Nuova enciclica di Ratzinger, indietro tutta
Ratzinger ha pubblicato la sua seconda enciclica, nella quale, fra le altre cose, prende di mira l’ateismo:
“L’ateismo del XIX e del XX secolo è, secondo le sue radici e la sua finalità , un moralismo: una protesta contro le ingiustizie del mondo e della storia universale. Un mondo, nel quale esiste una tale misura di ingiustizia, di sofferenza degli innocenti e di cinismo del potere, non può essere l’opera di un Dio buono. Il Dio che avesse la responsabilità di un simile mondo, non sarebbe un Dio giusto e ancor meno un Dio buono. È in nome della morale che bisogna contestare questo Dioâ€. Ma, “se di fronte alla sofferenza di questo mondo la protesta contro Dio è comprensibile, la pretesa che l’umanità possa e debba fare ciò che nessun Dio fa né è in grado di fare, è presuntuosa ed intrinsecamente non vera. Che da tale premessa siano conseguite le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia non è un caso, ma è fondato nella falsità intrinseca di questa pretesa. Un mondo che si deve creare da sé la sua giustizia è un mondo senza speranza. Nessuno e niente risponde per la sofferenza dei secoli. Nessuno e niente garantisce che il cinismo del potere – sotto qualunque accattivante rivestimento ideologico si presenti – non continui a spadroneggiare nel mondo†(“Spe Salvi“, n. 42).
Benedetto XVI finge di non sapere che le religioni non sono affatto escluse dal ruolo di “accattivante rivestimento ideologico” in molte delle “grandi crudeltà e violazioni della giustizia” perpetrate nel corso della storia, religione cattolica inclusa. In ogni caso la colpa non è da attribuire né alla religione né all’ateismo, ma alla stupidità umana che tende ad emergere in tutti i contesti dove viene esercitato un potere.
Ratzinger attacca l’ateismo partendo dal presupposto che “il Dio cattolico esiste”. Un ragionamento perspicace, analogo a quello di un ateo che considera tutti i credenti come degli stolti perché “non esiste nessun Dio”. Dal momento che nessuno può dimostrare la veridicità della propria filosofia/religione, l’intelligenza dovrebbe suggerire di accettarle entrambe, purché venga rispettata quella del prossimo. Ma Ratzinger, che naturalmente si considera il detentore della verità rivelata, preferisce la sentenza: l’ateismo è l’origine del male. Un bell’esempio di rispetto del prossimo per milioni di persone che pendono dalla bocca del papa, complimenti.


