Voglia di bavaglio

Il bavaglio a internet? Questa volta il governo ci prova sul serio, approva e manda all’esame del Parlamento il disegno di legge di Ricardo Franco Levi. Un disegno di legge che introdurrebbe obblighi di registrazione al ROC, burocrazia, spese impreviste anche per chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale. Soprattutto si temono sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.
Sul rischio che la legge, così com’è scritta, possa investire anche i piccoli siti internet, Levi cerca di sdrammatizzare: “Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile”. Mentre a proposito del blog di Grillo Levi dichiara: “Non spetta al governo stabilirlo, Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute davvero alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà stata discussa e approvata dalle Camere”. (Citazioni da Repubblica.it)
Perciò Levi fa già distinzioni fra un blog generico ed il blog di Grillo, però non dice su quali parametri si basa.
Chissà con quale regolamento l’Autorità per le Comunicazioni dovrebbe decidere chi sia tenuto a registrarsi e chi no?
Approveranno prima la legge poi per il regolamento si vedrà?
La legge sarà applicabile a tutti i siti internet dei cittadini italiani, o sarà limitata a quelli su provider italiano?
Se uno utilizza un provider all’estero sarà esposto alla legge?
Lo stato italiano obbligherà a resettare la password di un sito italiano ospitato in un provider nello stato del Wyoming?
Faranno distinzione se il blog parla di attualità o di arti culinarie?
Puniranno ad uno ad uno i milioni di siti non adeguatamente registrati, o ne puniranno uno per educarne cento?
I siti che scamperanno la punizione, dovranno continuare a vivere nel terrore?
Da uno a dieci, quanto conosce internet il Levi in questione per riuscire a concepire un tale aborto di legge? E tutti i ministri che l’hanno approvato (sempre ammesso che siano in buona fede s’intende)?



Colui che giudicherà…
Il concetto di un’Autorità chiamata a giudicare e a stabilire chi è tenuto ad iscriversi al ROC è una cosa ancora più assurda se vediamo chi, effettivamente, sarà chiamato a giudicare. Corrado Calabrò, 72 anni.
“Dal 1963 al 1968 ha s…
Trackback by: Cubelogic Improv — October 20, 2007 @ 1:59 am | permalink
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Pingback by: mazapegul » Pd solitario, intercettofobia e imminente bavaglio alla rete — February 7, 2008 @ 9:40 pm | permalink