Sunday, August 15th, 2010

Feltri è fantastico, se non ci fosse lo inventerebbe il Berlusca

Così Fini parlò di legalità, poi si perse il conto delle prime pagine dedicategli dal Fetorio Veltri. Tanto amore finì per scatenare qualche polemica. Ecco alcuni estratti dell’editoriale del 14 agosto 2010 di Fetorio, per fortuna c’è ancora qualcuno che scrive editoriali di esemplare comicità:

Avete capito bene: [Napolitano] ce l’ha con noi e col nostro lavoro giornalistico …

Fa il caricatore ufficiale de il Gior-kalashnikov-nale del ducetto di Arcore e lo chiama “lavoro giornalistico”. LOL, che modesto! In fondo bisogna dargliene atto, il capo artigliere Fetorio è quello che si prende la briga di dare il “La” al plotone d’esecuzione mediatico, a reti unificate, delle libertà.

… di cui, invece, il Quirinale dovrebbe avere il massimo rispetto, in quanto la libertà di stampa e di pensiero è garantita dalla costituzione, della quale lui è vestale.

Giusto! In attesa della Costituzione personale del suo editorissimo, quella in vigore dice proprio così. Cito infatti dalla costituzione: “I giornalisti sono tenuti a covare nei cassetti le notizie scomode dei nemici del proprio editore, per farle uscire solo al momento opportuno. Raramente bisogna arrivare a pubblicarle, più spesso basta dare da intendere di averle per produrre ottimi risultati.

È solo un’inchiesta condotta con autonomia e con scrupolo dal Giornale (Gior-kalashnikov-nale, ndr.) [...] se poi le conseguenze di quanto andiamo pubblicando sono gravi, come afferma Napolitano, la colpa non è nostra che raccontiamo i fatti ma di chi li ha commessi.

Anche qui è difficile dargli torto. Fetorio deve avere un’alta opinione dei suoi lettori. Secondo lui devono essere morbosamente interessati alle cucine color “bianco assoluto” comprate da Fini, coi suoi soldi fra l’altro. Del fatto che l’amico del suo editore, dopo aver fondato Forza Italia, si è beccato 7 anni in appello per mafia, non dovrebbe fregare niente a nessuno, non c’è perciò bisogno di chiarire alcunché. Dovrebbe fregare ancora meno del fatto che la trattativa mafia-stato, i rapporti con i boss mafiosi, la corruzione giudiziaria nel Lodo Mondadori, la corruzione dell’avvocato Mills, le tonnellate di escort (prima di finire candidate nel Pdl), hanno tutte avuto lo stesso utilizzatore finale.

A ben vedere, l’unico a ricavarne vantaggio da questa storia è senz’altro Gianfranco Fini, gli attacchi di Fetorio sono come una benedizione, una garanzia della sua integrità.



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2 Comments »

  1. Il solo fatto che il “Gior- arma mediatica -nale” da cui spara le sue cannonate di carta un professionista del dossieraggio come il suo “indipendente” e “libero” direttore sia assurto a “focus” del discorso pubblico nel Belpaese, la dice lunga sul degrado etico-culturale in cui siamo tutti immersi (e, forse, un poco tutti responsabili). Ieri sera, alla 7, rispondendo alle domande sul “trattamento Boffo” postegli da Luca Telese, ha avuto la faccia tosta di negare le sue responsabilità per le dimissioni rassegnate dall’allora direttore dell’Avvenire in seguito all’operazione “a moralista moralista e mezzo”, per zittire financo le timide voci critiche che stavano levandosi dal “mondo cattolico” riguardo alla non edificante vita privata del Cav. della Provvidenza (bendata?). Non lui ha dimissionato l’onesto Boffo ma la sua Chiesa, tanto servita e tanto amata, ma che se n’è lavata le mani di fronte alle insinuazioni di tanto opinion maker. Come dire: se la Chiesa stessa non lo ha difeso più di tanto, che cosa potevo farci io, con il mio falso scoop? Ed effettivamente mi sono meravigliato anch’io della resa incondizionata della Cei e del cardinal Bertone di fronte agli attacchi cartacei di tanto Giornale e di tanto giornalista. Quasi la testa di Boffo non valesse più nemmeno una messa. Un saluto dal cittadino incredulo Fulvio Sguerso.

    Comment by: Fulvio Sguerso — August 31, 2010 @ 8:33 am | permalink

  2. il problema e’ che il patteggiamento per melestie da parte di Boffo c’e’ stato per davvero. non credo che la Cei non lo sapesse, ma dopo che la notizia e’ diventata cosi’ pubblica, forse hanno trovato sconveniente lasciare Boffo al suo posto di direttore di Avvenire. rimane tuttavia le resa incondizionata della Cei di cui parli, avrebbero dovuto attaccare il mandante di tale operazione almeno il doppio di prima. non facendolo hanno dimostrato sudditanza al potere politico/mediatico del governo. ciao!

    Comment by: mazapegul — August 31, 2010 @ 2:56 pm | permalink

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