Saturday, July 9th, 2011

Condannata la Fininvest – Va in scena il patetico piagnisteo dei nano boys

Fininvest condannata a risarcire 560 milioni alla Cir di De Benedetti. Questi i fatti salienti:

“Nel 1991 gli avvocati Previti, Acampora e Pacifico, con soldi di B. e della Fininvest, pagarono 470 milioni di lire in contanti al giudice Vittorio Metta in cambio della sentenza che annullava il lodo Mondadori, scippando all’Ingegnere il primo gruppo editoriale del Paese e girandolo al Cavaliere. Il quale da vent’anni possiede un’azienda non sua, rubata, ne incassa gli utili e la usa per manganellare i suoi nemici. All’origine di tutto c’è uno scippo, rimasto a lungo impunito finchè lo scippatore è stato individuato e condannato a restituire il maltolto.” (Marco Travaglio, da Il Fatto Quotidiano del 10 luglio 2011)

Nel processo penale del lodo Mondadori vennero condannati in Cassazione: Metta, Previti, Pacifico e Acampora. L’utilizzatore finale se la cavò con la prescrizione, risparmiandosi anche una condanna all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. “Miracolosamente” è ancora premier e la Mondadori è ancora nelle sue mani, invece di essere stata confiscata dallo stato. Insomma, al nanefrottolo è andata grassissima, dovrebbe piuttosto festeggiare la sentenza con cannoli siciliani (Cuffaro docet). Il piagnisteo corale dei nano boys e famiglia è comico, al limite può servire a dare qualche soddisfazione in più al beneficiario del risarcimento.

Thursday, July 7th, 2011

il nanefrottolo riprende lo silly-potty: “Non esagerare, troppe lingue per un culo solo”

Filed under: Domenico Scilipoti, Il vergognoso
Written by: mazapegul @ 6:55 pm

Lo silly-potty: “Anche l’opposizione dovrebbe ringraziare Berlusconi”.

Wednesday, July 6th, 2011

L’omo è omo

Filed under: Il vergognoso, Puttanopoli
Written by: mazapegul @ 6:37 pm

Casca male Mouna Rajli, la giovane pornostar marocchina che avrebbe accusato il nano di Hardcore di avere abusato di lei. Sembra infatti che i “legali” del nano abbiano ribaltato la strategia difensiva: da carnefice diventa vittima. Vittima dell’assalto di giovani donne in carriera letteralmente rapite dal fascino discreto della pelata bitumata ricoperta da rada peluria sintetica con annesso “culo flaccido” presidenziale. Giovani aguzzine che, non soddisfatte delle straordinarie prestazioni sessuali del nanefrottolo, non si risparmiavano di estorcere denaro e candidature blindate. A quelli che hanno accusato il nano di aver fatto il loro gioco senza opporre troppe resistenze, la difesa ha replicato con un secco “l’omo è omo”. Una difesa granitica dunque. Se la cavano per il rotto della cuffia quelle che all’epoca in cui sono avvenuti gli abusi erano ancora minorenni, per loro fortuna i tentativi di aggiustargli la data di nascita sono miseramente falliti.

Nuove accuse del nanefrottolo alla Consulta: “Indegni! Anche loro a credere che fosse la nipote di Mubarak!”

Filed under: Il vergognoso, Puttanopoli
Written by: mazapegul @ 6:21 pm

Monday, July 4th, 2011

Lettera aperta a Bersani

Lettera inviata al segretario del Pd Pier Luigi Bersani.

Onorevole Bersani, lei ha più volte accusato il governo in carica di forzare l’agenda politica sui problemi del premier e delle sue aziende, a scapito dei veri problemi del paese: lavoro e occupazione. Accuse senz’altro condivisibili, ma non le sembra che il conflitto d’interessi c’entri qualcosa in questa storia?

Il conflitto d’interessi ha fatto la sua ultima apparizione ufficiale nel voluminoso programma dell’Unione per le elezioni del 2006 (pag. 18). Il centro sinistra vinse le elezioni con quel programma e una volta al governo si guardò bene dal toccare la questione conflitto d’interessi. Nella successiva campagna elettorale Veltroni fece un ulteriore passo avanti, evitando persino di parlarne. La posizione del Pd sul conflitto di interessi in realtà è nota da tempo. Fassino dichiarò pubblicamente che “la legge sul conflitto di interessi non da più lavoro a nessuno”, dunque… Il mitico D’Alema dichiarò che “Mediaset è un patrimonio del paese”. Ma il massimo fu Luciano Violante, quando nel 2003 alla camera confessò quanto segue:

«L’onorevole Berlusconi sa per certo che gli è stata data la garanzia piena – non adesso, nel ’94, quando ci fu il cambio di governo – che non sarebbero state toccate le televisioni. [...] Lo sa lui e lo sa l’onorevole Letta [...] Voi ci avete accusato nonostante non avessimo fatto la legge sul conflitto di interessi e dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni [...] Durante i governi di centrosinistra il fatturato Mediaset è aumentato di 25 volte!».

Dal momento che io mi rifiuto di pensare che voi del Pd siate degli imbecilli, sono autorizzato a pensare che siate in cattiva fede. Non mi attendo che voi rendiate conto di quello che dite e (non) fate, perché tutto è già sufficientemente chiaro. Per la casta dei professionisti del potere (e ci metto dentro anche i dirigenti del Pd) il conflitto d’interessi non esiste, dal momento che curare i propri interessi non desta in loro nessun conflitto. Anzi, un sistema figlio del conflitto d’interessi dove il legislatore può farsi direttamente le leggi a proprio uso e consumo, e dove il controllato coincide col controllore, è considerato garanzia di “governabilità”, visto che offre meno intralci all’esercizio del potere. Lo scopo del sistema è essenzialmente uno: quello di concentrare sempre più potere e ricchezza nelle mani di pochi, anche a costo di ridurre il resto della popolazione in stato di semi povertà.

Tornando a lei, onorevole Bersani, non mi sembra che abbia mai avuto il coraggio di prendere le distanze da certe politiche e da certi dirigenti del suo partito, dunque lei non fa che lamentarsi dell’effetto fingendo di non conoscerne la causa. Le sue deboli accuse rivolte al governo, finiscono per essere robuste offese ai suoi elettori.

Friday, June 24th, 2011

Partito Democratico – Lezioni di berlusconismo

Massimo D’Alema sulle intercettazioni P4:

“Certamente il problema esiste, e certamente noi leggiamo valanghe di intercettazioni che nulla hanno a che vedere con vicende penali e che sgradevolmente riferiscono a vicende private.”

Private sono questo paio di palle. Se io chiamo Tizio dicendo che Caio è uno stronzo, sono fatti privati. Se la Prestigiacomo confessa a Bisignani che Berlusconi “è poco intelligente e si fa ammaliare dalla Carfagna con quattro moine” (giusto per citare l’intercettazione più innocente) sono invece cazzi squisitamente pubblici. Tutti i soggetti coinvolti sono stipendiati con denaro pubblico o trafficano con risorse e denaro pubblico. I cittadini che li pagano, e ne pagano direttamente le conseguenze, sono direttamente coinvolti in quegli squallidi retroscena del potere. Invece secondo il geniale Dalemoni, abituale in questo genere di uscite, i cittadini non dovrebbero sapere né da chi né come vengono inchiappettati.

Mi rivolgo agli elettori ed ex elettori del partito di Bersani: non è ora di inondare le loro caselle postali minacciandoli di togliergli il voto se non si decidono a cacciare a pedate i più viscidi sostenitori del berlusconismo, quelli annidati nei vertici del Pd? Grazie!

Evergreen:

La Lega Nord e il patto col “mafiosio di Arcore”

Filed under: Il vergognoso, Lega Nord, Umberto Bossi
Written by: mazapegul @ 12:02 am

“Il cialtrone padano [...] che abbaia il giorno prima e che lecca il culo a Berlusconi il giorno dopo”. (Leonardo Facco)
Ecco perché: “Il patto Berlusconi-Bossi esiste. Dal notaio“, video.
Fra rutti, berci e protesi falliche, va in scena l’evaporazione della Lega Nord.

Thursday, June 23rd, 2011

La pornografia dell’intercettazione

Angelino Alnano docet:

“Tutte le intercettazioni che leggiamo sui giornali, che sono anche divertenti ma che non hanno niente di penalmente rilevante, non sono gratis per il sistema. Il debito accertato nei confronti delle ditte e degli operatori telefonici è di un miliardo di euro”. (ilfattoquotidiano.it)

Meno male che Alnano c’è! Grazie a questa rinnovata ansia di mettere il bavaglio alla stampa, trova il modo migliore per pubblicizzare le tanto odiate intercettazioni e i giornali che le pubblicano, creando attorno ad esse un interesse morboso che rasenta il pornografico. Fatto curioso se si pensa che una delle cose più noiose stampabili su giornale sono le proprio le intercettazioni. Capisco che le legga un magistrato che è il suo lavoro, quello che mi chiedo è come faccia il ministro ad personam a leggersele. Tutte! In ogni caso devo dire che non ha tutti i torti, mi sento solo di fare una precisazione: le intercettazioni in questione più che divertenti sono ridicole. Ci restituiscono un fatto già noto da lustri, l’esatta cifra del Governo: ridicolo.

Onorevole Alnano mi dia retta, cambi strategia, spendere le ultime energie per mettere a punto la via di fuga le tornerà senz’altro più utile.

Wednesday, June 22nd, 2011

Lo statista di merda

Filed under: Emergenza rifiuti, Il vergognoso, Luigi De Magistris, Mafia
Written by: mazapegul @ 7:41 am

Nel paese del nano ci sono aziende pubbliche che fanno di tutto per martellarsi i maroni e favorire la concorrenza. Vedi Rai.

Nel paese del nano il governo lascia che Napoli venga seppellita dalla mondezza, operando veri propri sabotaggi contro il nuovo sindaco. Nel video qui sopra si vede un camioncino della Asìa (società di raccolta rifiuti di Napoli) che invece di raccogliere e portare via la mondezza solleva i cassonetti pieni per sversare il contenuto sulla strada. Poi se ne vanno e il giorno dopo è ancora tutto li. Insomma, la funzione tipica dei netturbini. La faccia di De Magistris non piace ai camorristi, dunque non piace alle cricche, dunque occorre mettergli il bastone fra le ruote.

Il monumentale conflitto d’interessi del nano e la sua banda ha portato il paese a situazioni che chiamare paradossali è un eufemismo. Questa è la parola d’ordine: la salvezza delle classe dirigente più violenta, predatrice e incapace conosciuta in occidente, viene prima di qualsiasi altro interesse comune.

Tuesday, June 21st, 2011

La nuova massoneria. Ci sono o ci fanno?

Quelli che seguono sono stralci di intercettazioni relative alle indagini sulla cosiddetta P4. La prima è una telefonata fra l’onorevole Michaela Biancofiore (Pdl) e Luigi Bisignani, del 16 gennaio 2011. I due inizialmente parlano dei risultati del campionato di calcio. Poi la Biancofiore arriva al sodo alludendo a questioni che riguardano il figlio della Boccassini. Chissà perché il ragazzo attira tanto le attenzioni della Biancofiore, trattasi forse di tipo molto carino:

Biancofiore: “No dico … dimmi se ti sembra normale. Ah … a proposito, no, ti devo dire una cosa importante. Mi dicono … fonti molto serie che il figlio della Boccassini …”
Bisignani: “Ah … vabbè. Poi ne parliamo a voce”
Biancofiore: “Ecco … eh … sì”
Bisignani: “Fantastico”
Biancofiore: “Ma c’è una roba seria”
Bisignani: “Vabbè vabbè”
Biancofiore: “Vabbè … ho capito. Ti chiamo domani (sembra dire)”.
I due parlano nuovamente al telefono, la stessa sera, e il deputato del Pdl sembra pentirsi di quanto detto nel pomeriggio al telefono:
Biancofiore:  “Poi domani, quant’è, ti dico quell’altra cosa che … vabbè (ride)”
Bisignani: “Vabbè”
Biancofiore: “Me ne sono pentita. Però …”
Bisignani: “Ah vabbè”
Biancofiore: “Sai com’è. Come dire … (ride) … Uffa … (ride) … ciao
Bisignani: “Ti mando un bacio (ride) …”

Quest’altra è del 2 dicembre 2010, Bisignani parla con il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo (Pdl):

Bisignani: “Dobbiamo stare attenti ai telefoni perché a Letta gli ho chiesto stamattina del fatto… dicono che Woodcock ci stia controllando i telefoni a me e a lui”
Prestigiacomo: “Come fai a sapere che hai l’utenza? Ma allora anche ora c’ho il telefono con il fruscio, tu non lo senti? (…) Perchè Woodcock a te ti controlla?”
Bisignani: “E che ne so …”
Prestigiacomo: “Mamma mia! ma come si può vivere così? Se escono le intercettazioni con me mi rovini!”
Bisignani: “Io cerco di stare sempre attentissimo al telefono”.

Nell’era di internet esistono decine di modi per comunicare in maniera criptata a prova d’intercettazione (email con file criptati, chat criptate, ecc.). Cosa fanno invece questi moderni faccendieri? Alzano il telefono e spiattellano tutto li dentro. Ma non solo, lo fanno nonostante il sospetto o la certezza di avere il telefono sotto il controllo della magistratura. Nella prima intercettazione Bisignani infatti suggerisce: “poi ne parliamo a voce”. Nella seconda la Prestigiacomo si caga addosso al pensiero che i magistrati abbiano intercettato le sue telefonate col Bisignani.

Delle due l’una, o entrambe: (1) cercano di prendere per il culo eventuali intercettatori, tentando così di depistare le indagini; (2) non sono esattamente esempi di bipedi lungimiranti, anzi, direi che siamo all’idiotismo più sopraffino. Mi viene da sperare per la prima ipotesi. Passi il fatto che il paese è in mano a dei faccendieri e massoni occulti, ma che siano anche un branco di zucconi no eh!

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