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	<title>Comments on: Lo sporco lavoro di Fetorio Veltri</title>
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	<description>Volume porco, distorsione baghina.</description>
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		<title>By: Fulvio Sguerso</title>
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		<dc:creator>Fulvio Sguerso</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 21:09:49 +0000</pubDate>
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		<description>Io temo, e spero di sbagliarmi, che solo gli addetti ai lavori (giornalisti, sociologi, semiologi, storici) capiscano al volo lo sporco lavoro di un falso e indegno pubblicista come Vittorio Feltri. Diversamente come potrebbe svolgerlo impunemente? Come potrebbe presentarsi, lui o Sallusti, nei salotti televisivi &quot;pubblici&quot;? Andare in televisione per fare il gioco delle tre carte significa esercitare un proprio diritto professionale e costituzionale? Truffare e imbrogliare i lettori o i telepettatori è un diritto? L&#039;opinione di Feltri vale quanto quella di Padellaro o di Travaglio? A giudicare dalla loro presenza sul mercato mediatico parrebbe di sì. Ma i lettori e i telespettatori possono scegliere a chi credere e a chi non credere. Certo, ma se &quot;nessuno&quot; credesse a Feltri e a Sallusti, la loro carriera, come quella di Lippi e di Cannavaro sarebbe bella e finita. Invece hanno un pubblico di affezionati, e vengono tranquillamente citati nelle rassegne stampa radiofoniche o televisive. Questa si chiama libertà d&#039;opinione o di truffa? Non so, ditemelo voi. Uno saluto sconsolato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io temo, e spero di sbagliarmi, che solo gli addetti ai lavori (giornalisti, sociologi, semiologi, storici) capiscano al volo lo sporco lavoro di un falso e indegno pubblicista come Vittorio Feltri. Diversamente come potrebbe svolgerlo impunemente? Come potrebbe presentarsi, lui o Sallusti, nei salotti televisivi &#8220;pubblici&#8221;? Andare in televisione per fare il gioco delle tre carte significa esercitare un proprio diritto professionale e costituzionale? Truffare e imbrogliare i lettori o i telepettatori è un diritto? L&#8217;opinione di Feltri vale quanto quella di Padellaro o di Travaglio? A giudicare dalla loro presenza sul mercato mediatico parrebbe di sì. Ma i lettori e i telespettatori possono scegliere a chi credere e a chi non credere. Certo, ma se &#8220;nessuno&#8221; credesse a Feltri e a Sallusti, la loro carriera, come quella di Lippi e di Cannavaro sarebbe bella e finita. Invece hanno un pubblico di affezionati, e vengono tranquillamente citati nelle rassegne stampa radiofoniche o televisive. Questa si chiama libertà d&#8217;opinione o di truffa? Non so, ditemelo voi. Uno saluto sconsolato.</p>
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