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Sunday, October 4th, 2009

Superwasp! Squadristi in Tv

Ecco un goffo esempio di squadrismo televisivo. Guardate il servizio del nostro Superwasp su Santoro, linkato qui sopra, il metodo è piu o meno il seguente: prendi un personaggio scomodo, lo bastoni per bene, lui s’incazza rispondendo per le rime, poi fai un bel servizio dove mostri solo la reazione, facendo così passare la vittima per carnefice e viceversa. È il ribaltamento della causa con l’effetto o, meglio ancora, l’oscuramento completo della causa. Tecniche semplici ed elementari.

Il servizio inizia infatti con lo sfogo di Santoro a seguito della fuga di Mastella da Annozero, senza preoccuparsi di mostrarne la causa, ovvero quello che è successo poco prima. Il Mastellone invece di rispondere alla domanda di un ragazzo ospite di Santoro, in relazione ai diritti delle coppie di fatto, rimproverò il ragazzo di fare il “saccente” nei suoi confronti. L’ex Ministro della Giustizia, in seguito visibilmente messo alle corde, approfittò della successiva innocua battuta di Vauro per inscenare il melodramma e darsi alla fuga.

Per quanto riguarda invece l’Annunziata, nel suo intervento esordì accusando la trasmissione di Santoro di essere “impostata in modo fazioso al 99.9%” (pro-Palestina in questo caso). Nonostante non siano mancate voci del versante opposto. Persino Travaglio, che è l’attrazione principale del programma, aveva esposto le sue note posizioni fondamentalmente pro-Israele.

Tutto questo il Superwasp ovviamente non ve l’ha fatto vedere. Uno squadrista è pagato per picchiare, non per dire la verità.

Quelli che seguono sono i due video integrali:

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Monday, January 28th, 2008

Mediaset censura la iena Sortino

sortino.jpg Sortino lascia “Le Iene” dopo che i vertici di Mediaset (Piersilvio Berlusconi e Fedele Confalonieri) hanno censurato un suo servizio sui Mastella. Il servizio in questione avrebbe fatto luce sulle illazioni diffamatorie mosse da Elio Mastella (figlio di Clemente) contro lo stesso Sortino, il quale gli aveva rivolto una domanda. Tale episodio era già stato diffuso su scala nazionale – Porta a Porta – ma con la dinamica dei fatti ribaltata.

Ma è comprensibile. In odore di un imminente passaggio del traditore Clemente Mastella alle file di Berlusconi, tale servizio non era il più appropriato.

In un paese normale il programma “Le Iene” sarebbe stato sospeso istantaneamente per protesta dai suoi stessi autori, e trasferito su una rete concorrente che gli garantisca libertà di satira e informazione. Solo che nel paese delle libertà di Berlusconi la concorrenza è un concetto scomodo e superato, se la sono fottuta.

Articoli per approfondire l’argomento:

(foto www.iene.mediaset.it)

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Friday, January 25th, 2008

Le intercettazioni! Che strana coincidenza

Filed under: Clemente Mastella, Politica, Silvio Berlusconi
Written by: mazapegul @ 11:31 pm

“Non emetteremo mai una legge o un provvedimento che possa ridurre anche di un briciolo la libertà dei cittadini e quella sulle intercettazioni sarà la prima legge che approveremo” … “Le intercettazioni saranno consentite solo per terrorismo, mafia e camorra”. Per chi dovesse ordinare intercettazioni al di fuori di questa categoria, Berlusconi spiega di voler prevedere “cinque anni di prigione per chi le ordina, cinque per chi le esegue e due milioni di multa per chi le usa”. (da Repubblica.it)

Parola di Berlusconi, il capo banda del prossimo “governo”.

Dice di non voler ridurre neanche di un bricciolo la libertà dei cittadini, però li priva della libertà d’informazione e del libero mercato. Contenti i cittadini…
Notare però la questione delle intercettazioni, la legge bavaglio tanto sospirata da Mastella ma ancora ferma al Senato, ora la promette Berlusconi, aumentando ulteriormente la dose. Ma che strana coincidenza. Il partito azienda diventa sempre più la calamita per associazioni a delinquere. Per chi, come il cavaliere, ha bisogno di sottrarsi ai processi.

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Thursday, January 24th, 2008

I traditori

antenora.jpg

Fine del Governo Prodi. La legge elettorale “porcata” rimane la medesima. La situazione di conflitto di interessi peggio che peggio. La Rai non ne parliamo. Il paese verrà riconsegnato nelle mani di Berlusconi, altri 5 anni, per lo scempio definivo.

I traditori non sono misteriosi, sono cinque senatori del centro-sinistra che oggi hanno votato no alla fiducia al Governo Prodi, tradendo così il mandato elettorale di 19 milioni di elettori. Hanno nome e cognome:

  • Clemente Mastella, Gruppo misto, Popolari-Udeur
  • Lamberto Dini, Gruppo misto, Unione Liberaldemocratici
  • Tommaso Barbato, Gruppo misto, Popolari-Udeur
  • Franco Turigliatto, Gruppo misto, Sinistra Critica
  • Domenico Fisichella, Gruppo misto

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Chi è il traditore?

Filed under: Clemente Mastella, Nuccio Cusumano, Politica
Written by: mazapegul @ 12:59 pm

chickenhead.jpgNuccio Cusumano annuncia la fiducia al Governo Prodi, contro la decisione dell’ufficio politico dell’Udeur. Una decisione che gli costa feroci attacchi e sputi da parte dei suoi ormai ex colleghi, provocando una rissa al Senato. Cusumano sviene.

Non l’ho aggredito, certo – sogghigna Barbato – non l’ho trattato bene. D’altra parte ha votato contro le decisioni dell’ufficio politico e quindi è un traditore“. “Tradimento atroce – aggiunge Mastella – ma non parliamo più di lui, non è mica un eroe“.

Quindi, secondo i due residui di intelligenza umana di cui sopra, il traditore è Cusumano che continua a sostenere il Governo Prodi. Mica l’Udeur, che al Governo votato da 19 milioni di elettori ora gli nega la fiducia.

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Saturday, December 22nd, 2007

Il comunista preferito di Berlusconi

bertivespa.jpg“Le intercettazioni sono tutte cattive e non devono essere usate per scopi politici”, dichiara Bertinotti a proposito della intercettazione Berlusconi-Saccà, denunciando tuttavia il “degrado del sistema”.

Mettiamo per ipotesi che ad essere stati intercettati fossero stati un idraulico ed il suo servile garzone, beccati mentre svelano di avere fatto scempio di tubi. Sarà giusto che gli eventuali futuri clienti sappiano quale sia il loro modo di lavorare? Certo che no – direbbe Bertinotti, il comunista preferito di Berlusconi – le intercettazioni non devono essere usate per scopi idraulici.

Il presidente della camera non dovrebbe tuttavia preoccuparsi, c’è il decreto legge Mastella! Tale legge, meglio conosciuta come “legge bavaglio”, vieta di pubblicare intercettazioni e atti di indagine fino alla conclusione delle indagini preliminari, anche se non coperte da segreto istruttorio. In caso di violazione sono previste pene severissime. Se dovesse passare anche in Senato, sarà il bavaglio definitivo alla stampa. I giornalisti non potranno più parlare delle indagini in corso che investono politici, imprenditori e mafiosi. Ma anche stupratori, pedofili e serial-killer. Silenzio assoluto. Garanzia per la privacy del cittadino. Praticamente tutto il mondo politico è d’accordo, finché c’è da pararsi il culo c’è speranza.

Firma la petizione contro la lagge bavaglio.

(foto: Luxardo / Camera dei deputati)

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Monday, December 10th, 2007

Giustizia paradossale

stop_go.jpgLa cosiddetta “legge Boato”, approvata nel 2003, si è rivelata geniale, devastante al punto giusto e meravigliosamente anticostituzionale. Molto in breve, tale legge prevede che un magistrato per utilizzare delle intercettazioni telefoniche che potrebbero contenere estremi di reato, e che coinvolgono un parlamentare, è obbligato a chiedere l’autorizzazione al Parlamento stesso. La genialità non sta nel semplice fatto che il Parlamento può votare “no”, la devastazione è assai più ampia. La legge è un’arma a doppio taglio.

Se ad esempio un malaugurato magistrato si azzarda a motivare la richiesta, giustificando in qualche modo la gravità del contenuto delle intercettazioni, allora il mondo politico si offende all’unanimità, inizia ad accusare il povero magistrato di “accenti suggestivi e stigmatizzatori” e di anticipare la sentenza. Il magistrato “arrogante e cattivo”, verrà così giustamente trasferito. È quello che è successo al gip di Milano Clementina Forleo. Cosa succederà quando un caso analogo si ripeterà in futuro? Il magistrato sarà costretto ad andarci cauto nel motivare, talmente cauto da permettere al parlamento di ripondergli a stretto giro: “senta bello, non ci faccia perdere tempo con queste quisquilie!”.

L’ultima furbata è di questi giorni, ed è ancora più paradossale. Un magistrato, per sapere di essere incappato in una intercettazione di un parlamentare, è costretto ad accertarsene prima. Un modo è quello di richiedere i tabulati del telefono in questione, verificare chi è il titolare dell’apparecchio e relativo traffico telefonico. E qui viene il bello. Il magistrato dovrebbe però richiedere l’autorizzazione al Parlamento anche per i tabulati talefonici, il problema è che senza quelli non può sapere con certezza se si tratta di parlamentare o meno. È come se qualcuno ti dicesse: “Non puoi scoreggiare fino a quando non mi dimostri che realmente ti scappa”. Ma come fai a dimostrarlo senza mollarla? È quello che è appena successo al pm di Catanzaro Luigi de Magistris, “reo” di avere utilizzato i tabulati telefonici di Mastella previo autorizzazione parlamentare.

Ma come si fa a sopportare cose del genere? Bisognerebbe chiederlo a Luttazzi

(Foto (c) 2006 Kelz & photoshoppix.com)

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Wednesday, November 14th, 2007

Il querelante filantropo

Filed under: Beppe Grillo, Clemente Mastella, Giustizia, Politica
Written by: mazapegul @ 11:05 pm

pyrite.jpg Mastella querela Grillo, questa sarebbe la frase del comico incriminata: “La magistratura è stata fermata dalla politica. Una volta, nel 1992, con Falcone e Borsellino si usava il tritolo. Oggi interviene direttamente il ministro della Giustizia”. Questa la nota dell’ufficio stampa dell’Udeur: “Il risarcimento dei danni richiesto sarà devoluto alle vittime delle mafie”.

A parte che nella frase di Grillo non leggo niente di inesatto; a parte che la frase potrebbe infastidire il ministro; a parte che i fatti stessi a volte infastidiscono; a parte che questa sorta di querele fanno tanto rumore ma solitamente si risolvono molto silenziosamente (con un rimborso spese processuali da parte del querelante); a parte l’apparato di funzionari dello stato mobilitati per nulla; a parte tutte queste cose, il passaggio relativo al “risarcimento dei danni” è il massimo. Un vero tocco di genio se si pensa che le “vittime delle mafie” chiedono una sola cosa: Giustizia. O forse il ministro Mastella pensa che siano gradite anche le avocazioni delle inchieste?

Mi auguro che le associazioni vittime della mafia si rifiutino pubblicamente di accettare anche un solo centesimo eventualmente ricavato da siffatta querela.

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Tuesday, October 30th, 2007

La buona fede

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Il Senatore Cesare Salvi a proposito di Mastella:

«… finora ha fatto complessivamente bene il ministro, e non ho dubbi sulla sua buona fede. Ha commesso però un errore politico a richiedere il trasferimento urgente di un magistrato che, com’era noto, indagava su di lui e su Prodi. Ha attivato un potere discrezionale, dando così l’impressione di volersi sottrarre alla giurisdizione e voler mettere il bavaglio al P.M.». (IlGiornale.it)

Interessante il punto di vista del senatore Salvi: un ministro di giustizia si sottrae al proprio giudice naturale grazie ad un suo diretto intervento preventivo, ed il senatore lo chiama “errore politico”, in quanto il ministro in questione sarebbe in “buona fede”. In altre parole Mastella avrebbe tratto vantaggio personale, utilizzando il proprio potere di ministro, per sbaglio. Dobbiamo perciò dedurre che in una democrazia evoluta come quella italiana, il conflitto d’interessi si risolve con la buona fede.

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Monday, October 22nd, 2007

L’inchesta “Why Not” inizia a perdere i pezzi

terrabruciata.jpg

Il Presidente Napolitano ci comunica che vigilerà sugli sviluppi dell’inchiesta “Why Not”, invitando ad evitare polemiche. Una dichiarazione particolarmente ricca di contenuti che Palazzo Chigi approva immediatamente. Peccato che il fascicolo di De Magistris sia già stato scippato, forse era meglio se si iniziava a vigilare da prima.

Mastella ci tiene a sottolineare di non aver bloccato l’indagine, che al contrario andrà avanti anche senza De Magistris. Mastella ci terrebbe a prenderci per culo, ecco infatti i primi devastanti effetti:

Un ex assessore regionale del Psdi, Pino Tursi Prato (ora in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa), sta collaborando nell’inchiesta “Why Not”. Tursi Prato ha già fatto alcune dichiarazioni al pm De Magistris, in merito ai presunti rapporti tra l’imprenditore Antonio Saladino, personaggio centrale dell’inchiesta “Why Not”, ed il presidente Prodi ed il ministro Mastella. Ma dopo l’avocazione dell’inchiesta Tursi Prato sta ora valutando se proseguire la sua collaborazione. La deposizione che Tursi Prato averebbe dovuto fare oggi pomeriggio davanti a De Magistris sarebbe stata annullata per effetto dell’avocazione dell’inchiesta da parte della Procura generale. (Fonte ANSA.it)

[Aggiornamento: la notizia relativa a Pino Tursi Prato è stata successivamente rimossa da ANSA.it]

Appello per la Giustizia - Per De Magistris

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