Il caimano morente sferra l’attacco finale alle istituzioni? Ma no, qua la guerra è contro la satira. L’ultima uscita del senatore del Pdl Alessio Butti è di quelle che stracciano l’avversario senza remissione. Cito dal documento ufficiale:
“Per evitare il determinarsi di una evidente posizione dominante (il Pdl che si preoccupa delle posizioni dominanti, ROTFL, n.d.r.) da parte di alcuni operatori dell’informazione rispetto ad altri (i poveretti che non se li caga nessuno, n.d.r.), la Rai valuti l’opportunità di sperimentare l’apertura di altri spazi informativi o di approfondimento affidati ad altri conduttori, da posizionare negli stessi giorni (martedì e giovedì), alla stessa ora (prima serata), sulle stesse reti e con le stesse risorse esistenti (ovvero come piazzare delle nullità in TV e fottersi gli indici d’ascolto di Floris e Santoro, non è geniale? n.d.r.) secondo una equilibrata alternanza settimanale (e padronale, n.d.r.)”.
Neanche un Orwell in acido poteva pensare all’imposizione del conduttore a targhe alterne (altrimenti noto come semiconduttore), mirata esclusivamente ai talk show scomodi al regime. Dubito che la satira possa escogitare qualcosa di più comico nel prossimo futuro. Alessio, si Butti giù.
Ballilvio Menzorlusconi interviene telefonicamente al “pollaio” di Ballarò:
Volevo dire che il giornalista di Repubblica, Massimo Giannini, è… ha mentito spudoratamente: da parte mia non c’è mai stato un sostegno all’evasione fiscale.
Guardando l’ultima puntata di Ballarò, col Bertolaso in studio, emerge con evidenza quale sia la vera emergenza in Italia.
Ho scelto Ballarò come esempio perché viene pure considerarato come programma “di sinistra” e critico nei confronti del governo (?). Figuriamoci il resto della programmazione della Rai, che è controllata dal governo. Senza considerare Mediaset che risponde direttamente al Presidente del Consiglio.
Floris precisa subito che non ha intenzione di celebrare processi in tv, infatti sembra più intenzionato a celebrare auto-assoluzioni. Dalla trasmissione è emerso tutto tranne i fatti salienti. Bertolaso ammette di avere accettato regali da imprenditori, qualche bottiglia di vino. Non si parla di “prostituzione civile”, “ripassate alla Francesca”, “massaggi stellari”, e del coinvolgimento del Bertolaso quale “utilizzatore finale”. A parte un timido accenno di Concita De Gregorio, subito massacrata. Si tratta di fatti non ancora accertati penalmente? E cosa me ne dovrebbe fregare a me, quando dalle intercettezioni emergono già elementi sufficienti per cacciare seduta stante certi soggetti dalla pubblica amministrazione?
Come dice Piercamillo Davigo, se in un ristorante vengo avvelenato, non ho bisogno di aspettare la condanna del ristoratore, cambio subito ristorante. Il punto fondamentale per me è capire chi mi ha avvelenato. Se qualcuno mi ingannasse, convincendomi che l’avvelenamento è stato invece causato dalle lasagne della nonna o da alieni cattivi, niente mi impedirebbe di tornare nello stesso ristorante.
Se dovessi invitare persone in casa mia e questi mi violentassero, è chiaro che non li inviterei più. Li denuncerei. Ma se prima di violentarmi mi facessero una anestesia totale e poi al risveglio si comportassero da bravi ospiti, probabilmente sarei felice di invitarli ancora.
L’informazione di massa controllata, come avviene in Italia, funziona esattamente come nei due esempi di cui sopra. Distrae, inganna, confonde le idee, assopisce le coscienze. Occulta chi, dietro ad una faccia da benefattore, saccheggia senza ritegno i diritti e la ricchezza della comunità.
Uno allora si potrebbe chiedere: ma cosa sono tutti scemi? In questo contesto due cose sono certe. La prima è che chi ti vuole fregare ci tiene a farti credere intelligente (dunque se ti credi intelligente è il caso di iniziare a preoccuparsi). La seconda è che se prendi un mitra e spari a distanza verso una persona sola che scappa, forse la prendi, forse no. Ma se spari contro la folla una percentuale di individui li fai fuori sempre, diventa matematico.
Non sono perciò tutti scemi, ma quando i mass media all’unisono sparano sul branco una balla qualunque, diventa matematico che una parte del branco finirà per crederla. Ricordiamoci che per vincere le elezioni spesso è sufficiente spostare un 5% di voti.
La vera emergenza/priorità è sempre la stessa, e negli ultimi 15 anni è solo peggiorata: la libertà di stampa. Quel che è peggio è che la cittadinanza, convinta di essere intelligente, sembra essere sempre meno interessata all’argomento. A controbilanciare ci pensa il potentucolo di turno, che non sembra avere perso interesse nella demolizione dei piccoli spazi di libertà che ancora resistono.
Nel Pdl c’è un’infiltrato, La Russa!
Mentre Floris tentava di occultare con i puntini il fondamentale chiarimento di Spatuzza (“[Berlusconi] quello del Canale 5? Sì!”), la Russa lo accusa di avere occultato dalla dichiarazione del pentito una improbabile grave contraddizione. Risultato? Floris ha dovuto leggere e sottolineare in diretta la frase occultata, così ora tutti sanno che trattasi proprio di quello la: il Berlusconi del Canale 5!