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Wednesday, November 14th, 2007

Il querelante filantropo

Filed under: Beppe Grillo, Clemente Mastella, Giustizia, Politica
Written by: mazapegul @ 11:05 pm

pyrite.jpg Mastella querela Grillo, questa sarebbe la frase del comico incriminata: “La magistratura è stata fermata dalla politica. Una volta, nel 1992, con Falcone e Borsellino si usava il tritolo. Oggi interviene direttamente il ministro della Giustizia”. Questa la nota dell’ufficio stampa dell’Udeur: “Il risarcimento dei danni richiesto sarà devoluto alle vittime delle mafie”.

A parte che nella frase di Grillo non leggo niente di inesatto; a parte che la frase potrebbe infastidire il ministro; a parte che i fatti stessi a volte infastidiscono; a parte che questa sorta di querele fanno tanto rumore ma solitamente si risolvono molto silenziosamente (con un rimborso spese processuali da parte del querelante); a parte l’apparato di funzionari dello stato mobilitati per nulla; a parte tutte queste cose, il passaggio relativo al “risarcimento dei danni” è il massimo. Un vero tocco di genio se si pensa che le “vittime delle mafie” chiedono una sola cosa: Giustizia. O forse il ministro Mastella pensa che siano gradite anche le avocazioni delle inchieste?

Mi auguro che le associazioni vittime della mafia si rifiutino pubblicamente di accettare anche un solo centesimo eventualmente ricavato da siffatta querela.

Monday, November 12th, 2007

Lettera a Piero Ricca

Filed under: Lettere, Piero Ricca
Written by: mazapegul @ 10:44 pm

berkeleymural.jpg Lettera inviata a Piero Ricca per la sezione Italiani all’estero:

Caro Piero,

mi sono trasferito negli Stati Uniti (Berkeley, California) per una serie di coincidenze, ma la motivazione si può riassumere in questo modo: voglia di cambiare aria e di ricominciare qualcosa di nuovo. Non per “cercare fortuna”. Ora vivo qua da oltre sette anni, l’Italia mi manca ma non ci tornerei a vivere. Ci sono in realtà una serie di pro e contra, dal mio punto di vista e in base alla mia esperienza s’intende. Mi soffermo brevemente sui pro, quelli principali.

Innanzi tutto nella zona in cui vivo (San Francico Bay Area) convivono persone appartenenti alle etnie, culture e religioni più disparate. Questa diversità si traduce in una comunità assai interessante ed eccitante. In Italia, specie al nord, si respira invece un’aria completamente diversa. C’è una diffusa insofferenza nei confronti della diversità: chi ha paura delle moschee, chi dei gay, chi guarda agli extracomunitari con sospetto, chi come agli animali nello zoo o come a quelli venuti a rubare il lavoro. Questa mediocrità culturale mi deprime.

Altra ragione è il lavoro, che nel mio caso è il campo dell’informatica. Negli USA un’azienda ti assume e ti rispedisce a casa senza tante storie, talvolta pure senza preavviso. Esperienza provata sulla pelle mia e di molti miei colleghi. Ma non esiste il concetto di precariato perché, almeno in questa zona, di lavoro ce n’è tanto. Le aziende cercano di tenersi strette le persone migliori, anche perché potenzialmente potrebbero trovare offerte migliori. In una tipica azienda italiana, invece, ogni semestre ti si presenta puntuale qualche bellimbusto col fazzolettino, a piangere di mancati guadagni, per evitare che qualche sprovveduto si metta in testa di chiedere aumenti.

Saturday, November 10th, 2007

Una iniziativa lodevole e controcorrente

Filed under: Aldo Danieli, Comunità musulmana
Written by: mazapegul @ 11:39 am

aldo_danieli.jpg Lodevole iniziativa a Paderno di Ponzano Veneto (Treviso). Don Aldo Danieli, parroco della chiesa di Santa Maria Assunta, ha deciso di riservare, ogni venerdì, alcuni locali della parrocchia alla preghiera e all’incontro degli immigrati musulmani. Iniziativa che si rivela anche coraggiosa e controrrente, se si pensa che da un lato l’episodio ha avuto luogo in una provincia dove Lega Nord ottiene oltre il 20% del consenso elettorale, dall’altro per via delle posizioni spesso bigotte della chiesa cattolica nei confronti di altre religioni. Le critiche infatti non si sono fatte attendere. Detrattori a parte, l’iniativa rimane un forte messaggio di apertura e tolleranza fra i popoli, che mi auguro abbia un seguito. “È inutile parlare tanto di dialogo” ha detto il parroco, “se poi gli sbattiamo la porta in faccia”. Sostegno a don Aldo Danieli.

Friday, November 9th, 2007

Coscienze alla riscossa

Filed under: Enzo Biagi, Informazione, Lettere, Pier Ferdinando Casini, Politica
Written by: mazapegul @ 12:42 am

casinitest.jpg

Cito da RaiNews24 una dichiarazione di Pier Ferdinado Casini a proposito del suo silenzio sull’epurazione di Biagi:

“Sbagliai? Puo’ darsi. Ma in coscienza so che nei 5 anni in cui sono stato presidente della Camera ho servito l’Italia e non me ne sono servito”. Pier Ferdinando Casini ha replicato così ad Antonio Caprarica che, nel corso di ‘Radio anch’io’, su Radio Rai, gli chiedeva se sul famoso editto di Sofia contro Enzo Biagi non avesse sbagliato a non difendere il giornalista.
“La mia famiglia è legata a Biagi, conservo una lettera che mi scrisse quando morì mio padre. Con lui ho conservato un rapporto ottimo”, ha spiegato Casini ricordando che da presidente della Camera “ho sempre difeso le prerogative del Parlamento. Ho la coscienza a posto, credo di aver fatto il mio dovere”.

Gentile Sig. Casini, il legame e l’ottimo rapporto fra la sua famiglia ed Enzo Biagi è senz’altro appassionante. Lei però non ci dice perché in 5 anni non ha mai preso pubblicamente le difese di Biagi, mentre il capo del governo di cui lei faceva parte lo inseriva nella lista dei giornalisti tacciati come “criminosi”, e in seguito puntualmente epurati dalla Rai. Vede, non si tratta di un attacco ad un “caro amico di famiglia”, si tratta di un grave attentato alla Libertà. Questo pensava Biagi dell’episodio, questo è quello che è accaduto. O lei è fra quelli che credono che Biagi se ne andò dalla Rai di sua volontà per incassare la liquidazione? Lei che dichiarò di non voler “morire berlusconiano”, ci dica se secondo lei è normale che un capo di governo compili liste di proscrizione come ai tempi di Joseph McCarthy, liste dove un giorno potrebbe finirci pure lei se non “riga dritto”. Considerato che l’ex premier in questione è tutt’ora il leader riconosciuto da tutta la Cdl, credo che lei debba chiarirci la sua posizione.

(foto www.daylife.com)

Wednesday, November 7th, 2007

Attentato alla libertà

Filed under: Enzo Biagi, Informazione, Silvio Berlusconi
Written by: mazapegul @ 12:04 am

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Nel giorno dell’addio ad Enzo Biagi, non può non tornare insistentemente alla memoria quel deliberato attacco alla libertà tristemente noto come l’editto bulgaro. Da Sofia, il 18 aprile 2002, Berlusconi accusò Biagi, Santoro e Luttazzi di aver fatto un “uso criminoso” del servizio pubblico. In seguito a tale episodio i servi dei vertici Rai eseguirono l’ordine, cacciando gli interessati dagli schermi Rai.

Silvio Berlusconi: “Al di là delle vicende che ci hanno qualche volta diviso, rendo omaggio ad uno dei protagonisti del giornalismo italiano cui sono stato per lungo tempo legato da un rapporto di cordialità che nasceva dalla stima”. (Repubblica.it)

Mancava la dichiarazione di cui sopra, se ne sentiva il bisogno. Con quel tono così “cordiale” che oltre al danno aggiunge la beffa. Questo signore, che all’epoca era presidente del consiglio, sembra essere esente dal senso del pudore. Si rischia pure di ritrovarselo di nuovo a Palazzo Chigi.

Monday, November 5th, 2007

La farsa tragicomica dell’opposizione

Filed under: Gianfranco Fini, Politica, Silvio Berlusconi
Written by: mazapegul @ 11:02 pm

worms.jpg Un omicidio ad opera di un immigrato, quale ghiotta occasione per Berlusconi e Fini. Una bella strumentalizzazione per screditare il Governo Prodi ed accusare Veltroni non gliela toglie nessuno. Passano in secondo piano gli omicidi degli italiani doc (tipo il cecchino di Guidonia), non hanno certo il potere terrorizzante del delitto di un rom, così loro ci marciano.

Non bastano le nobili parole della madre e del marito della donna uccisa a Tor di Quinto: «Siamo gente capace di distinguere. Sappiamo bene che rumeni, rom, gli stessi italiani non sono tutti uguali. Quello che è stato fatto a Giovanna poteva essere compiuto anche da uno del nostro Paese. Siamo preoccupati che si faccia di tutta un’erba un fascio e che quanto accaduto possa essere strumentalizzato». No, non bastano, via con la strumentalizzazione e spallatina al governo, che peraltro continua a fallire sistematicamente da oltre un anno.

Tuttavia, non sempre le cose sono come sembrano. Prendiamo ad esempio il pentolone scoperchiato in Calabria con l’inchiesta “Why Not”. Ci sono coinvolte praticamente tutte le più alte cariche di governo, che hanno pure fatto di tutto per insabbiare le indagini, e mi si viene a parlare di spallate al governo? Li sarebbe bastato un soffio da parte dell’opposizione per far cadere il governo. Chiederei allora ai signori Fini-Casini-Berlusconi (anche se conosco già la risposta): perchè proprio in quella occasione avete graziato il governo invece di mandarlo a casa?

Le spallate al governo sono finte, è solo caciara e polverone, demagogia allo stato puro. Becera campagna elettorale che esaspera la tensione e le spaccature nel paese.

Sunday, November 4th, 2007

La casa della libertà

Filed under: Informazione, Politica, Silvio Berlusconi
Written by: mazapegul @ 1:19 pm

press_freedom.jpg

Secondo Freedom House (organizzazione indipendente non governativa che sostiene l’espansione della libertà nel mondo, fondata nel 1941 da Eleanor Roosevelt, Wendell Willkie ed altri americani), l’Italia dal 2004 è classificata come paese “parzialmente libero” per quanto concerne la libertà di stampa. Nella graduatoria relativa ai paesi dell’Europa Occidentale, l’Italia è penultima, seguita solo dalla Turchia e preceduta da Cipro e Grecia. Questo è quanto si legge nel sito:

“Spiegazione del cambio di Status: La valutazione dell’Italia è stata abbassata da Libera a Parzialmente Libera in conseguenza all’alta concentrazione dei media ed incremento delle pressioni politiche sui mezzi di informazione.” (fonte: Press Freedom 2004, trad. mazapegul)

“La libertà di parola e di stampa sono garantite dalla costituzione. Tuttavia, la libertà dei media rimane frenata nel 2005 a causa della continuata concentrazione del potere mediatico nelle mani del Primo Ministro Silvio Berlusconi, che controlla il 90 percento delle trasmissioni televisive, attraverso le sue proprietà mediatiche private ed il potere politico sulla televisione pubblica.” (fonte: Press Freedom 2006, trad. mazapegul)

Questo dovrebbe essere il quadro globale a cui si sarebbe riferito L’ex Premier Silvio Berlusconi (che per ragioni di chiarezza è il leader di una coalizione politica chiamata anch’essa “Casa Delle Libertà”), quando vantava a più riprese il prestigio internazionale conquistato dall’Italia grazie al suo governo.

Scarica la mappa stampabile.

Saturday, November 3rd, 2007

Yume Bitsu: Yume Bitsu

Filed under: Musica, Review, Yume Bitsu
Written by: mazapegul @ 9:51 pm

yume_bitsu.jpg Yume Bitsu è un progetto formato nel 1998 a Portland, Oregon. La formazione comprende: Jason Anderson (batteria), Alex Bundy (tastiere), Adam Fokener (chitarre, voce), Franz Prichard (chitarre). Con Yume Bitsu (2001), il loro secondo omonimo lavoro, il gruppo si candida fra i massimi esponenti della post-psichedelia, elevando il guitar-noise a considerevoli livelli di espressività subliminale. L’album, che è un diretto discendente dello shoegaze (My Bloody Valentine), non nasconde influenze dei Pink Floyd più atmosferici e dei primi Tangerine Dream. Nel complesso si tratta di un lavoro che appartiene al genere “Ambient”. Le dinamiche dei brani, prevalentemente strumentali con qualche sporadico intervento vocale, si sviluppano essenzialmente sulla timbrica, spaziando da atmosfere rarefatte ad atmosfere estremamente dense, con molteplici strati di chitarre distorte ad occupare lo spazio armonico in modo ampio. Le sonorità tendono tuttavia ad essere piuttosto morbide ed avvolgenti, nonostante raggiungano frequentemente alti livelli di saturazione. Il gruppo, che convince più nelle parti strumentali che in quelle cantate, utilizza la timbrica come un pittore utilizza il colore sulla tela, dipingento paesaggi surreali e ipnotici.

L’album apre con lo strumentale Team Yume. Il brano inizia in modo rarefatto su un bordone continuo di basso. Il tema principale del brano fa la sua comparsa dopo circa 3 minuti, una semplice frase discendende di chitarra immersa nell’eco, che verrà ripetuta per tutto il brano. Nella seconda parte il brano diventa progressivamente più consistente, con stratificazioni di distorsioni chitarristiche modulate dal wha-wha.

I Wait For You inizia come una lenta ballata psichedelica, il canto ricorda (anche troppo) certe atmosfere dei Pink Floyd primi anni ’70. La seconda parte si sviluppa invece su dei singoli ipnotici patterns di tastiere, i quali vengono poi investiti da sovrapposizioni di sonorità sature chitarristiche.

Surface I è un brano ambientale più astratto, introdotto da sonorità cupe ed ossessive. Il brano si sviluppa in lenta metamorfosi per poi disfarsi nel rumore bianco, da deriva cosmica.

Truth e un’altro brano che ricorda, nella parte cantata, certe cose dei Pink Floyd. Il primo momento strumentale viene sviluppato su lente modulazioni di suoni continui sintetici e di chitarra, dall’effetto ipnotico. La seconda parte invece è invasa da un denso ed impenetrabile muro di chitarre.

Surface II è un’altro brano atmosferico astratto. Introdotto da rumori ciclici di basse frequenze, il brano viene sviluppato in modo minimale con estese sonorità sintetiche, pulsazioni e cicaleggi elettronici ripetitivi. Una atmosfera tenebrosa che ricorda da vicino le prime cose dei Tangerine Dream.

L’album chiude con gli oltre 18 minuti di The Frigid, Frigid, Frigid Body Of Dr T.J. Eckleberg. Un lungo periodo strumentale introdude un’altra armoniosa parte cantata, in uno stile simile delle precedenti. Quella che segue è una travolgente mareggiata di sonorità distorte e lacerate, che si intrecciano fra di loro in un inno cosmico. Raggiunto il culmine, il suono inizia a farsi lentamente più rarefatto, con saltuarie scariche di distorsione e fischi di feedback in lontananza, immersi nell’eco.

Friday, November 2nd, 2007

Johann Sebastian Bach: L’Arte della Fuga

Filed under: Johann Sebastian Bach, Musica, Review
Written by: mazapegul @ 9:59 pm

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L’Arte della Fuga, opera tarda di Johann Sebastian Bach, fu composta negli anni 1748-1749 e pubblicata dopo la sua morte avvenuta nel 1750. L’opera è una summa di quella rigorosa forma musicale chiamata appunto “fuga”, e rimane fra i più grandi capolavori musicali di tutti tempi.

Bach non indicò strumenti precisi per eseguire queste fughe, sembra che le scrisse come musica fine a se stessa. Non è perciò un caso che l’opera sia stata successivamente interpretata dagli ensemble più disparati: clavicembalo, organo, quartetto d’archi, piccola orchestra, grande orchestra, fiati, pianoforte, ecc. La prima interpretazione che mi procurai fu quella per clavicembalo solo (Die Kunst Der Fuge, Harmonia Mundi Stereo HMI 73037, Gustav Leonhardt cembalo). Non molto più tardi mi procurai anche una versione per piccola orchestra, una per pianoforte ed una per organo, le ultime due interpretate da Glen Gould. l’assimilazione di queste differenti versioni del capolavoro bachiano, rimane una delle esperienze musicali più interessanti che mi sia capitato di fare. Vediamone i motivi.

La fuga è una forma musicale particolarmente utilizzata nel periodo barocco/classico, ma ha influenzato concettualmente anche molta musica dei secoli successivi. Vi sono riferimenti ad alcuni concetti tipici della fuga persino nella dodecafonia di Arnold Schönberg. Tale forma si basa sull’esposizione di un tema melodico denominato soggetto (talvolta anche più di uno). Lo stesso soggetto viene poi utilizzatto per generare altri temi in forma imitativa in modalità e registri diversi, oppure rovesciando tutti gli intervalli melodici e/o invertendo sistematicamente l’ordine delle note. Questi temi, più i relativi controcanti, vengono esposti e sovrapposti in modo alternato su più voci (generalmente quattro). Si tratta di una forma musicale che esige naturalmente una sapiente tecnica contrappuntistica. Per quanto possa essere considerata come una forma musicale particolarmente “rigorosa”, offre in realtà all’autore enormi possibilità. Basti pensare che molte delle fughe presenti nell’opera in questione sono generate dal medesimo soggetto, ma sviluppate in modi totalmente differenti.
Questa è una spiegazione molto a grandi linee, per maggiori informazioni vi rimando alla voce Fuga in Wikipedia. Mi preme però sottolineare che, soprattutto nel caso di Bach, le regole ed i “limiti” di questa forma sono a beneficio di una sublime funzionalità musicale.

La ragione per cui mi procurai la versione per orchestra, era quella di avere una maggiore distinzione delle voci. In tale versione infatti sembra che la mente sia maggiormente stimolata a seguire il groviglio contrappuntistico, mentre nella versione per clavicembalo solo emerge in modo più naturale il risultato armonico globale. Anche se inizialmente la versione per orchestra risultava più godibile, in un secondo momento ho iniziato ad appezzare maggiormente quella per clavicembalo di Leonhardt. La ragione credo risieda nel fatto che tale opera è stata pensata per funzionare come flusso armonico, più che come semplice contrappunto. Certo, anche il contrappunto è pensato per funzionare armonicamente ma, nel caso dell’Arte della Fuga, c’è qualcosa in più. Se il primo approccio all’opera rivela il meraviglioso intreccio melodico, il secondo rivela questo geniale, e talvolta impenetrabile, marchingegno armonico.

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