C’è una caratteristica che unisce sia i sostenitori che gli oppositori del mafio-governo, quella di riconoscere all’Unto del Signore indiscusse doti di comunicatore. Onestamente non ho mai capito di quali doti si stia parlando.
Lo psiconano spara balle come bombe atomiche, dispiegando all’unisono i mass media da lui controllati (praticamente tutti). Mills viene giudicato colpevole ma prescritto? Loro dicono che è stato assolto. I sondaggi dicono che la gente è stufa di mafia e corruzione? Lui dice “basta con la mafia e la corruzione!”. La gente si è rotta le palle del Berlusca? Lui dice “basta col Berlusca, d’ora in poi farò lo statista!”. La maggioranza lo prenderà in fiducia e lo voterà un’altra volta.
Dunque chi tira bombe atomiche è più bravo di chi tira bombe a mano. Una pura questione di talento.
Ti stai sbagliando chi hai visto non è,
non è Tangentopoli.
Lei è sempre a casa che aspetta te
non è Tangentopoli.
Se c’era Bertolaso poi,
no, non può essere lei.
Provenzano non ha mai chiesto di più,
chi sta sbagliando son certo sei tu.
Riina non ha mai chiesto di più
perché
io vivo grazie a loro.
Come quell’altra è esplosa, però
non è Tangentopoli.
Ci son le intercettazioni, lo so,
ma non è Tangentopoli.
Se era invereconda poi,
no, non può essere lei.
Provenzano non ha mai chiesto di più,
chi sta sbagliando son certo sei tu.
Dell’Utri non ha mai chiesto di più
perché
io vivo grazie a loro.
Berluscow Meravigliao: “Aumentare le pene per i reati di corruzione!” (1). Purché si facciano: la perscrizione breve, il legittimo impedimento, il ri-Lodo Alfano costituzionale, e il blocco delle intercettazioni. Come dire: “Ragazzi, adesso andare pure a trombare!”, dopo avergli messo la cintura di castità.
Berluscow Meravigliao: “Aumentare le pene per i reati di corruzione!” (2). Purché le toghe rosse smettano di rompere le palle ai politici. Così le procure avranno più tempo per occuparsi di casi di corruzione più importanti, tipo il soggetto che corrompe la figlia per trombarsi la madre.
“Lasciate che i pargoli (corrotti) vengano a me”. Berluscow Meravigliao dopo le dimissioni di Bertolao e Cosentino.
Astronomia. Scoperta sensazionale. Il massaggio col preservativo non cura la cervicale, ma fa vedere le stelle. Bertolao Meravigliao docet.
Granata: “Non faremo passare un liberato per tutti”. Solo per qualcuno. Una nuova versione ad personam del nascondino.
Per quelli che aspettano i cadaveri dei nemici sulla sponda del fiume, attenzione alle piene.
Guardando l’ultima puntata di Ballarò, col Bertolaso in studio, emerge con evidenza quale sia la vera emergenza in Italia.
Ho scelto Ballarò come esempio perché viene pure considerarato come programma “di sinistra” e critico nei confronti del governo (?). Figuriamoci il resto della programmazione della Rai, che è controllata dal governo. Senza considerare Mediaset che risponde direttamente al Presidente del Consiglio.
Floris precisa subito che non ha intenzione di celebrare processi in tv, infatti sembra più intenzionato a celebrare auto-assoluzioni. Dalla trasmissione è emerso tutto tranne i fatti salienti. Bertolaso ammette di avere accettato regali da imprenditori, qualche bottiglia di vino. Non si parla di “prostituzione civile”, “ripassate alla Francesca”, “massaggi stellari”, e del coinvolgimento del Bertolaso quale “utilizzatore finale”. A parte un timido accenno di Concita De Gregorio, subito massacrata. Si tratta di fatti non ancora accertati penalmente? E cosa me ne dovrebbe fregare a me, quando dalle intercettezioni emergono già elementi sufficienti per cacciare seduta stante certi soggetti dalla pubblica amministrazione?
Come dice Piercamillo Davigo, se in un ristorante vengo avvelenato, non ho bisogno di aspettare la condanna del ristoratore, cambio subito ristorante. Il punto fondamentale per me è capire chi mi ha avvelenato. Se qualcuno mi ingannasse, convincendomi che l’avvelenamento è stato invece causato dalle lasagne della nonna o da alieni cattivi, niente mi impedirebbe di tornare nello stesso ristorante.
Se dovessi invitare persone in casa mia e questi mi violentassero, è chiaro che non li inviterei più. Li denuncerei. Ma se prima di violentarmi mi facessero una anestesia totale e poi al risveglio si comportassero da bravi ospiti, probabilmente sarei felice di invitarli ancora.
L’informazione di massa controllata, come avviene in Italia, funziona esattamente come nei due esempi di cui sopra. Distrae, inganna, confonde le idee, assopisce le coscienze. Occulta chi, dietro ad una faccia da benefattore, saccheggia senza ritegno i diritti e la ricchezza della comunità.
Uno allora si potrebbe chiedere: ma cosa sono tutti scemi? In questo contesto due cose sono certe. La prima è che chi ti vuole fregare ci tiene a farti credere intelligente (dunque se ti credi intelligente è il caso di iniziare a preoccuparsi). La seconda è che se prendi un mitra e spari a distanza verso una persona sola che scappa, forse la prendi, forse no. Ma se spari contro la folla una percentuale di individui li fai fuori sempre, diventa matematico.
Non sono perciò tutti scemi, ma quando i mass media all’unisono sparano sul branco una balla qualunque, diventa matematico che una parte del branco finirà per crederla. Ricordiamoci che per vincere le elezioni spesso è sufficiente spostare un 5% di voti.
La vera emergenza/priorità è sempre la stessa, e negli ultimi 15 anni è solo peggiorata: la libertà di stampa. Quel che è peggio è che la cittadinanza, convinta di essere intelligente, sembra essere sempre meno interessata all’argomento. A controbilanciare ci pensa il potentucolo di turno, che non sembra avere perso interesse nella demolizione dei piccoli spazi di libertà che ancora resistono.
C’è stato un periodo in cui ben pochi ammettevano di votare per la Democrazia Cristiana. Puntualmente prendevavo il 30% ma chi li votava si vergognava a dirlo. Ora succede qualcosa di simile con il Pdl, alle ultime elezioni hanno preso un fracco di voti, ma gli elettori sembrano essersi volatizzati. Prendono le distanze. Si vergognano.
Effettivamente il leader, altrimenti noto come l’Unto del Signore, è appestato. Relazioni con fanciulle minorenni. Relazioni con mafiosi maggiorenni. Quintali di escorts. C’è una corruzione? Un ricatto? Lui c’entra. Non c’entra? Lui difende il corruttore, anche se di sinistra, e attacca la magistratura. Ma non attacca tutta la magistratura, solo quella non corrotta. Ora difende a spada tratta gli amici degli sciacalli del terremoto (vedi il video di qui sopra). Il sindacato degli sciacalli, quelli veri, ha già annunciato querele contro i giornalisti che offendono la categoria.
Insomma, parlare di peste è ancora poco.
Tuttavia, come ha osservato Massimo Fini in un recente editoriale pubblicato su il Fatto Quotidiano:
[...] i berluscones si smascherano in modo indiretto. Se uno ha in orrore Di Pietro, considerandolo il vero “cancro morale” di questo paese, è molto probabile che sia un berluscones. Se vi aggiunge Marco Travaglio ne hai quasi la certezza. Se ci mette anche Giorgio Bocca è matematico.
Ai tempi della Dc era in voga il detto: “tappiamoci il naso e votiamo Dc”. Oggi i berluscones dovrebbero dire: “mettiamoci il preservativo integrale e votiamo Berlusconi!”.
Tre nomi: Salvaguttadauro Cuffatore, Nicosentino Cocamorrola e Marciutri Dell’Uccello. Tre eroi, come Mangano. La mafia non è più infiltrata nelle istituzioni, è direttamente lo Stato senza intermediari. La cosiddetta seconda repubblica, nata sulle stragi di mafia e dalla conseguente trattativa mafia-stato, è stata funzionale a questo salto di qualità. Della seconda repubblica si sa già tutto quel che c’è da sapere, il resto sono solo dettagli. Cosa? Il governo dell’Unto dal Signore ha contrastato la mafia? Si, ha contrastato questo paio di palle.
Ma una volta appurata la vera natura del Governo Mafiaset, cosa fare? Chi sostenere? La risposta la danno loro stessi, neanche troppo paradossalmente. È sufficiente segnarsi tutte quelle persone che vengono volgarmente diffamate e sputtanate dalla stampa di regime, che è praticamente l’unica rimasta in circolazione. Mi sembra logico che un regime attacchi i suoi oppositori, se non sono riusciti a comprarli. Chiunque dica la verità o si ostini a far rispettare il principio costituzionale “La legge è uguale per tutti“, si oppone al regime. Se poi dovesse anche avere un buon seguito popolare, diventa il pericolo, l’obiettivo da colpire. Una diffamazione a cura de “Il Giornale” infeltrito, ad esempio, supportata dalla grancassa mediatica di Mafiaset, equivale ad una nota di merito (tranne quando prendono di mira i bigotti alla Boffo s’intende).
Detto in modo più diretto: diffamano Di Pietro? Votatelo.
“Penso che tu [Santoro] hai un bello stomaco per sopportare queste recite pessime di persone che vengono qui a rivendicare la giustizia, la libertà e il buon costume, quando hanno trasformato la politica in una specie di lotta all’ultimo sangue. [...] Questa è una classica diffamazione fatta contro Di Pietro perché è uno che almeno fa un’opposione dura e forte.” (Giorgio Bocca, Annozero 4/02/2010)