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Wednesday, October 31st, 2007

Di Pietro vota no alla commissione d’inchiesta sul G8

Filed under: Antonio Di Pietro, G8 Genova, Gianfranco Fini, Giustizia, Politica
Written by: mazapegul @ 10:47 pm

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Il presidente di Italia dei Valori Antonio Di Pietro ha votato no alla commissione d’inchiesta sui fatti del G8 di Genova, insieme a Mastella e cdl.
Di Pietro si dichiara favorevole alla commissione, ma solo a patto che si indaghi su entrambe le parti in causa: forze dell’ordine e manifestanti (vedi il comunicato). Si tratta di una motivazione che convince assai poco. Un conto è indagare su qualche manifestante alle prese con atti di teppismo da strada, un’altro è indagare sulle forze dell’ordine che avrebbero effettuato pestaggi e abusi sistematici dietro ordini precisi. Per i teppisti dovrebbe essere sufficiente il codice penale (la pubblica accusa ha già chiesto condanne per complessivi 225 anni di reclusione per tali reati), mentre una commissione parlamentare dovrebbe avere lo scopo di verificare responsabilità politiche. È necessario ad esempio accertare da chi sono arrivati certi ordini e, soprattutto, cosa ci faceva il vicepresidente Gianfranco Fini nella centrale operativa di Genova, proprio mentre ufficiali delle forze dell’ordine si prestavano agli abusi più agghiaccianti (fonte Unita.it).

Tuesday, October 30th, 2007

La buona fede

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Il Senatore Cesare Salvi a proposito di Mastella:

«… finora ha fatto complessivamente bene il ministro, e non ho dubbi sulla sua buona fede. Ha commesso però un errore politico a richiedere il trasferimento urgente di un magistrato che, com’era noto, indagava su di lui e su Prodi. Ha attivato un potere discrezionale, dando così l’impressione di volersi sottrarre alla giurisdizione e voler mettere il bavaglio al P.M.». (IlGiornale.it)

Interessante il punto di vista del senatore Salvi: un ministro di giustizia si sottrae al proprio giudice naturale grazie ad un suo diretto intervento preventivo, ed il senatore lo chiama “errore politico”, in quanto il ministro in questione sarebbe in “buona fede”. In altre parole Mastella avrebbe tratto vantaggio personale, utilizzando il proprio potere di ministro, per sbaglio. Dobbiamo perciò dedurre che in una democrazia evoluta come quella italiana, il conflitto d’interessi si risolve con la buona fede.

Monday, October 29th, 2007

Reply from Senator Feinstein

Filed under: Dianne Feinstein, English, Lettere, MoveOn.org, US politics
Written by: ticciola @ 9:15 pm
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U.S. Senator Dianne Feinstein responding to my message:

Thank you for contacting me to express your views about the advertisement MoveOn.org placed in the New York Times on September 10, 2007 regarding General David Petraeus. I appreciate hearing from you and welcome the opportunity to respond.

I was disappointed to learn of MoveOn.org’s advertisement criticizing General Petraeus. When he testified before Congress in September, Congress and the American people were hoping to hear a new strategy on how to forge political accommodation in Iraq. While I did not agree with all of General Petraeus’ recommendations, I felt that the MoveOn.org advertisement was inappropriate and unhelpful to the larger debate about our policy in Iraq.

On September 20, 2007, I joined 71 of my colleagues in approving Senator John Cornyn’s (R-TX) amendment to the fiscal year 2008 National Defense Authorization Act (H.R. 1585), expressing the sense of the Senate to reaffirm support for General David Petraeus and strongly condemn personal attacks on the honor and integrity of General Petraeus and all members of the United States Armed Forces.

Again, thank you for writing. I hope you will continue to keep me informed of issues important to you. Best regards.

Sincerely yours,
Dianne Feinstein

Sunday, October 28th, 2007

Struzzopoli

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Luciano Violante: «Un magistrato non deve utilizzare i mezzi d’informazione per cercare consenso o farsi pubblicità» (Unita.it)

Violante, quello dei mai dimenticati accordi subdoli con Berlusconi, con queste parole si riferisce ai pm Forleo e De Magistris. Secondo Violante il problema sarebbe che la magistratura “cerca di farsi pubblicità”, non il fatto che i pm in questione subiscano continue intimidazioni e si sentano, a ragione, isolati dallo stato e da una parte del loro stesso ambiente. È grave che i magistrati vadano in televisione, mica il putridume che fuoriesce dal pentolone scoperchiato in Calabria. Chissà se al signor Violante, e compari di partito, dia pace il pensiero che una situazione molto simile a questa ha preceduto la strage di via d’Amelio, dove venne ucciso Paolo Borsellino.

Friday, October 26th, 2007

Matching Mole: Matching Mole

Filed under: Matching Mole, Musica, Review, Robert Wyatt
Written by: mazapegul @ 10:23 pm

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Matching Mole è un progetto formato da Robert Wyatt nel 1972, dopo la sua dipartita dai Soft Machine. La formazione originale comprendeva: Robert Wyatt (mellotron, piano, batteria e voce), David Sinclair (piano e organo), Phil Miller (guitar), Bill MacCormick (basso), Dave McRae (piano elettrico). Il loro primo album, dal titolo omonimo, rimane uno degli album più significativi del Canterbury Sound e del prog-rock in generale. Si tratta di un album estremamente eterogeneo, che passa dalla raffinata ballata melodica, alle sfrenate improvvisazioni jazz-rock, inclusi momenti di sperimentazione pura. Wyatt firma 7 brani su 8, anche se l’album è soprattutto un lavoro di gruppo.

O Caroline è una canzoncina melodica di una semplicità e raffinatezza tutta “wyattiana”. Il tema e l’inciso sono di quelli che ti entrano in testa instantaneamente e non dimentichi più. Arrangiamenti raffinati ed essenziali, mai invasivi, con la calda voce di Wyatt che sovrasta il tutto.

Instant Pussy è invece un brano strumentale più atmosferico, basato su distese frasi ascendenti di basso. Wyatt utilizza la voce come strumento vero e proprio, giocando liberamente con l’echo.

Instant Pussy sfuma gradualmente su Signed Curtain, una scarna canzone melodica arrangiata solo con pianoforte e voce. Il canto di Wyatt si dispiega malinconico, descrivendo punto per punto la canzone stessa: le strofe, gli incisi, i cambi di chiave, ecc., inclusa la ragione per cui perde fiducia nella canzone stessa, interrompendola (“‘Cause it won’t help me reach her…”). Il brano è uno dei vertici del Wyatt melodico, ed una delle più belle melodie in assoluto.

Con Part Of The Dance i toni si spostano su territori più marcatamente prog-rock, ed emerge in modo più chiaro il potenziale del gruppo. Il tema principale è una frase discende ripetuta varie volte all’unisono. Il brano poi si sviluppa su improvvisazioni stile jazz-rock. Gli strumenti si sbizzarisco con libertà in continue invenzioni, senza che nessuno prevalga sull’altro.

Instant Kitten inizia con una serie di nastri rovesciati ai quali si aggiungono dei vocalizzi di Wyatt. La parte centrale, è un’altra audace improvvisazione strumentale, con un notevole solo di organo distorto. Il brano chiude con dei temi melodici sconclusionati eseguiti col solo mellotron, lacerati nel finale.

Dedicated To Hugh, But You Weren’t Listening inizia con cupe sonorità ambientali ed atonali, per poi sfociare in un’altra improvvisazione strumentale jazz-rock, libera ed intrepida alla Matching Mole.

Beer As In Braindeer è un brano più sperimentale. Alterna bizzari interventi strumentali liberi ed atonali, in una atmosfera sempre più caotica e distorta, a metà strada fra il free jazz e l’avanguardia colta. Sul finale la batteria intona un ritmo più definito.

L’album chiude con Immediate Curtain, un brano altrettanto sperimentale ed atonale, basato sul suono del mellotron. Suoni di basso iperdistorti, tastiere e rumori vari intervengono nella prima parte. Il brano prosegue con armonie dissonanti di solo mellotron, per chiudere in una lugubre atmosfera cosmica.

Thursday, October 25th, 2007

Giustizia devastata dal potere politico

Filed under: Giustizia, Informazione, Luigi De Magistris, Media, Politica
Written by: mazapegul @ 9:20 pm

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È corretto che un magistrato si esponga deliberatamente al pubblico e nei mass media, come sta accadendo in questi giorni? Esistono opinioni contrastanti. Io credo che, in condizioni normali, la magistratura debba essere tenuta ad eseguire il proprio lavoro nel modo più riservato possibile. Anche nel caso in cui c’è una ingerenza mediatica dell’indagato, impegnato ad offrire esclusivamente la propria versione dei fatti vera o falsa che sia (vedi la quasi totalità dei casi in cui ad essere indagati sono politici o amici di politici). Sempre ammesso di essere in condizioni normali appunto, che in questo caso equivale ad una garanzia di indipendenza della magistratura. Ma se quest’ultima dovesse essere messa a rischio o prevaricata (come troppo spesso è accaduto negli ultimi anni), allora non solo è ammissibile che un magistrato esca allo scoperto per denunciare pubblicamente il fatto, dovrebbe essere soprattutto suo dovere, a patto che non entri nel merito dell’indagine stessa.

L’avocazione dell’inchiesta di De Magistris è un fatto di una gravità estrema, dalle conseguenze devastanti per la Giustizia. Si tratta di un caso a dir poco controverso, dove un indagato eccellente ha avuto il potere di creare deliberatamente una presunta “incompatibilità nel procedimento”, sull’indagine in cui lui stesso è coinvolto come imputato, ottenendo infine la sottrazione dell’inchiesta dal magistrato inquirente. Un episodio che di fatto ha minato l’indipendenza del lavoro del magistrato. Chiunque sappia, almeno un poco, di indagini sa che la sottrazione dei procedimenti comporta la perdita definitiva del potenziale investigativo delle inchieste. La gravità della cosa è tale da urtare violentemente contro almeno cinque articoli della Costituzione della Repubblica Italiana: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge” (Art. 3); “Nessuno può esser distolto dal giudice naturale precostituito per legge” (Art. 25); “La giustizia è amministrata in nome del popolo. I giudici sono soggetti soltanto alla legge” (Art. 101); “La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere” (Art. 104); “I magistrati sono inamovibili” (Art. 107).

Ci troviamo di fronte ad un problema che va ben oltre il caso De Magistris, che investe tutta la cittadinanza a prescindere dall’orientamento politico.

Wednesday, October 24th, 2007

Mondadori Day

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Pieno appoggio al Mondadori Day, organizzato da Qui Milano Libera, per informare i cittadini che il principale gruppo editoriale italiano è passato a Berlusconi grazie a una sentenza comprata da Previti. Scarica e diffondi il volantino.

Secondo il disegno di legge Comunitaria 2007 (testo integrale in formato .pdf), approvato dal Consiglio dei Ministri nel Marzo 2007, la Mondadori e relativi proventi andrebbero confiscati dall’attuale proprietario, il quale sarebbe da considerarsi illegittimo.

Il comunicato di Piero Ricca:

Monday, October 22nd, 2007

L’inchesta “Why Not” inizia a perdere i pezzi

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Il Presidente Napolitano ci comunica che vigilerà sugli sviluppi dell’inchiesta “Why Not”, invitando ad evitare polemiche. Una dichiarazione particolarmente ricca di contenuti che Palazzo Chigi approva immediatamente. Peccato che il fascicolo di De Magistris sia già stato scippato, forse era meglio se si iniziava a vigilare da prima.

Mastella ci tiene a sottolineare di non aver bloccato l’indagine, che al contrario andrà avanti anche senza De Magistris. Mastella ci terrebbe a prenderci per culo, ecco infatti i primi devastanti effetti:

Un ex assessore regionale del Psdi, Pino Tursi Prato (ora in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa), sta collaborando nell’inchiesta “Why Not”. Tursi Prato ha già fatto alcune dichiarazioni al pm De Magistris, in merito ai presunti rapporti tra l’imprenditore Antonio Saladino, personaggio centrale dell’inchiesta “Why Not”, ed il presidente Prodi ed il ministro Mastella. Ma dopo l’avocazione dell’inchiesta Tursi Prato sta ora valutando se proseguire la sua collaborazione. La deposizione che Tursi Prato averebbe dovuto fare oggi pomeriggio davanti a De Magistris sarebbe stata annullata per effetto dell’avocazione dell’inchiesta da parte della Procura generale. (Fonte ANSA.it)

[Aggiornamento: la notizia relativa a Pino Tursi Prato è stata successivamente rimossa da ANSA.it]

Appello per la Giustizia - Per De Magistris

Sunday, October 21st, 2007

Avocazione inchiesta di Luigi De Magistris

Filed under: Giustizia, Luigi De Magistris, Politica
Written by: mazapegul @ 10:26 pm

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Antonio Di Pietro: “Siamo di fronte ad un bivio che, se non affrontato subito e con determinazione, ci travolgerà tutti perchè stiamo rischiando di mettere in pericolo lo Stato di diritto.” (AntonioDiPietro.com)

Salvatore Borsellino (fratello di Paolo): “Quaranta anni fa sono andato via dalla Sicilia perché ritenevo impossibile di vivere la mia vita in un paese in cui la legalità era solo una parola del vocabolario, ora non ritengo più che sia una vita degna di chiamarsi con questo nome e quindi una vita degna di essere vissuta quella di vivere in un paese dove l’illegalità è diventata la legge dello Stato.” (Uguale Per Tutti)

Luigi De Magistris: “Dopo un’avocazione di un’inchiesta del genere, distrutto lo Stato di diritto, rischi le pallottole e il tritolo.” (Corriere.it)

Clemente Mastella: “Mi ha iscritto scientemente perché sapeva che iscrivendomi gli veniva tolta l’inchiesta e diventava un eroe nazionale. Probabilmente voleva dare l’idea che è molto più facile esaltarsi nel dire ‘mi hanno tolto la cosa’.” (Repubblica.it)

Romano Prodi: non pervenuto.
Giorgio Napolitano: non pervenuto.

Appello per la Giustizia - Per De Magistris

“Non intendevo…”

Filed under: Informazione, Politica, Ricardo Franco Levi
Written by: mazapegul @ 9:35 pm

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Levi risponde alle accuse insistendo che con il suo ddl sull’editoria non si vogliono investire anche i siti internet e blog amatoriali. Chi ha ragione? Basterebbe leggere cosa c’è scritto nel famigerato ddl:

Art. 2
(Definizione del prodotto editoriale)

1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento, che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.

Art. 5
(Esercizio dell’attività editoriale)

1. Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.

Art. 7
(Attività editoriale su internet)

1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle informazioni.

Dov’è questa ambiguità? Il ddl definisce come attività editoriale “qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione”, “anche in forma non imprenditoriale per finalità non lucrative”. Viene poi citata nello specifico l’attività editoriale su internet, soggetta anch’essa alle “norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa”. Per quanto se ne dica mi sembra piuttosto chiaro, anche il bloggerello del ragazzino ne sarà soggetto. Ci sono allora tre alternative: Levi non capisce quello che ha scritto; Levi scrive di cose che non capisce; Levi non è in buona fede.

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