November 27, 2007

Imparare il mestiere!

Filed under: Salvatore Sottile, Bruno Vespa, Informazione, Video, Politica — mazapegul @ 11:53 pm

bruspasarto.jpg Vespa si è infuriato contro Luca Telese a Teris, il programma di LA7, il conduttore gli avrebbe posto una domanda in modo scorretto. La foga di Vespa culmina quando zittisce Telese con un “Calmiamoci ragazzi e impariamo il mestiere!”. Goditi il video.

Il punto è proprio questo, imparare il mestiere. Vespa ad esempio il suo mestiere lo conosce molto bene, lo ha inventato lui stesso. Si tratta del perfetto giornalista-sarto (cit. Travaglio), quello che confeziona le trasmissioni su misura, addosso al politico/potente di turno. Quale servizio venga offerto al pubblico che paga il canone (a parte la beffa) mi sfugge, ma certamente il politico non ha di che lementarsi.

Riporto di seguito una conversazione telefonica con Salvatore Sottile, portavoce di Fini, dove Vespa da libero sfoggio alla sua “consueta correttezza professionale”, intercettazione effettuata dalla Procura di Potenza il 4 maggio 2005 (fonte Repubblica.it, guarda il video di Radio Radicale):

VESPA: “Pronto?”
SOTTILE: “Bruno? Salvatore”
V: “ehi”
S: “senti, come è strutturata la trasmissione?” (Porta a Porta, ndr.)
V: “e niente, dipende da voi”
S: “no, aspetta (…)”
V: “gliela strutturiamo, gliela confezioniamo addosso”
S: “che fai, fai una… una ricostruzione sui documenti che ci sono?”
V: “facciamo, sì”
S: “oppure fate (…)”
V: “no no, allora lo, ti facciamo, il Berlusconi in Parlamento
S: “Berlusconi in Parlamento”
V: “perfetto eh allora”
S: “Sì”
V: “come contraddittore?”
S: “eh, … non so, tu chi c’hai Fassino chi c’hai?”
V: “non lo so, no, uno che, che proponevamo noi se lui non hai niente in contrario sarebbe Rutelli”
S: “uhm”
V: “non gli va? (…)”
S: “non lo so, no.. . non lo so, aspetta un attimo”
V: “sento però dei cenni di assenso, da parte del tuo principale”
S: “no, non senti nessun segno di assenso (….)”
V: (ride)
S: “siccome sa che tu sei un pessimo giornalista”
V: “e che, infatti. Allora chi… allora, che facciamo, proviamo con Rutelli?”
S: “Gianfranco. che dici Rutelli?”
V: “proviamo”
S: “proviamo a Fassino?”
V: “è che Fassino è venuto molto spesso, capisci? E’ venuto sempre lui”
S: “(…) uno vale l’altro mi ha detto.”

November 26, 2007

M83: Dead Cities, Red Seas & Lost Ghosts

Filed under: Review, M83, Musica — mazapegul @ 10:27 pm

m83deadcities.jpgGli M83 sono Anthony Gonzalez e Nicolas Fromageau, un duo di Antibes, Francia. Il CD doppio Dead Cities, Red Seas & Lost Ghosts, secondo lavoro del gruppo, fonde vari generi musicali. In particolare lo shoegaze (My Bloody Valentine in primis), il rock elettronico tedesco dei primi anni ‘70 (Kraftwerk, Klaus Schulze) e l’ambient. Il risultato assume tuttavia dei connotati sonori molto personali. Una musica atmosferica prevalentemente strumentale, dal sapore sinfonico e a tratti solenne. Le saturazioni chitarristiche tipiche dello shoegaze, vengono spesso sostituite dai sintetizzatori.

Dopo la breve introduzione di Birds con voce filtrata, Unrecorded ci introduce subito nella giusta atmosfera, con i suoi maestosi incedere di sintetizzatori e chitarre distorte in sottofondo, diventando più rarefatto nella seconda parte.
Run Into Flowers ricorda certe atmosfere My Bloody Valentine, con i sintetizzatori al posto delle chitarre, una lunga introduzione strumentale seguita da un cantato minimale e ripetitivo.
In Church è un brano solenne dal sapore classico ma che ricorda anche Schulze. Apre con un’organo a canne da chiesa e cori, per poi spostarsi su sonorità più sintetiche.
Con America l’atmosfera si fa più drammatica, ritmi ossessivi, voci in sottofondo, e cambi improvvisi.
il sintetizzatore la fa da padrone in On a White Lake, Near a Green Mountain, un brano maestoso, quasi sinfonico, violentato nel finale da acute saturazioni chitarristiche. Uno dei vertici del disco.
Noise è un brano minimale, una chitarra ripete ossessivamente lo stesso accordo per tutto la durata del brano, mentre un sintetizzatore fa altrettanto ripetendo le medesime 4 note. Il brano si sviluppa in modo verticale, sempre più suoni vengono sovrapposti per poi esser investito da una scarica di rumore devastante. Fra i brani migliori del disco.
Be Wild è un’altro brano elettronico minimale che si sviluppa per sovrapposizioni in modo simile al precedente.
In Cyborg la parte melodica è riservata alla chitarra, su un tappeto di sintetizzatori. La chitarra poi esplode in distorsioni lancinanti che sovrastano il tutto, spostando il brano in territori più rock.
0078h è un’altro brano cantato. Ossessivo con la sua voce filtrata, ritmo serrato e sonorità sature.
Un suono continuo fa da tappeto alle sovrapposini melodiche minimali di Gone, ma anche questo è destinato a decollare e ad essere investito da distorsioni e rumori elettronici vari.
Beautiful Can Die è un brano melodico, accompagnato da suoni saturi sintetici, con coro femmile estatico. Ricorda certe atmosfere Sigur Ros. Il brano poi si iterrompe lasciando il posto ad un suono ambientale in lento fade-out, per chiudere infine con la medesima melodia eseguita però in modo dimesso.
La ghost track è un brano ambientale che si sviluppa esclusivamente sulla timbrica, dalle atmosfere cupe come il vento notturno. Sul finale viene puntualmente investito da saturazioni elettriche.

Il secondo CD contiene alcune interessanti bonus tracks, versioni alternative, live, e due video.

November 25, 2007

Il cancro va estirpato

Filed under: Paolo Gentiloni, Informazione, Silvio Berlusconi, Furio Colombo, Politica — mazapegul @ 10:56 pm

gentiloni.jpg Il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni si dichiara giustamente scandalizzato per il quadro che è emerso dalle intercettazioni pubblicate su Repubblica, che sono la riprova di come la Rai diventò una specie di succursale Mediaset durante il precedente governo Berlusconi. “La riforma tv andrà avanti,” scrive il Ministro nel suo blog, “spero in un confronto costruttivo con l’opposizione sul capitolo Rai”. Ma l’opposizione in questo caso ha un nome ben preciso, anche se il Ministro omette di menzionarlo nel post in questione, si chiama Silvio Berlusconi ovvero Mediaset, la concorrenza. Come possa essere possibile un “confronto costruttivo” con il diretto concorrente è un particolare che mi sfugge. C’è chi osserva (e non parlo solo dei berluscones) che la Rai essendo un servizio pubblico non dovrebbe fare concorrenza ad una tv commerciale. Non è geniale? Vorrebbero che Mediaset viaggi libera e bella. Ma che brutte invenzioni la concorrenza, il libero mercato e l’antitrust, concetti superati!

Questi uomini del centro-sinistra sono incredibili, cosa dovrebbe succedere ancora perché prendano finalmente coscienza della devastante anomalia italiana? Continuano invece a cercare questo “dialogo”, peraltro con uno che su certe questioni gli ha sempre sbattuto la porta in faccia. È come se per curare un cancro devi prima avere un “confronto costruttivo” col cancro stesso.

Consiglio l’interessante editoriale di Furio Colombo, pubblicato su L’Unità il 25 novembre 2007.

November 23, 2007

Un epilogo ampiamente pronosticato

manurespreader.jpg Lettera a Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini:

Gentili ex alleati della defunta Casa Delle Libertà, in questi ultimi 6 anni siete stati senz’altro dei bravi compagni per il cavaliere. Ora voi non gli servite più, ma in compenso a lui servono i vostri elettori: “La Cdl stava diventando un teatrino - ha dichiarato il Cavaliere - loro due si tengano il progetto, io gli elettori” (fonte Repubblica.it). Manco un grazie per tutte quelle belle leggi (vergogna) che gli avete fatto passare, manco un grazie per la favolosa legge Gasparri per il riassetto televisivo (e salva-Rete4). Che tristezza. Lui ora quelle cose ve le rinfaccia pure: “È solo vendetta - si è sfogato con i suoi il Cavaliere - ma si deve ricordare che la legge in vigore porta il nome di Maurizio Gasparri e non il mio. Se insiste, ne vedremo delle belle” (fonte Repubblica.it). Fantastico!

Non avete dato ascolto alle voci sagge che vi avvisavano: “attenzione a gonfiare il mostro, un giorno vi si rivolterà contro”. Ora, dopo anni di politica stile Frankenstein, vi sta pure soffiando l’elettorato. In fin dei conti sarebbe sufficiente spiegarlo a reti unificate: a chi lo fa fare ad un elettore di votare per i servi, tanto vale votare direttamente il padrone.

Non vi resta altro che augurarvi che l’attuale esecutivo provveda a cacciare per sempre i partiti dalla Rai, stabilire finalmente l’ineleggibilità dei proprietari di giornali e tv, e limitare la proprietà televisiva ad un massimo di un canale nazionale per individuo (cose in cui non credo finché non vedo). Ma lo dovrebbero fare in fretta, prima che il mister reti-unificate vi rovesci addosso così tanta materia fecale, da farne sentire l’aroma persino ai vostri discendenti per almeno una mezza dozzina di generazioni (oltretutto, specie con Fini, pare abbiano già iniziato).

November 21, 2007

Servizio Mediaset

Filed under: Mediaset, Rai, Informazione, Silvio Berlusconi, Romano Prodi, Politica — mazapegul @ 10:20 pm

crocoset.jpg Giornalisti Rai in rivolta, finalmente! Un po’ a scoppio ritardato ma meglio tardi che mai. All’indomani dell’insediamento del partito azienda in viale Mazzini, a seguito della vittoria elettorale del 2001, la Rai venne calpestata ed umiliata senza esclusione di colpi. Il cavaliere, nella duplice veste di presidente del consiglio e proprietario dell’azienda concorrente, impose i suoi uomini in Rai, in una situazione di conflitto d’interessi talmente macroscopica che chiamare antidemocratica è ancora un eufemismo. Seguirono anni di scempio televisivo, fra intimidazioni, occultamenti di notizie, epurazioni di giornalisti scomodi, e quant’altro. A giudicare dal conseguente crollo degli indici d’ascolto e dalle devastanti intercettazioni pubblicate su Repubblica, avrebbero trasformato il servizio pubblico in una sorta di servizio Mediaset. Una situazione peraltro denunciata già da tempo da una piccola parte della stampa (vedi L’Unità di Colombo), puntualmente tacciata come demonizzatrice nei confronti del cavaliere anche dal centro-sinistra.

Questo episodio dimostra inoltre, se mai ce fosse stato il bisogno, che il leader dell’ex Casa della Libertà e del neo Partito della Libertà (o come cavolo lo vorranno chiamare), non sopporta ben volentieri ne’ il libero mercato ne’ la libera concorrenza. Preferisce agire indisturbato. Preferisce il monopolio e la prevaricazione. Un leader di centro-destra così insofferente alle regole di mercato lo si doveva ancora inventare.

Nel frattempo Prodi sembra essersi risvegliato, in una intervista sul quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung si rammenta che il “monopolio mediatico” di Silvio Berlusconi è “un pericolo per la democrazia e di conseguenza deve essere corretto dalla legge”. L’eventuale legge sul conflitto d’interessi dovrebbe essere seguita a ruota dalla altrettanto necessaria riforma del servizio pubblico: via i partiti dalla Rai. Il momento è quello giusto, dopo che anche gli ex alleati del cavaliere sono stati da lui umiliati per bene (prima o poi doveva succedere), non dovrebbe essere difficile trovare anche intese più vaste. Sarebbe davvero imperdonabile per l’attuale governo non risolvere questa inaccettabile anomalia italiana, ora.

November 20, 2007

Inciucione di portata storica?

Filed under: Unione, Silvio Berlusconi, Conflitto di interessi, Politica — mazapegul @ 7:43 am

veltrusconi.jpg Il cavaliere, dopo l’ennesimo tentativo di spallata al governo miseramente fallito e nel momento di massima crisi come leader del centro-destra, apre al dialogo col governo per la riforma elettorale, dettando lui gli indirizzi e le condizioni: “proporzionale con sbarramento, e a patto che dopo si vada subito al voto”. È come se uno entrasse in casa tua dicendo di essere disposto al dialogo a patto che dopo te ne sloggi. Bel dialogo, non c’è che dire. Oltretutto il “dialogo” di Berlusconi lo conosciamo già molto bene, vedi in proposito come andò a finire la trappola della bicamerale con D’Alema.
Questa in realtà dovrebbe essere l’occasione buona, per il governo, per andare a fondo con il programma elettorale, soprattutto con le questioni più spinose quali il conflitto d’interessi. Che si stia invece preparando il terreno per un inciucione di portata storica?

November 18, 2007

Pink Floyd: More

Filed under: Review, Pink Floyd, Musica — mazapegul @ 9:23 pm

more.jpg More (1969) è un album dei Pink Floyd a pieno titolo. Secondariamente anche una colonna sonora. Si tratta di una tappa fondamentale nella ricerca musicale del gruppo, portata a compimento nel successivo e monumentale Ummagumma. Ad oltre 35 anni dalla sua pubblicazione, l’album mantiene inalterato tutto il suo fascino, in quel magico equilibrio fra disarmante semplicità ed audacia compositiva, dove si alternano struggenti ballate semiacustiche a brani disorti e rabbiosi (anche se qualche piccolo episodio poteva essere risparmiato). Waters mette la firma sulla maggior parte dei brani, mentre Gilmour, appena assestatosi nella formazione, è finalmente una presenza che si fa sentire.
More è il disco più ingiustamente sottovalutato dei Pink Floyd.

Cirrus Minor
L’album apre con questa affascinante ballata psichedelica semiacustica. L’atmosfera è vagamente pastorale, col canto degli uccelli che introducono ed accompagnano il brano. La voce intona una melodia discendente e delicata, che sul finale si allontana immersa nel riverbero. Le tastiere di Wright si sovappongono nella sublime parte stumentale finale, in una atmosfera magica e misteriosa, quasi a volerti trascinare nel viaggio.

The Nile Song
L’atmosfera viene immediatamente spezzata da questo vortice furioso e distorto (da far impallidire gli hard rocker dell’epoca). Cantato delirante, urla, assoli mozzafiato, muro di chitarre distorte, batteria pesa. un punk-metal prima ancora che fosse stato inventato. Non ci saranno altri episodi altrettanto duri nell’intero repertorio dei Pink Floyd.

Crying Song
Un brano quieto e melodico a contrastare l’atmosfera rabbiosa del brano precedente. Una specie di cantilena dolce e lamentosa.

Up The Khyber
Un brano sperimentale, audace e dirompente. Mason e Wright si sbizzarrisco con libertà. Il primo con patterns di batteria ossessivi, il secondo con sovrapposizioni di dissonanze armoniche, pianistiche ed organistiche. Il tutto in un mixaggio stereofonico da capogiro.

Green Is The Colour
Una tenera ballata semiacustica dal sapore folk. Un brano affascinante nella sua semplicità, che verrà incluso regolarmente nel repertorio dal vivo del gruppo.

Cymbaline
Il brano, dalla atmosfera più cupa ed onirica dei precedenti, sfoggia una delle melodie piu’ affascinanti di tutto il repertorio Pink Floyd. La voce calda ed armoniosa di Gilmour è accompagnata in modo rarefatto da pianoforte, chitarra acustica e percussoni. Gli organi atmosferici di Wright impreziosiscono il brano nella coda strumentale. Anche questo verrà incluso regolarmente nel repertorio dal vivo, in una versione più estesa.

Party Sequence
Breve intermezzo strumentale dal sapore etnico, basato sulle percussioni.

Main Theme
Il tema principale della colonna sonora. Un interessante brano d’atmosfera strumentale, con largo spazio alle tastiere di Wright.

Ibiza Bar
Un poderoso rock blues chitarristico, nella migliore tradizione Cream.

More Blues
Un blues strumentale scarnificato, giocato sulla ripetuta entrata ed uscita della batteria.

Quicksilver
Brano strumentale atmosferico per definizione e fortemente sperimentale, il più lungo dell’album. L’atmosfera che si respira è a metà strada fra il brano A Saucerful Of Secrets e Sysyphus. Il brano è introdotto da sfregamenti di corde metalliche, per poi lasciare il posto ad un periodo atmosferico atonale, eseguito dal vibrafono e continui interventi di gong. Dei rumori simili a dei sonagli anticipano un secondo periodo dominato dagli intrecci melodici sospesi dell’organo. I suoni si dispiegano e sovrappongono, dipingendo paesaggi musicali ora sinistri ora eterei. Il periodo culmina in un intenso intervento di gong per poi diventare progressivamente più rarefatto, fino a spegnersi nel finale.

A Spanish Piece
Un intermezzo di flamenco che si poteva evitare.

Dramatic Theme
Chiude l’album questo brano strumentale, che riprende il tema principale della colonna sonora. Tema che viene però straziato dai lenti glissandi della chitarra, lontana e distorta.

November 16, 2007

I rischi della libertà

Filed under: Mediaset, Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini, Politica — mazapegul @ 10:37 pm

coccoberlu.jpg Mediaset si “dissocia” dagli “eccessi giornalistici e satirici che hanno colpito negli ultimi giorni la vita privata di Gianfranco Fini”, andati in onda su Striscia La Notizia. La chiusura della nota Mediaset è irresistibile, tenetevi forte: “A volte, semplicemente, la polifonia editoriale che ha sempre contraddistinto il nostro Gruppo rischia di trasformarsi in cacofonia. Sono i rischi della libertà”. Un tipo speciale di libertà, quella di non disturbare il manovratore. Ma a parte questo, sembrerebbe che Fini possa stare tranquillo, a Mediaset è dispiaciuto.

Tuttavia, il messaggio implicito in questa storia sarebbe ben diverso. La leadership di Berlusconi nella cdl si e’ vistosamente indebolita negli ultimi tempi. Gli alleati Fini e Casini rimproverano al cavaliere la sua strategia fallimentare della “spallata al governo” (che persiste da oltre un anno, la più lunga della storia repubblicana), e vorrebbero invece aprire al dialogo sulle riforme. Ma per Fini, ed implicitamente anche per Casini, l’avvertimento del cavaliere dovrebbe essere chiaro: attenzione a mettermi il bastone tra le ruote, la mia macchina propagandistica/diffamatoria vi distruggerebbe in men che non si dica.

Fa piacere vedere Fini e Casini saggiare un po’ di prevaricazione dal padrone. Ma non tanto perché loro se la meritano tutta quanta, soprattutto perché chissà che non inizino a pensare seriamente di scaricare quel cavallo.

Grillo, De Magistris e Travaglio al Parlamento Europeo

Filed under: Luigi De Magistris, Beppe Grillo, Marco Travaglio, Video, Politica — mazapegul @ 8:02 am

grillurgo.jpg Grillo ha i suoi meriti, tipo quello di dare voce al dissenso normalmente ignorato dai mass media, riuscendo anche ad esercitare forti pressioni sui politici. Grillo ha anche i suoi difetti, tipo quando monopolizza il banco al Parlamento Europeo per i “4/5 del tempo” (cito l’organizzatore del dibattito Giulietto Chiesa), togliendo perciò spazio al pm De Magistris ed al giornalista Travaglio. Non contento di ciò, quando verso la fine del dibattito Chiesa riesce finalmente a prendere la parola, Grillo si alza in piedi, si intromette e lo interrompe definitivamente, senza nessuna particolare ragione (lasciamo perdere l’imbarazzante quasi-rissa finale, di certo non provocata dal comico).
Caro Grillo, questo istrionismo catastrofico prolungato può funzionare in teatro, ma al parlamento Europeo finisce per essere controproducente, specie se si aggiunge la maleducazione.

Guarda il video integrale del dibattito tenutosi il 13 Novembre 2007 al Parlamento Europeo di Strasburgo.

November 15, 2007

Berlutri

berlutri01.jpg berlutri02.jpg berlutri03.jpg

Che amici
Che forza
Che passione
Che belle forziste
Che rabbia ’sta magistratura
Ma soprattutto
Balle che si tagliano a fette!

Guarda il video parte 1 e parte 2.

Leggi la vera storia di Mangano, Dell’Utri e Berlusconi, di Peter Gomez e Marco Travaglio.

“Chiagne e fotte, dicono a Napoli dei tipi come lui.” (Indro Montanelli)

November 14, 2007

Il querelante filantropo

Filed under: Clemente Mastella, Giustizia, Beppe Grillo, Politica — mazapegul @ 11:05 pm

pyrite.jpg Mastella querela Grillo, questa sarebbe la frase del comico incriminata: “La magistratura è stata fermata dalla politica. Una volta, nel 1992, con Falcone e Borsellino si usava il tritolo. Oggi interviene direttamente il ministro della Giustizia”. Questa la nota dell’ufficio stampa dell’Udeur: “Il risarcimento dei danni richiesto sarà devoluto alle vittime delle mafie”.

A parte che nella frase di Grillo non leggo niente di inesatto; a parte che la frase potrebbe infastidire il ministro; a parte che i fatti stessi a volte infastidiscono; a parte che questa sorta di querele fanno tanto rumore ma solitamente si risolvono molto silenziosamente (con un rimborso spese processuali da parte del querelante); a parte l’apparato di funzionari dello stato mobilitati per nulla; a parte tutte queste cose, il passaggio relativo al “risarcimento dei danni” è il massimo. Un vero tocco di genio se si pensa che le “vittime delle mafie” chiedono una sola cosa: Giustizia. O forse il ministro Mastella pensa che siano gradite anche le avocazioni delle inchieste?

Mi auguro che le associazioni vittime della mafia si rifiutino pubblicamente di accettare anche un solo centesimo eventualmente ricavato da siffatta querela.

November 12, 2007

Lettera a Piero Ricca

Filed under: Lettere, Piero Ricca — mazapegul @ 10:44 pm

berkeleymural.jpg Lettera inviata a Piero Ricca per la sezione Italiani all’estero:

Caro Piero,

mi sono trasferito negli Stati Uniti (Berkeley, California) per una serie di coincidenze, ma la motivazione si può riassumere in questo modo: voglia di cambiare aria e di ricominciare qualcosa di nuovo. Non per “cercare fortuna”. Ora vivo qua da oltre sette anni, l’Italia mi manca ma non ci tornerei a vivere. Ci sono in realtà una serie di pro e contra, dal mio punto di vista e in base alla mia esperienza s’intende. Mi soffermo brevemente sui pro, quelli principali.

Innanzi tutto nella zona in cui vivo (San Francico Bay Area) convivono persone appartenenti alle etnie, culture e religioni più disparate. Questa diversità si traduce in una comunità assai interessante ed eccitante. In Italia, specie al nord, si respira invece un’aria completamente diversa. C’è una diffusa insofferenza nei confronti della diversità: chi ha paura delle moschee, chi dei gay, chi guarda agli extracomunitari con sospetto, chi come agli animali nello zoo o come a quelli venuti a rubare il lavoro. Questa mediocrità culturale mi deprime.

Altra ragione è il lavoro, che nel mio caso è il campo dell’informatica. Negli USA un’azienda ti assume e ti rispedisce a casa senza tante storie, talvolta pure senza preavviso. Esperienza provata sulla pelle mia e di molti miei colleghi. Ma non esiste il concetto di precariato perché, almeno in questa zona, di lavoro ce n’è tanto. Le aziende cercano di tenersi strette le persone migliori, anche perché potenzialmente potrebbero trovare offerte migliori. In una tipica azienda italiana, invece, ogni semestre ti si presenta puntuale qualche bellimbusto col fazzolettino, a piangere di mancati guadagni, per evitare che qualche sprovveduto si metta in testa di chiedere aumenti.

November 10, 2007

Una iniziativa lodevole e controcorrente

Filed under: Aldo Danieli, Comunità musulmana — mazapegul @ 11:39 am

aldo_danieli.jpg Lodevole iniziativa a Paderno di Ponzano Veneto (Treviso). Don Aldo Danieli, parroco della chiesa di Santa Maria Assunta, ha deciso di riservare, ogni venerdì, alcuni locali della parrocchia alla preghiera e all’incontro degli immigrati musulmani. Iniziativa che si rivela anche coraggiosa e controrrente, se si pensa che da un lato l’episodio ha avuto luogo in una provincia dove Lega Nord ottiene oltre il 20% del consenso elettorale, dall’altro per via delle posizioni spesso bigotte della chiesa cattolica nei confronti di altre religioni. Le critiche infatti non si sono fatte attendere. Detrattori a parte, l’iniativa rimane un forte messaggio di apertura e tolleranza fra i popoli, che mi auguro abbia un seguito. “È inutile parlare tanto di dialogo” ha detto il parroco, “se poi gli sbattiamo la porta in faccia”. Sostegno a don Aldo Danieli.

November 9, 2007

Coscienze alla riscossa

Filed under: Lettere, Enzo Biagi, Informazione, Pier Ferdinando Casini, Politica — mazapegul @ 12:42 am

casinitest.jpg

Cito da RaiNews24 una dichiarazione di Pier Ferdinado Casini a proposito del suo silenzio sull’epurazione di Biagi:

“Sbagliai? Puo’ darsi. Ma in coscienza so che nei 5 anni in cui sono stato presidente della Camera ho servito l’Italia e non me ne sono servito”. Pier Ferdinando Casini ha replicato così ad Antonio Caprarica che, nel corso di ‘Radio anch’io’, su Radio Rai, gli chiedeva se sul famoso editto di Sofia contro Enzo Biagi non avesse sbagliato a non difendere il giornalista.
“La mia famiglia è legata a Biagi, conservo una lettera che mi scrisse quando morì mio padre. Con lui ho conservato un rapporto ottimo”, ha spiegato Casini ricordando che da presidente della Camera “ho sempre difeso le prerogative del Parlamento. Ho la coscienza a posto, credo di aver fatto il mio dovere”.

Gentile Sig. Casini, il legame e l’ottimo rapporto fra la sua famiglia ed Enzo Biagi è senz’altro appassionante. Lei però non ci dice perché in 5 anni non ha mai preso pubblicamente le difese di Biagi, mentre il capo del governo di cui lei faceva parte lo inseriva nella lista dei giornalisti tacciati come “criminosi”, e in seguito puntualmente epurati dalla Rai. Vede, non si tratta di un attacco ad un “caro amico di famiglia”, si tratta di un grave attentato alla Libertà. Questo pensava Biagi dell’episodio, questo è quello che è accaduto. O lei è fra quelli che credono che Biagi se ne andò dalla Rai di sua volontà per incassare la liquidazione? Lei che dichiarò di non voler “morire berlusconiano”, ci dica se secondo lei è normale che un capo di governo compili liste di proscrizione come ai tempi di Joseph McCarthy, liste dove un giorno potrebbe finirci pure lei se non “riga dritto”. Considerato che l’ex premier in questione è tutt’ora il leader riconosciuto da tutta la Cdl, credo che lei debba chiarirci la sua posizione.

(foto www.daylife.com)

November 7, 2007

Attentato alla libertà

Filed under: Enzo Biagi, Informazione, Silvio Berlusconi — mazapegul @ 12:04 am

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Nel giorno dell’addio ad Enzo Biagi, non può non tornare insistentemente alla memoria quel deliberato attacco alla libertà tristemente noto come l’editto bulgaro. Da Sofia, il 18 aprile 2002, Berlusconi accusò Biagi, Santoro e Luttazzi di aver fatto un “uso criminoso” del servizio pubblico. In seguito a tale episodio i servi dei vertici Rai eseguirono l’ordine, cacciando gli interessati dagli schermi Rai.

Silvio Berlusconi: “Al di là delle vicende che ci hanno qualche volta diviso, rendo omaggio ad uno dei protagonisti del giornalismo italiano cui sono stato per lungo tempo legato da un rapporto di cordialità che nasceva dalla stima”. (Repubblica.it)

Mancava la dichiarazione di cui sopra, se ne sentiva il bisogno. Con quel tono così “cordiale” che oltre al danno aggiunge la beffa. Questo signore, che all’epoca era presidente del consiglio, sembra essere esente dal senso del pudore. Si rischia pure di ritrovarselo di nuovo a Palazzo Chigi.

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