I berluscones si vergognano, ma smascherarli è un gioco da ragazzi
C’è stato un periodo in cui ben pochi ammettevano di votare per la Democrazia Cristiana. Puntualmente prendevavo il 30% ma chi li votava si vergognava a dirlo. Ora succede qualcosa di simile con il Pdl, alle ultime elezioni hanno preso un fracco di voti, ma gli elettori sembrano essersi volatizzati. Prendono le distanze. Si vergognano.
Effettivamente il leader, altrimenti noto come l’Unto del Signore, è appestato. Relazioni con fanciulle minorenni. Relazioni con mafiosi maggiorenni. Quintali di escorts. C’è una corruzione? Un ricatto? Lui c’entra. Non c’entra? Lui difende il corruttore, anche se di sinistra, e attacca la magistratura. Ma non attacca tutta la magistratura, solo quella non corrotta. Ora difende a spada tratta gli amici degli sciacalli del terremoto (vedi il video di qui sopra). Il sindacato degli sciacalli, quelli veri, ha già annunciato querele contro i giornalisti che offendono la categoria.
Insomma, parlare di peste è ancora poco.
Tuttavia, come ha osservato Massimo Fini in un recente editoriale pubblicato su il Fatto Quotidiano:
[...] i berluscones si smascherano in modo indiretto. Se uno ha in orrore Di Pietro, considerandolo il vero “cancro morale” di questo paese, è molto probabile che sia un berluscones. Se vi aggiunge Marco Travaglio ne hai quasi la certezza. Se ci mette anche Giorgio Bocca è matematico.
Ai tempi della Dc era in voga il detto: “tappiamoci il naso e votiamo Dc”. Oggi i berluscones dovrebbero dire: “mettiamoci il preservativo integrale e votiamo Berlusconi!”.


