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Saturday, February 6th, 2010

Le indicazioni le da il regime

Tre nomi: Salvaguttadauro Cuffatore, Nicosentino Cocamorrola e Marciutri Dell’Uccello. Tre eroi, come Mangano. La mafia non è più infiltrata nelle istituzioni, è direttamente lo Stato senza intermediari. La cosiddetta seconda repubblica, nata sulle stragi di mafia e dalla conseguente trattativa mafia-stato, è stata funzionale a questo salto di qualità. Della seconda repubblica si sa già tutto quel che c’è da sapere, il resto sono solo dettagli. Cosa? Il governo dell’Unto dal Signore ha contrastato la mafia? Si, ha contrastato questo paio di palle.

Ma una volta appurata la vera natura del Governo Mafiaset, cosa fare? Chi sostenere? La risposta la danno loro stessi, neanche troppo paradossalmente. È sufficiente segnarsi tutte quelle persone che vengono volgarmente diffamate e sputtanate dalla stampa di regime, che è praticamente l’unica rimasta in circolazione. Mi sembra logico che un regime attacchi i suoi oppositori, se non sono riusciti a comprarli. Chiunque dica la verità o si ostini a far rispettare il principio costituzionale “La legge è uguale per tutti“, si oppone al regime. Se poi dovesse anche avere un buon seguito popolare, diventa il pericolo, l’obiettivo da colpire. Una diffamazione a cura de “Il Giornale” infeltrito, ad esempio, supportata dalla grancassa mediatica di Mafiaset, equivale ad una nota di merito (tranne quando prendono di mira i bigotti alla Boffo s’intende).

Detto in modo più diretto: diffamano Di Pietro? Votatelo.

“Penso che tu [Santoro] hai un bello stomaco per sopportare queste recite pessime di persone che vengono qui a rivendicare la giustizia, la libertà e il buon costume, quando hanno trasformato la politica in una specie di lotta all’ultimo sangue. [...] Questa è una classica diffamazione fatta contro Di Pietro perché è uno che almeno fa un’opposione dura e forte.” (Giorgio Bocca, Annozero 4/02/2010)

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Tuesday, December 15th, 2009

Gli amministratori della violenza

L’onorevole Fabrizio Cicchitto, a proprosito della aggressione al Presidente del Consiglio: “A condurre questa campagna è un network composto dal gruppo editoriale Repubblica-L’Espresso, dal quel mattinale delle Procure che è il Fatto, da una trasmissione di Santoro e da un terrorista mediatico di nome Travaglio, oltre che da alcuni pubblici ministeri, che hanno nelle mani alcuni processi, tra i più delicati sul terreno del rapporto mafia politica e che vanno in tv a demonizzare Berlusconi“. (fonte Repubblica.it)

Una premessa, l’aggressione al Premier da parte di uno squilibrato è stata un gesto stupido, criminale e inqualificabile. Per fortuna isolato.

Ma il piduista sopra citato sembra non ignorare che la carta della violenza alla fine gioca favore del Governo, perché la violenza in Italia è storicamente l’esclusiva del potere. Per il Pdl, che strumentalizzerebbe anche le scoregge, tanto vale cavalcare l’onda della violenza e gettare benzina sul fuoco con vasto dispiegamento di mezzi. Viene così inferocita l’aggressione a quel poco di opposizione parlamentare rimasta, alle solite tre testate giornalistiche non allineate al regime, e al solito paio di giornalisti, colpevoli di essere senza guinzaglio e di avere un pubblico troppo vasto. Tutti accusati di avere armato la mano dello squilibrato. Una maggioranza che dispone di un potere madiatico mai nemmeno immaginato in una “democrazia” occidentale, si caga addosso per quattro giornalisti liberi. Questo dimostra il grado di disperazione in cui riversano, che li rende comunque molto pericolosi. Io mi auguro che il dissenso che sta inesorabilmente montando nella cittadinanza consapevole, non cada nella trappola della violenza istigata su base giornaliera dal Cavaliere e dai suoi scherani. Il potere politico nella violenza ci sguazza, mentre quello che teme è la Costituzione, e la Giustizia quando funziona.

PS: gli attacchi di Cicchitto a Italia dei Valori, La Repubblica, L’Espresso, Il Fatto, Santoro e Travaglio (quest’ultimo ribattezzato come “terrorista mediatico”) indicano con molta chiarezza, agli oppositori del regime, cosa devono comprare.

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Sunday, October 25th, 2009

Dell’Utri e Berlusconi sono un tabù

Nel video sopra linkato (“Che tempo che fa” del 24/10/2009), Di Pietro viene bloccato da Fazio appena in tempo, prima che pronunci i nomi di Dell’Utri e Berlusconi (nomi che sarebbero stati fatti di recente da Gaspare Spatuzza, pentito di mafia, nell’ambito dell’inchiesta sulle stragi e trattativa mafia-stato). Quei nomi non s’hanno da fare, nemmeno su RaiTre. Verso la fine dell’intervista con Di Pietro, Fazio si vanta pure di non aver mai censurato nessuno.

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Thursday, January 29th, 2009

La verità è rivoluzionaria

dipietro_farnese.jpgC’era una volta un garante della Costituzione che firmò il Lodo Alfano, una leggina che mette quattro cittadini al sopra della legge. La legge rimane uguali per tutti, ci mancherebbe, succede soltanto che quei quattro cittadini sono più uguali degli altri. Sono perciò autorizzati anche a commettere qualche genocidio purchè riescano a distruggere le prove prima che gli scada l’immunità. Anzi, non facciamo i pessimisti, si fa ancora in tempo a promulgare l’immunità a vita in caso di bisogno. Ma attenzione, non si tratta di cittadini qualunque. Uno di quei quattro è anche quello che ha fatto approvare la legge in questione, potete immaginare lo stupore quando questo tizio si è accorto di essere lui stesso indagato per corruzione giudiziaria nel processo Mills, con il rischio concreto di una condanna imminente. Ma se ne è accorto troppo tardi, la legge era già stata firmata, così l’imputato si è visto costretto a bloccare il suo processo utilizzando la sua legge. Grazie Napolitano.

C’era una volta il presidente del Consiglio Superiore della Magistratura e c’era anche Luigi De Magistris, un magistrato di Catanzaro. Tale magistrato si permise di scoperchiare dei letamai orripilanti che coinvolgono il fior fiore della classe dirigente, sia di centro-destra che di centro-sinistra. Gli interessati non ci misero molto a capire che il rischio di una nuova tangentopoli era reale. Le indagini non dovevano andare avanti, e vennero perciò scippate dal loro titolare, una dopo l’altra. De Magistris verrà pure trasferito. Un magistrato di Milano – Clementina Forleo – si permise di difendere pubblicamente il collega di Catanzaro, trasferita anche lei. Nel frattempo un giornalista – Carlo Vulpio – si specializzò sulla faccenda, anche troppo, gli verrà perciò impedito di continuare a scrivere sull’argomento. Altri due magistrati di Salerno – Gabriella Nuzzi e Luigi Apicella – si permisero di mettere il naso nella stessa faccenda, erano obbligati a farlo per legge avendo ricevuto precise denunce da De Magistris. Trasferiti anche loro, per intercessione diretta del Ministro Alfano, lo stesso del Lodo. Questo inqualificabile scempio degno del terzo mondo è avvenuto nel silenzio, per non dire complicità, dell’Associazione Nazionale Magistrati e del Consiglio Superiore della Magistratura, di cui lo stesso Napolitano è presidente.

E’ assolutamente comprensibile che Napolitano s’incazzi, le critiche mossegli da Di Pietro non sono certo leggere. Il problema è che si tratta di critiche legittime e giustificate. Caro Presidente della Repubblica, s’incazzi piuttosto con se stesso, e cerchi di reagire contro questi criminali al potere!

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Wednesday, December 10th, 2008

Partito Democratico, che tristezza!

veltrofino.jpgFini invita l’opposizione al dialogo per la riforma sulla giustizia, Veltroni si dice interessato.

Ecco puntuale Veltroni che, nonostante le continue bastonate del Belrusca di ispirazione liciogelliana (persino sulla questione morale!), abbocca in men che non si dica alla prima carotina offerta. E’ il solito copione, un messaggio chiaro all’elettorato di centro-sinistra: “Andate con Di Pietro, noi non esistiamo più”. Ci si chiede tuttavia per quanto è destinato a durare questo spettacolo, dal momento che è particolarmente pietoso.

Ma come cazzo si fa a riformare la giustizia con un presidente del consiglio pluri-inquisito e pluri-prescritto. Uno che negli ultimi 15 anni ha inaurato una guerra personale eversiva contro la magistratura, ma non contro tutta si badi bene, solo contro quella piu’ sana e indipendente, si guarda bene dallo scomodare quella corrotta (il perché potremo farcelo spiegare da Previti). Uno che vanta amici eccellenti come Dell’Utri (co-fondatore di Forza Italia) che riversa in condizioni giudiziarie ancora più vergognose. Uno che vuole subordinare il potere giudiziario al potere esecutivo, un piccolo incentivo per l’ulteriore proliferazione di mafia e corruzione. Oltretutto la corruzione sistemica dilagante e impunita ha già messo in ginocchio l’economia della nazione. Non si capisce quale sarà il prossimo obbiettivo.

Questi dirigenti Pd “nati sotto ai cavoli”, invece di combattere a testa bassa contro l’ennesimo esecutivo vergogna berlusconiano, sono ancora li che abboccano alle “offerte” di dialogo. Non sembrano neanche più in grado di intendere e di volere. A meno di improbabili colpi reni, Veltroni non sopravviverà alle Europee 2009, sempre ammesso che ci arrivi. Il problema per il Pd è che quelli che ambiscono al trono sono anche peggio. Che tristezza.

(photo by PDCastenaso)

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Wednesday, November 19th, 2008

La messa in scena di Latorre

pizzino.jpgFa un po’ ridere questo finto scoop su Latorre (PD) che passa il pizzino per soccorrere Bocchino (PdL) contro Donadi (IdV). Latorre ha commesso il gesto facendo di tutto per farsi riprendere dalle telecamere. Non contento di ciò, a scanso di equivoci, ha anche fatto in modo che il pizzino venisse prontamente ritrovato.

Che nella dirigenza del PD ci sia una vasta corrente in combutta con Berlusconi è cosa nota almeno dai tempi della bicamerale di D’alema del 2001, il celebre Dalemoni. Questa messa in scena di Latorre serve probabilmente per farlo capire anche ai più reticenti. Di sicuro c’è una insofferenza nei confronti dell’IdV, e della figura di Di Pietro, che va dal PdL al completo fino a buona parte del PD. Sono gli unici che fanno opposizione, valida ragione per volerseli togliere dalle palle.

Si tolgono così dai coglioni anche quella parte dell’elettorato di centro-sinistra che, non sentendosi certo rappresentata da fiancheggiatori del partito azienda, non ha altre alternative che confluire nell’IdV o disertare il voto.

Bene, non mi resta che augurare i giorni contati al PD.

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Thursday, August 21st, 2008

Non sempre le cose sono come sembrano

fake.jpgOccorre sfatare qualche luogherello comune a proposito del Partito Democratico, inteso come quel partito politico la cui massima aspirazione è rappresentata da leader eccellenti quali D’Alema, Fassino, Letta, Bassolino, Finocchiaro, Veltroni, eccetera.

Al PD è dispiaciuto il fatto di avere perso le ultime elezioni

Falso. Sono invece contenti del fatto che non dovranno essere loro ad approvare una serie di leggi vergogna, tanto sospirate anche dal PD. Per quanto riguarda l’annunciata legge sulle intercettazioni e del bavaglio alla stampa, ad esempio, sarà l’Unto dal Signore a metterci la bella faccia, tanto lui la vergogna non ce l’ha più. Per la gioia dei vari D’Alema, Fassino, Latorre (vedi vicenda Unipol-Bnl e relative intercettazioni).

Al PD non piace Berlusconi

Falso. Il PD non potrebbe nemmeno aspirare a vincere le elezioni parrocchiali se non fosse per Berlusconi. Si da il caso che 5 anni di Cavaliere porteranno i poveri Italiani ad uno stato di nausea tale, da rendere possibile anche l’impossibile: una vittoria accidentale, ed assai risicata, del grande PD.

Il PD è contrario al conflitto d’interessi ed alla concentrazione del potere mediatico

Falsissimo. A parte il fatto che il leggendario D’Alema ha già dichiarato a più riprese che Mediaset è un patrimonio nazionale (quindi non può che esserlo anche il relativo padrone), si da il caso che il signor Conflitto di Interessi per eccellenza, incarnato in terra, non ha mai mancato di usare le sue televisioni per esprimere solidarietà nei confronti di quei poveri cristi del PD rimasti incagliati nella morsa della giustizia (vedi solidarietà a Del Turco e ancora vicenda Unipol-Bnl).

Il PD è psicologicamente suddito delle frange giustizialiste, tipo Italia dei Valori

Falsissimo. Il PD odia Di Pietro come il peggior nemico. Gli sta sottraendo elettori su base giornaliera. Meno male che c’è un Cavaliere solidale disposto ad ospitare Veltroni nelle sue TV, purché si lamenti pubblicamente del cattivone Di Pietro, nota figura centrale di quel “raduno di brigatisti” chiamato “No Cav Day”. Ben venga anche la corazzata diffa-demonizzatoria contro il medesimo cattivone, dalle reti del patrimonio nazionale naturalmente.

(photo by funadium)

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Wednesday, July 9th, 2008

Per Veltroni il problema è diventato Di Pietro

veltrix.jpgWalter Veltroni: “[Di Pietro] Deve decidere con chi stare. Prenda pubblicamente questo impegno: se stare con Grillo o tornare nel recinto razionale e riformista. Se stare con chi insulta il capo dello Stato o meno. Prenda una decisione perché la contraddizione è la sua“. (fonte Repubblica.it)

È ancora il Cavaliere la vera emergenza anti-democratica, ma Veltroni non trova niente di meglio che prendersela con Di Pietro, l’unico che fa vera opposizione allo scempio del governo. Veltroni deve essersi reso conto che l’Italia Dei Valori sta portando via i voti al Pd. Per il leader del Pd il problema è diventato perciò Di Pietro, il Cavaliere è passato in secondo piano. Lui non pensa di recuperare i voti dando vera battaglia al mafioso Unto dal Signore. Al contrario va a parlare nelle sue televisioni. Lui non pensa a far fuori il nemico della costituzione, pensa a far fuori il “nemico” interno.

Il Pd continua così a dare dimostrazione della propria nullità. È del tutto incapace di affrontare le emergenze del paese, sia dall’opposizione che tanto meno dal governo. È un partito inutile che va avanti per inerzia, e mi auguro che continui a perdere i consensi.

Segnalazioni:

Piazza Navona e le cose che non si possono dire, di Marco Travaglio.

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Sunday, June 29th, 2008

Statisti “magnaccia”

drivein.jpgLe intercettazioni che loro vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo“. Antonio Di Pietro (fonte Repubblica.it).

Di Pietro e Italia dei Valori sono praticamente rimasti l’unica forza politica che si ostina a dire la verità sul conto dello Statista Magnaccia d’Arcore. Per il Dittatorello Impunità e servitù dovrebbero esistere solo i calci nel culo, destra o sinistra a prescindere – che oltretutto sono concetti privi di senso. Ma la cosa che m’indigna maggiormente è l’ “opposizione”, la dirigenza del Partito Democratico, che sotto sotto spera ancora di ricucire il dialogo con lo statista che piazzava veline per far cadere il Governo Prodi.

Segnalazioni:

Opposizione, di Furio Colombo.
Roma, 8 luglio, manifestazione in piazza Navona. Passaparola!
Arrestateci tutti. Disobbedire per informare.

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Monday, May 19th, 2008

Il miglior auspicio

sonda_corriere.jpgQuando nel 1990 inveivo contro Craxi e la legge Mammì, presagendo che un giorno il beneficiario della legge avrebbe rotto il cazzo a macchinetta, nessuno sembrava volermi credere. Sono passati quasi vent’anni ed il beneficiario in questione non si è solo limitato a tenere in ostaggio l’intero paese, è persino riuscito a berlusconizzare la quasi totalità della classe politica. Oggi il Pd, quello che rimane del vecchio Pci/Ds, accetta volentieri l’ingombrante anomalia italiana, anche se dal ’94 non ha fatto altro che degenerare. Oggi il Pd sceglie di dialogare con il cancro, dimostrazione di quanto sia anch’esso incancrenito. Oggi il Pd si sta rendendo complice della epurazione dei giornalisti liberi che lavorano in Rai – solo quelli con alto indice d’ascolto naturalmente. L’unica opposizione allo scempio berlusconiano rimane L’italia dei Valori, un 5% di elettori.

Ma i conti non tornano. Non molto tempo fa infatti, in un sondaggio pubblicato su Corriere.it, è saltato fuori che circa il 70% su 50.000 votanti erano d’accordo con Di Pietro per lasciare a Mediaset una sola rete. Non si tratta certo di un campione rappresentativo dell’intero paese, include in prevalenza persone con accesso ad internet e che leggono qualcosina. Tuttavia il Corriere.it ha un pubblico piuttosto eterogeneo e non è certo da considerarsi come un “pubblico di sinistra”. Anche nella peggiore delle ipotesi, risulta evidente che la disapprovazione è assai più diffusa di quel che il parlamento e la stampa possano far sembrare. Io mi chiedo – e se lo dovrebbero chiedere anche quelli del Pd se un minimo di vitalità gli è rimasta – chi rappresenta questi elettori in parlamento? solo Di Pietro? Nelle ultime elezioni il carrozzone mediatico berlusconiano è riuscito ancora a confondere l’elettorato con l’inganno. Ma cosa succederà negli anni bui che il paese si appresta ad attraversare, specie con questa “opposizione” insignificante? È logico presagire un’impennata del malcontento senza precedenti.

Quello che auspico è che in questi anni prenda finalmente corpo una nuova forza politica. Una forza slegata dalle decrepite concezioni di destra e di sinistra – che tanto non hanno più senso. Una forza politica laica fondata sugli alti valori della costituzione, intransigente sulla legalità, l’onestà ed il rispetto delle minoranze etniche e religiose.

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