Panorama rivela lo scoop: dietro alla D’Addario un complotto internazionale per ricattare il Cavaliere. Quest’ultimo c’è cascato come una pera cotta, se l’è portata nel lettone di Putin. Dunque Il giornale di famiglia conferma: governa il pisello del Presidente.
Cuffaro guadagna due punti in appello, ora sono sette gli anni collezionati. Il Piercasinando dalle radici cristiane: “Ve l’avevo detto che per lui garantivo io!”
Disse Piercasinando: “Io non mi faccio dettare le candidature dalle procure!“. Poi, non appena le procure gliene hanno segnalato uno, lo ha candidato subito.
Flavio Delbono ha dato le dimissioni da Sindaco di Bologna per qualche strombazzatina sconveniente, oltre che essere sotto indagine per truffette varie.
Nicola Cosentino, Marcello Dell’Utri, ed il cerone parlante di Arcore, non schiodano il culo dalla poltrona neanche morti.
Qual’è il problema di Delbono? Non ha avuto relazioni con minorenni, non ha corrotto giudici, non ha comprato testimoni, non ha assunto mafiosi eroici, non ha condanne in concorso esterno in associazione mafiosa, non ha avuto mandati di arresto per concorso esterno in associazione camorristica. È un peccato, altrimenti avrebbe potuto ambire al salto di qualità degli Unti del Signore.
Prendiamo un leghista, non uno a caso, uno scelto fra i più intelligenti (relativamente parlando s’intende). Facciamogli due domande semplici. La prima:
“Lei è razzista?”
“Assolutamente no!” ti risponderà.
Seconda domanda:
“Lei è favorevole all’integrazione degli immigrati regolari?”
“Certamente!” ribatterà con decisione.
Supponiamo ora che lo stesso soggetto un giorno si ritrovi dei bambini con carnagione diversa da quella celta-padana, magari con cittadinanza italiana, nella stessa scuola del proprio figlio. Altri nelle università. Altri ancora diventano maestri, dottori, ingegneri, politici, assessori, parlamentari, ecc. Si chiama integrazione. Come reagirebbe il nostro leghista campione (nel senso di esemplare) al solo pensiero del vero significato della parola “integrazione”? Bene, la cosa verrebbe vissuta come una grave umiliazione. La sua cultura, talmente debole e malmessa da procurargli il timore del “diverso”, non gli permetterebbe di accettare uno smacco simile.
Favorire l’integrazione è l’unica soluzione possibile per il problema dell’immigrazione. Questi dirigenti della Lega Nord, che grazie all’Unto del Signore ce li ritroviamo ai vertici delle istituzioni, finiranno invece per portare il paese verso la guerra civile, fra poveri.
L’Unto del Signore ora si sminuisce. Non è vero che non ha mantenuto la ricorrente promessa elettorale di abbassare le tasse, chi aveva fondi neri all’estero ad esempio si è risparmiato fior di balzello (e di vacanze al fresco), grazie al memorabile scudo fiscale.
Nel video di cui sopra, tratto da “In 1/2 ora” di Lucia Annunziata, lo scrittore Antonello Mangano evidenzia, basandosi su determinati fatti, il totale fallimento delle politiche di immigrazone del governo, criticando in particolare la Lega Nord. Molto goffamente la Annunziata precisa subito che lo scrittore ha “un orientamento di sinistra”. Antonello gli fa allora notare che sta cercando di analizzare i fatti e che non c’è nessun approccio ideologico. Saltate pure il successivo sermone della Gelmini, tutte minchiate per evitare di spiegare quale sia la vera ragione per cui si ritrova ad essere un Ministro della Repubblica.
La maggior parte dei giornalisti Rai (e del servizio pubblico in generale), non appena qualcuno azzarda una critica al Governo, invece di entrare nel merito dei fatti, sentono subito il bisogno di prendere le distanze, di “chiarire” agli ascoltatori che si tratta di opinioni, di sinistra. Dunque il teorema viene da sè: sinistra -> comunista -> odio -> duomi in faccia.
Bisogna capirli questi “giornalisti”, sono tutti precari. Sgarrano un attimo nei confronti del Governo, dunque della concorrenza, e gli segano la carriera in men che non si dica.
(Il migrante investito l’altroieri con la macchina da un esponente della cosca di Bellocco, da Il Fatto Quotidiano di oggi. Foto ANSA.)
La ‘Ndrangheta ha il controllo del territorio in Calabria. Lo Stato è praticamente assente. Gli italiani hanno perso la capacita di ribellarsi al sistema di potere criminale, mentre gli africani questa capacità hanno dimostrato di averla. Come impedire che il virus della rivolta si possa propagare sul resto della popolazione? Basta metterli in guerra gli uni contro gli altri. Questo sta succedendo a Rosarno, una guerra fra poveri. Una guerra aizzata dalle cosche, che ha trovato terreno fertile in una società governata da una classe politica che ha costruito buona parte del consenso facendo leva sull’odio razziale.
Vedo mafia dappertutto? Può darsi, ma in una cloaca è naturale vedere solo merda, così come è anche vero che a forza di vedere solo di quella si rischia l’assuefazione.
Il problema della Lega Nord non è tanto il fatto che la media intellettuale è inferiore a quella di Roberto Castelli. Il problema è che non ce ne sono di più intelligenti.