Page 2 of 212

Saturday, December 15th, 2007

Best movies

Filed under: Cinema
Written by: mazapegul @ 12:11 am

 

nosferatu.jpg

Michelangelo Antonioni

  • L’avventura (1960)
  • L’eclisse (1962)
  • Blow Up (1966)
  • Zabriskie Point (1970) – review
  • Professione: Reporter (1975)

Luis Buñuel

  • Un Chien Andalou (1929) – watch it
  • L’Age d’Or (1930) – watch it
  • El (1953)
  • Viridiana (1961)
  • The Exterminating Angel (1962)
  • Bella De Jour (1967)
  • That Obscure Object Of Desire (1977)

Charlie Chaplin

  • The Gold Rush (1925) – watch it
  • City Light (1931)
  • Modern Times (1936)
  • Monsieur Verdoux (1947)
  • Limelight (1952)

Joel Coen

  • Blood Simple (1984)
  • Fargo (1996)
  • No Country for Old Men (2007)

Francis Ford Coppola

  • The Godfather (1972)
  • The Conversation (1974)
  • The Godfather: Part II (1974)
  • Apocalypse Now (1979)

David Cronenberg

  • Videodrome (1983)
  • Dead Ringers (1988)
  • Naked Lunch (1991)
  • A History of Violence (2005)

(more…)

Friday, December 14th, 2007

L’Unità al capolinea?

20020420.jpg

Oggi il quotidiano l’Unità non è uscito in edicola. L’assemblea dei giornalisti ha deciso di scioperare in relazione all’assetto proprietario del giornale. Dalla prima pagina di ieri:

“Le giornaliste e i giornalisti del quotidiano tornano a chiedere con forza che si esperisca ogni tentativo per giungere a un’articolazione azionaria diversa da quella in via di definizione. La prospettiva che la Tosinvest del gruppo Angelucci, che edita Libero, assuma il controllo quasi assoluto della nostra testata non puo’ non creare inquietudine e preoccupazione. Servono garanzie precise a difesa dell’autonomia e dell’indipendenza del nostro giornale.”

Inquietudine e preoccupazione sono il minimo. Cerco ora di focalizare, in sintesi, ciò che il giornale ha rappresentato per i suoi lettori, negli ultimi anni. L’Unità della gloriosa rinascita del 2001, sotto la direzione di Furio Colombo prima e Antonio Padellaro dopo, non ha mai abbassato la guardia contro gli abusi, le prevaricazioni, lo scempio istituzionale durante il quinquennio Berlusconi. L’Unità era il giornale che chiamava il regime col suo vero nome. Non risparmiava pesanti critiche neppure al certro-sinistra, non appena un odore di inciucio si delineava all’orizzonte. Qualità più uniche che rare nel panorama editoriale a tiratura nazionale. Il quotidiano divenne il bersaglio di continui e violenti attacchi sia da parte del governo dei berluscones (e questo si capisce), sia da parte di una buona fetta del centro-sinistra, quella che conta, che chiese ed ottenne la testa di Colombo. Nel Casermone delle Libertà la stampa libera e autonoma è un’anomalia. Così verrebbe messa a tacere l’Unità, per diventare lo sterile organo di propaganda del Partito Democratico.

Il berlusconismo, l’anomalia italiana, il colossale conflitto di interessi, sono ancora intatti, pronti a tornare alla guida del paese a furor di popolo per completare il percorso di deturpazione già avviato. Nessuno nell’attuale governo di centro-sinistra sembra infatti realmente intenzionato a porre un freno allo strazio. La locomotiva va ormai avanti per inerzia verso il baratro, e nessuno è in grado fermarla.

L’autonomia dell’Unità non si tocca, sottoscrivi l’appello.

(Foto: prima pagina de l’Unità del 20 aprile 2002)

Wednesday, December 12th, 2007

Berlusconi indagato a Napoli per corruzione

berlupatina.jpgBerlusconi è indagato dalla procura di Napoli per la corruzione di Agostino Saccà, presidente di RaiFiction e – seconda ipotesi di reato – per istigazione alla corruzione del senatore Nino Randazzo e di altri senatori della Repubblica. Avrebbe cercato di “mercanteggiare” con alcuni senatori del centro-sinistra per far cadere il governo (maggiori dettagli su Repubblica.it).

Interessante la difesa di Berlusconi, in pratica si lamenta di una serie di questioni “gravi se non gravissime”, relative alle modalità ed utilizzo delle intercettazioni. Se la magistratura avesse commesso delle irregolarità verrà di certo inquisita, non credo che in questo particolare momento storico ci si debba preoccupare del contrario. In ogni caso il misero ritratto del Berlusconi che emerge dall’intercettazione rimane intatto. È come se un rapinatore venisse ripreso da una telecamera nell’atto di commettere una rapina. Poi il rapinatore stesso ti viene a dire: “hey, la telecamera era in palese violazione della privacy, quindi io non ho commesso nessuna rapina!”.

Cosa dobbiamo farne di questo “politico”, della sua morale e dei suoi metodi? Lo chiederei a quelli del Pd, che con il “politico” in questione hanno in corso un dialogo onesto e costruttivo sulle riforme.

(Ritocco fotografico di Alex Rossi)

Monday, December 10th, 2007

Giustizia paradossale

stop_go.jpgLa cosiddetta “legge Boato”, approvata nel 2003, si è rivelata geniale, devastante al punto giusto e meravigliosamente anticostituzionale. Molto in breve, tale legge prevede che un magistrato per utilizzare delle intercettazioni telefoniche che potrebbero contenere estremi di reato, e che coinvolgono un parlamentare, è obbligato a chiedere l’autorizzazione al Parlamento stesso. La genialità non sta nel semplice fatto che il Parlamento può votare “no”, la devastazione è assai più ampia. La legge è un’arma a doppio taglio.

Se ad esempio un malaugurato magistrato si azzarda a motivare la richiesta, giustificando in qualche modo la gravità del contenuto delle intercettazioni, allora il mondo politico si offende all’unanimità, inizia ad accusare il povero magistrato di “accenti suggestivi e stigmatizzatori” e di anticipare la sentenza. Il magistrato “arrogante e cattivo”, verrà così giustamente trasferito. È quello che è successo al gip di Milano Clementina Forleo. Cosa succederà quando un caso analogo si ripeterà in futuro? Il magistrato sarà costretto ad andarci cauto nel motivare, talmente cauto da permettere al parlamento di ripondergli a stretto giro: “senta bello, non ci faccia perdere tempo con queste quisquilie!”.

L’ultima furbata è di questi giorni, ed è ancora più paradossale. Un magistrato, per sapere di essere incappato in una intercettazione di un parlamentare, è costretto ad accertarsene prima. Un modo è quello di richiedere i tabulati del telefono in questione, verificare chi è il titolare dell’apparecchio e relativo traffico telefonico. E qui viene il bello. Il magistrato dovrebbe però richiedere l’autorizzazione al Parlamento anche per i tabulati talefonici, il problema è che senza quelli non può sapere con certezza se si tratta di parlamentare o meno. È come se qualcuno ti dicesse: “Non puoi scoreggiare fino a quando non mi dimostri che realmente ti scappa”. Ma come fai a dimostrarlo senza mollarla? È quello che è appena successo al pm di Catanzaro Luigi de Magistris, “reo” di avere utilizzato i tabulati telefonici di Mastella previo autorizzazione parlamentare.

Ma come si fa a sopportare cose del genere? Bisognerebbe chiederlo a Luttazzi

(Foto (c) 2006 Kelz & photoshoppix.com)

Sunday, December 9th, 2007

Watersports and other stuff

Filed under: Daniele Luttazzi, Giuliano Ferrara, La7, Satira, Video
Written by: mazapegul @ 10:22 am

luttazzism.jpgLa7 blocca “Decameron”, il programma di Daniele Luttazzi che va in onda il sabato sera, per “gravi offese a Giuliano Ferrara”. Prima di bloccarlo si sono però assicurati di trasmettere la replica del giovedì successivo, nel caso qualche spettatore non avesse ben recepito i “gravi insulti”. Non contenti della replica, hanno creato un nuovo caso Luttazzi, così la battuta incriminata è finita su tutti giornali e lo spezzone video diffuso in rete. Ora quando qualcuno pensa a Ferrara non può fare a meno di imaginarselo in vasca da bagno, con Berlusconi e Dell’Utri che gli fanno quella cosa, con Previti che gli fa quell’altra cosa, e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta tutti. Troppa grazia! La7 non deve voler molto bene a Ferrara, nonostante sulla rete in questione gli è garantita una presenza giornaliera.

Sembra tuttavia che la vera causa sia un’altra. La7 se la sarebbe fatta sotto per via dei contenuti della nuova puntata del Decameron, che non è andata in onda, la quale conterrebbe “commenti” su Telecom, Geronzi e la nuova enciclica del Papa “Spe Salvi“.

Saturday, December 8th, 2007

Ormai lo sanno tutti

palgiumi.jpgTorno sul caso “scalate bancarie” che coinvolge, fra gli altri, gli ex diessini D’Alema, Fassino e Latorre. A proposito, oggi viene chiamato “caso Forleo”. Il C.S.M. contesta al gip Forleo di avere riferito – alle sedi competenti – di avere ricevuto “suggerimenti” e/o “pressioni” in relazione ad atti che doveva compiere per il suo ufficio. A questo proposito la Forleo ha comunicato i nomi di due magistrati che, una volta sentiti, hanno negato le cose riferite dal gip. A questo bisogna aggiungere le confidenze che l’ex giudice ed ex senatore Pci Ferdinando Imposimato avrebbe fatto ad Oliviero Beha, e ad altre persone. Beha scrive sul suo blog: “Imposimato mi ha detto esplicitamente di pesanti influenze sul CSM da parte dei coinvolti dei Ds, il solito trio (adesso del Partito Democratico), e perfino del Quirinale, affinché la Forleo venisse delegittimata”. Anche Imposimato avrebbe già negato tutto quanto.

A seguito di questa serie di smentite, ecco un campionario delle deduzioni di Vacca (vicepresidente C.S.M.) riferite ai giornalisti, anticipando di fatto le conclusioni di tutto il C.S.M: “non risulta alcun complotto o intimidazione”, “si sono sentiti tutti offesi ed allarmati [per le segnalazioni della Forleo]“, “Questi giudici che in tv si presentano come eroi, sono dei cattivi giudici che fanno soltanto male alla magistratura”, “Certi comportamenti sono devastanti”, “è necessario che emerga che Forleo e De magistris sono cattivi magistrati, e non perché fanno i nomi dei politici” (fonte Uguale per Tutti). Con tali deduzioni Vacca avrebbe motivato la richiesta di trasferimento del gip stesso. Non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se la Forleo avesse utilizzato la stessa violenza verbale per motivare la richiesta autorizzazione per utilizzare le intercettazioni degli ex diessini.

A Vacca, che sarebbe professoressa di diritto romano, non viene in mente che se queste persone che hanno negato determinati colloqui avvenuti a quattr’occhi, non vuol dire automaticamente che la Forleo si è inventata tutto. Oltretutto anche la stampa non ha fatto altro che riportare notizie di accuse e pressioni in seguito all’ordinanza del gip di Milano, ma Vacca non le ricorda. Basterebbe usare la logica per intuire quale delle posizioni sia la più verosimile ma, in ogni caso, rimane comunque la loro voce contro quella della Forleo. Certo che per una prof. di diritto romano si tratta di deduzioni particolarmente acute, se non altro affrettate e convenienti.

Che il potere politico utilizzi tutti i mezzi a sua disposizione per sottrarsi alla giustizia è un fatto chiaro ed incontrovertibile. È inutile che ne diano prova su base giornaliera (poprio oggi è partito un nuovo procedimento disciplinare contro De Magistris), ormai lo sanno tutti. Dovrebbero piuttosto fotografare lo scempio e renderlo costituzionale, con un bel voto bipartisan.

Articoli di approfondimento:

Le ordinanze della Forleo, per rendersi conto di persona dell’oggetto del contendere:

Nessuno tocchi Clementina

Tuesday, December 4th, 2007

In memoria di Falcone e Borsellino

Filed under: Clementina Forleo, CSM, Giustizia, Letizia Vacca, Luigi De Magistris
Written by: mazapegul @ 11:21 pm

conigliosuperiore.jpg Dichiarazione di Letizia Vacca, vicepresidente della prima commissione del Csm (componente eletto dal Parlamento, quota Pdci di Oliviero Diliberto):

“Siamo tutti allarmati dall’ impatto che hanno avuto le sue parole, risultate eccessive, forzate e gravissime – spiega Vacca -. Le sue dichiarazioni hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziarie e sono state lesive dell’ immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi. La situazione appare completamente diversa da come è stata rappresentata da Forleo: non risulta nessun complotto e nessuna intimidazione [...] Lo spirito che ci muove non è certo persecutorio nei confronti di Forleo. Il nostro problema è riportare la serenità negli uffici giudiziari di Milano”. Rincara poi la dose tirando in ballo anche il pm di Catanzaro, Luigi De Magistris: “Credo che sia necessario che emerga che sono cattivi magistrati, e non perché fanno i nomi dei politici”. Riferendosi alla Forleo, Vacca incalza: “Dire ‘ho fatto il nome di D’Alema e per questo mi perseguitano’ non è un sillogismo che può valere. Questa non è una magistratura seria, e questi comportamenti sono devastanti. I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi”. (Fonte Ansa.it)

Sembrava non fosse possibile ma, con questa virulenta dichiarazione, la prevaricazione sulla magistratura con la “schiena dritta” si spinge ancora oltre. L’accanimento ostentato contro questi due magistrati in particolare, che guarda a caso stavano indagando su almeno quattro dei pezzi più grossi del centro-sinistra, in inchieste separate, non conosce limiti. Vacca denuncia comportamenti devastanti e poi si esprime con locuzioni tipo “deve emergere che sono giudici cattivi”, che lasciano intendere una sentenza già scritta. Un linguaggio “da bar”, adatto per fare il giro dei mass-media ed essere facilmente compreso da chi non è molto informato sui fatti. L’informazione viene così saturata con fatterelli irrilevanti ma gonfiati ad arte per screditare la Forleo. L’attenzione distolta dai veri fatti gravi. Ma questo non verrà considerato devastante. Cosa ne è stato, e soprattutto, cosa ne sarà delle inchieste “Antonveneta-Unipol” e “Why Not”? Non se parla più già da mesi, fatti di poco conto, presto nessuno li ricorderà più.

“I magistrati devono fare le inchieste e non gli eroi”, dichiara Vacca. In memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Tre articoli illuminanti per approfondire la questione:

Nessuno tocchi Clementina

Monday, December 3rd, 2007

Il Casermone Democratico delle Libertà

napocsm.jpgLettera al Presidende della Repubblica Giorgio Napolitano:

Sig. Presidente, le scrivo per esprimerle alcune mie preoccupazioni che riguardano la giustizia e l’informazione.

Vede, mi tocca leggere che il Consiglio Superiore della Magistratura (da lei presieduto) voterà la richiesta di trasferimento del gip Clementina Forleo, per “incompatibilità ambientale”. La Forleo avrebbe sbagliato a motivare la richiesta di autorizzazione inoltrata al parlamento, per poter utilizzare le intercettazioni telefoniche che vedono coinvolti due parlamentari, nell’ambito dell’inchiesta “Antonveneta-Unipol”. Avrebbe utilizzato “accenti suggestivi e stigmatizzatori”. Un fatto di una gravità estrema! Gli accenti intendo, non i contenuti delle intercettazioni. In sintesi significa questo: da un lato motivare la richiesta è un atto dovuto per legge, dall’altro se motivi si offendono e ti trasferiscono.

Poco tempo prima è capitato qualcosa di simile al pm De Magistris, che nell’ambito dell’inchiesta “Why Not” è incappato in politici di spicco, e niente meno che nel ministro di giustizia. Come insabbiare l’indagine? Semplice. Il ministro apprende che De Magistris sta indagando su di lui (in realtà ufficialmente non dovrebbe saperlo), così ne chiede il trasferimento urgente dopo averlo fatto spulciare per bene. Poi, non appena il ministro riceve ufficialmente un avviso di garanzia, l’indagine viene avocata al suo titolare. Il perché è chiaro: come potrebbe De Magistris indagare “serenamente” sul ministro, dal momento che la richiesta trasferimento lo avrebbe fatto incazzare contro il ministro stesso?

Sig. Presidente, credo che il problema sia l’informazione, troppa libertà. Lasciamo rubare chi vuole rubare, ma soprattutto evitiamo di informare il derubato dell’accaduto, altrimenti s’incazza e perde fiducia nelle istituzioni. Meglio sommergerlo con quintali di innocue cronache rosa, nere e azzurre, con uno sfondo continuo di gente allegra e contenta che loda il governo. Ci vorrebbe un bell’inciucio storico, il Casermone Democratico delle Libertà, ed il gioco sarebbe fatto. Un ultimo appunto, “la giustizia è uguale per tutti” è un concetto ormai superato. Alcuni cittadini sono più uguali degli altri, vogliamo negarlo? È perciò assurdo che se si fa una legge ad personam ne debbano poi usufruire tutti, tanto vale che ne usufruisca solo chi è più uguale degli altri.

Saluti.

(foto (c) LSE)

Saturday, December 1st, 2007

Nuova enciclica di Ratzinger, indietro tutta

Filed under: Ateismo, Chiesa Cattolica, Joseph Ratzinger, Religione
Written by: mazapegul @ 3:19 pm

ratzishrimp.jpg Ratzinger ha pubblicato la sua seconda enciclica, nella quale, fra le altre cose, prende di mira l’ateismo:

“L’ateismo del XIX e del XX secolo è, secondo le sue radici e la sua finalità, un moralismo: una protesta contro le ingiustizie del mondo e della storia universale. Un mondo, nel quale esiste una tale misura di ingiustizia, di sofferenza degli innocenti e di cinismo del potere, non può essere l’opera di un Dio buono. Il Dio che avesse la responsabilità di un simile mondo, non sarebbe un Dio giusto e ancor meno un Dio buono. È in nome della morale che bisogna contestare questo Dio”. Ma, “se di fronte alla sofferenza di questo mondo la protesta contro Dio è comprensibile, la pretesa che l’umanità possa e debba fare ciò che nessun Dio fa né è in grado di fare, è presuntuosa ed intrinsecamente non vera. Che da tale premessa siano conseguite le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia non è un caso, ma è fondato nella falsità intrinseca di questa pretesa. Un mondo che si deve creare da sé la sua giustizia è un mondo senza speranza. Nessuno e niente risponde per la sofferenza dei secoli. Nessuno e niente garantisce che il cinismo del potere – sotto qualunque accattivante rivestimento ideologico si presenti – non continui a spadroneggiare nel mondo” (“Spe Salvi“, n. 42).

Benedetto XVI finge di non sapere che le religioni non sono affatto escluse dal ruolo di “accattivante rivestimento ideologico” in molte delle “grandi crudeltà e violazioni della giustizia” perpetrate nel corso della storia, religione cattolica inclusa. In ogni caso la colpa non è da attribuire né alla religione né all’ateismo, ma alla stupidità umana che tende ad emergere in tutti i contesti dove viene esercitato un potere.

Ratzinger attacca l’ateismo partendo dal presupposto che “il Dio cattolico esiste”. Un ragionamento perspicace, analogo a quello di un ateo che considera tutti i credenti come degli stolti perché “non esiste nessun Dio”. Dal momento che nessuno può dimostrare la veridicità della propria filosofia/religione, l’intelligenza dovrebbe suggerire di accettarle entrambe, purché venga rispettata quella del prossimo. Ma Ratzinger, che naturalmente si considera il detentore della verità rivelata, preferisce la sentenza: l’ateismo è l’origine del male. Un bell’esempio di rispetto del prossimo per milioni di persone che pendono dalla bocca del papa, complimenti.

Page 2 of 212

Powered by WordPress