Monday, November 12th, 2007

Lettera a Piero Ricca

Filed under: Lettere, Piero Ricca
Written by: mazapegul @ 10:44 pm

berkeleymural.jpg Lettera inviata a Piero Ricca per la sezione Italiani all’estero:

Caro Piero,

mi sono trasferito negli Stati Uniti (Berkeley, California) per una serie di coincidenze, ma la motivazione si può riassumere in questo modo: voglia di cambiare aria e di ricominciare qualcosa di nuovo. Non per “cercare fortuna”. Ora vivo qua da oltre sette anni, l’Italia mi manca ma non ci tornerei a vivere. Ci sono in realtà una serie di pro e contra, dal mio punto di vista e in base alla mia esperienza s’intende. Mi soffermo brevemente sui pro, quelli principali.

Innanzi tutto nella zona in cui vivo (San Francico Bay Area) convivono persone appartenenti alle etnie, culture e religioni più disparate. Questa diversità si traduce in una comunità assai interessante ed eccitante. In Italia, specie al nord, si respira invece un’aria completamente diversa. C’è una diffusa insofferenza nei confronti della diversità: chi ha paura delle moschee, chi dei gay, chi guarda agli extracomunitari con sospetto, chi come agli animali nello zoo o come a quelli venuti a rubare il lavoro. Questa mediocrità culturale mi deprime.

Altra ragione è il lavoro, che nel mio caso è il campo dell’informatica. Negli USA un’azienda ti assume e ti rispedisce a casa senza tante storie, talvolta pure senza preavviso. Esperienza provata sulla pelle mia e di molti miei colleghi. Ma non esiste il concetto di precariato perché, almeno in questa zona, di lavoro ce n’è tanto. Le aziende cercano di tenersi strette le persone migliori, anche perché potenzialmente potrebbero trovare offerte migliori. In una tipica azienda italiana, invece, ogni semestre ti si presenta puntuale qualche bellimbusto col fazzolettino, a piangere di mancati guadagni, per evitare che qualche sprovveduto si metta in testa di chiedere aumenti.

Powered by WordPress