December 30, 2007

Dacci oggi il nostro terrore quotidiano

Filed under: Osama bin Laden, Informazione, Terrorismo, Politica — mazapegul @ 11:20 pm

pioggiamacabra.jpg Ci sono essenzialmente 3 modi per tenere sotto controllo una nazione:

1. Distrazione del popolo con quintali di pattume da intrattenimento: dalle manifestazioni sportive alla tv spazzatura, dalla cronaca nera ai telefonini, dalla pornografia alle droghe pesanti.

2. Spargimento di terrore. Un popolo terrorizzato, si sa, è molto più facile da spremere e tenere sotto controllo.

3. Dittatura militare.

La strumentalizzazione di Osama bin Laden appartiene al punto 2. È indiscutibilmente il personaggio vivente più televisivo che esiste sulla terra. Registra un messaggio ed in meno di 24 ore ha già fatto il giro di tutte le emittenti mondiali. Neanche al Papa è riservato un trattamento simile. Ma, detto sinceramente, a noi che ce frega dei comunicati di Osama? Così noiosi e sempre uguali, bastava sentirne uno. Non sarebbe meglio destinarli tutti all’oblio? Certo che no, ti aiutano a vivere, ti ricordano che in ogni momento può sempre esploderti una bomba in faccia. È per il bene della comunità (punto 2).

December 29, 2007

Il voltagabbana di turno

Filed under: Lamberto Dini, Unione, Romano Prodi, Politica — mazapegul @ 11:42 pm

notablacksheep.jpgLamberto Dini persiste con gli ultimatum al governo Prodi: “Presenteremo un programma alternativo che dovrebbe essere accettato nella sua interezza. Se così non fosse, il nostro voto sarà negativo”.

Dini rapprenta si e no lo 0,00001% dell’elettorato. A seguirlo dovrebbero essere quei 5 o 6 senatori in croce, più che sufficienti per far cadere il governo. Vista la sua grande popolarità, Dini ha deciso di scrivere il suo programma personale alternativo - stracciando quello che aveva firmato prima di vincere le elezioni -, pretendendo che venga approvato dal governo “nella sua interezza”.

Tanti auguri e complimenti al signor Dini. Per il pregevole voltafaccia. Per i giorni contati al governo Prodi. Per il voto anticipato e per il bel regalo a Berlusconi. Spero almeno che il Cavaliere gli riservi una meritata poltroncina come ministro nel futuro governo. Ma non voglio pensare che sia già stata promessa, oltretutto Berlusconi non è certo il tipo da promesse simili.

December 28, 2007

The Water Wars

Filed under: Water, Natural resources, California, English — ticciola @ 10:44 pm

waterwar.jpg“With its diverse climate and landscape, California contains the greatest variety of rivers found anywhere in the United States. Over the last 150 years these rivers have been dammed, diverted, polluted, lined, and leveed to supply the needs of an expanding population and economy. In spite of these changes, rivers and the waters they carry remain one of California’s most significant natural hazards and most contested resources”. (Mount)

California - the most populous state in the United States - faces many competing demands for water use, mirroring what is happening throughout the world, as nations try to come to terms with an impending international water crisis. In California, agricultural demand for irrigation during the dry summer has traditionally been met by reservoirs and a system of irrigation canals that have in turn lowered the amount of water available for river flow. The practice of water control and diversion has resulted in endangered fisheries, reduced salmon runs, and pitched battles between interest groups –particularly, farmers, fishermen, developers and environmentalists. California is often subject to years of drought, when it does not receive enough winter precipitation to replenish reservoirs and groundwater, compounding its water troubles. Ironically, California is also susceptible to damaging floods during wet years, causing billions of dollars in property damage. Many new subdivisions are being built on floodplains, and depend on antiquated levees to protect lives and property. After bearing witness to the effects of Hurricane Katrina in New Orleans, and faced with the possibility of a similar disaster, California voters recently approved a bond measure that would repair the levees, in order to protect homes and lives. As California begins to face the reality of future water scarcity, many local conservation efforts have been implemented, and water districts are giving rebates on water efficient appliances, and distributing water-saving devices that will make it easier for customers to become more water efficient. Although California is making some progress towards meeting its water challenges, the growing population’s demand for water will continue to rise, creating a situation where high stakes battles over water will be an inevitable consequence unless the state is able to formulate an overarching science-based water plan, and implement it despite the political risks inherent in alienating special interest groups.

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December 27, 2007

Liberisti totalitari

Filed under: Europa 7, La7, Telecom, Informazione, Politica — mazapegul @ 11:51 pm

freespeech.gif Nel 1999 Europa 7 ha ottenuto dallo Stato Italiano la concessione per una rete nazionale, la stessa che è stata revocata a Rete 4. Dopo anni di battaglie legali portate avanti da Francesco di Stefano - editore della della emittente televisiva -, Rete 4 continua regolarmente a trasmettere, a scapito di Europa 7 che è tuttora priva di frequenze. Non mi soffermo sui particolari giudiziari del caso, le sentenze - peraltro tutte a favore di Europa 7 -, i decreti e i contro-decreti. Per chi vuole approfondire la questione ho riportato alcuni links in fondo. Quì mi soffermo sul quadro inequivocabile che emerge da questo episodio: la nascita di un terzo polo televisivo alternativo al “duopolio” Rai/Mediaset è ostacolata con ogni mezzo, anche incostituzionale all’occorrenza. Un “duopolio” virtuale, visto che una parte è di proprietà di Berlusconi e l’altra è palesemente controllata dal medesimo soggetto - non solo quando stava al governo.

La7 rappresenterebbe il terzo polo? Potenzialmente lo poteva anche rappresentare, se non fosse stata “normalizzata” d’urgenza dell’editore, la Telecom Italia Media. Praticamente la stessa azienda coinvolta nello scandalo delle intercettazioni illegali, meglio noto come Scandalo Telecom-Sismi. Secondo l’accusa venivano intercettati giudici, giornalisti, politici e uomini di altri servizi segreti. Gran bell’editore, molto poco ricattabile non c’è che dire (per maggiori dettagli vedi I dossierati Telecom).

Il solo pensiero che possa nascere un terzo polo indipendente, e soprattutto con un buon indice d’ascolto, è capace di mandare in paranoia la classe dirigente al completo. Destra, centro e sinistra. Questi fatti dovrebbero eliminare ogni dubbio sulla qualità di questi “politici” che si dicono liberali, ma che impongono con forza ai cittadini un totalitarismo mediatico degno dei regimi fascisti/comunisti. Bloccando di fatto l’iniziativa privata in nome del “duopolio” dell’informazione. Gli elettori che si dicono liberali dovrebbero riflettere su queste questioni, prima di farsi abbindolare dal partito delle libertà di turno.

Links utili per approfondire la questione:

December 25, 2007

David Torn: What Means ‘Solid’, Traveller?

Filed under: Review, David Torn, Musica — mazapegul @ 1:42 pm

whatmeans.jpgDavid Torn è da considerarsi fra i chitarristi elettrici più dotati ed originali attualmente in circolazione, sia dal punto di vista compositivo che prettamente tecnico. Il suo stile riesce a fondere il virtuosismo tecnico di chitarristi quali Robert Fripp, Fred Frith o Bill Frisell, con l’irruenza sovversiva di Jimi Hendrix. Caratteristiche tecniche che vanno poi unite ad uno stile compositivo sperimentale e radicale, che spazia dal prog al blues, dal jazz alla musica ambientale. Fortemente personale è anche la sua ricerca timbrica, eloquente è ad esempio la sonorità iper-distorta/gracchiante di chitarra, che ottiene mandando il microfono di ripresa al limite della saturazione (utilizzando perciò volumi disumani, una operazione capace di mandare in paranoia fonici e tecnici del suono). “What Means ‘Solid’, Traveller?” (1996) viene pubblicato dopo una serie di collaborazioni con altri artisti, ed è il secondo volume (il primo è l’altrettanto ottimo “Tripping Over God”) di un progetto che vede Torn in completa autonomia nel processo della creazione musicale, dalla composizione al mixaggio, avvalendodi di limitati interventi da parte di alcuni amici.
“La mia musica è lacerata”, esattamente così lui stesso la introdusse prima di un concerto in Italia. Definizione particolarmente appropriata, e non solo perchè “torn” in inglese significa appunto lacerato.

Il riff atonale e devastante di Spell Breaks With The Weather, che segue una breve nenia ambientale, fa capire in fretta che aria tira. Si tratta un brano dal ritmo serrato ed ossessivo, nella prima parte. Nella seconda parte l’atmosfera è più distesa, sviluppata su sequenze armoniche dal sapore prog e soli chitarristici che si addensano. Nel finale torna il riff della prima parte, interrotto però bruscamente.

Seguono i bizzarri sapori prog/mediorientali di What Means Solid, Traveller?, con interventi vocali distorti (eseguiti da Torn).

Basato su dei loops spettrali ed ossessivi, Such Little Mirrors si sviluppa con temi di chitarra distesi e raffinati, melodicamente sospesi, che si sovrappongono nella seconda parte.

È la volta di Tiny Burns A Bridge, uno degli apici del disco. Un bluesaccio alla Torn, viscerale come il delta blues originale, ma con massiccie ed improvvise dosi di distorsioni psichedeliche. Il brano, cantato con voce distorta, inizia in modo rarefatto e teso, persino con intermezzi di mandolino. La tensione trova poi il suo sfogo naturale nella parte finale, con un assolo di chitarra slide selvaggio e sofferto, come il lamento di un animale moribondo. Un assolo che si colloca direttamente fra i più significativi del rock di sempre.

Gidya Hana è introdotto da una chitarra iper-distorta. Lo sviluppo del brano ricorda i King Crimson di Discipline, ma rimane tuttavia una piccola caduta di tono all’interno dell’album.

Si riparte con il solo di chitarra, possente ed atmosferico, di Each Prince, To His Kingdom, Must Labor To Go, accompagnato da loops di suoni metallici.

Particle Bugs @ Purulia Station è introdotto da cupi suoni ambientali, sviluppandosi poi in una serrata calvata chitarristica a metà strada fra prog e jazz.

I Will Not Be Free… è un’altro blues sanguigno e viscerale, questa volta molto più scarno, eseguito con la sola voce e chitarra dobro.

Segue la chitarraccia atonole iper-distorta di …Til You Are Free, un assolo sfibrato sia nel suono e nelle linee melodiche (con vaghi riferimenti a Jimi Hendrix), su una base ritmica rallentata e lacerata.

Chiudono l’album i 10 minuti abbondanti dell’affascinante Elsewhere, Now Than Waving, un pezzo ambient per definizione. Il brano inizia in modo disteso e minimale, con lente e brevi frasi melodiche che si addensano progressivamente. Il tema melodico principale, eseguito su diversi registri, è una frase discendente dal sapore malinconico. La seconda parte si fa invece più astratta e densa di suoni, per poi chiudere con variazioni sugli armonici naturali del suono fondamentale.

December 23, 2007

Il vaccino di Montanelli

Filed under: Indro Montanelli, Silvio Berlusconi, Conflitto di interessi, Politica — mazapegul @ 11:43 pm

montanelli.jpg “Io voglio che vinca, faccio voti e faccio fioretti alla Madonna perché lui vinca, in modo che gli italiani vedano chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, Berlusconi anche al Quirinale, Berlusconi dove vuole, Berlusconi al Vaticano. Soltanto dopo saremo immuni. L’immunità che si ottiene col vaccino.” (Indro Montanelli intervistato da La Repubblica, 26 marzo 2001)

Dopo questa celebre dichiarazione di Montanelli, Berlusconi ha “governato” cinque anni (più altri due). Gli italiani hanno conosciuto “quel signore”. Non è bastato, gli italiani lo avranno ancora. Il centro-sinistra è stato eletto con un programma, ora ci si stanno pulendo il culo con allegria. Conflitto d’interessi? È uno spasso. Rai? Depredata ed asfissiata, la miglior ricreazione del potere politico. Questi uomini di “sinistra” hanno ben capito che il controllo sull’informazione è bello. E i pesci in faccia alla magistratura con la schiena dritta sono ancora meglio. Lascio indovinare chi sia il maestro indiscusso di tutto questo.

Il vaccino non ha funzionato. Al contrario il virus si è espanso in modo spropositato. Montanelli non aveva fatto bene i conti con le intere generazioni devastate dal verbo di Mediaset e Raiset: viva il furbetto. La questione morale è roba fuori moda, per perdenti nati. Ora non restano davvero che i fioretti alla Madonna per avere Previti al governo, Dell’Utri al quirinale, ed il Cavaliere al Vaticano.

December 22, 2007

Il comunista preferito di Berlusconi

bertivespa.jpg“Le intercettazioni sono tutte cattive e non devono essere usate per scopi politici”, dichiara Bertinotti a proposito della intercettazione Berlusconi-Saccà, denunciando tuttavia il “degrado del sistema”.

Mettiamo per ipotesi che ad essere stati intercettati fossero stati un idraulico ed il suo servile garzone, beccati mentre svelano di avere fatto scempio di tubi. Sarà giusto che gli eventuali futuri clienti sappiano quale sia il loro modo di lavorare? Certo che no - direbbe Bertinotti, il comunista preferito di Berlusconi - le intercettazioni non devono essere usate per scopi idraulici.

Il presidente della camera non dovrebbe tuttavia preoccuparsi, c’è il decreto legge Mastella! Tale legge, meglio conosciuta come “legge bavaglio”, vieta di pubblicare intercettazioni e atti di indagine fino alla conclusione delle indagini preliminari, anche se non coperte da segreto istruttorio. In caso di violazione sono previste pene severissime. Se dovesse passare anche in Senato, sarà il bavaglio definitivo alla stampa. I giornalisti non potranno più parlare delle indagini in corso che investono politici, imprenditori e mafiosi. Ma anche stupratori, pedofili e serial-killer. Silenzio assoluto. Garanzia per la privacy del cittadino. Praticamente tutto il mondo politico è d’accordo, finché c’è da pararsi il culo c’è speranza.

Firma la petizione contro la lagge bavaglio.

(foto: Luxardo / Camera dei deputati)

December 20, 2007

Lo svergognato senza vergogna

berlubaratro.jpg Per chi non ci credeva, ecco l’incantevole dialogo Berlusconi-Saccà, direttamente dalle loro viscere orali: audio, testo.

Il soggetto in questione, di fronte all’evidenza, non si vergogna. Al contrario rincalza, spara contro-accuse. Rivendica addirittura la correttezza di ciò che ha fatto. Lo specchio mostra una faccia da culo? Lui accusa lo specchio. E ci si meraviglia?

L’evidenza la cotruiscono i mass media. Berlusconi li possiede e li usa. Se in 10 prendono atto del dato di fatto, in 90 prendono atto di quello che esce dallo schermo televisivo. Oppure se ne fregano perché in fondo al suo posto si comporterebbero allo stesso modo. Per il futuro candidato premier l’inferno è a un passo. Presentare scuse pubbliche significherebbe per lui un crollo miserabile istantaneo, trascinando nel baratro famiglia e servitù al completo. Tanto vale allora trascinarci l’intero paese ai propri destini.

December 18, 2007

Humbert’s Metamorphosis: from Nymph to Adult in Lolita

Filed under: English, Vladimir Nabokov, Lolita — ticciola @ 10:36 pm

palefire.jpg Lolita is a book that lends itself to a myriad of different interpretations, with each reader finding a different meaning within the story. Many readers are first drawn to Lolita expecting the tale of the escapades of a pedophile and his victim, a “lewd book. They expected the rising succession of erotic scenes; when these stopped, the readers stopped too, and felt bored and let down.” (Nabokov 313) It is overly simplistic to define Lolita as a novel about pedophilia –certainly one of the many elements of the story, but by no means the main theme. What makes Lolita a classic is Nabokov’s ability to weave so many elements into his writing, that each re-reading reveals a slightly different, and more profound layer to the book. The reader who opens the book expecting a simple story of pedophilia and sexual exploitation finds himself quickly immersed in the ever shifting quicksand of Humbert Humbert,’s narration. Although Humbert’s sexual attraction to barely pubescent girls, or nymphets makes him easily classifiable as a pedophile, his love for Lolita metamorphoses in the course of the novel like one of Nabokov’s beloved butterflies, starting out as immature adolescent obsession, and culminating in the mature, selfless love that parents feel for their children.
In order to meet the American Psychiatric Association’s criteria for diagnosis of pedophilia, a person must exhibit certain characteristics:
“A. Over a period of at least 6 months, recurrent, intense sexually arousing fantasies, sexual urges, or behaviors involving sexual activity with a prepubescent child or children (generally age 13 years or younger); B. The person has acted on these sexual urges, or the sexual urges or fantasies cause marked distress or interpersonal difficulty; C. The person is at least age 16 years and at least 5 years older than the child or children in Criterion A.” (Wikipedia)
According to this definition, Humbert’s obsession with young girls “Between the age limits of nine and fourteen…” can be categorized as pedophilia. However, Humbert is not attracted to all girls in that age group, but only to a select few, “who, to certain bewitched travelers, twice or many times older than they, reveal their true nature which is not human…and these chosen creatures I propose to designate as “nymphets”. (Nabakov 16) According to Humbert, these girls exhibit “mysterious characteristics, the fey grace, the elusive, shifty, soul-shattering, insidious charm …” that set them apart from other girls their age. (Nabakov 17)
Humbert excuses his fantasies by blaming his obsession on his unfulfilled early adolescent love affair with his age-mate Annabelle Lee. “We loved each other with a premature love, marked by a fierceness that so often destroys adult lives….I found myself maturing amid a civilization which allows a man of twenty-five to court a girl of sixteen but not a girl of twelve”. (Nabakov 18)

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December 16, 2007

Best rock albums

Filed under: Musica — mazapegul @ 3:57 pm

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Amon Düül II

  • Phallus Dei (1969)
  • Yeti (1970)
  • Tanz Der Lemminge (1971)

Kevin Ayers

  • Joy Of A Toy (1969)
  • Shooting At The Moon (1970)

Syd Barrett - discography

  • The Madcap Laughs (1970) - review
  • Barrett (1970) - review
  • Opel (1988)

Tim Buckley

  • Lorca (1970)
  • Star Sailor (1970)

Calexico - discography

  • The Black Light (1998)
  • Hot Rail (2000)
  • Feast Of Wire (2003)

Nick Cave & The Bad Seeds - discography

  • From Her To Eternity (1984)
  • The Firstborn Is Dead (1985) - review
  • The Good Son (1990)
  • Murder Ballads (1996)

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December 15, 2007

Best movies

Filed under: Cinema — mazapegul @ 12:11 am

nosferatu.jpg

Michelangelo Antonioni

  • L’avventura (1960)
  • L’eclisse (1962)
  • Blow Up (1966)
  • Zabriskie Point (1970) - review
  • Professione: Reporter (1975)

Luis Buñuel

  • Un Chien Andalou (1929) - watch it
  • L’Age d’Or (1930) - watch it
  • El (1953)
  • Viridiana (1961)
  • The Exterminating Angel (1962)
  • Bella De Jour (1967)
  • That Obscure Object Of Desire (1977)

Charlie Chaplin

  • The Gold Rush (1925) - watch it
  • City Light (1931)
  • Modern Times (1936)
  • Monsieur Verdoux (1947)
  • Limelight (1952)

Joel Coen

  • Blood Simple (1984)
  • Fargo (1996)
  • No Country for Old Men (2007)

Francis Ford Coppola

  • The Godfather (1972)
  • The Conversation (1974)
  • The Godfather: Part II (1974)
  • Apocalypse Now (1979)

David Cronenberg

  • Videodrome (1983)
  • Dead Ringers (1988)
  • Naked Lunch (1991)
  • A History of Violence (2005)

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December 14, 2007

L’Unità al capolinea?

20020420.jpg

Oggi il quotidiano l’Unità non è uscito in edicola. L’assemblea dei giornalisti ha deciso di scioperare in relazione all’assetto proprietario del giornale. Dalla prima pagina di ieri:

“Le giornaliste e i giornalisti del quotidiano tornano a chiedere con forza che si esperisca ogni tentativo per giungere a un’articolazione azionaria diversa da quella in via di definizione. La prospettiva che la Tosinvest del gruppo Angelucci, che edita Libero, assuma il controllo quasi assoluto della nostra testata non puo’ non creare inquietudine e preoccupazione. Servono garanzie precise a difesa dell’autonomia e dell’indipendenza del nostro giornale.”

Inquietudine e preoccupazione sono il minimo. Cerco ora di focalizare, in sintesi, ciò che il giornale ha rappresentato per i suoi lettori, negli ultimi anni. L’Unità della gloriosa rinascita del 2001, sotto la direzione di Furio Colombo prima e Antonio Padellaro dopo, non ha mai abbassato la guardia contro gli abusi, le prevaricazioni, lo scempio istituzionale durante il quinquennio Berlusconi. L’Unità era il giornale che chiamava il regime col suo vero nome. Non risparmiava pesanti critiche neppure al certro-sinistra, non appena un odore di inciucio si delineava all’orizzonte. Qualità più uniche che rare nel panorama editoriale a tiratura nazionale. Il quotidiano divenne il bersaglio di continui e violenti attacchi sia da parte del governo dei berluscones (e questo si capisce), sia da parte di una buona fetta del centro-sinistra, quella che conta, che chiese ed ottenne la testa di Colombo. Nel Casermone delle Libertà la stampa libera e autonoma è un’anomalia. Così verrebbe messa a tacere l’Unità, per diventare lo sterile organo di propaganda del Partito Democratico.

Il berlusconismo, l’anomalia italiana, il colossale conflitto di interessi, sono ancora intatti, pronti a tornare alla guida del paese a furor di popolo per completare il percorso di deturpazione già avviato. Nessuno nell’attuale governo di centro-sinistra sembra infatti realmente intenzionato a porre un freno allo strazio. La locomotiva va ormai avanti per inerzia verso il baratro, e nessuno è in grado fermarla.

L’autonomia dell’Unità non si tocca, sottoscrivi l’appello.

(Foto: prima pagina de l’Unità del 20 aprile 2002)

December 12, 2007

Berlusconi indagato a Napoli per corruzione

Filed under: Agostino Saccà, Partito Democratico, Giustizia, Silvio Berlusconi, Politica — mazapegul @ 9:45 pm

berlupatina.jpgBerlusconi è indagato dalla procura di Napoli per la corruzione di Agostino Saccà, presidente di RaiFiction e - seconda ipotesi di reato - per istigazione alla corruzione del senatore Nino Randazzo e di altri senatori della Repubblica. Avrebbe cercato di “mercanteggiare” con alcuni senatori del centro-sinistra per far cadere il governo (maggiori dettagli su Repubblica.it).

Interessante la difesa di Berlusconi, in pratica si lamenta di una serie di questioni “gravi se non gravissime”, relative alle modalità ed utilizzo delle intercettazioni. Se la magistratura avesse commesso delle irregolarità verrà di certo inquisita, non credo che in questo particolare momento storico ci si debba preoccupare del contrario. In ogni caso il misero ritratto del Berlusconi che emerge dall’intercettazione rimane intatto. È come se un rapinatore venisse ripreso da una telecamera nell’atto di commettere una rapina. Poi il rapinatore stesso ti viene a dire: “hey, la telecamera era in palese violazione della privacy, quindi io non ho commesso nessuna rapina!”.

Cosa dobbiamo farne di questo “politico”, della sua morale e dei suoi metodi? Lo chiederei a quelli del Pd, che con il “politico” in questione hanno in corso un dialogo onesto e costruttivo sulle riforme.

(Ritocco fotografico di Alex Rossi)

December 10, 2007

Giustizia paradossale

stop_go.jpgLa cosiddetta “legge Boato”, approvata nel 2003, si è rivelata geniale, devastante al punto giusto e meravigliosamente anticostituzionale. Molto in breve, tale legge prevede che un magistrato per utilizzare delle intercettazioni telefoniche che potrebbero contenere estremi di reato, e che coinvolgono un parlamentare, è obbligato a chiedere l’autorizzazione al Parlamento stesso. La genialità non sta nel semplice fatto che il Parlamento può votare “no”, la devastazione è assai più ampia. La legge è un’arma a doppio taglio.

Se ad esempio un malaugurato magistrato si azzarda a motivare la richiesta, giustificando in qualche modo la gravità del contenuto delle intercettazioni, allora il mondo politico si offende all’unanimità, inizia ad accusare il povero magistrato di “accenti suggestivi e stigmatizzatori” e di anticipare la sentenza. Il magistrato “arrogante e cattivo”, verrà così giustamente trasferito. È quello che è successo al gip di Milano Clementina Forleo. Cosa succederà quando un caso analogo si ripeterà in futuro? Il magistrato sarà costretto ad andarci cauto nel motivare, talmente cauto da permettere al parlamento di ripondergli a stretto giro: “senta bello, non ci faccia perdere tempo con queste quisquilie!”.

L’ultima furbata è di questi giorni, ed è ancora più paradossale. Un magistrato, per sapere di essere incappato in una intercettazione di un parlamentare, è costretto ad accertarsene prima. Un modo è quello di richiedere i tabulati del telefono in questione, verificare chi è il titolare dell’apparecchio e relativo traffico telefonico. E qui viene il bello. Il magistrato dovrebbe però richiedere l’autorizzazione al Parlamento anche per i tabulati talefonici, il problema è che senza quelli non può sapere con certezza se si tratta di parlamentare o meno. È come se qualcuno ti dicesse: “Non puoi scoreggiare fino a quando non mi dimostri che realmente ti scappa”. Ma come fai a dimostrarlo senza mollarla? È quello che è appena successo al pm di Catanzaro Luigi de Magistris, “reo” di avere utilizzato i tabulati telefonici di Mastella previo autorizzazione parlamentare.

Ma come si fa a sopportare cose del genere? Bisognerebbe chiederlo a Luttazzi

(Foto (c) 2006 Kelz & photoshoppix.com)

December 9, 2007

Watersports and other stuff

Filed under: La7, Giuliano Ferrara, Satira, Daniele Luttazzi, Video — mazapegul @ 10:22 am

luttazzism.jpgLa7 blocca “Decameron”, il programma di Daniele Luttazzi che va in onda il sabato sera, per “gravi offese a Giuliano Ferrara”. Prima di bloccarlo si sono però assicurati di trasmettere la replica del giovedì successivo, nel caso qualche spettatore non avesse ben recepito i “gravi insulti”. Non contenti della replica, hanno creato un nuovo caso Luttazzi, così la battuta incriminata è finita su tutti giornali e lo spezzone video diffuso in rete. Ora quando qualcuno pensa a Ferrara non può fare a meno di imaginarselo in vasca da bagno, con Berlusconi e Dell’Utri che gli fanno quella cosa, con Previti che gli fa quell’altra cosa, e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta tutti. Troppa grazia! La7 non deve voler molto bene a Ferrara, nonostante sulla rete in questione gli è garantita una presenza giornaliera.

Sembra tuttavia che la vera causa sia un’altra. La7 se la sarebbe fatta sotto per via dei contenuti della nuova puntata del Decameron, che non è andata in onda, la quale conterrebbe “commenti” su Telecom, Geronzi e la nuova enciclica del Papa “Spe Salvi“.

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