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Wednesday, January 9th, 2008

Compiacere al padrone

Filed under: Informazione, Maurizio Belpietro, Politica, Video
Written by: mazapegul @ 11:33 pm

Tutti sanno che fra gli esseri umani non esistono razze diverse. Si può parlare di etnie, ma appartengo tutte alla stessa razza umana. Poi capita di vedere un saggio del “giornalista berlusconiano” di turno, e ti viene da pensare che loro rappresentino invece una umanità tutta particolare, quasi una razza a parte. Compiacciono parecchio al padrone, ma se glielo ricordi ti vomitano addosso tutta la loro vergogna. A modo loro. Ad esempio Maurizio Belpietro, in questa performance a Ballarò riesce persino a far sembrare simpatico uno come Gianfranco Fini:

belpietro.jpg

Tuesday, January 8th, 2008

Gomorra – Roberto Saviano

Filed under: Libri, Mafia, Roberto Saviano
Written by: mazapegul @ 11:34 pm

gomorra.jpgUn’opera letteraria di questo tipo dovrebbe almeno aiutarti a capire le cose. Questa opera in particolare, oltre a farti capire le cose, ti prende alla bocca dello stomaco. Ti provoca un senso di nausea senza possibilità di sfogo. Infine ti mette un senso di colpa, per il solo fatto di appartenere alla razza umana. Leggetelo se non lo avete ancora fatto.

Sunday, January 6th, 2008

A proposito del prossimo v-day sull’informazione

Filed under: Beppe Grillo, Conflitto di interessi, Informazione, Politica, V2-day
Written by: mazapegul @ 11:19 pm

sordivaffa.jpg

Il prossimo vaffanculo day di Beppe Grillo si terrà il 25 aprile 2008, e sarà sull’informazione. Verranno chieste principalmente due cose:

  1. Eliminazione dei finanziamenti pubblici all’editoria.
  2. Abolizione dell’ordine dei giornalisti.

Francamente trovo ridicolo riunire centinaia di migliaia di persone in piazza per poi chiedere le due minuzie di cui sopra. D’accordo sull’abolizione dell’ordine dei giornalisti, un’ente pubblico che si è rivelato del tutto inutile ed inadeguato. Ma cosa potrà mai cambiare, nella desolante situazione della stampa in Italia, se togli il finanziamento pubblico? Come se chi è proprietario dei mezzi di informazione – in pratica una persona sola – avesse bisogno di quei soldi per pubblicare.

Condivido certamente la protesta contro un’informazione ampiamente asservita al potere, il cui unico scopo è quello di conservare e riciclare la classe dirigente, manipolando e oscurando i fatti. Ma il problema è in realtà legato alla concentrazione del potere mediatico ed al conseguente conflitto di interessi. Anche se alla base c’è un problema etico/morale non risolvibile esclusivamente a forza di leggi.

Personalmente concentrei l’attenzione sui seguenti punti, molto più pertinenti:

  1. Legge sul confitto di interessi che introduca l’ineleggibilità dei proprietari di giornali e tv. Limitare inoltre la proprietà televisiva ad un massimo di un canale nazionale per individuo.
  2. Sottrarre la Rai dal controllo dei partiti.
  3. Concedere le frequenze a Europa 7, come stabilito da varie sentenze, e privatizzare un canale Rai. Permettere cioè la nascita di un terzo polo televisivo.

(Foto da “I Vitelloni”, di Federico Fellini)

Friday, January 4th, 2008

Il popolo dei furbetti

Filed under: Conflitto di interessi, Informazione, Politica
Written by: mazapegul @ 7:22 am

burntforest.jpg Era circa la metà degli anni ’80 quando cercavo la mia prima occupazione fissa. Avevo lavorato per un periodo in “prova” in una azienda come programmatore. Il mio lavoro era apprezzato, almeno questa era la mia impressione, puntavo perciò ad una eventuale assunzione con contratto formazione lavoro nella stessa azienda. Non c’è stata nessuna assunzione. Ad un certo punto mi è stato detto con molta chiarezza che non avevano più intenzione di continuare il progetto informatico. In altre parole l’azienda non aveva più bisogno di programmatori.
Mio padre era amico di uno dei tre soci che gestivano quella l’azienda. Un fatto casuale, lavoravo in quel posto già da un po’ quando la cosa venne a galla. Ho raccontato a mio padre il fatto aggiungendo che non c’era ragione di preoccuparsi, stavo già prendendo in considerazione altre opportunità. Ma lui non sembrava affatto rassegnato ed era intenzionato a parlare con l’amico in questione, magari poteva assumermi con un’altra qualifica. L’ho bloccato istantaneamente, gli ho chiesto di non parlare con nessuno. Il solo pensiero di essere assunto in una azienda, grazie ad una raccomandazione non meritocratica, mi metteva forte imbarazzo. L’idea di varcare la soglia dell’ufficio ogni giorno, a quelle condizioni, era per me inaccettabile. Che un padre cerchi di aiutare il figlio lo si può anche capire. Ma il fatto che il mio comportamento fosse considerato illogico e dissennato da tutte le persone a cui in seguito ho raccontato il fatto (parenti, amici e conoscenti), è già piu interessante.

Questo è solo un esempio dello stato di desolazione etico/culturale in cui si trova l’Italia. Situazione che negli anni successivi è solo peggiorata, con l’unica breve parentesi legata al periodo di Mani Pulite. Il modello di vita ideale che ti viene costantemente sbattuto in faccia è quello del “furbetto”. Il disonesto (furbo) viene sempre premiato, fa carriera, prevarica sull’onesto. L’espressione stessa di “persona onesta” definisce ormai il povero coglione eterno perdente. Un bastone fra le ruote. Un rifiuto della società. Questo è un virus che ha contagiato tutte le categorie: dagli impiegati agli imprenditori, dai giornalisti ai politici, dai mafiosi agli ambienti ecclesiastici. Quasi 20 anni di televisione privata, comandata dal furbetto per eccellenza, ci hanno fatto capire che se vieni raccomandato ne devi approfittare, che se puoi raccomandare qualcuno e trarne vantaggio personale è meglio farlo, che il sistema è talmente corrotto che tanto vale trarne vantaggio, che se puoi evadere le tasse sei un cretino se non lo fai, che il falso in bilancio è un espediente salubre, che gli interessi personali non sono mai in conflitto, che la legalità è per i fessi, che la magistratura non è degna di rispetto, che la questione morale fa ridere ai polli. Ci hanno inoltre fatto capire che certi furbi, che talvolta sconfinano nella criminalità, sono pure al di sopra della legge.

Il problema è che non tutti possono fare i “furbi”. Pochissimi lo fanno, gli altri credono di farlo ma in realtà se lo prendono nel culo. Nel frattempo è l’intero paese che sprofonda nella desolazione.

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