Fetorio Veltri all’attacco!
Eccovi una simpatica collezione di pensieri di Fetorio Veltri, voce del più grande comitato elettorale esistente nell’universo.
Chissà chi sa chi sei:
«Non so quello che succederà tra Fini e Berlusconi nel corso di quest’anno, poichè nessuno sa cos’abbia in testa Fini e, forse, nemmeno lui.»
L’infiltrato comunista:
«Fini? Poveraccio capisco che lui si trovi in difficoltà, dato che probabilmente ha poche idee e confuse. E le prende a prestito dalla sinistra.»
Il piacere del deretano sulla cadrega:
«[Fini] Aderì al Pdl perchè aveva paura di contarsi, chiese un ruolo istituzionale e lo ottenne divenendo presidente della Camera con una bella poltrona, un grande appartamento, camerieri, servitori: capite, per uno che non ha mai lavorato avere tutto quel po’ po’ di roba. Poi, una volta abituato agli agi si è accorto di non avere più un partito in cui comandare, perchè in quello nel quale era confluito uno che comandava c’era e c’è già: Silvio Berlusconi [Dio, n.d.r.].»
Faccia da politico!:
«Il mio pensiero non è il pensiero del PdL: io non faccio politica, la faccia piuttosto Cicchitto che mi sembra pure abbia la faccia giusta per farla.»
La donna non accertata:
«Adesso hanno candidato una amica di Fini, Renata Polverini. Tutti i giornali di sinistra la appoggiano, ha un tale di nome Claudio Velardi, amico di D’Alema che gli fa la campagna elettorale, non si capisce più niente. Praticamente, in questo modo se prima nel Pdl c’era un’ala destra, ora c’è un’ala sinistra . Su di lei ho avuto anche una polemica con Daniela Santanchè: lei dice che è una donna e va incoraggiata. Io non mi ero accorto che fosse una donna, per questo non sono stato Cavaliere.»
Nostalgia lassativa. In risposta alla boccetta di valium regalatagli a Natale da Fini, Fetorio risponde con una cassa di buon vino e la seguente dedica:
«Ecco una cassa di prestigioso vino italiano dal sapore più gradevole del valium, e dell’olio di ricino di cui e’ stato grande estimatore»
(citazioni da Repubblica.it)
Se non fosse così sovrumanamente menzognero, gran servo e scherano dell’Unto del Signore, Fetorio potrebbe anche essere simpatico. Ma per Fini non mi dispiace nemmeno un po’. Non è che uno può passare 15 anni a fare il berlusconian gioioso in poltrona (e non entro nel merito degli anni precedenti), per poi riscoprirsi improvvisamente come il supremo alfiere della democrazia.



Mi sa che qui le facce “giuste” cioè di bronzo (per essere gentili) si sprechino: V. Feltri, Belpietro, Porro, Cangini, Sallusti, e, già che ci siamo, quella del “terzista” G. B. Battista, a quanto pare godono pur sempre di un certo credito sia sulla carta stampata che in televisione, forse meno su internet, ma bisognerebbe indagare. Certo che lo scaltro Fini tanto scaltro non si è dimostrato, né prima né dopo l’affaire Montecarlo-Tulliani. E se ora ritorna in ginocchio da Lui, la sua carriera è senz’altro chiusa.Ne valeva la pena? E che cosa ne sarà ora dei finiani? Torneranno all’ovile con la coda tra le gambe o passeranno all’Italia dei Valori (perduti)? E anche certo è che, se in questo Paese le facce di bronzo fanno il bello e il cattivo tempo, qualche difetto nel Paese stesso ci dovrà pur essere! E non mi pare che il pur bravo populista arringatore di folle Beppe Grillo, al di là della faccia “giusta”, sia la soluzione: dice di essere l’unico vivo tra i politici defunti, se fosse così avrebbe già vinto. Ma temo che l’agonia della classe politica italica sia ancora lunga, e il ricambio non si vede all’orizzonte. Aspettiamo un Papa nero?
Comment by: Fulvio Sguerso — September 27, 2010 @ 9:30 am | permalink