Il berlusconiano medio
È un fatto assodato che il senso critico di una cospicua parte dei sostenitori del ducetto di Arcore, quelli in buona fede intendo, è equivalente al senso critico dei fans delle rockstar smesse: qualsiasi cagata venga propinata dal loro idolo è senz’altro un capolavoro; qualsiasi delinquenza perdonata. Qualcuno critica o demonizza il Nume? La natura e la veridicità della critica non importa, sono sicuramente nel torto (e comunisti). Per questo non credo che gli ultimi scandali di corruzione e altro che hanno recentemente coinvolto il Premier influiranno granché sul suo consenso elettorale alle prossime amministrative. Poi è anche vero che 5 testate giornalistiche televisive nazionali su 6, schierate col ducetto, aiutano.
I processi che vedono il ducetto di Arcore come imputato non arriveranno mai ad una condanna. O verranno sospesi (lodo Alfano), o il reato verrà depenalizzato per intervenuta legge vergogna, o verranno frettolosamente archiviati (la costante campagna intimidatoria dell’imputato eccellente contro la magistratura ha la sua ragione di esistere), o andranno in prescrizione.
In questo scenario gli unici ad essere condannati, a doversi sorbire il Cavaliere fino a quando crepa, sono tutti i cittadini italiani. Quando il Cavaliere verrà a meno (personalmente gli auguro lunga vita), lascerà una costituzione sfigurata a sua immagine e somiglianza, un deserto istituzionale senza regole, e un regime mafioso imperante. Allora anche i suoi fans più accaniti inizieranno seriamente a preoccuparsi, ma ovviamente sarà troppo tardi.
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