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Tuesday, February 12th, 2013

Lettera aperta al movimento Se Non Ora Quando

Lettera aperta inviata al movimento Se Non Ora Quando:

Ciao,

Premetto che appoggio il movimento SNOQ su tutta la linea fin dal primo giorno. Confesso tuttavia di non capire questa diffusa ostilità al movimento di Ingroia Rivoluzione Civile, a favore del Pd. Se non sbaglio SNOQ nacque “per reagire al modello degradante ostentato da una delle massime cariche dello Stato, lesivo della dignità delle donne e delle istituzioni”. Ricordate la bicamerale di D’Alema? E i patti “segreti” per non toccare le televisioni del Cav confessati da Violante in parlamento? Sono solo due delle numerose occasione che vedono il Pd salvare Berlusconi in extremis. Il fatto che Bersani tiri fuori ora il conflitto d’interessi lo trovo un insulto all’intelligenza. Siete sicure di non prendere un grosso granchio? Attendo risposta.

Con stima,
PG

Saturday, December 8th, 2012

I criminali i voti li comprano

Bersani sembra l’entusiasmo fatto a uomo. Se il nano non sbaglia la campagna mediatica, e se non lo ferma la magistratura prima, vincerà di nuovo. I criminali i voti li comprano, quanto ci vuole a ficcarlo nella zucca di questi “leader” della sinistra?

Tuesday, September 18th, 2012

Una domandina per Bersani

Invito a spedire la seguente domanda a Bersani:

On. Bersani,

Per risolvere il problema del confitto di interessi, è sufficiente smettere di parlarne? Ricorda che nel 1994 era ancora la prima priorità? Se deve andare in bagno, non è che se smette di pensarci poi non le scappa più.

Distinti saluti.

Questa la sua email: segr.bersani@partitodemocratico.it

Post precedenti: Lettera aperta a Bersani

Saturday, September 15th, 2012

Su La7 le mani di Berlusconi

Berlusconi sa che le elezioni non si vincono coi bei programmi, le belle facce, e i blog. Per vincere le elezioni ci vogliono mass madia, tette, culi e facce da culo, perciò pensa bene di papparsi anche l’unico canale televisivo nazionale non completamente asservito al potere esecutivo. Gli altri politici non lo sanno o fanno finta di non saperlo, avendo sempre avallato, negli ultimi 35 anni, l’arrampicata e lo strapotere mediatico del nano.

Il Pd, una leggina contro il conflitto d’interessi, non l’ha mai neanche pensata. Da oltre cinque anni hanno persino smesso di parlarne, come se il problema non esistesse più. Dire che sono degli zombie suona come un complimento.

Anche Grillo fa finta di non saperlo, che con quel cazzo di blog, e da solo, non andrà da nessuna parte.

Sunday, September 9th, 2012

Catafeltri

(dal minuto 6:00)

Feltri. Dopo aver sguazzato e parassitato per vent’anni nei conflitti d’interessi più immondi di tutto l’occidente, alimentandoli e facendo pesare le conseguenze sul groppone di tutta la nazione (compresa quella dei suoi intelligenti lettori che non si sono ancora accorti di nulla), ora dice che ci vorrebbe un “cataclisma” per sbarazzarsi della vecchia classe dirigente. Lo dice alla festa de Il Fatto Quotidiano, senza che nessuno pigli il forcone e lo rispedisca all’ovile dal suo padrone.

Friday, July 6th, 2012

La seconda cloaca dello Stato

L’uomo del Colle è così preso dal pericolo intercettazioni, nota priorità assoluta del paese, da non essersi ancora accorto che la seconda cloaca dello stato, tal schifa-culi, più che super partes, è super lingues. Ride il nano di Arcore: la Tv, pubblica e privata, era e rimane, cosa sua. Dal Colle nemmeno un monitino, né vivo né vibrante. Qualcuno gli ricordi che lo aspetta una pensione d’oro, chissà che non gli venga voglia di andarci subito.

Saturday, December 17th, 2011

Giustizialismo?

Mentre la quasi totalità dei mass media è impegnata a divulgare la notizia che il nano puttaniere non c’è più, mentre i cittadini che ci credono tirano il respiro di sollievo, gli esponenti del governo ammettono di essere ricattati dal nano medesimo. Che nel frattempo non se ne è mai andato. Lo confessano così, senza vergogna alcuna. È il segno della continuità, chi dovrebbe risolvere la vergognosa anomalia italiana continua a stringere con essa patti scellerati.

Il monopolio dell’informazione è ancora nelle mani del medesimo. La Mondadori, ottenuta grazie alla corruzione giudiziaria, è anch’essa tuttora nelle sue mani, invece di essere confiscata dallo Stato. I valletti che ha infiltrato in ogni buco istituzionale e nel servizio pubblico, sono ancora tutti al loro posto. Chi crede che sia possibile sbarazzarsi dell’anomalia italiana con una leale partita democratica dovrebbe farsi ricoverare. C’è forse partita con chi imbroglia le carte e calpesta sistematicamente le regole?

La salvezza del paese non è nelle mani di Monti, e nemmeno di quelli che vinceranno le prossime elezioni. Il paese è nelle mani di quei pochi magistrati che resistono, e non piegano la schiena di fronte al potere. La cittadinanza onesta dovrebbe stringersi attorno a questi uomini e donne. Non è difficile identificarli, basta guardare quelli che vengono infangati e delegittimati dai media di regime senza soluzione di continuità. Una pratica che, dai tempi di Falcone e Borsellino, è diventata sport nazionale.

Dunque, da bravo “giustizialista”, mi auguro che la giustizia faccia il suo corso. Mi auguro pentiti, accuse e condanne in cascata. Mi auguro il crollo di Mediaset. Mi auguro che Marcello Dell’Utri si prenda 7 anni (almeno) in cassazione. Mi auguro che le indagini che si occupano delle stragi di mafia del ’93/’94 e trattativa mafia-stato portino a dei risultati. E non mi si dica che non si sa chi di quelle stragi ha beneficiato.

Friday, November 25th, 2011

Mediaset cita Santoro. Quale miglior pubblicità.

La motivazione che ha portato Mediaset a citare Santoro per danni secondo l’house organ il Giornale:

Il motivo lo ha precisato l’azienda: “L’azione è stata avviata per un punto specifico: in particolare nei confronti della parte in cui Santoro afferma che Mediaset ha esercitato pressioni su Telecom per impedire che lui stesso andasse a La7, facendo saltare un accordo già siglato con l’ad della rete Giovanni Stella. Circostanza smentita dallo stesso Stella e non vera”.

Riporto di seguito un pezzo dell’intervista incriminata pubblicata su ilfattoquotidiano.it e che invito a leggere per intero:

Il Fatto: E allora come si spiega la retromarcia di La7? In fondo, si erano fatti avanti loro.
Santoro: Evidentemente c’è stato un intervento esterno per bloccare un’acquisto importante per realizzare un terzo polo televisivo che poteva diventare dirompente per il duopolio Rai-Mediaset. Se Sky e La7 raccogliessero insieme la pubblicità, sarebbe un terremoto. Perché Rai e Mediaset sono due aziende in profonda crisi che si tengono in piedi l’una sulle debolezze dell’altra.

Dov’è che Santoro avrebbe detto che Mediaset “ha esercitato pressioni su Telecom” per silurare il contratto con La7? Santoro parla di “intervento esterno” senza precisare da parte chi. Ovvio che lo sanno anche gli infanti chi sia il “compressore” della situazione. E complimenti ai berlusconiani da combattimento del Giornale, ci sono arrivati pure loro. Peccato che la citazione sia destinata a rientrargli per via anale, dal momento che il conduttore di Servizio Pubblico ha semplicemente esposto la realtà del conflitto di interessi, attraverso una ricostruzione dei fatti noti anche ai muri.

Se uno ha la faccia da culo è danneggiato perché ce l’ha, non perché glielo si fa notare.

Saturday, November 5th, 2011

Matteo Renzi, il berlusconista

Per capire la ragione per cui i berluscones hanno un debole per Matteo Renzi, è sufficiente leggere la sua “tredicesima idea per l’Italia“:

13. Eliminiamo la classe politica corrotta.
Lo strumento è una amnistia condizionata. Al rispetto di 5 punti: ammissione della colpa, indicazione di tutti i complici, restituzione del maltolto, impegno a non fare più politica. In caso di nuovo reato, la pena si somma a quella del reato oggetto dell’amnistia.

Il giovane sindaco di Firenze, altrimenti noto come il “rottamatore” del Pd e reduce dalla furtiva visita ad Arcore, ha in mente un colpo di spugna di proporzioni bibliche. Un condono “criminalizio” senza precedenti. In altre parole, la gioia del sistema politico mafioso che manovra il burattino Berlusconi almeno dai tempi della sua discesa in campo.

Peccato che l’idea del Renzi sia leggermente incostituzionale, visto che la legge dovrebbe essere uguale per tutti. Ma anche se dovesse essere applicata non servirebbe ad eliminare una minchia, visto che oltre a legittimare i crimini contro la collettività non risolverebbe il problema alla radice. Infatti, nelle altre 99 belle idee, il Renzi si guarda bene dal citare le questioni fondamentali: conflitto d’interessi; ineleggibilità dei proprietari di giornali e televisioni; serie regole antitrust per impedire i monopoli dei mezzi d’informazione. Le clausole elencate da Renzi nei 5 punti non cambiano la sostanza dello scempio.

Wednesday, October 12th, 2011

La storia insegna, dunque gli errori si ripetono

(foto Libertà e Giustizia)

Alla fine degli anni ’70 la Democrazia Cristiana era già cotta e bollita. Si mantenne in vita per altri tre lustri anche grazie all’opera del terrorismo rosso, che riuscì nell’impresa di far passare come vittima una delle classi dirigenti più predatrici e mafiose dell’occidente democratico. La Dc non sopravvisse al crollo del comunismo sovietico ed alle indagini giudiziarie di Mani Pulite. Tuttavia, guardando più in profondità, le vere ragioni del crollo della Dc sono ascrivibili alla corruzione endemica ed alla sua incapacità di auto processarsi.

Morta la Dc lo stesso sistema di potere riuscì a sopravvivere. Si rigenerò meglio, peggio di prima, nell’imbarazzante ventennio berlusconiano. Questo è potuto avvenire per vari motivi, in particolare: controllo militare dei mass media, infiltrazione capillare del potere mafioso nelle istituzioni, connivenza e legittimazione da parte dell’opposizione, complicità della chiesa gerarchica.

Il regime berlusconiano è ormai in fase di putrefazione, e la causa è la stessa che provocò il decesso della vecchia Dc: incapacità cronica del potere di auto processarsi e rigenerarsi, che stride con la grande capacità di conservazione e riproduzione, oltre che di depredare impunemente la ricchezza pubblica. La storia insegna, dunque si ripetono gli stessi errori.

Una differenza fra ieri e oggi è che ieri la resistenza era incanalata nei gruppi violenti in preda alle sbornie ideologiche (tipo le Brigate Rosse), oggi invece il grosso della resistenza è formato da persone pacifiche mosse dal senso civico. Persone di varia estrazione politica/culturale e senza una adeguata rappresentanza politica, unite nella lotta contro il regime. Sono la parte migliore del paese, la stessa che viene insultata e sbeffeggiata su base giornaliera dai mass media. Con tanto dispiacere da parte del potere che invece li preferirebbe stupidi e violenti, così da poterli combattere sullo stesso piano.

Dona 10 euro all’Associazione Servizio Pubblico.

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