Calamandrei, uno che parlava “a vanvera”
Dal discorso di Piero Calamandrei all’università di Milano 1955:
“[...] Però la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso d’asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso d’angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso d’angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica.” (Discorso integrale)
Chissà se Napolitano, fra una carica d’inchiostro e l’altra, si ricorderà che ogni tanto una vigilatina alla Costituzione non farebbe poi così male.



Meno male che per fortuna, o per merito, o meglio, per scelta di un impegno civile e costante nel vegliare sui principi fondamentali della nostra Costituzione che un cricca di banditi vorrebbe invalidare, ci sono dei blog come questo, e alcuni giornali ancora non asserviti alla suddetta cricca. Anche a me fa meraviglia l’impassibilità del Presidente Napolitano e il suo trincerarsi dietro i limiti impostigli dalla legge. Si rende o non si rende conto di aver a che fare con dei fuorilegge? Di che cosa ha paura, che gli diano del comunista? Come fa a firmare i decreti incostituzionali di questa cricca governativa? Per ché vuol finire così male il suo settennato? Che cosa teme, gli editoriali di Vittorio Feltri e di Maurizio Belpietro? De Nicola, Einaudi, Pertini, dovuque voi siate, dateci un segno, dategli un segno, comparitegli tutti e tre in sogno, diteglielo voi di non firmare più nessun decreto di questi nemici della Costituzione. Sant’Iddio, quando finirà questo incubo?
Comment by: Fulvio Sguerso — June 20, 2010 @ 5:35 am | permalink
non so cosa tema Napolitano. forse e’ ricattabile anche lui. forse e’ li per quello. forse e’ in buona fede e cerca la pace, non rendendosi conto che questo continuo assecondare ogni prevaricazione non potrà che portare ad un grave conflitto istituzionale dalle conseguenze imprevedibili.
grazie per il complimento! ciao.
Comment by: mazapegul — June 20, 2010 @ 8:52 pm | permalink
Penso che ci sia del vero in tutte le ipotesi che hai avanzato. Mi chiedo se ci sia ancora qualcuno in questo strano Paese che non sia ricattabile. Intendo tra le alte cariche istituzionali. Che ci sia del marcio in Danimarca non è una novità , ma il livello a cui siamo giunti noi qui, in Enotria (terra del vino), credo che non abbia paragoni (se non in Thailandia e simili). Moralismo? Sarà , ma lasciateci almeno l’egemonia morale!
Comment by: Fulvio Sguerso — June 21, 2010 @ 1:58 pm | permalink