Il silenzio dei nostri “amici”
Stragi di stato. Trattativa mafia-stato. Scandalo protezione civile. Assalto alla Rai… Non si riesce a provare stupore di fronte a questi fatti, tutti peraltro già noti molto tempo prima dell’esplosione dei relativi scandali. Però m’incazzo. Ma non col Berlusca e relativa banda (li avete visti bene? In fondo la natura con loro non è stata generosa). M’incazzo col Partito Democratico. Penso agli accordi, alla bicamerale, alle legittimazioni, agli inciuci. Penso a tutte le volte che è stato chiesto di abbassare i toni e di evitare la demonizzazione. Penso alle prevaricazioni, agli abusi di potere, ed agli assalti alla costituzione avallati dal centrosinistra. Penso ai Dalemi, ai Violanti, ai Fassini, ai Napolitani. Penso a Veltroni che aveva smesso di parlare di conflitto d’interessi e aveva pure smesso di nominare il nome del principale portatore dell’anomalia. E m’incazzo.
Più emergono le evidenze dell’oscenità del potere, più odio il Pd.
«Alla fine non ricorderemo le parole dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici» (Martin Luther King Jr.)
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