Italia dei Valori vs Movimento 5 Stelle. Decisamente meglio il primo
Condivido molte delle battaglie di Beppe Grillo, che fra le altre cose ha l’indiscutibile merito di aver dato voce a vari poveracci vittime di ingiustizie che altrimenti nessuno se li sarebbe mai cagati. Condivido meno il Grillo qualunquista che spara sul mucchio. Ma a parte questo, il punto della questione qui è un altro: cosa ne sarebbe del Movimento 5 Stelle senza Grillo? Più o meno quello che ne sarebbe della Lega senza Bossi e del Pdl senza Berlusconi. Anche se il comico genovese si spreca nel ribadire che c’è bisogno di giovani e idee, non di nuovi leader, rimane lui stesso un leader populista di tipologia simile ai due esempi citati, più di quel che possa sembrare. Il fatto che non si candida cambia poco. Cosa succederebbe se un eletto del Movimento 5 Stelle un giorno si mettesse di traverso con idee non allineate a quelle del leader? Nel migliore dei casi verrebbe silurato. Se poi c’è il rischio che possa portare via voti al movimento si provvederà anche alla immancabile scarriolata di merda. No? Basta guardare i recenti scazzi fra Grillo e Luigi De Magistris per farsene una chiara idea.
Discorso molto diverso per l’Italia dei Valori, un partito dove convivono diverse personalità di provata integrità morale, senza che ci sia un “lider maximo” insostituibile. Anzi, è fuori di dubbio che se Di Pietro mollasse la segreteria farebbe solo del bene al partito.








