Wednesday, October 12th, 2011

La storia insegna, dunque gli errori si ripetono

(foto Libertà e Giustizia)

Alla fine degli anni ’70 la Democrazia Cristiana era già cotta e bollita. Si mantenne in vita per altri tre lustri anche grazie all’opera del terrorismo rosso, che riuscì nell’impresa di far passare come vittima una delle classi dirigenti più predatrici e mafiose dell’occidente democratico. La Dc non sopravvisse al crollo del comunismo sovietico ed alle indagini giudiziarie di Mani Pulite. Tuttavia, guardando più in profondità, le vere ragioni del crollo della Dc sono ascrivibili alla corruzione endemica ed alla sua incapacità di auto processarsi.

Morta la Dc lo stesso sistema di potere riuscì a sopravvivere. Si rigenerò meglio, peggio di prima, nell’imbarazzante ventennio berlusconiano. Questo è potuto avvenire per vari motivi, in particolare: controllo militare dei mass media, infiltrazione capillare del potere mafioso nelle istituzioni, connivenza e legittimazione da parte dell’opposizione, complicità della chiesa gerarchica.

Il regime berlusconiano è ormai in fase di putrefazione, e la causa è la stessa che provocò il decesso della vecchia Dc: incapacità cronica del potere di auto processarsi e rigenerarsi, che stride con la grande capacità di conservazione e riproduzione, oltre che di depredare impunemente la ricchezza pubblica. La storia insegna, dunque si ripetono gli stessi errori.

Una differenza fra ieri e oggi è che ieri la resistenza era incanalata nei gruppi violenti in preda alle sbornie ideologiche (tipo le Brigate Rosse), oggi invece il grosso della resistenza è formato da persone pacifiche mosse dal senso civico. Persone di varia estrazione politica/culturale e senza una adeguata rappresentanza politica, unite nella lotta contro il regime. Sono la parte migliore del paese, la stessa che viene insultata e sbeffeggiata su base giornaliera dai mass media. Con tanto dispiacere da parte del potere che invece li preferirebbe stupidi e violenti, così da poterli combattere sullo stesso piano.

Dona 10 euro all’Associazione Servizio Pubblico.

Saturday, April 16th, 2011

“Via le Br dalle Procure”

Quando un mafionano paragona i pm alla Brigate Rosse state certi che si riferisce a quelli migliori.

Ilda Boccassini ad esempio. Magistrato coraggioso in prima linea nella lotta contra la mafia, ha diretto a partire dal 2004 le indagini della DIGOS che il 12 febbraio 2007 hanno portato all’arresto 15 sospetti appartenenti all’ala movimentista delle Nuove Brigate Rosse, denominata anche Seconda Posizione. Secondo l’accusa, la presunta organizzazione terroristica, operante nel Nord Italia, stava preparando attentati contro persone e aziende. Fra gli altri, indovinate chi c’era nel mirino delle Brigate Rosse e dunque dovrebbe solo ringraziare? Silvio Berlusconi. Vi pareva? (fonti: Wikipedia, Altro Confronto).

Caro Napolitano non le sembra ormai ora di staccare la spina a questa masnada di governo con a capo il più grande clown degli ultimi 150 anni? Anche perché di questo passo andrà a finire che i cittadini li andranno a prendere a casa di persona, e non sarà un bello spettacolo (Ceaușescu docet).

Tuesday, September 23rd, 2008

Diverso colore, stesso risultato

Filed under: Brigate Rosse, Democrazia Cristiana, P2, Politica, Terrorismo
Written by: mazapegul @ 6:11 pm

skulls.jpgTerrorismo nero e terrosimo rosso sono stati due fenomeni profondamente diversi. Entrambi sono però accomunati dal fatto di aver finito per favorire lo stesso soggetto: l’Establishment. Per quanto riguarda i neri si trattava in qualche modo di un obbiettivo dichiarato. Per quanto riguarda i rossi invece si è trattato di uno svarione colossale, l’Establishment era il loro nemico dichiarato.

La Dc è sempre uscita rafforzata dagli attacchi delle Brigate Rosse, in particolare dopo l’omicidio Moro. La Dc è crollata solo grazie all’indagine giudiziaria contro la corruzione, nota come Mani Pulite. La P2 invece c’è ancora.

(photo by Jeremy Farmer Photog)

Powered by WordPress