Non è fango

Vista la caratura dell’editore e del direttore, le campagne diffamatorie de “Il Giornale” sono garanzie di integrità morale per i destinatari.


Vista la caratura dell’editore e del direttore, le campagne diffamatorie de “Il Giornale” sono garanzie di integrità morale per i destinatari.
Paolo Gentiloni, Pd:
“Dopo l’intervento di stasera ad Annozero (Masi, n.d.r.) dovrebbe lasciare. Con una telefonata, iniziata con toni da censura golpista e conclusa con un balbettio da operetta, Masi conferma che non può continuare a guidare la Rai. Milioni di telespettatori hanno constatato l’assoluta inadeguatezza di un vertice ridotto a fare minacciose telefonate su commissione nei confronti del programma di informazione di punta della propria azienda”. (Repubblica.it)
Non sono d’accordo con Gentiloni. Perché mai Masi dovrebbe lasciare? Mettetevi nei suoi panni, gira e rigira non è ancora riuscito a mettere uno straccio di bavaglio a Santoro. È costretto a subire strigliate dal padrone nano su base giornaliera: “che cazzo ti ho messo li a fare!?”. Questa sera il padrone l’ha persino obbligato a telefonare a Santoro in diretta, anche se la voglia di chiamare non gli saltava certo addosso. Il respiro affannato di Masi, evidente all’inizio dell’intervento, faceva temere un infarto imminente. Poveretto, che figure magre gli tocca fare. Ogni suo intervento su Annozero si è rivelato un boomerang. Per lui. È bene infatti precisare che in compenso Annozero ci ha sempre guadagnato in pubblicità gratuita, perciò a conti fatti ha finito per favorire l’azienda. E lo si vorrebbe mandare via? Bene, così magari il nanerottolo bitumato lo rimpiazza con lo Sgarbi.
Cito dal blog The Front Page:
“Care compagne e cari compagni, per carità, per il nostro bene, fermatevi.
Il nostro avvenire, la libertà, i nostri diritti e quelli delle persone colpite dalla crisi e dall’ingiustizia sociale, non possono essere affidati alla legge e alla violenza dello Stato. Ai tribunali. Alla repressione. In passato ci è capitato, qualche volta, di pensarlo. Poi abbiamo capito che sbagliavamo.” (il resto è anche meglio: Cari compagni, per il nostro bene, fermatevi)
Me lo sentivo. Non appena s’intravede un caimano semi morente boccheggiare in superficie, ecco spuntare questa non meglio precisata “intellighenzia (che parola odiosa) di sinistra” che corre in suo soccorso. La magistratura che applica la legge senza guardare in faccia al potere diventa improvvisamente “violenza dello Stato”. Già, questi “compagni” parlano proprio così.
È la solita storia, s’inteneriscono, si prendono cura del nano e lo rimettono in piedi. Basta guardare l’immagine che hanno scelto a supporto dell’esilarante articolessa che la affianca: un nano solo e malinconico, che guarda alla finestra, la luce, il futuro, la libertà. Dite la verità, non vi fa tenerezza? Poi il caimano, molto più furbo di questi “compagni”, appena girato l’angolo si smarca e gli rovescia addosso tonnellate di sterco a mezzo stampa senza soluzione di continuità: “comunisti in cashmere ma che non hanno perso il vecchio vizio [...] che seminano terrore miseria e morte!”. Carica la “bomba atomica mediatica” personale (come la chiamava l’amico Craxi) e sparge merda a 360 gradi. Si mette nelle mani di Cosa Nostra. Corrompe, compra, calpesta, umilia, intimidisce, epura, sfigura, stupra, ciò che incontra nel suo percorso. Dalla Costituzione alle prostitute minorenni, e quello che ci sta in mezzo.
Ma il nano bitumato non l’ho mai odiato. Questi “compagni” invece si, con tutta l’anima.
Casini ospite di Annozero il 31 Marzo 2008 dichiara di assumersi le responsabilità politiche di un’eventuale condanna dell’ex governatore della Sicilia Salvatore Cuffaro.
Questa la cronologia degli eventi:
Marina Berluconi, presidente della Mondadori:
“Mi fa letteralmente orrore che una persona come Roberto Saviano, che ha sempre dichiarato di voler dedicare ogni sua energia alla battaglia per il rispetto della libertà, della dignità delle persone e della legalità, sia arrivata a calpestare e di conseguenza a rinnegare tutto quello per cui ha sempre proclamato di battersi. Il ‘mestiere di giustizia’ come lo chiama Saviano, e coloro che sono chiamati ad esercitarlo non dovrebbero avere nulla a che vedere con la persecuzione personale e il fondamentalismo politico che questa vicenda mette invece con spudorata evidenza sotto gli occhi di tutti”. (da Repubblica.it)
Esprimo la mia solidarietà a Marina per il preoccupante stato di salute mentale del padre. Tuttavia, invece di aiutarlo, Marina sceglie di dargli corda con la ridicola questione della persecuzione giudiziaria. Una balla colossale ripetuta talmente tante volte dai mass media da diventare “la verità”. La figlia presidenziale arriva persino a dichiarare orrore per la dedica di Saviano:
“Dedico questa laurea [honoris causa in giurisprudenza, n.d.r.] ai tre magistrati, Boccassini, Forno e Sangermano, che indagano su Berlusconi. Loro che stanno vivendo momenti difficili solo per aver fatto il loro dovere.”
Dispiace che si sia dovuti arrivare a questo punto. Non ci si sarebbe arrivati se chi doveva opporsi con intransigenza al macroscopico conflitto d’interessi ed alle leggi vergogna, nelle varie occasioni avute in passato, lo avesse fatto. In questo “laboratorio del totalitarismo moderno” (cit. Rodotà), l’unica cosa certa è che il potere politico non possiede anticorpi. L’unica possibilità per fermare la criminalità delle classi dirigenti rimane la via giudiziaria. Finché esistono magistrati con la schiena dritta.
Lunga vita a Ilda Boccassini, Pietro Forno e Antonio Sangermano.
Altro che persecuzione, il Pool di Milano è fin troppo benevolo col premier. Potrebbero richiedere la carcerazione preventiva, visto che costui non solo continua ad inquinare le prove, ma infesta, insozza e corrompe a macchinetta.
CUSTODIA CAUTELARE
Detta anche carcerazione preventiva, indica la detenzione in carcere dell’imputato, disposta dal giudice con mandato di cattura, su richiesta del pubblico ministero, quando sussistano particolari esigenze. In primo luogo, a carico dell’imputato devono sussistere gravi indizi di colpevolezza. Inoltre, devono esistere esigenze relative alle indagini (per l’acquisizione e il non inquinamento delle prove), [...]
Pubblico in esclusiva un pezzo del codice con cui vengono programmati i replicanti berluscones prima di andare nei programmi televisivi con contraddittorio:
$comunista = not [berluscones]
while ($comunista=[parla])
do
[starnazzare il più possibile]
doneif ($comunista=[parla di puttane])
then
while ([ad libitum])
do
[sfidare a fare nomi e cognomi delle puttane]
done
endifif ($momento=[opportuno])
then
[insultare trasmissione, conduttore, ospiti e pubblico]
[alzare le chiappe e abbandonare lo studio]
fiif ($missione=[compiuta])
then
[riscuotere dal capo, [denaro] or [natura]]
endif
Paride Costa, consigliere comunale Pdl:
Sconsigliare la lettura di alcuni autori è una bella cosa.
Oltre che interloquire con la ‘ndrangheta hanno trovato il tempo per far sparire i testi di Roberto Saviano dalle biblioteche. Fate largo, che arrivano le libertà. E portate pazienza, i roghi dei libri e i campi di concentramento per i dissidenti sono dietro l’angolo.
Quello che vedete non è il presidente vero, è una versione gonfiabile dotata di lettore mp3. Il file audio è lo stesso da dieci anni, andate perciò sul sicuro. Alcune indiscrezioni danno il cavaliere originale per disperso, altre addirittura per inesistente. In ogni caso si tratta di persecuzione giudiziaria contro un bambolotto gonfiabile, un “fatto di gravità inaudita che mina le fondamenta democratiche dello Stato”!
Sono questi i momenti in cui il leccaculo professionista deve dare il meglio di se. Il Cavalier viva-la-topa-fresca ora è anche indagato per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile (niente meno!). L’indicibile imbarazzo nazionale tocca un nuovo apice. Non si fanno attendere i leccaculi, difendono e santificano il padrone in spettacolari arrampicate sugli specchi con doppio salto mortale carpiato e avvitamento all’indietro. Anche perché gli devono la carriera, se gli crolla il capo rischiano l’evaporazione. E poi lo sanno tutti, il leccaculo lo si vede nel momento del bisogno. Qua sotto ho riportato una selezione del top dei leccaculi oggi sul mercato, un cocktail esplosivo di politici, giornalisti (si fa per dire) e un prelato (quello della bestemmia contestualizzata). Votate il più sopraffino:
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