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Saturday, October 20th, 2007

Tolta l’inchiesta “Why Not” a De Magistris

Filed under: Clemente Mastella, Giustizia, Luigi De Magistris, Politica
Written by: mazapegul @ 9:44 pm

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Clemente Mastella si dichiara sereno. «È giunta notizia che l’inchiesta è stata avocata – ha affermato il Guardasigilli – io sono sempre stato sereno in attesa dei giudizi, come per il caso del Calcio Napoli quando ho atteso pazientemente e sono stato prosciolto. Il giudizio terzo arriva. Bisogna che ognuno rispetti la legalità e i principi, che nessuno oltrepassi la linea di demarcazione dei principi legali». (Corriere.it)

Sereno ed a posto con la coscienza, in conclusione. Mastella lo ripete come un mantra, deve convincersi di ciò. Ma non è cosa facile. Si dice innocente, ma preferisce sottrarsi alle indagini di De Magistris, anche se lui dirà che sono semplicemente passate ad un altro magistrato (la scuola Berlusconi sarà pure servita a qualcosa). C’è solo un altro piccolo problema, insieme a lui ha sottratto anche tutti gli altri indagati. Molta brava gente immagino. Sono i regali di Mastella, politico che si dice ispirato ai valori del cristianesimo democratico. Mentre De Gasperi (ispirato agli stessi valori) si rivolta nella tomba, Mastella continua a recitare il suo mantra, ma il tormento non lo molla.

Appello per la Giustizia - Per De Magistris

Friday, October 19th, 2007

Voglia di bavaglio

Filed under: Informazione, Politica, Ricardo Franco Levi
Written by: mazapegul @ 10:40 pm

Free speech movement - Berkeley

Il bavaglio a internet? Questa volta il governo ci prova sul serio, approva e manda all’esame del Parlamento il disegno di legge di Ricardo Franco Levi. Un disegno di legge che introdurrebbe obblighi di registrazione al ROC, burocrazia, spese impreviste anche per chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale. Soprattutto si temono sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.

Sul rischio che la legge, così com’è scritta, possa investire anche i piccoli siti internet, Levi cerca di sdrammatizzare: “Lo spirito del nostro progetto non è certo questo. Non abbiamo interesse a toccare i siti amatoriali o i blog personali, non sarebbe praticabile”. Mentre a proposito del blog di Grillo Levi dichiara: “Non spetta al governo stabilirlo, Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute davvero alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà stata discussa e approvata dalle Camere”. (Citazioni da Repubblica.it)

Perciò Levi fa già distinzioni fra un blog generico ed il blog di Grillo, però non dice su quali parametri si basa.

Chissà con quale regolamento l’Autorità per le Comunicazioni dovrebbe decidere chi sia tenuto a registrarsi e chi no?
Approveranno prima la legge poi per il regolamento si vedrà?
La legge sarà applicabile a tutti i siti internet dei cittadini italiani, o sarà limitata a quelli su provider italiano?
Se uno utilizza un provider all’estero sarà esposto alla legge?
Lo stato italiano obbligherà a resettare la password di un sito italiano ospitato in un provider nello stato del Wyoming?
Faranno distinzione se il blog parla di attualità o di arti culinarie?
Puniranno ad uno ad uno i milioni di siti non adeguatamente registrati, o ne puniranno uno per educarne cento?
I siti che scamperanno la punizione, dovranno continuare a vivere nel terrore?
Da uno a dieci, quanto conosce internet il Levi in questione per riuscire a concepire un tale aborto di legge? E tutti i ministri che l’hanno approvato (sempre ammesso che siano in buona fede s’intende)?

Il coraggio delle proprie idee

Filed under: Francesco Storace, Politica
Written by: mazapegul @ 8:40 pm

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La questione sul diritto di voto dei senatori a vita potrà anche essere messa in discussione. Ma Storace va oltre, vorrebbe consegnare le stampelle a Rita Levi Montalcini. Non contento di ciò, accusa il Presidente Napolitano, reo di avere difeso la Montalcini, di essere indegno della sua carica. Storace ha le sue idee ed i suoi metodi.
Nel suo blog cita questa frase, a cui si dice ispirato: “Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le proprie idee, o non vale niente lui o non valgono niente le sue idee”. Ecco, Storace è uno che ha il coraggio delle proprie idee, peccato però che il coraggio in se non garantisca affatto sulla qualità morale di tali idee.

Wednesday, October 17th, 2007

Syd Barrett: Barrett

Filed under: Musica, Pink Floyd, Review, Syd Barrett
Written by: mazapegul @ 10:36 pm

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The Madcap Laughs uscì nel gennaio del ’70. Barrett, secondo ed ultimo album solista di Syd, fu pubblicato nel novembre dello stesso anno. Quest’ultimo ha avuto una gestazione meno problematica e più spedita rispetto al precedente. È ancora Gilmour, nelle vesti di produttore, a rendere possibile la realizzazione di questo secondo lavoro. Gilmour collaborò inoltre come polistrumentista, insieme a Wright alle tastiere. Come è avvenuto per The Madcap Laughs, i brani sono tutte composizioni di Barrett, tutte le parti cantate e le parti soliste di chitarra sono anch’esse le sue. L’album, che risulta essere più compiuto, meno discontinuo ed in generale più accessibile rispetto al suo predecessore, sfoggia un’altra serie di brani affascinanti ed irripetibili. Ora semplici e delicati, ora stralunati e nevrotici. In ogni caso sempre inusuali e bizzarri, come ci ha abituato la sensibilità artistica dell’autore. Per quanto se ne dica, l’album ha la statura del capolavoro, e, insieme al lavoro precedente, si rivelerà di fondamentale importanza nell’evoluzione del songwriting, e per la musica in generale. Due album che hanno fatto storia.
Dopo questo secondo lavoro non ci saranno altri capitoli, raccolte di inediti a parte (tipo Opel, pubblicato nel 1988). Barrett , di lì a poco, abbandonò completamente le scene musicali.

Baby Lemonade
Una breve introduzione di sola chitarra apre il brano. Si tratta di un brano piuttosto orecchiabile, nonostante qualche “irregolarità” armonica. Un piccolo classico e una delle melodie più celebri di Barrett.

Love Song
Una intensa ballata melodica di disarmante semplicità. Impreziosita dagli arrangiamenti di tastiere.

Dominoes
Quì cambiano decisamente i toni. Si tratta di brano più atmosferico, con struttura ed arrangiamento del tutto inusuali. Il cantato si sviluppa ossessivo su una struttura armonica modale discendente, con tono quasi remissivo. La chitarra solista accompagna per tutto il brano incisa alla rovescia, contribuendo aumentare la tensione drammatica. Le tastiere tengono in piedi il tessuto armonico atmosferico, nella coda eseguono un contrappunto con la chitarra solista. Il brano è il capolavoro nel capolavoro.

It’s Is Obvious
Brano melodico ripetitivo, una cantilena non sense.

Rats
Un blues monocorde, particolarmente ossessivo e paranoico. Il canto di Barrett si dispiega libero, tirando fuori incubi e fantasmi, con guizzi melodici improvvisi. Un blues tutt’altro che classico ma così vicino, nello spirito, al delta blues delle origini. Un brano notevole.

Maisie
Altro blues monocorde, particolarmente cupo, prevalentemente parlato con voce baritonale.

Gigolo Aunt
Altro brano melodico alla Barrett, e un’altro piccolo classico.

Waving My Arms In The Air – I Never Lied To You
Due brani collegati. Il primo sfoggia una delle melodie più memorabili in assoluto, di Barrett ed in generale. Il cantato incede su registri baritonali per poi crescere progressivamente di incisività ed intensità drammatica, spostandosi su registri più acuti. La melodia non segue principi di strofa e ritornello, ma si sviluppa in modo progressivo.
I Never Lied To You è collegata nel finale, il ritmo rallenta gradualmente e la voce intona una melodia altrettanto intensa, che scende ancora sui registri bassi.

Wined an Dined
Altro brano semplice, delicato e di indubbio fascino.

Wolfpack
Un brano erratico, ritmicamente discontinuo. Particolarmente nervoso ed ossessivo, a tratti quasi delirante. Forse il momento più atipico dell’album.

Efferveshing Elephant
Brano composto da Syd all’età di 16 anni (secondo la leggenda). Si tratta di specie una favola infantile, arrangiata con tanto di trombone. Chiude l’album nel modo migliore, spostando drasticamente i toni in territori ironici e fiabeschi.

Monday, October 15th, 2007

Andreotti condannato per diffamazione

Filed under: Giulio Andreotti, Mafia, Politica
Written by: mazapegul @ 11:58 am

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Il senatore a vita Giulio Andreotti, già prescritto per il reato di partecipazione all’associazione per delinquere [Cosa Nostra] concretamente ravvisabile fino alla primavera 1980 (vedi testo completo Sentenza Cassazione, conclusioni a pag. 40), è stato condannato il 15 giugno scorso per aver diffamato il Giudice Almerighi, attuale presidente del Tribunale di Civitavecchia. Maggiori dettagli su Uguale Per Tutti. L’informazione ufficiale non ne parla? E perchè dovrebbe, in fondo Andreotti ha solo presieduto sette governi, dal 1972 al 1992.

Sunday, October 14th, 2007

Successo primarie Pd, reazioni in Forza Italia

Filed under: Forza Italia, Politica, Primarie Pd
Written by: mazapegul @ 4:49 pm

Le reazioni dei berluscones alle primarie Pd, seguono alcuni spassosi commenti a caldo:

Francesco Giro (coordinatore Fi regione Lazio): «Ma chi vogliono prendere in giro. Qualcuno sta tentando al fotofinish di tirare su i numeri per mascherare un mezzo flop. Passare dal milione e mezzo comunicato alle 17.30 ai due milioni annunciato alle 18.30 – accusa il deputato Fi – è un fatto poco credibile anzi fantascientifico. La verità è che ha votato un milione e mezzo di persone, un dato buono ma non ottimo. Lo ammettano e la smettano di dare i numeri …». (Corriere.it)

Fabrizio Cicchitto (vicecoordinatore nazionale di Fi): «La nascita di un nuovo partito di massa è sempre una cosa seria, meno seria è quella sorta di lievitazione di voti che si sta verificando in queste ultime ore, dalle 17 alle 18,30, grazie ad una “eccezionale” rilevazione, quasi che Veltroni abbia anche il potere di moltiplicare i pani e i pesci». (Corriere.it)

Osvaldo Napoli (consiglio direttivo di Fi): «Alle 17 avevano votato, secondo i coordinatori del Pd un milione e mezzo di cittadini, compresi immigrati in regola e ragazzi over 16. Significa che, a fine giornata, si saranno recati alle urne per le primarie del Pd la meta’ o un po’ meno degli elettori accorsi nell’ottobre del 2005 per scegliere il candidato premier dell’Unione, da sempre stimati in circa 4 milioni … I genitori del neonato faranno bene a riflettere sulle ragioni dello scarso entusiasmo. Si trattera’ del fatto che la meta’ degli elettori di Prodi appartengono alla sinistra radicale?». (forza-italia.it)

Guglielmo Picchi (deputato di Fi), a proposito dell’affluenza in Toscana: «… Anche in provincia la situazione fuori dai seggi era piuttosto tranquilla, il fatto che abbia votato il 70% in meno rispetto alle primarie di due anni fa dimostra che si e’ trattato di un flop. La realta’ e’ che su 60 milioni di italiani solo poco piu’ di 1 milioni vogliono ancora Prodi. Se in tutta Italia e’ stato come in Toscana e’ un altro campanello di allarme per Prodi: se ne vada quanto prima!». (forza-italia.it)

In realtà le primarie del Pd si sono rivelate un successo al di sopra di ogni aspettativa.
Ma i berluscones, politici fatti con lo stampino, reagiscono appunto utilizzando lo stesso stampino. Dovrebbero invece iniziare a pensare seriamente alle primarie anche per il prossimo leader di centro-destra, come avviene nei loro amati Stati Uniti d’America. Se solo l’intelligenza fosse una qualità un po’ più di casa fra quelle fila.

Friday, October 12th, 2007

Oscurateci tutti

Filed under: Alfredo Biondi, Beppe Grillo, Informazione, Parlamento pulito
Written by: mazapegul @ 10:41 pm

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Alfredo Biondi querela Grillo. Cito dal Dal Secolo XIX del 30 settembre 2007 a firma Marco Menduni (articolo integrale):

Stavolta non è la solita querela annunciata. Alfredo Biondi contro Beppe Grillo: la sfida si sposta nelle aule giudiziarie. “Sporgo formale denuncia querela contro Giuseppe Grillo” … Biondi chiede anche “il sequestro di tutti i filmati della manifestazione (il V-day di Bologna, ndr), delle copie di manifestini nei quali tra i parlamentari-wanted è riprodotta la mia foto e che venga disposto l’oscuramento dei siti internet che contengono immagini o filmati di contenuto diffamatorio”. Compreso il sito di Beppe Grillo (www.beppegrillo.it) dal quale l’iniziativa è stata lanciata.

Il signor Biondi, da consumato esperto di internet, spera di riuscire a far cancellare tutte le copie di quel po’ po’ di roba, da tutti i provider sparsi per il globo, incluso l’oscuramento di tutti i siti internet che contengono tale materiale (destinato oltretutto a moltiplicarsi esponenzialmente dopo una querela di siffatta natura). È davvero difficile trattenere le risate.

“Il signor Grillo [prosegue Biondi], quando mi ha inserito tra i parlamentari wanted era consapevole che per la contravvenzione (non un delitto!) che mi era stata contestata non fui mai condannato, tantomeno con sentenza definitiva in Cassazione, perché venne applicata una pena a mia richiesta. E sapeva anche che la contravvenzione era stata depenalizzata. La sentenza applicativa della pena era stata revocata, con l’ordine di eliminare ogni iscrizione relativa a questa vicenda dal mio certificato penale. Che è immacolato”.

Biondi ha subito una condanna di due mesi patteggiati per evasione fiscale a Genova (fonte: “Onorevoli wanted” di Gomez e Travaglio, Wikipedia.org). Tipo una piccola “contravvenzione” per divieto di sosta, tanto per intenderci. Ma il sommo ridicolo viene toccato quando puntualizza che il reato è stato in seguito depenalizzato, da un parlamento di cui Biondi stesso faceva parte. Sarebbe come se io rubassi un’auto, poi vengo eletto in parlamento e ti depenalizzo il furto d’auto. Perciò delinquente due volte, nonchè responsabile per tutti i reati dello stesso tipo, passati e futuri. E quello lo sbandiera pure.
Ma a parte questo, al momento del reato la legge c’era ed il Biondi se ne sarebbe infischiato gioiosamente. Chi ci garantisce che questo soggetto con “certificato penale immacolato” non abbia delle ricadute in futuro?

Thursday, October 11th, 2007

Robert Rich / Lustmord: Stalker

Filed under: Dark ambient, Lustmord, Musica, Review, Robert Rich
Written by: mazapegul @ 11:01 pm

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Stalker (1995), ispirato all’omonimo capolavoro cinematografico di Andrei Tarkovsky, è una collaborazione fra Robert Rich (musicista Ambient) e Brian “Lustmord” Williams (musicista più orientato al genere Industrial/Dark/Ambient). L’album contiene una serie di paesaggi musicali scarni e minimali, tutti collegati tra loro, dove regnano atmosfere misteriose e sinistre. Sonorità da incubo post-industriale, alle volte persino agghiaccianti, riverberi sterminati, echi di voci lontanissime, sviluppi musicali lentissimi. I luoghi immaginari che vengono evocati sono dominati da una sensazione di desolazione e devastazione, dove la vita emerge solo come un eco remoto e frammentario. Un album di musica Ambient che, più che essere “discreta”, sembra risvegliare paure subconscie ancestrali. Una musica inquietante, ma che nello stesso tempo intriga.
Difficile non trovare, in questo capolavoro di musica Dark Ambient, riferimenti alla scuola cosmica tedesca, soprattutto ai primi Popol Vuh e Tangerine Dream (quelli più cupi naturalmente). Anche se rimane un lavoro fortemente personale.

Elemental Trigger
Il brano, introdotto bruscamente da un suono agghiacciante, è strutturato su una lenta e desolata sequenza armonica, investita ripetutamente da oscuri echi di rumori lontanissimi. Nel finale viene come inghiottito da una cascata di pioggia.

Synergistic Perceptions
Atmosfera ancora più scarna ed ambientale. Suoni di goccie d’acqua. Voci sintetiche ascendenti si alternano a cupe sonorità gravi, in un lento crescendo. Nella seconda parte emergono ripetutamente inquietanti echi di lamenti ancestrali, poi interrotti da rumori di tuoni remoti.

Hidden Refuge
In questo brano vengono attraversati vari paesaggi musicali. La prima parte è particolarmente ossessiva, con vari ronzii di insetti ed animali notturni a fare da base ad un teso tema melodico. Nella seconda parte il paesaggio si fa più cupo, con profondi fischi di vento, goccie e cascate d’acqua, richiami di animali, spezzoni di voci umane incomprensibili. La terza parte è invece più astratta, con vampate di rumore bianco e bassi che ricordano il cupo suono del faro.

Delusion Fields
Il brano è basato su un ritmo discontinuo dalla sonorità dissonante. Emergono in continuazione voci remote, tipo cantilene di antiche civiltà tribali, alle quali si aggiungono poi droni di voci gutturali. Nell’ultima parte un flauto intona melodie rarefatte e desolate.

Omnipresent Boundary
Pesaggio sonoro teso e misterioso. Sono alternate sonorità tenebrose, a sonorità stridenti e metalliche. In sottofondo continuano ad emergere oscuri echi di rumori e voci lontane. Nella seconda parte si trasforma in un lungo drone cosmico in lenta metamorfosi, la cui intensità aumenta progressivamente per poi spegnersi in un fischio di vento continuo.

Undulating Terrain
Dal fischio di vento emergono melodie primitive di flauto, le quali evocano luoghi sconfinati di morte e devastazione.

A Point of No Return
Il brano, di natura più astratta, è basato su un poliritmo rarefatto, sul quale vengono sviluppate linee melodiche atonali, in un intrigante intreccio di glissandi ascendenti e discendenti. L’atmosfera viene saltuariamente investita da scariche di rumore bianco. Alla fine rimane solo un rumore di passi che si allontanano sull’acqua.

Wednesday, October 10th, 2007

Una occasione mancata

Filed under: Lettere, Politica, Primarie Pd, Romano Prodi, V-day
Written by: mazapegul @ 11:02 pm

Lettera a Romano Prodi in risposta all’editoriale “Un argine all’antipolitica“, di cui riporto un piccolo estratto:

Noi abbiamo voluto un partito vero, disciplinato da regole e che si configuri come organismo collettivo. Tutto il contrario di partiti oligarchici o personali. Abbiamo voluto un partito grande, a vocazione generale e con cultura di governo e proprio per questo in grado di respingere l’antipolitica, uno dei più gravi rischi che il sistema democratico può correre.

Egregio Presidente del Consiglio, ho letto con interesse il suo editoriale pubblicato su l’Unita.it il 10/10/2007. Pur apprezzando il coraggio e lo spirito di sfida che stanno alla base della fondazione del Partito Democratico, confesso di avere l’amaro in bocca.
Lei usa quel termine, “antipolitica”, di cui francamente si è un po’ abusato negli ultimi tempi. Mi sono sforzato di vedere dove si celasse questa antipolitica, quella da lei definita come “uno dei più gravi rischi del sistema democratico”, quella che in genere viene sommariamente associata al cosidetto popolo del V-day. Onestamente, a parte pochissimi casi isolati (ma non vorremo basare le nostre valutazioni su quelli, le pare?), io di antipolitica ne vedo poca. Quello che vedo è piuttosto un movimento sempre più vasto di persone calamitate da un forte senso civico, unite nella lotta per la giustizia e la legalità, contro l’ostentata impunità del ceto politico, per una società democratica con regole ferme e chiare per tutti. Altro che antipolitica!
Capisco che i vaffa di Grillo e certi sui metodi possano non piacere, ma chissenefrega. Il movimento non è nato con Grillo, lui ha funzionato come una specie di detonatore, è riuscito con la sua popolarità ad incanalare le energie grazie anche al blog. Il movimento era già nell’aria non dimentichiamolo, prima ci sono stati i Girotondi che chiedevano le stesse cose, quando ancora vigeva il famigerato governo Berlusconi.
Mi chiedo come sia possibile che il Pd, nelle persone dei suoi maggiori sostenitori e canditati per le primarie, non abbia neanche voluto ascoltarle queste voci. Perchè al contrario si è scelto di insultare queste persone, bollando ripetutamente il movimento come antipolitico e qualunquista. Non chiedo all’attuale governo Prodi di fare miracoli, basterebbe applicare un pochino il programma per cui è stato eletto. Basterebbe al limite un segnale chiaro ed inequivocabile che queste voci vengano finalmente considerate e prese sul serio, che venga data loro una risposta. Niente, nenche questo, si insiste imperterriti con la fantomatica lotta all’antipolitica. Una vera occasione mancata, un grave errore per questo “evento di portata storica per l’Italia”.
In bocca al lupo per il Pd.

Tuesday, October 9th, 2007

King Crimson: In The Court Of The Crimson King

Filed under: King Crimson, Musica, Review
Written by: mazapegul @ 9:54 pm

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Album d’esordio del gruppo capitanato da Robert Fripp, In The Court Of The Crimson King (1969) è uno dei grandi manifesti del prog-rock europeo, un genere che ha avuto la sua massima espressione nella prima metà degli anni ’70. L’album, pur non potendosi considerare il capostipite assoluto del genere, è sicuramente quello che si impose con maggior impatto, definendo molti degli elementi che in seguito caratterizzeranno il genere stesso. In The Court Of The Crimson King fonde diverse componenti musicali, che vanno dalla musica classica sinfonica alla sperimentazione, dalla ballad melodica al rock “duro”. Il suono dell’album è principalmente caratterizzato dai seguenti elementi: largo uso del mellotron (il genitore del moderno campionatore, i cui “problemi” di intonazione gli conferivano il tipico sapore surreale); la chitarra “fredda”, funambolica e raffinata di Robert Fripp; la voce limpida e potente di Greg Lake (in alcuni casi filtrata); il flauto melodico e fantasioso di Ian McDonald; il drumming libero, a metà fra rock e jazz, di Mike Giles. Il gruppo vanta inoltre, nel suo complesso, notevoli doti tecniche strumentali. Composizioni di grande spessore, unite ad arrangiamenti sempre sofisticati ed essenziali, sono tuttavia la vera forza di questo memorabile esordio.
Pubblicato nell’ottobre del ’69, l’album si impose nel panorama rock come un’opera rivoluzionaria.

21st Century Schizoid Man
Apre l’album il riff chitarristico di 21st Century Schizoid Man, uno dei più memorabili ed incisivi di tutto il rock. Il brano si dispiega in maniera tagliente ed ossessiva, con voce urlata e pesantemente filtrata. Il passaggio cromatico del riff, ripetuto in vertiginosa accellerazione, introduce la lunga jam strumentale con soli funambolici e schizofrenici. Torna il tema cantato nel finale. Il brano chiude nel completo caos strumentale.

I Talk To The Wind
La bellezza delicata ed eterea di I Talk To The Wind si colloca al polo opposto della durezza di 21st Century Schizoid Man. Il brano è costruito su un affascinante tema melodico divinamente arrangiato, con flauto in evidenza.

Epitaph
Altro drastico cambio di umore con l’atmosfera lugubre di Epitaph. Il brano si dispiega scarno e funereo, il sapore fatalista e remissivo del tema melodico, contrasta con i toni quasi disperati dell’inciso. Una composizione che ricorda certe atmosfere del romanticismo russo (Mussorgsky in particolare). Arrangiamenti sempre molto raffinati, col suono del mellotron in grande evidenza nel “pieno orchestrale” dell’inciso. Uno dei vertici dell’album.

Moonchild
Il vertice assoluto dell’album (e forse di tutta la produzione King Crimson) arriva con l’immensa Moonchild, un brano strutturato in tre parti.
Moonchild è magica e senza tempo. La voce filtrata di Lake conferisce al brano un tono surreale, mentre gli arrangiamenti bizzarri ne conferiscono un tono fiabesco. Un brano irripetibile nella sua impalpabile dolcezza notturna.
Seguono le bizzarrie strumentali di The Dream e The Illusion, brani “incompiuti” nella forma, eseguiti con chitarra, vibrafono e percussioni. Liberi “abbozzi” dissonanti che si esprimono come l’equivalente musicale della pittura impressionista.

The Court Of The Crimson King
Chiude l’album il grande affresco epico di The Court Of The Crimson King. Il brano, impreziosito da bizzarri intermezzi strumentali di matrice classica, sfoggia un’altro tema melodico indimenticabile, che culmina nell’atmosfera solenne dell’inciso.

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