Bipartisan
La criminalità della classe dirigente è stata e rimane il primo problema del paese. Secondo una recente stima, mafia e corruzione gravano sulle tasche dei contribuenti per il 5% del prodotto interno lordo. Fiumi di denaro pubblico che foraggiano mafia e criminalità dei colletti bianchi. Con quali conseguenze? Sarebbe molto meglio se quei soldi finissero al macero.
I recenti scandali di corruzione in casa Partito Democratico cascano a pennello per il Cavaliere, che non perde certo l’occasione per incalzare sulla tanto sospirata riforma della Giustizia, cercando di raccogliere tanti più consensi possibili fra le fila del PD stesso (cosa che contribuirebbe anche alla distruzione definitiva del partito di Veltroni, meglio di così!).
In cosa consisterà la riforma della Giustizia dell’Unto del Signore è più che noto. L’intenzione è quella sottrarre alla magistratura il potere di avviare le indagini per riservarlo esclusivamente alle Forze di Polizia, la cui progressione in carriera, a differenza che per i magistrati, è sostanzialmente nelle mani di vertici governativi e, quindi, della politica. Ossia: subordinazione del potere giudiziario al potere politico. Per gli oligarchi della classe dirigente è giunta l’ora della soluzione finale, il regolamento dei conti: il potere non si tocca.
La crisi economica arriva come la manna dal cielo, la gente fatica ad arrivare a fine mese, cosa gli frega di queste menate sulla Giustizia? Men che meno del conflitto d’interessi. Peccato che le cose siano invece collegate.
In questo contesto si colloca il bel messaggio bipartisan di fine anno del Presidente. L’Italia ha bisogno di essere unita e serena. La classe dirigente più violenta e predatrice conosciuta in occidente – quella italiana – ha devastato un paese, ma il Presidente è accomodante, ci vuole il dialogo. Quelli che qualche volta si azzardavano a dire “no” – tipo Oscar Luigi Scalfaro – venivano sommersi di merda su base giornaliera dalla macchina diffamatoria del partito azienda. Napolitano non corre il rischio, tollera e firma tutto. Sulla stessa linea anche la cosidetta “opposizione”. È in questo modo che, pezzo dopo pezzo, si è finito per consegnare il paese nelle mani di criminali mafiosi.
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