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Wednesday, June 30th, 2010

[SONDAGGIO] Vota la miglior tragicomica del primo semestre 2010

Filed under: Sondaggi
Written by: mazapegul @ 11:18 pm

Vota la miglior tragicomica del primo semestre 2010:

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Tuesday, June 29th, 2010

Marciutri Dell’Uccello assolto a 7 anni di reclusione

Filed under: Il vergognoso, Mafia, Marcello Dell'Utri, Satira
Written by: mazapegul @ 1:17 pm

Dispiace per l’assoluzione del mitico Marciuri, una condanna gli avrebbe spianato la strada al palazzo. Anzi, al colle. E due ministeri ai fratelli Graviano non glieli avrebbe tolti nessuno. Non avrebbe neanche ostacolato l’Unto del Signore, che come è noto ambisce al Vaticano.
Insomma, secondo l’altrettanto mitico scodinzolino del Tg1, la sentenza di appello smonta l’accusa, il partito Forza Italia non è stato creato per intercessione della mafia. Ora viene persino il dubbio che siano la stessa cosa.

Sunday, June 27th, 2010

La puttanata del mese: la nazionale di calcio è lo specchio del paese

Filed under: Mafia, Mondiali 2010
Written by: mazapegul @ 1:11 pm

Questo è il primo post che tratta di calcio, probabilmente anche l’ultimo. Dunque, secondo la maggior parte degli opinionisti, soprattutto quelli avversi al regime, la nazionale di calcio rifletterebbe lo stato di desolazione in cui riversa il paese. Il problema è che, anche se la nazionale avesse vinto il mondiale, il paese sarebbe rimasto devastato allo stesso modo. Quattro anni fa l’Italia vinse il mondiale, l’avrebbe dovuto perdere se doveva riflettere lo stato in cui riversava il calcio italiano (vedi Calciopoli 2006). E invece vinse, ma non riscattò un benemerito cazzo.
Perciò, lasciamo il calcio al suo destino e torniamo ad occuparci del processo Dell’Utri.

Segnalazione video:

Saturday, June 19th, 2010

Travaglio condannato: 10 mila euro per il lombrico e 6 per la muffa

Cito da Il Fatto Quotidiano di oggi 20 giugno 2010, a proposito dei 16 mila euro che Travaglio dovrà risarcire al presidente del Senato Schifani:

[...]

Travaglio, secondo il giudice, non ha fatto nulla di male neanche a sostenere “l’indegnità di Schifani a ricoprire la seconda carica dello Stato per via delle sue passate e appurate frequentazioni (che sono un fatto)”.

[...]

Il giudice non contesta “la parabola a precipizio della politica” ma ritiene “attacchi personali nei confronti dell’attore in quanto rivolte alla sua persona e non a fatti oggetto di interesse pubblico che sconfinano nella contumelia” le parole che seguono sulla muffa e il lombrico. Per il giudice “è evidente che i riferimenti alla muffa e al lombrico attengono esclusivamente all’uomo Schifani”.

[...]

I difensori di Schifani sono soddisfatti perché “i giudici hanno riscontrato la diffamazione” e confermano che “l’importo del risarcimento sarà devoluto interamente in beneficenza”
(La zona d’ombra di Schifani, di Marco Lillo)

Che in Italia non si possa chiamare stronzo un pezzo di merda era cosa nota (detto così in generale eh). Ma il giudice in questione non ha bene inteso che la muffa ed il lombrico non erano riferiti alla Sua persona (mia non è di sicuro!) del presidente del Senato, ma a quello che viene dopo. Questa è una condanna preventiva, almeno si aspetti di conoscere il successore!

Suggerisco di scovare i destinatari della beneficenza, per invitarli a prendere interamente il devoluto, fare un bel rotolino e rispedirlo alla Sua persona.

Post precedenti:

Friday, June 18th, 2010

Il Fatto Quotidiano online dal 22 giugno

Filed under: Il Fatto Quotidiano
Written by: mazapegul @ 8:48 pm

Thursday, June 17th, 2010

[SONDAGGIO] Feltri, Belpietro, Sallusti, Fede e compagnia, cosa faranno se gli venisse a meno l’Unto del Signore?

Filed under: Sondaggi
Written by: mazapegul @ 1:19 pm

Feltri, Belpietro, Sallusti, Fede e compagnia, cosa faranno se gli venisse a meno l’Unto del Signore?

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Wednesday, June 16th, 2010

Per fortuna che c’è Angelino

Il giorno dopo del rifiuto da parte dello Stato del programma di protezione a Spatuzza, pentito giudicato attendibile da tre procure, l’Angelino Alnano se ne esce con la migliore battuta satirica (involontaria) dell’anno:

“Lo Stato ha gli strumenti legislativi che favoriscono la collaborazione (dei pentiti, n.d.r.), non ho ancora avuto modo di leggere l’appello dello scrittore (Roberto Saviano, n.d.r.), ma tutto quello che va in questa direzione è positivo”. (da Repubblica.it)

Meno male che l’appello di Saviano non l’ha ancora letto, altrimenti saremo felici di constatare che secondo l’Angelino va (niente meno che) “nella giusta direzione”. Riporto qui sotto un estratto significativo della lettera in questione, inviata da Saviano al boss dei casalesi Francesco Schiavone. Qualcuno assista il ministro ad personam durante la lettura, non vorrei che gli prendesse un coccolone:

“[...] Hai avuto e hai ancora molti politici in pugno, condizioni gli appalti di molta parte di questo Paese. Proprio perché stai in galera e porti il peso del tuo potere, ti consideri migliore rispetto a imprenditori e parlamentari vicini che valuti codardi. Eppure di questa superiorità cosa ti rimane? Loro stanno fuori e tu sei dentro. Perché continua a difenderli il tuo silenzio? Cosa mai potrà compensare il tuo ergastolo e la distruzione continua della tua famiglia? Non lo vedi? Francesco Schiavone, che cos’hai ottenuto? L’ergastolo e un futuro sepolto in galera. Non hai più alcuna speranza di uscirne fuori finché sei vivo. E allora, che cosa pensi, che ragioni ti dai della tua vita?

Credo, in realtà, di sapere a cosa stai pensando. Che adesso gli affari fuori sono buoni. La crisi economica aumenta il business del clan la tua galera passa in secondo piano. Pensi che hanno anche promulgato leggi favorevoli. La legge sulle intercettazioni sarà d’ora in avanti il vostro scudo, con questa legge non avrebbero mai potuto arrestare tuo figlio, la legge sul processo breve potrà tornarvi utile. Avete politici alleati nei posti chiave, e (se verrà confermato quanto dichiarano le accuse dell’antimafia di Napoli) il sottosegretario allo sviluppo Nicola Cosentino è in diretto rapporto con la tua famiglia. Non perché tuo parente ma perché in affari con te. Quindi pensi di avere un ministero importante dove passano soldi e favori nelle tue mani.” (lettera integrale: “Sandokan pentiti, il tuo potere è finito“)

Tuesday, June 15th, 2010

Spatuzza sempre più credibile

La Commissione centrale del Viminale, presieduta da Alfredo Mantovano (Pdl), rifiuta il programma di protezione per il pentito di mafia Gaspare Spatuzza, il collaboratore di giustizia che ha fatto i nomi di Dell’Utri e Berlusconi, nell’ambito delle inchieste sulle stragi di via D’Amelio e del ’93. Spatuzza, che in realtà ha confermato fatti in buona parte già noti, è stato giudicato attendibile da tre procure. Lungi da me il sospetto che questa sia una ritorsione di un politico contro un pentito, che ha fatto il nome del suo capo, a cui deve la brillante carriera politica. Ci mancherebbe. Mantovano applica la legge e guai a chi fiata! Non so a questo punto che fine farà lo Spatuzza, di certo in questo giro ha acquistato qualche punto ulteriore in credibilità.

(foto: bomba ai Georgofili, Firenze 1993, da Repubblica.it)

Friday, June 11th, 2010

Calamandrei, uno che parlava “a vanvera”

Dal discorso di Piero Calamandrei all’università di Milano 1955:

“[...] Però la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso d’asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso d’angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso d’angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica.” (Discorso integrale)

Chissà se Napolitano, fra una carica d’inchiostro e l’altra, si ricorderà che ogni tanto una vigilatina alla Costituzione non farebbe poi così male.

Questo blog non è soggetto alla legge bavaglio

Cito da Il Fatto Quotidiano dell’11 giugno 2010, a proposito della legge bavaglio appena approvata con la fiducia dal Senato:

Siti Web all’estero. Non è sufficiente che il server di un sito sia all’estero per non dover sottostare alla legislazione italiana. Come indicato dalla direttiva europea sul Commercio elettronico, fa fede invece la residenza dell’editore (o del singolo) a cui è intestato lo spazio sul server e il nome di dominio (ovvero l’indirizzo Web).

TOH!!

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