic Barbarous Dawn è il terzo movimento, un brano cantato più convenzionale. Accompagnato da un ostinato di sintetizzatore e cori epici.
La suite chiude con il breve Leave The World!, un brano vertiginoso con ritmo ultra serrato e glissandi crescenti in sottofondo.

Hazy Paradise è un brano dolce e melodico, che diventa via via più consistente. Ricorda molto da vicino i King Crimson della prima ora, quelli più melodici, con tanto di mellotron in grande evidenza nel finale.
Kiseichukan Nite è una brano parlato, con suggestivo accompagnamento musicale dal forte sapore orientaleggiante.
Piper è un’altro affresco epico, arrangiato in modo superbo. Inizia con una melodia di flauto dal sapore celtico, per poi spostarsi su territori più rock e consistenti. Il cantato è sempre splendidamente accompagnato da raffinati fraseggi di flauto e/o chitarra, con guizzi alla John Cipollina. Il solo di chitarra hendrixiano entra con prepotenza. Interventi di mellotron conferiscono al brano un sapore crimsoniano d’annata. Nel complesso un brano dal gusto prog-rock d’altri tempi, se vogliamo, ma di superba fattura.
Ganagmanag è un brano strumentale dalla complessa struttura poliritmica. Inizia con improvvisazioni di flauto su un tappeto musicale poliritmico, con tanto di tablas e sitar, che riporta ovviamente ad atmosfere tipiche della musica Indiana. Nella seconda parte il brano diventa più consistente, con frasi ostinate di pianoforte, percussioni potenti e intermezzi di gong.
Feed è un brano melodico più pacato, che ricorda certe atmosfere Pink Floyd dei primi anni ’70.
Il ritmo si fa più serrato nella superba Holy High, una specie di danza celtica, con bizzarri arrangiamenti elettro/acustici e basso distorto. Un folk molto alla Ghost.
Chiude l’album la lentissima Dominoes – Celebration For The Gray Days, un omaggio a Syd Barrett (il testo, non la musica, è preso in prestito appunto da Dominoes di Barrett). Un brano quieto e malinconico, appena sussurrato. Nel finale viene però spezzato da un’incalzante ostinato d’organo che si trasforma in una marcia dai toni solenni.

La giustizia secondo il cavaliere

Filed under: Giustizia, Marco Travaglio, Politica, Silvio Berlusconi, Video
Written by: mazapegul @ 12:14 am

Un Berlusconi memorabile sciorina in tribunale la propria personale teoria delle ugualianze. Direttamente dalla sua sua bocca senza effetti speciali:

Tuesday, September 11th, 2007

Lettera a Romano Prodi

Lettera inviata a Romano Prodi a proposito del conflitto di interessi:

Gentile Presidente del Consiglio, Prof. Romano Prodi, le scrivo per ricordarle il preciso impegno elettorale che l’attuale maggioranza di governo si era presa in fatto di conflitto di interessi. Un cancro che soffoca il libero mercato, la libertà di informazione e la vita democratica del paese nel suo complesso. Dopo oltre un anno di governo, quello che allora sembrava essere considerato dalla sua coalizione come uno dei problemi prioritari del paese, non è ancora stato affrontato. Inutile ripetere il fatto che in nessuna democrazia occidentale vige una tale lacuna di regole democratiche, lei lo sa già, lo sanno tutti quelli che lo vogliono sapere. Sig. Presidente, consideri che una cospicua fetta di elettorato di centro-sinistra, o semplicemente di elettori che considerano inaccettabile la colizione di centro-destra così come si presenta allo stato attuale, non è disposta ad accettare un ennesimo “nulla di fatto” in tale materia. È prevedile che buona parte di questo elettorato, alimentato da una forte coscienza civile, sentendosi giustamente tradito, potrebbe rifiutarsi di esprimere ancora il proprio voto (la “quota degli indecisi”, come la chiamano oggi su Repubblica.it). Il paese verrebbe allora consegnato di nuovo nelle mani del sig. conflitto di interessi per eccellenza (ed affini), nella stessa situazione di giungla fuori controllo, per un’altra ondata di scempi di ogni genere. Le resposabilità allora non sarebbero da attribuirsi all’”antipolitica”, al “qualunquismo”, o ad altre insultanti sciocchezze da scaricare felicemente sull’elettorato. Le responsabilità ricadrebbero invece su questo governo che si è rifiutato di farla, la Politica. Ci pensi bene Presidente.

Distinti saluti.

Proposta di legge sul conflitto di interessi presentata in Senato da Furio Colombo.

Monday, September 10th, 2007

Nick Cave & The Bad Seeds: The Firstborn Is Dead

Filed under: Musica, Nick Cave, Review
Written by: mazapegul @ 11:10 pm

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The Firstborn Is Dead (1985) è il secondo capitolo della saga Nick Cave & The Bad Seeds. L’album contiene una serie di blues viscerali, che raccontano storie legate al sud degli Stati Uniti, trasformate dall’autore in una sorta di drammi dai toni biblici. Le sonorità sono estremamente scarne ed essenziali. Il canto procede invasato fra gemiti, convulsioni e repentini cambi di umore (tornano alla mente echi di The Doors e soprattutto Beefheart). La batteria, minimale, picchia come una frusta. Chitarra più impegnata ad emettere rumori metallici che a suonare.
Con le sue cavalcate demoniache ed atmosfere apocalittiche, l’album è uno degli apici del rock cupo e dannato.

Tupelo è introdotta dal rumore del temporale. Un’ostinato di basso accompagna un cantato insistente e tormentato. Il brano decolla in fretta con l’entrata della batteria a scandire un ritmo tribale ed ossessivo, i cori, e la voce di Nick che inizia a grugnire. Una cavalcata infernale.
Say Goodbye to the Little Girl Tree è un blues rarefatto e malato. Un lamento surreale e perduto, votato al suicidio. Il brano accumula tensione, la quale viene liberata nella danza invasata finale.
Tutti gli strumenti ed i cori imitano il ritmo ed il rumore del treno in Train Long-Suffering. Una vertiginosa cavalcata sul mostro d’acciao.
Black Crow King è un gospel dal sapore funebre. Arrangiamento scarno, giocato sui botta e risposta fra voce solista, parlato e cori.
Il dramma tocca l’apice (o il fondo) nel cupo Knockin’ on Joe. Gli arrangiamenti scarni di piano accompagnano questo blues senza speranza. Nick canta nel completo sconforto.
Wanted Man è una cover di un brano di Bob Dylan, stravolta alla Nick Cave ovviamente. Ritmo martellante, cantato convulso e incalzante, voce gutturale, colpi di batteria come sassate. Il tutto in un crescendo continuo e vertiginoso, da lasciar senza fiato.
Blind Lemon Jefferson è un bluesaccio scarno e tetro fino all’esasperazione. Chiude l’album The Six Strings That Drew Blood, un’altro blues anche se completamente stravolto nella forma, nella miglior tradizione Beefheart. Chitarra dalle sonorità fortemente metalliche, che si preoccupa della demolizione delle strutture armoniche e ritmiche. Intromissioni spettrali di vibrafono. Il brano chiude con interventi strumentali del tutto atonali.

Le derive

Filed under: Beppe Grillo, Politica, V-day
Written by: mazapegul @ 10:57 pm

Abbassare i costi della politica è cosa buona e giusta. Ma ho l’impressione che si cerchi di spostare l’attenzione su un aspetto marginale del problema. Intendo dire, puoi anche dimezzare il numero dei politici (benissimo), togliere loro certi provilegi (ancora meglio), ma se rimangono gli stessi mascalzoni di prima non abbiamo fatto un gran progresso.
Il problema della politica è principalmente un problema di qualità (leggi anche etica e morale), secondariamente anche di quantità. Perciò, dimentichiamoci per sempre tutte le puttanate dette oggi, e ridette domani, sulle derive populiste, qualunquiste, demagogiche, ecc. Veniamo piuttosto ai precisi impegni presi col V-day. Spedire a casa i parlamentari condannati in via definitiva, ad esempio, aumenterebbe matematicamente la qualità media dei politicanti. Io aggiungerei, in piena foga giustizialista, anche i prescritti “eccellenti” per reati gravi, quelli che l’hanno fatta franca in altre parole. Le due legislature massime per ogni parlamentare limiterebbero invece la corruzione ristagnante. Sarebbe un buon inizio, molto pratico e molto poco qualunquista. Sarebbe.

Sunday, September 9th, 2007

Post V-day 2 – Fini arguto

Filed under: Beppe Grillo, Gianfranco Fini, Politica, V-day
Written by: mazapegul @ 8:02 pm

Gianfranco Fini:

«Del governo Berlusconi si può dire tutto ma era percepito come un esecutivo innovatore. Per Prodi è all’opposto, il suo governo è la restaurazione di un sistema e Grillo trova terreno fertile nell’immagine che Prodi ha dato» (Corriere Della Sera, 9/9/2007).

Fini è sempre più irresistibile. Ma egregio Sig. Fini, se con Prodi si trova “terreno fertile”, con il regime del passato Governo Berlusconi si trovava il “paradiso terrestre”!

Post V-day 1 – Casini vergognoso

Filed under: Beppe Grillo, Pier Ferdinando Casini, Politica, V-day
Written by: mazapegul @ 11:20 am

Casini: «È la più grande delle mistificazioni. Una manifestazione di cui dovremo vergognarci perché è stato attaccato Marco Biagi che invece andrebbe santificato» (Corriere Della Sera, 9/9/2007).

La contestazione di Casini, a proposito del V-day, è invece il vero esempio di mistificazione pura e semplice. Ad essere attaccata è stata la cosidetta “Legge Biagi“, non Marco Biagi nella sua persona. E’ bene infatti precisare che la controversa Legge 30/2003 è stata “dedicata” a Marco Biagi a seguito della sua uccisione ad opera delle BR. Il giuslavorista Biagi vi avrebbe contribuito in qualità di consulente. Una dedica rivelatasi tuttavia geniale, che ha consentito da un lato la strumentalizzazione dell’omicidio delle BR a mo’ di benedizione della legge in questione; dall’altro permette pure di tacciare di “contiguità al terrorismo” chi osa criticarla.

Saturday, September 8th, 2007

Pier Paolo Pasolini

Filed under: Media, Pier Paolo Pasolini, Politica, Video
Written by: mazapegul @ 10:08 am

Il nome di Pier Paolo Pasolini mi venne sbattuto prepotentemete in faccia quando avevo 8 anni. Era il novembre del 1975. Il medium di massa me lo serviva sul tavolo ogni giorno, con contorno di prostituzione, violenza e sangue, a volontà. La violenza non era certo una novità, ne ero anzi assuefatto. Accendere quel tubo catodico in bianco e nero, e sentire di bombe nelle piazze, nei treni, e tutto il resto, la consideravo una cosa normale. Anche se non capivo, non potevo capire. Non vivevo tuttavia di sola televisione, per fortuna. La violenza era vissuta soprattutto in diretta, nella vita reale: nella strada, nelle case, nelle scuole, nelle parrocchie. E ringrazio di essere cresciuto in tempo di “pace”.
Ma tornando a Pasolini, credo sia stata la prima volta, in quel 1975, che notai il nome del mio omonimo uscire insistentemente dall’altoparlante dell’apparecchio televisivo. Un fatto casuale, quasi una fortuna, che ha attirato la mia attenzione verso il personaggio dal nome a me familiare, in realtà un grande poeta e pensatore libero. Alla fine ha contribuito ad innescare un processo irreversibile di de-assuefazione da quello stesso medium di massa.

Friday, September 7th, 2007

Ustr?ga – anteprima dal nuovo album

Filed under: Dark ambient, Loops, mp3, Musica, Noise, Ustr?ga
Written by: mazapegul @ 11:40 pm

Il brano degli Ustr?ga in anteprima è “candezziccio“, una suite per strati di feedback, controllati con equalizzatore, chitarra elettrica, wha wha e loops.

Scarica l’intero brano dall’Ustr?ga blog.
Dettagli session di registrazione.

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