August 8, 2008

Marco Bellocchio: Sbatti il mostro in prima pagina

Filed under: Marco Bellocchio, Informazione, Video, Cinema, Politica — mazapegul @ 6:53 pm

sbatti_il_mostro.jpgSbatti il mostro in prima pagina” (di Marco Bellocchio, 1972) è un memorabile ritratto politico/sociale dell’Italia all’inizio degli anni ‘70. Ma non solo. Il documento, nella sua lucida analisi sulla violenza mediatica, rimane estremamente attuale e merita di essere rivisto.

L’estratto che ho linkato nella foto è uno dei momenti più significativi della pellicola. Il cinico giornalista capo redattore Bizanti -interpretato da un superbo Gian Maria Volontè- segue con la sua famiglia la registrazione del proprio intervento in un talk-show televisivo. L’atmosfera casalinga è deprimente. Siamo in piena campagna elettorale ed il giornalista reazionario è impegnato ad infangare lo schieramento politico opposto, strumentalizzando un omicidio a sfondo sessuale. Non appena la moglie mostra di apprezzare l’intervento del marito con commenti mediocri, lui regredisce in uno stato semi-infantile, e la insulta davanti al proprio figlio. Verifica di avere una consorte “cretina”, come il lettore medio del suo giornale. Incapace di distinguere “quello che si pensa da quello che si dice”, la realtà dalla sua manipolazione. Cretina e detestabile, “peggio di quei fessi che leggono il [suo] giornale come se fosse il vangelo”.

Memorabile e più che mai attuale.

December 15, 2007

Best movies

Filed under: Cinema — mazapegul @ 12:11 am

nosferatu.jpg

Michelangelo Antonioni

  • L’avventura (1960)
  • L’eclisse (1962)
  • Blow Up (1966)
  • Zabriskie Point (1970) - review
  • Professione: Reporter (1975)

Luis Buñuel

  • Un Chien Andalou (1929) - watch it
  • L’Age d’Or (1930) - watch it
  • El (1953)
  • Viridiana (1961)
  • The Exterminating Angel (1962)
  • Bella De Jour (1967)
  • That Obscure Object Of Desire (1977)

Charlie Chaplin

  • The Gold Rush (1925) - watch it
  • City Light (1931)
  • Modern Times (1936)
  • Monsieur Verdoux (1947)
  • Limelight (1952)

Joel Coen

  • Blood Simple (1984)
  • Fargo (1996)
  • No Country for Old Men (2007)

Francis Ford Coppola

  • The Godfather (1972)
  • The Conversation (1974)
  • The Godfather: Part II (1974)
  • Apocalypse Now (1979)

David Cronenberg

  • Videodrome (1983)
  • Dead Ringers (1988)
  • Naked Lunch (1991)
  • A History of Violence (2005)

(more…)

September 7, 2007

Movigliacadlama…

Filed under: Federico Fellini, Video, Cinema — mazapegul @ 7:28 pm

Sette minuti di cinema monumentali, estratti dal capolavoro di Fellini “Amarcord“:

September 5, 2007

Michelangelo Antonioni: Zabriskie Point

Filed under: Review, Pink Floyd, Michelangelo Antonioni, Cinema — mazapegul @ 12:11 am

zabriskie_point.jpg

Dopo oltre 35 anni dalla sua uscita, il film rimane quell’oggetto strano, dagli schemi narrativi del tutto inusuali, sfuggente, amato per quanto odiato sia dal pubblico che dalla critica, specie da quella americana (almeno così leggo). Un film troppo spesso franinteso.

Il film è ambientato a Los Angeles, durante le contestazioni giovanili dei fine anni ‘60 anche se, come spesso accade nel cinema di Antonioni, la storia deraglia presto in altri territori, spiazzando lo spettatore. La pellicola si fa visionaria, profonda e devastante. Il film non è esattamente un atto d’accusa alla fabbrica di morte che è l’establishment, è ancora più feroce. È piuttosto la profezia della sua catastrofe, l’autopsia del cadavere, la celebrazione del funerale.

La pellicola ha un’impatto visivo imponente, che culmina nella visionaria scena d’amore: uomini e donne si amano nel desesto, impegnati solo a giocare col proprio corpo, in mezzo al nulla (la vita celebrata col suo gesto più puro, in contrasto con la fabbrica di morte). Ma ancora più imponente è la scena finale dell’esplosione della villa, presa come simbolo dell’establishment (la scena è immaginata dalla ragazza). Le esplosioni si susseguono in serie da angolature diverse e sempre più ravvicinate. Le immagini vengono poi rallentate e vivisezionate. Gli oggetti simbolo del benessere borghese (televisori, frigoriferi, guardaroba, libri, alimentari vari, ecc.) librano sospesi nel vuoto per effetto dell’esplosione, privati della loro funzione, solo brandelli e macerie. Ad aumentarne l’impatto contribuisce la musica ipnotica/invasata dei Pink Floyd che commenta la sequenza (Come In Number 51, Your Time Is Up).

Non si tratta di una storia d’amore, ne’ di un film sulle contestazioni studentesche, anche se da una analisi superficiale vi si può leggere questo. È in realtà un film profetico e apocalittico, che ricorda più i grandi disastri biblici che le rivolte sociali. Stà quì la grande ferocia espressa dal film, che ti entra nell’anima e ne esci come liberato, purificato.

(Photo (c) 1970 Metro-Goldwyn-Mayer)

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