Monday, December 24th, 2012

Questo blog sostiene Antonio Ingroia

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Tuesday, May 22nd, 2012

Grassorlusconi

Pietro Grasso ha criticato Antonio Ingroia per aver fatto esternazioni. Non mi sembra che abbia mai criticato Paolo Borsellino per aver fatto la stessa cosa, ripetutamente e inutilmente, prima di essere ammazzato. Quale sia la ragione lo si può facilmente intuire, guarda a caso quelli che hanno dato a Grasso la procura nazionale antimafia, silurando Gian Carlo Caselli con legge apposita, sono gli stessi che odiano Ingroia. Guarda a caso sono tutti nell’entourage del Berlusca.
Mi auguro che Grasso vada all’anniversario di Via D’Amelio, per essere seppellito dai fischi.

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Saturday, February 18th, 2012

Antonio Ingroia censurato dal CSM

Filed under: Antonio Ingroia, Costituzione, CSM, Libri, Mafia
Written by: mazapegul @ 12:23 pm

Antonio Ingroia censurato dal CSM. Motivo? Si è dichiarato partigiano della Costituzione. Un po’ come censurare un addetto alle pulizie perché parla di detersivo.

Libri consigliati:

Friday, April 29th, 2011

Giù le mani da Antonio Ingroia!

Se le balle prendessero fuoco, l’Italia sarebbe la prima potenza energetica mondiale, e sarebbe in buona parte merito del governo. Purtroppo le cose non stanno così. Se da un lato il governo delle balle non produce ricchezza, dall’altro produce certezze. Una certezza è l’integrità morale degli uomini e donne di stato che vengono di volta in volta presi di mira dal fuoco concentrico dei trombettieri berlusconiani, per dirla alla Travaglio. Gian Carlo Caselli, Nicoletta Gandus, Ilda Boccassini, Luigi De Magistris, Gioacchino Genchi, Fabio de Pasquale, ecc…

Da tempo nel mirino, ma oggi più che mai, c’è Antonio Ingroia, procuratore aggiunto della procura di Palermo, titolare di importanti indagini sui rapporti fra mafia e politica (stragi di mafia ’92-’93, trattativa mafia-stato, nascita di Forza Italia e della Seconda Repubblica). Il pretesto per attaccare Ingroia è un documento taroccato depositato da Massimo Ciancimino, figlio del boss mafioso Vito Ciancimino. L’accusa dei berluscones è che la procura di Palermo avrebbe dato credito al “pataccaro” Ciancimino per sostenere dei “teoremi” accusatori contro il loro capo (il garante della loro piccola fetta di potere). Questi esseri non conoscono neanche il significato delle parole che dicono, un teorema altro non è che la dimostrazione di una ipotesi. Ma a parte questo, è stato Ingroia il primo a prendere con cautela la documentazione e le dichiarazioni fornite del figlio del boss, considerandole attendibili solo se opportunamente riscontrate. È stato infatti lo stesso magistrato palermitano a chiedere l’arresto del Ciancimino non appena è stato verificato un falso. Quale migliore occasione invece per questi trombettieri per screditare la procura di Palermo e le tanto odiate indagini in corso. Su chi stia manovrando Ciancimino per montare questa macchina diffamatoria mi sono fatto una mia idea precisa. Il fatto che Giulardo Ferrara abbia scomodato il caso Scarantino(*) per gettare fango sul pm Nino Di Matteo, non fa che rafforzare questa mia convinzione.

In altre parole, il governo appeso al pelo di topa della nipote di Mubarak, ora pone il seguente “teorema”: l’ultima pietra è scalfita, dunque la piramide non esiste.

(*) Vincenzo Scarantino è un falso pentito che si era autoaccusato di aver preso parte all’attentato a Paolo Borsellino e in seguito condannato. Con ogni probabilità è stato manovrato dai servizi segreti e pezzi deviati dello Stato per costruire il più grave depistaggio giudiziario dal dopoguerra ad oggi. Per approfondire l’argomento consiglio L’agenda nera, di Lo Bianco e Rizza.

Sunday, March 13th, 2011

I beoti de Il Giornale

Filed under: Antonio Ingroia, Costituzione, Giustizia, Il Giornale
Written by: mazapegul @ 12:33 pm

Secondo i beoti de Il Giornale il pm Antonio Ingroia dovrebbe dimettersi perché difende la Costituzione in piazza. Di questo passo arriveranno a chiedere a Jenna Jameson di smettere di fare film porno perché tromba.

Sunday, November 21st, 2010

Nelle democrazie mature la criminalità non fa Storia. In Italia invece si è fottuta la Storia, i giornali, le televisioni e i puttanoni

«Nelle democrazie mature la criminalità non fa storia; è un capitolo marginale e specialistico che interessa criminologi, penalisti e qualche appassionato della materia. In Italia, invece, [...] la storia nazionale, quella con la S maiuscola, è inestricabilmente intrecciata con la criminalità delle sue classi dirigenti. Nessuno storico serio potrebbe ricostruire la storia di questo Paese – spiegare perché la storia a un certo punto ha assunto una certa direzione invece che un’altra, perché sono state emanate certe leggi, perché sono state effettuate importanti modifiche costituzionali – senza tenere conto del modo in cui si è evoluta nel tempo la criminalità delle classi dirigenti.» (Roberto Scarpinato, AreaGenova)

La criminalità delle classi dirigenti ha condizionato la Storia del paese dell’ultimo secolo almeno. Un sistema di potere mafioso che ha raggiunto la massima efficienza nella cosiddetta Seconda Repubblica. Se questi “cani” (senza offesa per la razza animale) hanno potuto fare il buono e il cattivo tempo e depredare la ricchezza pubblica lasciando un paese devastato, dobbiamo ringraziare anche quelli che avrebbero dovuto impedirglielo e non l’hanno fatto. Mi riferisco in particolare a quei dirigenti della finta “opposizione” del Pd che sguazzano nella stessa melma e che in questi ultimi 16 anni non hanno fatto altro che legittimare quel sistema criminale.

Tuesday, November 10th, 2009

Scodinzolini di regime

Un magistrato con la schiena dritta si occupa di criminali, non di politica e governi. Purtroppo succede che politica e governo sono infestati da criminali, che non si cacciano via da soli, ne tantomeno li cacciano i servi di cui si sono circondati (e gli elettori? quelli votano per come sono informati, è una questione statistica). Cosa dovrebbe cambiare? Nulla, un magistrato deve continuare ad occuparsi dei criminali, non è colpa sua se la politica non è in grado di sanarsi da sola. Al contrario, il profilo medio dei candidati ideali (sia di destra che di sinistra) negli ultimi anni è precipitato, una corsa rovinosa al ribasso senza soluzione di continuità. Cosentino, per citare l’ultimo scandalo, continuano infatti a tenerselo ben stretto.

L’editoriale dello scodinzolino berlusconiano (*), paracadutato al Tg1 a spese di tutti i contribuenti (dunque anche di quelli intelligenti), è il solito copione di regime. Si tratta di un attacco premeditato contro un magistrato scomodo al padrone. Un attacco mirato a provocare una reazione, che eventualmente possa giustificare procedimenti disciplinari a danno del magistrato stesso.

Segnalazioni:

Il Fascista e il Massone deviato, di Giorgio Bongiovanni

(*) Sopra sono linkati rispettivamente i video dell’intervento di Ingroia e dall’attacco dello scodinzolino.

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