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	<title>Comments on: Richard Wright (1943-2008)</title>
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	<description>Volume porco, distorsione baghina.</description>
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		<title>By: Mattia</title>
		<link>http://pguiducci.com/blog/2008/09/18/richard-wright-1943-2008/comment-page-1/#comment-6219</link>
		<dc:creator>Mattia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 18:50:20 +0000</pubDate>
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		<description>Buonissimi post, bravi. Io dico la mia, brevissimamente.

&quot;Senza il pianoforte di Richard Wright, soprattutto durante la mia tarda adolescenza, io ora sarei un&#039;altra persona. Peggiore.&quot;

Penso sia uno dei migliori complimenti da fare a un&#039;artista.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buonissimi post, bravi. Io dico la mia, brevissimamente.</p>
<p>&#8220;Senza il pianoforte di Richard Wright, soprattutto durante la mia tarda adolescenza, io ora sarei un&#8217;altra persona. Peggiore.&#8221;</p>
<p>Penso sia uno dei migliori complimenti da fare a un&#8217;artista.</p>
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	<item>
		<title>By: Valerio HT</title>
		<link>http://pguiducci.com/blog/2008/09/18/richard-wright-1943-2008/comment-page-1/#comment-3147</link>
		<dc:creator>Valerio HT</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 02:39:42 +0000</pubDate>
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		<description>Eh, Paolo, nel tuo articolo ci sono molti elementi in comune col mio post 
del 16 settembre scorso su it.fan.musica.pink-floyd... a partire dalla 
valutazione dell&#039;importanza strategica di Richard Wright per la creazione 
di quel caratteristico &quot;The Pink Floyd Sound&quot; atmosferico, sognante, a 
volte allucinato come in Careful With That Axe, Eugene, e dal suo particolarissimo 
utilizzo delle modulazioni (ragion per cui spesso utizzava appunto la sinistra 
prevalentemente per controllare gli effetti, mentre suonava con la sola mano 
destra), di cui ci si puo&#039; accorgere già dall&#039;inizio di Astronomy Domine. 
A ben vedere, il sound sperimentale che nel 1966 aveva colpito Peter Jenner, 
era dovuto essenzialmente (diciamo, almeno al 90%...) da due soli dei Pink Floyd: 
Barrett e Wright, fornendo Waters e Mason soprattutto sostegno ritmico. 
La componente atmosferica, poi, trovava in Richard Wright il principale 
&quot;scultore di atmosfere e spazialità&quot;. E&#039; lui, in definitiva, la principale 
&quot;colonna portante&quot; di quel suono che io e gli altri che conoscevano la musica 
del gruppo prima di The Dark Side Of The Moon, identificavamo come &quot;Il suono 
dei Pink Floyd&quot;. Seppure, come giustamente tu osservi, Wright abbia avuto un 
ruolo non marginale anche per quello che di atmosferico si trova in TDSOTM 
e Wish You Were Here. Ma indubbiamente è vero, è nel periodo dal 1968 al 1971 
che Wright ebbe la sua migliore espressione, anche perchè è stato pure il periodo 
in cui ancora aveva sufficiente &quot;spazio&quot; per poterlo fare. Con i concept-album, 
la prevalenza di Waters sugli altri membri del gruppo diviene sempre più forte, 
e Wright ha sempre avuto una personalità poco aggressiva, e un carattere molto 
meno forte dell&#039;apparentemente &quot;mite&quot; David Gilmour: forse connesso a quei 
mondi fantastici evocati dalla sua musica. Già anni fa Arturo (il chitarrista 
di Ragusa) ammetteva che Wright era IL musicista del gruppo. Un artista dunque, 
come artista è stato Roger Keith &quot;Syd&quot; Barrett, più che un &quot;professionista 
della musica&quot;, seppure fosse quello con la maggiore cultura musicale nel 
gruppo. Anche professionista, ma prima di tutto artista, come era stato 
appunto Syd Barrett. Curiosamente, nel 1971 sono proprio Waters e Mason, 
certamente i &quot;meno musicisti&quot; del gruppo (Wright e Gilmour li prendevano 
un po&#039; in giro chiamandoli &quot;gli architetti&quot;, alludendo agli studi fatti, 
seppure a ben vedere proprio l&#039;architettura abbia favorito grandemente 
un approccio strutturale complesso, tipico delle suite da ASOS sino a 
Shine On You Crazy Diamond), dicevo, sono proprio Waters e Mason, i due 
&quot;meno tecnici&quot; (tranne che per gli effetti rumoristici, che entrambi hanno 
sempre coltivato con professionalità), a voler chiudere il capitolo delle 
sperimentazioni e a cercare &quot;il controllo totale del suono&quot;. E, un po&#039; 
alla volta, si finisce anche col restringere lo spazio dato alle atmosfere, 
i ritmi e i tempi dei pezzi si adeguano maggiormente alle capacità di 
relazionare i suoni nel tempo della gran maggioranza degli ascoltatori, 
le melodie e le armonie ben definite sono ora alla portata di quasi 
tutte le orecchie, ma nel contempo finisce col dissolversi gradualmente 
quel particolare &quot;quid&quot; così fortemente evocativo nella musica del gruppo 
sino al 1971, quella musica che dava agli ascoltatori la possibilità e 
lo stimolo per far agire la propria immaginazione e creare vasti e affascinanti 
mondi (o universi) della mente; è vero che mentre i Pink Floyd stavano per 
prendere il corso trionfale di TDSOTM, già erano spuntati Edgar Froese, 
Klaus Schulze, Florian Fricke, Manuel Gottsching,Christopher Franke, insomma 
i &quot;corrieri cosmici tedeschi&quot;, che avevano ripreso, focalizzato e dilatato 
il concetto di musica spaziale-atmosferica-ambientale ancor più evocativa 
che descrittiva. Nel primo album solista di Richard Wright, Wet Dreams, 
ben poco appare del gran creatore di atmosfere che era stato. E &quot;Identity&quot; 
fatto insieme ad Harris si rivela una cantonata. Delle &quot;antiche&quot; tendenze 
ambientali, Wright sembra recuperare qualcosa su &quot;Broken China&quot; del 1996, 
però non è più musica &quot;spaziale&quot; ma piuttosto, a tratti, vicina a certa 
New Age (destino comunque che è toccato a quasi tutti i musicisti &quot;cosmici&quot;, 
che inesorabilmente sono andati a parare o nell&#039;Ambient o nella New Age, 
vedi Edgar Froese dal 1988 in particolare, ma anche lo stesso Klaus Schulze 
vi si accosta). Però non è neppure realmente un album &quot;Ambient&quot; o &quot;New Age&quot;, 
nonostante vari momenti affini, perché intanto continua ad usare ancora 
la voce e pure i testi (anche se non scritti da lui), in quanto si tratta 
dell&#039;unico concept-album creato da un membro dei Pink Floyd che non sia 
Roger Waters. Il fatto che David Gilmour avrebbe voluto riuscire a farlo 
in A Momentary Lapse Of Reason ma ha dovuto rinunciarci, ci dice che, 
comunque, come capacità di strutturare e progettare globalmente 
un&#039;opera, Wright qualcosa più di Gilmour ce l&#039;aveva. L&#039;ultimo progetto 
di Wright, rimasto sulla carta, è quello di un album in cui lui avrebbe 
suonato quasi esclusivamente il pianoforte, ma con la partecipazione di 
qualche altro tastierista. Non sapremo mai cosa ne sarebbe venuto fuori, 
perché Richard Wright ha cessato la sua vita il 15 settembre 2008, e 
qualcuno nota la coincidenza con la data di uscita di &quot;wish you were here&quot; 
(vorrei che tu fossi qui), del 15 settembre 1975, che è anche l&#039;ultimo 
album del Pink Floyd con Waters a recare dei credits di Wright, a partire 
ovviamente dall&#039;onirica apertura di Shine On You Crazy Diamond: porta 
anche la firma di Waters perché sul sottofondo si sentono i bicchieri 
di cristallo percossi appunto da Waters e registrati per il progetto 
di &quot;Household Object&quot;, abortito al terzo pezzo. Ma è evidente che 
quell&#039;atmosfera reca la firma di Richard Wright. Che termina anche 
lo stesso album. Su Animals, non vi è alcun credito per Wright, 
anche se quel piano Fender-Rhodes jazzato su Sheep appartiene al 
repertorio degli stilemi di Wright, e non di Waters.
Per The Wall, Waters vuol usare Wright alla stregua di un anonimo 
session-man di studio, e non è certo cosa che possa interessare 
allo storico tastierista dei Pink Floyd. Come si sa, dopo il rifiuto 
da parte di Wright di terminare anzitempo la sua solita vacanza 
fra le isole dell&#039;Egeo con la sua imbarcazione per accelerare 
i tempi delle registrazioni finali di The Wall, Waters lo mette di 
fronte ad un aut-aut tale per cui Wight &quot;si dimette&quot; dal gruppo.
Nel 1985-86, Waters tenta di disfarsi di cio&#039; che rimaneva dei 
Pink Floyd (Gilmour e Mason), e si sa come è finita. Wright è 
ritornato a collaborare coi suoi ex-soci quando ormai la maggior 
parte delle registrazioni anche di tastiere di AMLOR era stata fatta.
Rientra a pieno titolo nella band solamente nel 1992, e l&#039;anno successivo 
fornisce una decina di pezzi per la realizzazione di &quot;The Division Bell&quot;, 
ma solo una minoranza di quel materiale viene poi usata, essendo ormai 
David Gilmour &quot;la prima stella&quot; del gruppo, e non nel senso che sia 
necessariamente lui a far le miglior composizioni: ha preso il posto 
di Waters come membro più influente del gruppo. Che, comunque, ormai, 
dopo la morte di Wright, non esiste più, in pratica. Sono passati 
oltre 20 anni da AMLOR, e chi vedrebbe ora un album dei Pink Floyd 
in un&#039;opera del solo Gilmour? Che, comunque, aveva manifestato poca 
voglia di ritornare a comporre insieme a Wright per un ulteriore 
album di gruppo. 
Ma per chi ama particolarmente la musica dei Pink Floyd sperimentali 
ed atmosferici, in fondo la questione di un eventuale altro album 
del gruppo (sempre ipoteticamente e ovviamente se non fosse deceduto 
Wright), non se la pone neppure. I Pink Floyd che amo ricordare 
finiscono con la realizzazione di &quot;Pink Floyd Live at Pompeii&quot;, 
e anche lì il regista, seppure in parte per cause non volontarie 
(perdita di alcune parti girate in cui appariva molto di più 
Wright), non mette molto in evidenza il &quot;tastierista delle modulazioni&quot;, 
cosa che sarebbe stato assai interessante soprattutto con vari 
primi piani mentre Wright con la mano sinistra creava le modulazioni 
per i suoni fatti dalla mano destra... 
Dicevo prima, all&#039;inizio delle sperimentazioni dei Pink Floyd c&#039;erano 
quelle improvvisazioni in cui soprattutto Barrett e Wright creavano 
quel particolare sound quasi atonale, vagamente simile a musica 
contemporanea &quot;seria&quot;, con timbri inusuali e creazione di nuove 
spazialità sonore. Erano, curiosamente, il membro più giovane 
del gruppo (Barrett 6-01-1946), e quello più vecchio (Wright 28-07-1943), 
anche se per decenni si è creduto che Wright fosse nato nel 1944 e quindi 
&quot;il più vecchio&quot; fosse Roger Waters (6-09-1943). Wright era anche quello 
dei PF più affine a Syd Barrett, sicuramente gli fu più amico di Waters 
e Mason, sebbene Waters avesse conosciuto Barrett qualche anno prima, 
a Cambridge dove abitava anche lui (e pure Gilmour, che aveva frequentato 
la stessa scuola di Barrett, anche se con diverso indirizzo, e nello 
stesso periodo, infatti a quel tempo spesso si vedevano per imparare 
a suonare insieme, e pare che Gilmour fosse più avanti di Barrett 
nella formazione tecnica, contrariamente a quello che spesso si è 
portati a credere; anche se Gilmour non manifestò la creatività 
esplosiva di Barrett). Tragicamente, Barrett e Wright sono anche stati 
i primi del gruppo ad abbandonare la vita terrena, a due anni di distanza 
l&#039;uno dall&#039;altro, ed entrambi per cancro; Barrett aveva anche una 
grave forma di diabete, e morì il 7 luglio 2006 (anche se la notizia 
fu divulgata l&#039;11 luglio), a 60 anni e mezzo giusti. Wright ha compiuto 
65 anni il 28 luglio scorso, 49 giorni prima del suo ultimo respiro. 
Ma mentre, e spiace molto dirlo, si sapeva che Syd Barrett era gravemente 
ammalato e quindi la notizia della sua morte non è giunta troppo 
inaspettata, per quanto triste, nulla del genere si sapeva sul conto 
di Richard Wright, e sono rimasto attonito, senza parole, quando l&#039;ho 
saputo da un SMS di Vito (sempre molto aggiornato), prima di vederlo 
anche su notiziari d&#039;Internet e sui newsgroup: alla televisione, mi 
ricordo che alla sera del 15, sul secondo della RAI la notizia è apparsa 
solamente come breve scritta nella stretta scritta scorrevole in basso 
sullo schermo, non so se abbiano parlato *per qualche secondo*, perché 
non ho potuto seguire tutto il telegiornale. Il giorno dopo forse, al 
TG ora di pranzo, ne hanno parlato *un pochino*. Poca roba per uno 
che appartiene alla cerchia di coloro che hanno portato maggiori 
innovazioni nel rock, ma quanti telegiornalisti lo sanno?
Ne parlo ora, a quasi cinque mesi dall&#039;evento, quando ormai inizia 
ad essere fuori dai tempi della cronaca, e si avvia ad essere parte 
della storia del rock e, naturalmente, dei Pink Floyd. Essi stessi 
ormai più storia che gruppo reale, anche se la Pink Floyd Music Ltd 
esiste ancora, ufficialmente.
Preferisco immaginarmelo davanti al suo piano &quot;preparato&quot;, in una 
parte di Sysyphus in cui palesemente utilizzava la tecnica elaborata 
da John Cage. Ho sentito qualcuno che ha detto che Wright avrebbe 
malamente imitato un vero pianista che suona il piano preparato. 
Io ho avuto la ventura di assistere ad un concerto in cui si suonavano 
musiche di john Cage e CON JOHN CAGE IN PERSONA SUL PALCO. A quel 
concerto si esibì anche Demetrio Stratos per vocalizzi difficilissimi 
scritti appositamente per lui da John Cage. Ma si esisbì anche un 
pianista, che quella volta non fece il celebre 4&#039;33&quot;, ma proprio 
una composizione per piano preparato: ebbene, lo stile e il tocco 
erano *quasi identici* a quello di Wright in Sysyphus, che qualcuno 
ha definito averlo imitato con la sensibilità di uno sfasciacarrozze: 
perché nella teoria del piano preparato di John Cage, anche quei 
&quot;tocchi pesanti&quot; sono pienamente previsti e anzi voluti dallo stesso 
compositore. Si puo&#039; forse muovere la critica a Wright di aver voluto 
anche un po&#039; troppo riferirsi a certi musicisti di musica contemporanea 
(leggi Karlheinz Stockhausen e appunto John Cage) per fare musica che, 
teoricamente, doveva situarsi &quot;in ambito popolare&quot;. Ma è una critica 
che non regge proprio. Allora perché quando Tony Banks dei Genesis in 
apertura di Firth of Fifth propone un suo pezzo (originalmente composto 
per pianoforte solo) che pare scritto da Rachmaninov (anche se poi ho 
scoperto essere proprio di Tony Banks), nessuno ha motivo di criticare 
tale inserimento? Forse pare che Wright abbia &quot;osato troppo&quot;? E l&#039;altra 
critica che ho visto rivolta a Sysyphus è che &quot;sia sperimentazione 
priva di vero contenuto, non ci sono le idee...&quot;. Mah, io le idee ce 
le ho sentite, e come amo dire da decenni, il vecchio Edgar Froese nel 
1974 diceva che la musica nasce nel nostro cervello in risposta agli 
stimoli acustici, per cui vi è sempre anche un ruolo attivo di chi 
ascolta la musica nell&#039;elaborazione della percezione musicale e 
del suo contenuto. A quanto detto da Edgar Froese aggiungo una cosa, 
che proviene dalle mie modeste conoscenze di neurologia: come abbiamo 
dei recettori per molte sostanze, naturali o sintetiche, che agiscono 
su determinate zone del sistema nervoso centrale, forse possiamo 
immaginare dei &quot;recettori virtuali&quot; per certe tipologie di suoni, 
la differenza è che questi &quot;recettori virtuali&quot; non sono uguali 
per tutti noi, ma presentano sensibili differenze. Cio&#039; implica il 
tipo di reazione che abbiamo ad un dato specifico evento sonoro. 
Non reagiamo tutti alla stessa maniera ascoltando qualsivoglia 
espressione musicale, per il semplice motivo che NON siamo uguali 
l&#039;uno all&#039;altro: ognuno ha un proprio temperamento, una propria 
personalità, un proprio vissuto, una propria sensibilità,
pertanto quello che esalta me puo&#039; risultare inascoltabile per 
un altro (e viceversa).
Altre critiche sono piovute sul pianoforte &quot;suonato col gomito&quot; 
da Wright, in realtà fa&#039; alcuni glissati &quot;di gomito&quot; in 
&quot;Syncopated Pandemonium&quot; di A Saucerful Of Secrets. Farà tanto 
scandalo fra i bigotti melodici, ma è una cosa che anche pianisti 
jazz come Chick Corea e qualche pianista in ambito &quot;contemporaneo&quot; 
talvolta hanno fatto. Però quando lo faceva Chick Corea, nel peggiore 
dei casi era una &quot;provocazione intelligente&quot;, se lo faceva 
Richard Wright, invece, &quot;una rozza e plateale finzione di avanguardia 
di pessimo gusto&quot;. Ma andate a rintanarvi nelle caverne! Perché fosse 
stato per gente che la pensa così, se tutti fossero così dannatamente 
conservatori, pigri mentalmente, con un carico di pregiudizi più 
pesante di una stella di neutroni, oggi, ammesso che l&#039;umanità 
non si fosse estinta, saremmo, appunto, ancora nelle caverne.
Mia personalissima opinione, ovviamente, ma della quale ho diritto 
come chiunque altro ha il diritto delle sue opinioni. 
Scusate il tono che ho assunto sopra, ma molto ho amato questo musicista 
e purtroppo non sono riuscito a difenderlo dai tanti che lo sottovalutano. 
Cio&#039; in parte è anche dovuto alla sua personalità, introversa, un po&#039; 
timida, per nulla &quot;piena di sè&quot;, tant&#039;è vero che lui stesso ha accettato 
la critica di aver voluto fare &quot;musica pretenziosa&quot; con Sysypus. 
Certamente non aveva il bagaglio tecnico di un diplomato al conservatorio 
&quot;con pieni voti&quot;, ne&#039; tutte le conoscenze di un compositore &quot;accademico&quot; 
di musica colta. Ma è proprio questa lieve componente di &quot;ingenuità&quot; 
di fondo che ottiene l&#039;effetto di *riscaldare* un genere di musica, 
che, spesso, suona molto fredda. E&#039; proprio il provare a suonare 
musica &quot;quasi colta&quot; con un vissuto di musica popolare che, 
paradossalmente, aumenta la capacità di &quot;comunicazione&quot; della musica 
stessa, perché comunque vi è una componente istintiva che è più 
facile trasmettere (sebbene non a tutti). Paradossalmente, sono proprio 
le imperfezioni e qualche ingenuità presente in Ummagumma studio ad 
aumentare la capacità di trasmettere emozioni. Naturalmente, questo 
è un discorso valido solamente per chi tale emozioni le sente. 
E proprio lui, Richard Wright, aveva insistito perché dallo originale 
progetto di realizzare un album doppio ma tutto &quot;live&quot;, si registrasse 
un disco nei concerti (il primo di Ummagumma, quello &quot;live&quot; appunto), 
e il secondo in studio, dove ognuno dei quattro musicisti (compreso 
Mason) avrebbe avuto un suo spazio per esprimersi senza condizionamenti 
e facendo esattamente quello che desiderava fare. Con la condizione 
però che tendenzialmente fosse un disco di sperimentazione musicale. 
L&#039;idea passò, e così nacque Ummagumma come lo conosciamo, soprattutto 
così nacque l&#039;album in studio di Ummagumma.
Molto ho scritto ma tanto altro avrei da scrivere per Richard Wright, 
circa 40 anni di emozioni e di viaggi interiori in spazi da esplorare. 
Grazie ancora, Richard.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Eh, Paolo, nel tuo articolo ci sono molti elementi in comune col mio post<br />
del 16 settembre scorso su it.fan.musica.pink-floyd&#8230; a partire dalla<br />
valutazione dell&#8217;importanza strategica di Richard Wright per la creazione<br />
di quel caratteristico &#8220;The Pink Floyd Sound&#8221; atmosferico, sognante, a<br />
volte allucinato come in Careful With That Axe, Eugene, e dal suo particolarissimo<br />
utilizzo delle modulazioni (ragion per cui spesso utizzava appunto la sinistra<br />
prevalentemente per controllare gli effetti, mentre suonava con la sola mano<br />
destra), di cui ci si puo&#8217; accorgere già dall&#8217;inizio di Astronomy Domine.<br />
A ben vedere, il sound sperimentale che nel 1966 aveva colpito Peter Jenner,<br />
era dovuto essenzialmente (diciamo, almeno al 90%&#8230;) da due soli dei Pink Floyd:<br />
Barrett e Wright, fornendo Waters e Mason soprattutto sostegno ritmico.<br />
La componente atmosferica, poi, trovava in Richard Wright il principale<br />
&#8220;scultore di atmosfere e spazialità&#8221;. E&#8217; lui, in definitiva, la principale<br />
&#8220;colonna portante&#8221; di quel suono che io e gli altri che conoscevano la musica<br />
del gruppo prima di The Dark Side Of The Moon, identificavamo come &#8220;Il suono<br />
dei Pink Floyd&#8221;. Seppure, come giustamente tu osservi, Wright abbia avuto un<br />
ruolo non marginale anche per quello che di atmosferico si trova in TDSOTM<br />
e Wish You Were Here. Ma indubbiamente è vero, è nel periodo dal 1968 al 1971<br />
che Wright ebbe la sua migliore espressione, anche perchè è stato pure il periodo<br />
in cui ancora aveva sufficiente &#8220;spazio&#8221; per poterlo fare. Con i concept-album,<br />
la prevalenza di Waters sugli altri membri del gruppo diviene sempre più forte,<br />
e Wright ha sempre avuto una personalità poco aggressiva, e un carattere molto<br />
meno forte dell&#8217;apparentemente &#8220;mite&#8221; David Gilmour: forse connesso a quei<br />
mondi fantastici evocati dalla sua musica. Già anni fa Arturo (il chitarrista<br />
di Ragusa) ammetteva che Wright era IL musicista del gruppo. Un artista dunque,<br />
come artista è stato Roger Keith &#8220;Syd&#8221; Barrett, più che un &#8220;professionista<br />
della musica&#8221;, seppure fosse quello con la maggiore cultura musicale nel<br />
gruppo. Anche professionista, ma prima di tutto artista, come era stato<br />
appunto Syd Barrett. Curiosamente, nel 1971 sono proprio Waters e Mason,<br />
certamente i &#8220;meno musicisti&#8221; del gruppo (Wright e Gilmour li prendevano<br />
un po&#8217; in giro chiamandoli &#8220;gli architetti&#8221;, alludendo agli studi fatti,<br />
seppure a ben vedere proprio l&#8217;architettura abbia favorito grandemente<br />
un approccio strutturale complesso, tipico delle suite da ASOS sino a<br />
Shine On You Crazy Diamond), dicevo, sono proprio Waters e Mason, i due<br />
&#8220;meno tecnici&#8221; (tranne che per gli effetti rumoristici, che entrambi hanno<br />
sempre coltivato con professionalità), a voler chiudere il capitolo delle<br />
sperimentazioni e a cercare &#8220;il controllo totale del suono&#8221;. E, un po&#8217;<br />
alla volta, si finisce anche col restringere lo spazio dato alle atmosfere,<br />
i ritmi e i tempi dei pezzi si adeguano maggiormente alle capacità di<br />
relazionare i suoni nel tempo della gran maggioranza degli ascoltatori,<br />
le melodie e le armonie ben definite sono ora alla portata di quasi<br />
tutte le orecchie, ma nel contempo finisce col dissolversi gradualmente<br />
quel particolare &#8220;quid&#8221; così fortemente evocativo nella musica del gruppo<br />
sino al 1971, quella musica che dava agli ascoltatori la possibilità e<br />
lo stimolo per far agire la propria immaginazione e creare vasti e affascinanti<br />
mondi (o universi) della mente; è vero che mentre i Pink Floyd stavano per<br />
prendere il corso trionfale di TDSOTM, già erano spuntati Edgar Froese,<br />
Klaus Schulze, Florian Fricke, Manuel Gottsching,Christopher Franke, insomma<br />
i &#8220;corrieri cosmici tedeschi&#8221;, che avevano ripreso, focalizzato e dilatato<br />
il concetto di musica spaziale-atmosferica-ambientale ancor più evocativa<br />
che descrittiva. Nel primo album solista di Richard Wright, Wet Dreams,<br />
ben poco appare del gran creatore di atmosfere che era stato. E &#8220;Identity&#8221;<br />
fatto insieme ad Harris si rivela una cantonata. Delle &#8220;antiche&#8221; tendenze<br />
ambientali, Wright sembra recuperare qualcosa su &#8220;Broken China&#8221; del 1996,<br />
però non è più musica &#8220;spaziale&#8221; ma piuttosto, a tratti, vicina a certa<br />
New Age (destino comunque che è toccato a quasi tutti i musicisti &#8220;cosmici&#8221;,<br />
che inesorabilmente sono andati a parare o nell&#8217;Ambient o nella New Age,<br />
vedi Edgar Froese dal 1988 in particolare, ma anche lo stesso Klaus Schulze<br />
vi si accosta). Però non è neppure realmente un album &#8220;Ambient&#8221; o &#8220;New Age&#8221;,<br />
nonostante vari momenti affini, perché intanto continua ad usare ancora<br />
la voce e pure i testi (anche se non scritti da lui), in quanto si tratta<br />
dell&#8217;unico concept-album creato da un membro dei Pink Floyd che non sia<br />
Roger Waters. Il fatto che David Gilmour avrebbe voluto riuscire a farlo<br />
in A Momentary Lapse Of Reason ma ha dovuto rinunciarci, ci dice che,<br />
comunque, come capacità di strutturare e progettare globalmente<br />
un&#8217;opera, Wright qualcosa più di Gilmour ce l&#8217;aveva. L&#8217;ultimo progetto<br />
di Wright, rimasto sulla carta, è quello di un album in cui lui avrebbe<br />
suonato quasi esclusivamente il pianoforte, ma con la partecipazione di<br />
qualche altro tastierista. Non sapremo mai cosa ne sarebbe venuto fuori,<br />
perché Richard Wright ha cessato la sua vita il 15 settembre 2008, e<br />
qualcuno nota la coincidenza con la data di uscita di &#8220;wish you were here&#8221;<br />
(vorrei che tu fossi qui), del 15 settembre 1975, che è anche l&#8217;ultimo<br />
album del Pink Floyd con Waters a recare dei credits di Wright, a partire<br />
ovviamente dall&#8217;onirica apertura di Shine On You Crazy Diamond: porta<br />
anche la firma di Waters perché sul sottofondo si sentono i bicchieri<br />
di cristallo percossi appunto da Waters e registrati per il progetto<br />
di &#8220;Household Object&#8221;, abortito al terzo pezzo. Ma è evidente che<br />
quell&#8217;atmosfera reca la firma di Richard Wright. Che termina anche<br />
lo stesso album. Su Animals, non vi è alcun credito per Wright,<br />
anche se quel piano Fender-Rhodes jazzato su Sheep appartiene al<br />
repertorio degli stilemi di Wright, e non di Waters.<br />
Per The Wall, Waters vuol usare Wright alla stregua di un anonimo<br />
session-man di studio, e non è certo cosa che possa interessare<br />
allo storico tastierista dei Pink Floyd. Come si sa, dopo il rifiuto<br />
da parte di Wright di terminare anzitempo la sua solita vacanza<br />
fra le isole dell&#8217;Egeo con la sua imbarcazione per accelerare<br />
i tempi delle registrazioni finali di The Wall, Waters lo mette di<br />
fronte ad un aut-aut tale per cui Wight &#8220;si dimette&#8221; dal gruppo.<br />
Nel 1985-86, Waters tenta di disfarsi di cio&#8217; che rimaneva dei<br />
Pink Floyd (Gilmour e Mason), e si sa come è finita. Wright è<br />
ritornato a collaborare coi suoi ex-soci quando ormai la maggior<br />
parte delle registrazioni anche di tastiere di AMLOR era stata fatta.<br />
Rientra a pieno titolo nella band solamente nel 1992, e l&#8217;anno successivo<br />
fornisce una decina di pezzi per la realizzazione di &#8220;The Division Bell&#8221;,<br />
ma solo una minoranza di quel materiale viene poi usata, essendo ormai<br />
David Gilmour &#8220;la prima stella&#8221; del gruppo, e non nel senso che sia<br />
necessariamente lui a far le miglior composizioni: ha preso il posto<br />
di Waters come membro più influente del gruppo. Che, comunque, ormai,<br />
dopo la morte di Wright, non esiste più, in pratica. Sono passati<br />
oltre 20 anni da AMLOR, e chi vedrebbe ora un album dei Pink Floyd<br />
in un&#8217;opera del solo Gilmour? Che, comunque, aveva manifestato poca<br />
voglia di ritornare a comporre insieme a Wright per un ulteriore<br />
album di gruppo.<br />
Ma per chi ama particolarmente la musica dei Pink Floyd sperimentali<br />
ed atmosferici, in fondo la questione di un eventuale altro album<br />
del gruppo (sempre ipoteticamente e ovviamente se non fosse deceduto<br />
Wright), non se la pone neppure. I Pink Floyd che amo ricordare<br />
finiscono con la realizzazione di &#8220;Pink Floyd Live at Pompeii&#8221;,<br />
e anche lì il regista, seppure in parte per cause non volontarie<br />
(perdita di alcune parti girate in cui appariva molto di più<br />
Wright), non mette molto in evidenza il &#8220;tastierista delle modulazioni&#8221;,<br />
cosa che sarebbe stato assai interessante soprattutto con vari<br />
primi piani mentre Wright con la mano sinistra creava le modulazioni<br />
per i suoni fatti dalla mano destra&#8230;<br />
Dicevo prima, all&#8217;inizio delle sperimentazioni dei Pink Floyd c&#8217;erano<br />
quelle improvvisazioni in cui soprattutto Barrett e Wright creavano<br />
quel particolare sound quasi atonale, vagamente simile a musica<br />
contemporanea &#8220;seria&#8221;, con timbri inusuali e creazione di nuove<br />
spazialità sonore. Erano, curiosamente, il membro più giovane<br />
del gruppo (Barrett 6-01-1946), e quello più vecchio (Wright 28-07-1943),<br />
anche se per decenni si è creduto che Wright fosse nato nel 1944 e quindi<br />
&#8220;il più vecchio&#8221; fosse Roger Waters (6-09-1943). Wright era anche quello<br />
dei PF più affine a Syd Barrett, sicuramente gli fu più amico di Waters<br />
e Mason, sebbene Waters avesse conosciuto Barrett qualche anno prima,<br />
a Cambridge dove abitava anche lui (e pure Gilmour, che aveva frequentato<br />
la stessa scuola di Barrett, anche se con diverso indirizzo, e nello<br />
stesso periodo, infatti a quel tempo spesso si vedevano per imparare<br />
a suonare insieme, e pare che Gilmour fosse più avanti di Barrett<br />
nella formazione tecnica, contrariamente a quello che spesso si è<br />
portati a credere; anche se Gilmour non manifestò la creatività<br />
esplosiva di Barrett). Tragicamente, Barrett e Wright sono anche stati<br />
i primi del gruppo ad abbandonare la vita terrena, a due anni di distanza<br />
l&#8217;uno dall&#8217;altro, ed entrambi per cancro; Barrett aveva anche una<br />
grave forma di diabete, e morì il 7 luglio 2006 (anche se la notizia<br />
fu divulgata l&#8217;11 luglio), a 60 anni e mezzo giusti. Wright ha compiuto<br />
65 anni il 28 luglio scorso, 49 giorni prima del suo ultimo respiro.<br />
Ma mentre, e spiace molto dirlo, si sapeva che Syd Barrett era gravemente<br />
ammalato e quindi la notizia della sua morte non è giunta troppo<br />
inaspettata, per quanto triste, nulla del genere si sapeva sul conto<br />
di Richard Wright, e sono rimasto attonito, senza parole, quando l&#8217;ho<br />
saputo da un SMS di Vito (sempre molto aggiornato), prima di vederlo<br />
anche su notiziari d&#8217;Internet e sui newsgroup: alla televisione, mi<br />
ricordo che alla sera del 15, sul secondo della RAI la notizia è apparsa<br />
solamente come breve scritta nella stretta scritta scorrevole in basso<br />
sullo schermo, non so se abbiano parlato *per qualche secondo*, perché<br />
non ho potuto seguire tutto il telegiornale. Il giorno dopo forse, al<br />
TG ora di pranzo, ne hanno parlato *un pochino*. Poca roba per uno<br />
che appartiene alla cerchia di coloro che hanno portato maggiori<br />
innovazioni nel rock, ma quanti telegiornalisti lo sanno?<br />
Ne parlo ora, a quasi cinque mesi dall&#8217;evento, quando ormai inizia<br />
ad essere fuori dai tempi della cronaca, e si avvia ad essere parte<br />
della storia del rock e, naturalmente, dei Pink Floyd. Essi stessi<br />
ormai più storia che gruppo reale, anche se la Pink Floyd Music Ltd<br />
esiste ancora, ufficialmente.<br />
Preferisco immaginarmelo davanti al suo piano &#8220;preparato&#8221;, in una<br />
parte di Sysyphus in cui palesemente utilizzava la tecnica elaborata<br />
da John Cage. Ho sentito qualcuno che ha detto che Wright avrebbe<br />
malamente imitato un vero pianista che suona il piano preparato.<br />
Io ho avuto la ventura di assistere ad un concerto in cui si suonavano<br />
musiche di john Cage e CON JOHN CAGE IN PERSONA SUL PALCO. A quel<br />
concerto si esibì anche Demetrio Stratos per vocalizzi difficilissimi<br />
scritti appositamente per lui da John Cage. Ma si esisbì anche un<br />
pianista, che quella volta non fece il celebre 4&#8217;33&#8243;, ma proprio<br />
una composizione per piano preparato: ebbene, lo stile e il tocco<br />
erano *quasi identici* a quello di Wright in Sysyphus, che qualcuno<br />
ha definito averlo imitato con la sensibilità di uno sfasciacarrozze:<br />
perché nella teoria del piano preparato di John Cage, anche quei<br />
&#8220;tocchi pesanti&#8221; sono pienamente previsti e anzi voluti dallo stesso<br />
compositore. Si puo&#8217; forse muovere la critica a Wright di aver voluto<br />
anche un po&#8217; troppo riferirsi a certi musicisti di musica contemporanea<br />
(leggi Karlheinz Stockhausen e appunto John Cage) per fare musica che,<br />
teoricamente, doveva situarsi &#8220;in ambito popolare&#8221;. Ma è una critica<br />
che non regge proprio. Allora perché quando Tony Banks dei Genesis in<br />
apertura di Firth of Fifth propone un suo pezzo (originalmente composto<br />
per pianoforte solo) che pare scritto da Rachmaninov (anche se poi ho<br />
scoperto essere proprio di Tony Banks), nessuno ha motivo di criticare<br />
tale inserimento? Forse pare che Wright abbia &#8220;osato troppo&#8221;? E l&#8217;altra<br />
critica che ho visto rivolta a Sysyphus è che &#8220;sia sperimentazione<br />
priva di vero contenuto, non ci sono le idee&#8230;&#8221;. Mah, io le idee ce<br />
le ho sentite, e come amo dire da decenni, il vecchio Edgar Froese nel<br />
1974 diceva che la musica nasce nel nostro cervello in risposta agli<br />
stimoli acustici, per cui vi è sempre anche un ruolo attivo di chi<br />
ascolta la musica nell&#8217;elaborazione della percezione musicale e<br />
del suo contenuto. A quanto detto da Edgar Froese aggiungo una cosa,<br />
che proviene dalle mie modeste conoscenze di neurologia: come abbiamo<br />
dei recettori per molte sostanze, naturali o sintetiche, che agiscono<br />
su determinate zone del sistema nervoso centrale, forse possiamo<br />
immaginare dei &#8220;recettori virtuali&#8221; per certe tipologie di suoni,<br />
la differenza è che questi &#8220;recettori virtuali&#8221; non sono uguali<br />
per tutti noi, ma presentano sensibili differenze. Cio&#8217; implica il<br />
tipo di reazione che abbiamo ad un dato specifico evento sonoro.<br />
Non reagiamo tutti alla stessa maniera ascoltando qualsivoglia<br />
espressione musicale, per il semplice motivo che NON siamo uguali<br />
l&#8217;uno all&#8217;altro: ognuno ha un proprio temperamento, una propria<br />
personalità, un proprio vissuto, una propria sensibilità,<br />
pertanto quello che esalta me puo&#8217; risultare inascoltabile per<br />
un altro (e viceversa).<br />
Altre critiche sono piovute sul pianoforte &#8220;suonato col gomito&#8221;<br />
da Wright, in realtà fa&#8217; alcuni glissati &#8220;di gomito&#8221; in<br />
&#8220;Syncopated Pandemonium&#8221; di A Saucerful Of Secrets. Farà tanto<br />
scandalo fra i bigotti melodici, ma è una cosa che anche pianisti<br />
jazz come Chick Corea e qualche pianista in ambito &#8220;contemporaneo&#8221;<br />
talvolta hanno fatto. Però quando lo faceva Chick Corea, nel peggiore<br />
dei casi era una &#8220;provocazione intelligente&#8221;, se lo faceva<br />
Richard Wright, invece, &#8220;una rozza e plateale finzione di avanguardia<br />
di pessimo gusto&#8221;. Ma andate a rintanarvi nelle caverne! Perché fosse<br />
stato per gente che la pensa così, se tutti fossero così dannatamente<br />
conservatori, pigri mentalmente, con un carico di pregiudizi più<br />
pesante di una stella di neutroni, oggi, ammesso che l&#8217;umanità<br />
non si fosse estinta, saremmo, appunto, ancora nelle caverne.<br />
Mia personalissima opinione, ovviamente, ma della quale ho diritto<br />
come chiunque altro ha il diritto delle sue opinioni.<br />
Scusate il tono che ho assunto sopra, ma molto ho amato questo musicista<br />
e purtroppo non sono riuscito a difenderlo dai tanti che lo sottovalutano.<br />
Cio&#8217; in parte è anche dovuto alla sua personalità, introversa, un po&#8217;<br />
timida, per nulla &#8220;piena di sè&#8221;, tant&#8217;è vero che lui stesso ha accettato<br />
la critica di aver voluto fare &#8220;musica pretenziosa&#8221; con Sysypus.<br />
Certamente non aveva il bagaglio tecnico di un diplomato al conservatorio<br />
&#8220;con pieni voti&#8221;, ne&#8217; tutte le conoscenze di un compositore &#8220;accademico&#8221;<br />
di musica colta. Ma è proprio questa lieve componente di &#8220;ingenuità&#8221;<br />
di fondo che ottiene l&#8217;effetto di *riscaldare* un genere di musica,<br />
che, spesso, suona molto fredda. E&#8217; proprio il provare a suonare<br />
musica &#8220;quasi colta&#8221; con un vissuto di musica popolare che,<br />
paradossalmente, aumenta la capacità di &#8220;comunicazione&#8221; della musica<br />
stessa, perché comunque vi è una componente istintiva che è più<br />
facile trasmettere (sebbene non a tutti). Paradossalmente, sono proprio<br />
le imperfezioni e qualche ingenuità presente in Ummagumma studio ad<br />
aumentare la capacità di trasmettere emozioni. Naturalmente, questo<br />
è un discorso valido solamente per chi tale emozioni le sente.<br />
E proprio lui, Richard Wright, aveva insistito perché dallo originale<br />
progetto di realizzare un album doppio ma tutto &#8220;live&#8221;, si registrasse<br />
un disco nei concerti (il primo di Ummagumma, quello &#8220;live&#8221; appunto),<br />
e il secondo in studio, dove ognuno dei quattro musicisti (compreso<br />
Mason) avrebbe avuto un suo spazio per esprimersi senza condizionamenti<br />
e facendo esattamente quello che desiderava fare. Con la condizione<br />
però che tendenzialmente fosse un disco di sperimentazione musicale.<br />
L&#8217;idea passò, e così nacque Ummagumma come lo conosciamo, soprattutto<br />
così nacque l&#8217;album in studio di Ummagumma.<br />
Molto ho scritto ma tanto altro avrei da scrivere per Richard Wright,<br />
circa 40 anni di emozioni e di viaggi interiori in spazi da esplorare.<br />
Grazie ancora, Richard.</p>
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	</item>
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		<title>By: Gio</title>
		<link>http://pguiducci.com/blog/2008/09/18/richard-wright-1943-2008/comment-page-1/#comment-3030</link>
		<dc:creator>Gio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 12:15:14 +0000</pubDate>
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		<description>Complimenti per l&#039;ottimo post.
Senza la sua tastiera non ci potranno essere più i Pink Floyd.
Anch&#039;io l&#039;ho ricordato nel blog di un amico.
Allego il link collegato sul mio nome se vorrai lasciargli un ricordo
Ciao Rich.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti per l&#8217;ottimo post.<br />
Senza la sua tastiera non ci potranno essere più i Pink Floyd.<br />
Anch&#8217;io l&#8217;ho ricordato nel blog di un amico.<br />
Allego il link collegato sul mio nome se vorrai lasciargli un ricordo<br />
Ciao Rich.</p>
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