Infine il delirio

Il ministro della Giustizia sposa la strategia alla Mauro Mazza, da New York gioca la carta della violenza politica, che tradotto significa: “non sei d’accordo sul fatto che io, che posso, mi sbarazzi con disinvoltura dei magistrati a me scomodi? Allora stai alimentando il terrorismo, se dovesse accadermi qualcosa è anche colpa tua!”. Mastella innesca deliberatamente questo circolo vizioso e perverso, se dovesse invece accadere qualcosa a De Magistris, Forleo o Santoro, potrebbe allora essere addebitato a Mastella?
Dopo il ricatto a Prodi “o me, o Berlusconi“, il ministro coglie due piccioni con una fava: da un lato offende migliaia di cittadini che protestano civilmente, dall’altro esorta con espliciti richiami alla violenza. Mastella sta diventando un personaggio pericoloso per l’ordine pubblico, per il bene della collettività il governo dovrebbe invitarlo ufficialmente a rassegnare le dimissioni.
Leggi l’editoriale di Giuseppe D’Avanzo.
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