La casa della libertà
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Secondo Freedom House (organizzazione indipendente non governativa che sostiene l’espansione della libertà nel mondo, fondata nel 1941 da Eleanor Roosevelt, Wendell Willkie ed altri americani), l’Italia dal 2004 è classificata come paese “parzialmente libero” per quanto concerne la libertà di stampa. Nella graduatoria relativa ai paesi dell’Europa Occidentale, l’Italia è penultima, seguita solo dalla Turchia e preceduta da Cipro e Grecia. Questo è quanto si legge nel sito:
“Spiegazione del cambio di Status: La valutazione dell’Italia è stata abbassata da Libera a Parzialmente Libera in conseguenza all’alta concentrazione dei media ed incremento delle pressioni politiche sui mezzi di informazione.” (fonte: Press Freedom 2004, trad. mazapegul)
“La libertà di parola e di stampa sono garantite dalla costituzione. Tuttavia, la libertà dei media rimane frenata nel 2005 a causa della continuata concentrazione del potere mediatico nelle mani del Primo Ministro Silvio Berlusconi, che controlla il 90 percento delle trasmissioni televisive, attraverso le sue proprietà mediatiche private ed il potere politico sulla televisione pubblica.” (fonte: Press Freedom 2006, trad. mazapegul)
Questo dovrebbe essere il quadro globale a cui si sarebbe riferito L’ex Premier Silvio Berlusconi (che per ragioni di chiarezza è il leader di una coalizione politica chiamata anch’essa “Casa Delle Libertà”), quando vantava a più riprese il prestigio internazionale conquistato dall’Italia grazie al suo governo.
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