Sunday, April 5th, 2009

Quando la verità e insostenibile

saviano.jpgSegnalo questa interessante riflessione postata da Piero Ricca, a proposito del caso Roberto Saviano. Nell’articolo in questione, che consiglio di leggere per intero, Piero evidenzia il fatto che Saviano “racconta in modo incisivo il far west della mafia campana e il suo contesto. Ma qui si ferma. Non racconta le complicità della politica e della finanza, i nomi e i meccanismi del potere in doppiopetto. [...] Ma fermarsi al far west è un limite al racconto della verità e rischia di favorire, contrariamente alle intenzioni del giovane scrittore, una visione distorta del fenomeno, efficace nel portare consenso al sistema mediatico e politico dominante. L’esatto contrario di quel che ha fatto Roberto Scarpinato nel suo saggio intitolato Il ritorno del principe (Chiarelettere), che analizza la struttura criminale del potere italiano e, pur avendo venduto bene, non è diventato un fenomeno mediatico clamoroso.“.

Segue il mio commento:

Ho pensato anch’io a questa cosa e mi trovo d’accordo con l’analisi di Piero. C’è tuttavia una differenza sostanziale fra il racconto di Saviano e quello di Scarpinato: il primo è sostenibile, il secondo no. Non è solo un problema di informazione imbavagliata. Ci sono situazioni reali, raccontate con grande chiarezza ne “Il Ritorno del Principe”, che sono di difficile, se non impossibile, assimilazione per il grande pubblico. Faccio un esempio: la maggior parte delle persone rifiutano, anche a livello inconscio, di accettare che un pluri-presidente del consiglio (che si reca tutti i giorni in chiesa a pregare, amico di vescovi e cardinali, che gode di grande popolarità, rispettabile padre di famiglia, ecc.) possa essere stato complice di sanguinarie organizzazioni criminali, o addirittura mandante di omicidi eccellenti. Anche se il fatto fosse ampiamente accertato e i mass-media riportassero la verità, per la maggioranza delle persone verrebbe più “naturale” liquidare il tutto in questo modo: “non è possibile, non può essere vero”. Certe verità sono all’apparenza inverosimili, accettarle significherebbe mettere drasticamente in discussione la storia recente del proprio paese. Significherebbe anche mettere in discussione questioni su cui magari si è creduto per tutto il corso di una vita. Alla fine sono pochissime le persone dotate di un tale spirito di autocritica. È la stessa ragione per cui è così difficile liberarsi dei fantasmi del fascismo e del comunismo, o anche semplicemente dei concetti di destra e sinistra, che nella realtà odierna sono privati del loro senso originario.

In ogni caso rimane intatta la mia stima per Saviano. Ci sono casi in cui le cose puoi farle funzionare fino ad un certo punto, se provi a spingerle oltre è facile che smettano di funzionare del tutto.



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