
(foto ilfattoquotidiano.it)



| Giuliano Pisapia | Costruire una grande moschea a Milano è una importante conquista civile. Per sostenerlo a Milano in campagna elettorale ci voleva un coraggio non da poco. Bravo Pisapia e grazie Milano. |
| Letizia Moratti | Non ha perso lei, ha perso il suo principale sostenitore, il mafionano. La Moratti si è fatta trascinare in una ridicola campagna elettorale terroristica, che con lei c’entra come i cavoli a merenda. |
| Luigi De Magistris | Una vittoria così schiacciante non se l’aspettava nessuno. Questo blog ha sempre sostenuto De Magistris, sia come Pm di Catanzaro (da cui venne silurato per aver osato indagare sul potere), sia come politico nell’Idv. Grazie Napoli. |
| Gianni Lettieri | Inesistente. Un prestanome di Cosentino (arrestatelo!). |
| Pd | Il centro sinistra ha vinto nonostante il Pd, non grazie al Pd. Invece di cantare vittoria dovrebbero seriamente riflettere, visto che i candidati vincenti di Milano e soprattutto di Napoli non erano candidati del Pd. Come è noto nel Pd si annidano vari fans del cavaliere, specie fra quelli che non schifano la subordinazione del potere giudiziario a quello politico. Ora c’è da augurarsi che non corrano in soccorso del cavaliere morente, come è loro solito. |
| Silvio Berlusconi | Il cadavere politico. Per sua fortuna vige ancora la costituzione non berlusconizzata, altrimenti il popolo lo avrebbe già bello che condannato. |
| Servi e sanguisughe | Depressione. La mungitura dello scrofone è agli sgoccioli. |
| Lega Nord | Con un piede nella fossa grazie a Berlusconi. Quando riuscirà a trascinarci anche l’altro piede lo ringrazieremo ufficialmente. |
(foto Repubblica.it)
Se a Milano il Pdl per fare la campagna elettorale contro Pisapia ha bisogno di inventarsi il suo programma, a Napoli è sufficiente ascoltare direttamente le parole del Lettieri. Secondo il candidato sindaco del Pdl “a Napoli il problema è più legato alla microcriminalità” che alla camorra. Poi farsi accompagnare da Cosentino, che ha collezionato più mandati di cattura per associazione camorristica che peli nel culo, dunque protetto speciale del Pdl, di certo aiuta.
Napoletani fatevi del bene, cacciate quella mondezza e votate De Magistris sindaco di Napoli.
Confronto completo De Magistris e Lettieri.
Per dimostrare di essere moderata, la Moratti calunnia subdolamente l’avversario Pisapia in un confronto televisivo. Speriamo che non si metta in testa di dimostrare di essere onesta, se no va a finire che ti svaligia una banca.
Con Fanghizia Moratti viene ufficializzata la riforma della giustizia. Essa prevede un quarto grado di giudizio: il grado pidiellem. In altre parole il Pdl, su indicazione del capo, si riserva di emettere la sentenza definitiva. L’hanno già sperimentato sui processi del premier, tutti conclusosi con assoluzione piena compresi quelli non ancora iniziati. L’hanno applicato anche a Pisapia, già assolto in appello “per non aver commesso il fatto”, ora arriva il Pdl e lo condanna in via definitiva. Non sono mica garantisti per nulla!
È la feccia che continua a risalire il pozzo, per dirla alla Montanelli. Quelli che hanno scambiato il garantismo con l’impunitismo, ad personam.
Condivido molte delle battaglie di Beppe Grillo, che fra le altre cose ha l’indiscutibile merito di aver dato voce a vari poveracci vittime di ingiustizie che altrimenti nessuno se li sarebbe mai cagati. Condivido meno il Grillo qualunquista che spara sul mucchio. Ma a parte questo, il punto della questione qui è un altro: cosa ne sarebbe del Movimento 5 Stelle senza Grillo? Più o meno quello che ne sarebbe della Lega senza Bossi e del Pdl senza Berlusconi. Anche se il comico genovese si spreca nel ribadire che c’è bisogno di giovani e idee, non di nuovi leader, rimane lui stesso un leader populista di tipologia simile ai due esempi citati, più di quel che possa sembrare. Il fatto che non si candida cambia poco. Cosa succederebbe se un eletto del Movimento 5 Stelle un giorno si mettesse di traverso con idee non allineate a quelle del leader? Nel migliore dei casi verrebbe silurato. Se poi c’è il rischio che possa portare via voti al movimento si provvederà anche alla immancabile scarriolata di merda. No? Basta guardare i recenti scazzi fra Grillo e Luigi De Magistris per farsene una chiara idea.
Discorso molto diverso per l’Italia dei Valori, un partito dove convivono diverse personalità di provata integrità morale, senza che ci sia un “lider maximo” insostituibile. Anzi, è fuori di dubbio che se Di Pietro mollasse la segreteria farebbe solo del bene al partito.
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