Monday, April 27th, 2009

Gli italiani vogliono la dittatura?

indro_annozero.jpgA proposito della puntata di Annozero del 23 aprile dal titolo “Il paese dei manganelli“, il messaggio che è emerso, o che si è voluto far emergere attraverso gli ultimi articoli e dichiarazioni di Indro Montanelli, è grosso modo il seguente: la maggioranza del popolo italiano ora reclama la dittatura, il manganello appunto. Una deriva populista che, in un periodo di crisi economica, trova un terreno particolarmente fertile.

Sono balle! Ogni volta che qualcuno intona un discorso con “gli italiani dicono/vogliono/fanno…“, si appresta solo a raccontare una sfilza di balle. Mettiamo che si facesse un sondaggio serio con domande chiare e sensate, tipo questa: “Saresti d’accordo a far guidare il paese da un dittatore (eletto dal popolo) con il potere di controllare il governo, la giustizia e l’informazione?“. Non saprei dire esattamente quanti risponderebbero “Sì”, ma cerchiamo di essere realisti, di sicuro almeno un 80% strabuzzerebbe gli occhi come se l’intervistatore fosse un marziano. Se il ducetto di Arcore si vende come l’incarnazione della libertà e della democrazia (non certo della dittatura) una ragione c’è.

Ma se il popolo non vuole la dittatura, perché allora il consenso del medesimo ducetto continua vergognosamente a salire? Peccato che la risposta sia talmente elementare e risaputa, da non essere più presa in considerazione né dall’opposizione politica né dall’informazione di massa (escludendo ovviamente le poche e sempre più circoscritte eccezioni). La riassumo nei seguenti punti:

  • Ogni elettore decide con la propria testa in base a come si è informato.
  • La stragrande maggioranza degli elettori si informa tramite le televisioni nazionali. Una percentuale assai inferiore si informa anche con i giornali e con internet. Pochissimi leggono libri.
  • Le televisioni nazionali private sono monopolizzate da Mediaset, ovvero dal Premier.
  • La televisione pubblica è monopolizzata dal governo, ovvero dal Premier.
  • La Mondadori, una delle più grandi case editrici Italiane, appartiene al gruppo Fininvest, ovvero al Premier.
  • La contro informazione viene innanzi tutto scoraggiata con una efficace politica intimidatoria, altrimenti vi sono due possibilità: (1) se ha la voce grossa viene prima delegittimata poi censurata; (2) se ha la voce debole la sola delegittimazione raggiunge generalmente lo scopo, senza dover ricorrere alla censura.

Il ducetto di Arcore nella concentrazione dei poteri ci sguazza, e se li può usare per difendere i propri interessi li usa. Dai cicli mestruali di Eluana Englaro, al terremoto in Abruzzo. Dalla censura alle voci libere colpevoli di avere un indice d’ascolto troppo alto, alle camionate di merda sui magistrati che fanno il proprio dovere. Tutto fa brodo per manipolare/censurare  le notizie, strumentalizzare lo strumentalizzabile, e ingannare sistematicamente il malcapitato elettore/telespettatore.

La mia è sicuramente una semplificazione, ma i parametri essenziali del problema rimangono quelli sopra elencati. Tutto il resto non può che influire in minima parte sul risultato finale, e contribuisce solo a confondere le idee.

Wednesday, February 25th, 2009

Le vere ragioni della legge sul testamento biologico

mass_distraction.jpgDiciamo le cose come stanno, al governo di questo aborto di legge sul testamento biologico, la cosiddetta legge “fine-vita”, non frega assolutamente nulla. Infatti si contano già gli oppositori pure fra gli esponenti del governo stesso. Quale sia il vero scopo di questa pubblica offesa all’intelligenza è presto detto.

Il caso Englaro ha scosso l’intera nazione ed ha portato questa tematica al centro dell’attenzione. Ecco allora pronto il disegno di legge, talmente offensivo da suscitare gli applausi dell’ala cattolica più bigotta, oltre che indignare il resto della popolazione laica ed informata. Risultato: sono tutti belli impegnati a discutere e scannarsi su questa legge, proprio mentre il Governo si accinge a varare finalmente quelle riforme che permetteranno alla casta politica di mettere il culetto al riparo. Stò parlando della legge contro la libertà di stampa e blocca-intercettazioni, e della subordinazione del potere giudiziario a quello politico. Una vera manna dal cielo per il dilagare delle mafie e della corruzione. Questa legge “fine-vita” farà la stessa fine della legge “blocca-processi”, non se ne farà assolutamente nulla, con buona pace dei bigottini che ci avevano creduto. La legge “blocca-processi” servì infatti come preparazione al famigerato “Lodo Alfano”, che il culetto lo ha salvato al Presidente del Consiglio in persona (fatto che da solo è più squalificante di una eventuale condanna).

Si chiama DISTRAZIONE di massa. E pensare che il PD ha già presentato degli emendamenti sulla legge “fine-vita”, che imbecilli…

(photo by Bruno Boutot)

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