La farsa tragicomica dell’opposizione
Un omicidio ad opera di un immigrato, quale ghiotta occasione per Berlusconi e Fini. Una bella strumentalizzazione per screditare il Governo Prodi ed accusare Veltroni non gliela toglie nessuno. Passano in secondo piano gli omicidi degli italiani doc (tipo il cecchino di Guidonia), non hanno certo il potere terrorizzante del delitto di un rom, così loro ci marciano.
Non bastano le nobili parole della madre e del marito della donna uccisa a Tor di Quinto: «Siamo gente capace di distinguere. Sappiamo bene che rumeni, rom, gli stessi italiani non sono tutti uguali. Quello che è stato fatto a Giovanna poteva essere compiuto anche da uno del nostro Paese. Siamo preoccupati che si faccia di tutta un’erba un fascio e che quanto accaduto possa essere strumentalizzato». No, non bastano, via con la strumentalizzazione e spallatina al governo, che peraltro continua a fallire sistematicamente da oltre un anno.
Tuttavia, non sempre le cose sono come sembrano. Prendiamo ad esempio il pentolone scoperchiato in Calabria con l’inchiesta “Why Not”. Ci sono coinvolte praticamente tutte le più alte cariche di governo, che hanno pure fatto di tutto per insabbiare le indagini, e mi si viene a parlare di spallate al governo? Li sarebbe bastato un soffio da parte dell’opposizione per far cadere il governo. Chiederei allora ai signori Fini-Casini-Berlusconi (anche se conosco già la risposta): perchè proprio in quella occasione avete graziato il governo invece di mandarlo a casa?
Le spallate al governo sono finte, è solo caciara e polverone, demagogia allo stato puro. Becera campagna elettorale che esaspera la tensione e le spaccature nel paese.


