In memoria di Falcone e Borsellino
Dichiarazione di Letizia Vacca, vicepresidente della prima commissione del Csm (componente eletto dal Parlamento, quota Pdci di Oliviero Diliberto):
“Siamo tutti allarmati dall’ impatto che hanno avuto le sue parole, risultate eccessive, forzate e gravissime – spiega Vacca -. Le sue dichiarazioni hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziarie e sono state lesive dell’ immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi. La situazione appare completamente diversa da come è stata rappresentata da Forleo: non risulta nessun complotto e nessuna intimidazione [...] Lo spirito che ci muove non è certo persecutorio nei confronti di Forleo. Il nostro problema è riportare la serenità negli uffici giudiziari di Milano”. Rincara poi la dose tirando in ballo anche il pm di Catanzaro, Luigi De Magistris: “Credo che sia necessario che emerga che sono cattivi magistrati, e non perché fanno i nomi dei politici”. Riferendosi alla Forleo, Vacca incalza: “Dire ‘ho fatto il nome di D’Alema e per questo mi perseguitano’ non è un sillogismo che può valere. Questa non è una magistratura seria, e questi comportamenti sono devastanti. I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi”. (Fonte Ansa.it)
Sembrava non fosse possibile ma, con questa virulenta dichiarazione, la prevaricazione sulla magistratura con la “schiena dritta” si spinge ancora oltre. L’accanimento ostentato contro questi due magistrati in particolare, che guarda a caso stavano indagando su almeno quattro dei pezzi più grossi del centro-sinistra, in inchieste separate, non conosce limiti. Vacca denuncia comportamenti devastanti e poi si esprime con locuzioni tipo “deve emergere che sono giudici cattivi”, che lasciano intendere una sentenza già scritta. Un linguaggio “da bar”, adatto per fare il giro dei mass-media ed essere facilmente compreso da chi non è molto informato sui fatti. L’informazione viene così saturata con fatterelli irrilevanti ma gonfiati ad arte per screditare la Forleo. L’attenzione distolta dai veri fatti gravi. Ma questo non verrà considerato devastante. Cosa ne è stato, e soprattutto, cosa ne sarà delle inchieste “Antonveneta-Unipol” e “Why Not”? Non se parla più già da mesi, fatti di poco conto, presto nessuno li ricorderà più.
“I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi”, dichiara Vacca. In memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Tre articoli illuminanti per approfondire la questione:
- Il Coniglio Superiore, di Marco Travaglio.
- A proposito della Forleo e di D’Alema. E di Latorre. E del C.S.M., di Oliviero Beha.
- Clementina Forleo: Wanted, di Elio Veltri.
Related posts:



[...] In memoria di Falcone e Borsellino. [...]
Pingback by: mazapegul » La legalità — February 27, 2008 @ 10:29 pm | permalink