Wednesday, April 28th, 2010

Quei bravi berluscazzi

The Fabulous Arcore Ducett:

“Esprimo la più convinta solidarietà a Gianfranco Fini per gli attacchi personali che quest’oggi il Giornale gli ha mosso. La critica politica, anche più severa, non può trascendere in aggressioni ai familiari e su vicende che nulla hanno a che fare con la politica. Tali metodi, che assai spesso ho dovuto subire, vorrei mai vederli applicati”.

Prima manda gli sgherri col manganello, poi esprime solidarietà alla vittima. Non male, c’è già la fila dei fessi pronti a crederlo sincero. Vittorio Feltri ha una reputazione pluridecennale. Se un editore lo assume come direttore del giornale, è perché si aspetta che Feltri faccia il Feltri, o al limite di più (se lo paghi bene). Non mi sembra ci sia altro da aggiungere.

Vittorio Feltri:

“Berlusconi prende le distanze, io invece rimango fermo nell’idea che le notizie o sono vere o non sono vere. [...] E quella su Fini e la ‘suocera’ che prende un milione e rotti dalla Rai, ente pubblico, è vera. Il resto conta poco. Anzi, niente”.

I fatti sono fatti (a parte qualche manipolatina), il ragionamento non fa una piega. Solo una piccola puntualizzazione: Feltri ci dovrebbe spiegare come mai quando è ora di fare le pulci mira sempre quello che mette il bastone fra ruote al suo padrone, mentre quando si tratta del suo padrone o di certi suoi “amici” è cosi solerte ad occultare e smontare (che lavoraccio, ma lo pagano bene?). Certo che se dovesse trattare Schifani e Dell’Utri come Boffo e Fini… ma in tal caso non sarebbe il cortigiano che è.



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1 Comment »

  1. Non è bastato il caso Boffo a mettere in luce il lavoro sporco del giornalista “raider” Vittorio Feltri, e non basterà neppure l’affaire Tulliani, visto che è servito (chi la dura la vince!) a mettere alle corde anche un politico scafato come Fini. Che dire? Questo è il frutto avvelenato del combinato disposto di un premier miliardario plurinquisito proprietario di giornali e televisioni (per tacer del resto)che identifica i suoi affari privati con quelli pubblici, naturalmente “per il bene del popolo”. Al momento non è ancora chiaro chi uscirà con le ossa e la credibilità -- nonché la fiducia -- rotte da questa impari battaglia mediatico-politica tra Berlusconi e Fini; ma a perderci sarà una volta di più la credibilità di una classe politica appesa all’autenticità o alla falsità di carte già falsate in partenza per evadere il fisco. Temo che alla fine ne uscirà con le ossa rotte soprattutto il nostro Belpaese. E allora chi ci salverà? Di Pietro? Nichi Vendola? Beppe Grillo? O non sarà il caso di affidarci alle paterne cure del Santo Padre (se non addirittura del Padreterno in persona)? Un saluto da un cittadino alla disperata ricerca di una casa pulita.

    Comment by: Fulvio Sguerso — September 26, 2010 @ 2:19 am | permalink

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