Intercettofobia versione Veltroni
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Lettera aperta a Walter Veltroni:
Gentile candidato premier Walter Veltroni, a “Porta a Porta” lei ha rilasciato la seguente dichiarazione: «La mia opinione è che i magistrati devono poter intercettare senza limiti durante le indagini, ma non possono essere pubblicati sui giornali i contenuti delle intercettazioni» (www.ilsole24ore.com).
Io le chiedo: secondo quale principio un cittadino non dovrebbe venire a conoscenza dei contenuti delle intercettazioni, non più coperte da segreto istruttorio, specie quando riguardano affari che coinvolgono tutta la comunità? Perché non dovremmo sapere come Berlusconi mercanteggiava con Saccà vallette e senatori? Oppure uno splendido Vespa che confeziona la trasmissione addosso a Fini? O meglio ancora un D’alema mentre incoraggia Consorte con un “Facci sognare, vai!”. Notevole anche Fassino che esordisce con lo stesso Consorte: “Allora, siamo padroni di una banca?” (per maggiori dettagli: www.europaoggi.it). I cittadini che apprezzano le scalate bancarie dei furbetti, o gli imprenditori che cercano di rifilare vallette nelle aziende concorrenti per fregarsi qualche senatore, dovrebbero saperle queste cose, voterebbero con più convinzione.
Perché lei è così contrario che la stampa pubblichi le intercettazioni? Non sarebbe meglio, per evitare ogni ambiguità, vietare che si occupi dei processi tout court? Così almeno smetteranno anche di stracciarci il cervello con i Cogne, gli Erba, ed i Perugia (anche se nessun politico si è mai lamentato della troppa esposizione mediatica di tali processi). Infine, perché fare tante storie sul comportamento immorale di un politico, in attesa della sentenza del giudice lo si ricandida sempre volentieri. Se poi dovesse uscire una condanna allora il discorso cambierebbe, a quel punto prenderebbe forma anche la possibilità di una promozione (ma questo accade dall’altra parte, non dalla sua per fortuna).
Cordiali saluti.
(Photo courtesy www.time.com)

