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Saturday, December 17th, 2011

Giustizialismo?

Mentre la quasi totalità dei mass media è impegnata a divulgare la notizia che il nano puttaniere non c’è più, mentre i cittadini che ci credono tirano il respiro di sollievo, gli esponenti del governo ammettono di essere ricattati dal nano medesimo. Che nel frattempo non se ne è mai andato. Lo confessano così, senza vergogna alcuna. È il segno della continuità, chi dovrebbe risolvere la vergognosa anomalia italiana continua a stringere con essa patti scellerati.

Il monopolio dell’informazione è ancora nelle mani del medesimo. La Mondadori, ottenuta grazie alla corruzione giudiziaria, è anch’essa tuttora nelle sue mani, invece di essere confiscata dallo Stato. I valletti che ha infiltrato in ogni buco istituzionale e nel servizio pubblico, sono ancora tutti al loro posto. Chi crede che sia possibile sbarazzarsi dell’anomalia italiana con una leale partita democratica dovrebbe farsi ricoverare. C’è forse partita con chi imbroglia le carte e calpesta sistematicamente le regole?

La salvezza del paese non è nelle mani di Monti, e nemmeno di quelli che vinceranno le prossime elezioni. Il paese è nelle mani di quei pochi magistrati che resistono, e non piegano la schiena di fronte al potere. La cittadinanza onesta dovrebbe stringersi attorno a questi uomini e donne. Non è difficile identificarli, basta guardare quelli che vengono infangati e delegittimati dai media di regime senza soluzione di continuità. Una pratica che, dai tempi di Falcone e Borsellino, è diventata sport nazionale.

Dunque, da bravo “giustizialista”, mi auguro che la giustizia faccia il suo corso. Mi auguro pentiti, accuse e condanne in cascata. Mi auguro il crollo di Mediaset. Mi auguro che Marcello Dell’Utri si prenda 7 anni (almeno) in cassazione. Mi auguro che le indagini che si occupano delle stragi di mafia del ’93/’94 e trattativa mafia-stato portino a dei risultati. E non mi si dica che non si sa chi di quelle stragi ha beneficiato.

Friday, November 25th, 2011

Mediaset cita Santoro. Quale miglior pubblicità.

La motivazione che ha portato Mediaset a citare Santoro per danni secondo l’house organ il Giornale:

Il motivo lo ha precisato l’azienda: “L’azione è stata avviata per un punto specifico: in particolare nei confronti della parte in cui Santoro afferma che Mediaset ha esercitato pressioni su Telecom per impedire che lui stesso andasse a La7, facendo saltare un accordo già siglato con l’ad della rete Giovanni Stella. Circostanza smentita dallo stesso Stella e non vera”.

Riporto di seguito un pezzo dell’intervista incriminata pubblicata su ilfattoquotidiano.it e che invito a leggere per intero:

Il Fatto: E allora come si spiega la retromarcia di La7? In fondo, si erano fatti avanti loro.
Santoro: Evidentemente c’è stato un intervento esterno per bloccare un’acquisto importante per realizzare un terzo polo televisivo che poteva diventare dirompente per il duopolio Rai-Mediaset. Se Sky e La7 raccogliessero insieme la pubblicità, sarebbe un terremoto. Perché Rai e Mediaset sono due aziende in profonda crisi che si tengono in piedi l’una sulle debolezze dell’altra.

Dov’è che Santoro avrebbe detto che Mediaset “ha esercitato pressioni su Telecom” per silurare il contratto con La7? Santoro parla di “intervento esterno” senza precisare da parte chi. Ovvio che lo sanno anche gli infanti chi sia il “compressore” della situazione. E complimenti ai berlusconiani da combattimento del Giornale, ci sono arrivati pure loro. Peccato che la citazione sia destinata a rientrargli per via anale, dal momento che il conduttore di Servizio Pubblico ha semplicemente esposto la realtà del conflitto di interessi, attraverso una ricostruzione dei fatti noti anche ai muri.

Se uno ha la faccia da culo è danneggiato perché ce l’ha, non perché glielo si fa notare.

Saturday, November 5th, 2011

Matteo Renzi, il berlusconista

Per capire la ragione per cui i berluscones hanno un debole per Matteo Renzi, è sufficiente leggere la sua “tredicesima idea per l’Italia“:

13. Eliminiamo la classe politica corrotta.
Lo strumento è una amnistia condizionata. Al rispetto di 5 punti: ammissione della colpa, indicazione di tutti i complici, restituzione del maltolto, impegno a non fare più politica. In caso di nuovo reato, la pena si somma a quella del reato oggetto dell’amnistia.

Il giovane sindaco di Firenze, altrimenti noto come il “rottamatore” del Pd e reduce dalla furtiva visita ad Arcore, ha in mente un colpo di spugna di proporzioni bibliche. Un condono “criminalizio” senza precedenti. In altre parole, la gioia del sistema politico mafioso che manovra il burattino Berlusconi almeno dai tempi della sua discesa in campo.

Peccato che l’idea del Renzi sia leggermente incostituzionale, visto che la legge dovrebbe essere uguale per tutti. Ma anche se dovesse venire applicata non servirebbe ad eliminare una minchia, visto che oltre a legittimare i crimini contro la collettività non risolverebbe il problema alla radice. Infatti, nelle altre 99 belle idee, il Renzi si guarda bene dal citare le questioni fondamentali: conflitto d’interessi; ineleggibilità dei proprietari di giornali e televisioni; serie regole antitrust per impedire i monopoli dei mezzi d’informazione. Le clausole elencate nei 5 punti non cambiano la sostanza dello scempio.

Wednesday, October 12th, 2011

La storia insegna, dunque gli errori si ripetono

(foto Libertà e Giustizia)

Alla fine degli anni ’70 la Democrazia Cristiana era già cotta e bollita. Si mantenne in vita per altri tre lustri anche grazie all’opera del terrorismo rosso, che riuscì nell’impresa di far passare come vittima una delle classi dirigenti più predatrici e mafiose dell’occidente democratico. La Dc non sopravvisse al crollo del comunismo sovietico ed alle indagini giudiziarie di Mani Pulite. Tuttavia, guardando più in profondità, le vere ragioni del crollo della Dc sono ascrivibili alla corruzione endemica ed alla sua incapacità di auto processarsi.

Morta la Dc lo stesso sistema di potere riuscì a sopravvivere. Si rigenerò meglio, peggio di prima, nell’imbarazzante ventennio berlusconiano. Questo è potuto avvenire per vari motivi, in particolare: controllo militare dei mass media, infiltrazione capillare del potere mafioso nelle istituzioni, connivenza e legittimazione da parte dell’opposizione, complicità della chiesa gerarchica.

Il regime berlusconiano è ormai in fase di putrefazione, e la causa è la stessa che provocò il decesso della vecchia Dc: incapacità cronica del potere di auto processarsi e rigenerarsi, che stride con la grande capacità di conservazione e riproduzione, oltre che di depredare impunemente la ricchezza pubblica. La storia insegna, dunque si ripetono gli stessi errori.

Una differenza fra ieri e oggi è che ieri la resistenza era incanalata nei gruppi violenti in preda alle sbornie ideologiche (tipo le Brigate Rosse), oggi invece il grosso della resistenza è formato da persone pacifiche mosse dal senso civico. Persone di varia estrazione politica/culturale e senza una adeguata rappresentanza politica, unite nella lotta contro il regime. Sono la parte migliore del paese, la stessa che viene insultata e sbeffeggiata su base giornaliera dai mass media. Con tanto dispiacere da parte del potere che invece li preferirebbe stupidi e violenti, così da poterli combattere sullo stesso piano.

Dona 10 euro all’Associazione Servizio Pubblico.

Wednesday, August 3rd, 2011

Conflitto di interessi? E’ diventato il presupposto per un buon governo

Filed under: Conflitto di interessi, Il vergognoso
Written by: mazapegul @ 7:53 pm

Dall’intervento di Berlusconi alle Camere: “State ascoltando un imprenditore che ha tre aziende in Borsa e che quindi è nella trincea finanziaria consapevole ogni giorno di quel che accade sui mercati”.

Non c’era nessun dubbio sul fatto che il nano conoscesse bene la Borsa. La sua in particolare.

Nel 1994 il conflitto di interessi era ancora un problema, il nano promise addirittura di risolverlo.

Poi quelli del maggior partito di opposizione gli promisero che non avrebbero toccato le sue televisioni, e non avrebbero votato l’ineleggibilità dei proprietari dei mass media. Piano piano l’argomento diventò “démodé” e si smise di parlarne. Il problema del conflitto di interessi venne così “risolto”.

Immaginate di avere un nuovo vicino di casa. Ogni mattina questo vi da un ceffone e voi lo lasciate fare. Dopo un anno di ceffoni vi rompete le palle e gli chiedete gentilmente di smettere. Ma ormai il ceffone è diventato un suo diritto acquisito, visto che per un anno glielo avete lasciato fare. E darglielo indietro? Con questa opposizione ve lo potete scordare.

Ma ora siamo ad un passo oltre. Secondo l’ultimo delirio del nano, infatti, il conflitto di interessi non solo ha cessato di essere un problema, è diventato il presupposto per un buon governo. E il nano ora lo rivendica, alle Camere. Che genio.

Monday, July 4th, 2011

Lettera aperta a Bersani

Lettera inviata al segretario del Pd Pier Luigi Bersani.

Onorevole Bersani, lei ha più volte accusato il governo in carica di forzare l’agenda politica sui problemi del premier e delle sue aziende, a scapito dei veri problemi del paese: lavoro e occupazione. Accuse senz’altro condivisibili, ma non le sembra che il conflitto d’interessi c’entri qualcosa in questa storia?

Il conflitto d’interessi ha fatto la sua ultima apparizione ufficiale nel voluminoso programma dell’Unione per le elezioni del 2006 (pag. 18). Il centro sinistra vinse le elezioni con quel programma e una volta al governo si guardò bene dal toccare la questione conflitto d’interessi. Nella successiva campagna elettorale Veltroni fece un ulteriore passo avanti, evitando persino di parlarne. La posizione del Pd sul conflitto di interessi in realtà è nota da tempo. Fassino dichiarò pubblicamente che “la legge sul conflitto di interessi non da più lavoro a nessuno”, dunque… Il mitico D’Alema dichiarò che “Mediaset è un patrimonio del paese”. Ma il massimo fu Luciano Violante, quando nel 2003 alla camera confessò quanto segue:

«L’onorevole Berlusconi sa per certo che gli è stata data la garanzia piena – non adesso, nel ’94, quando ci fu il cambio di governo – che non sarebbero state toccate le televisioni. [...] Lo sa lui e lo sa l’onorevole Letta [...] Voi ci avete accusato nonostante non avessimo fatto la legge sul conflitto di interessi e dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni [...] Durante i governi di centrosinistra il fatturato Mediaset è aumentato di 25 volte!».

Dal momento che io mi rifiuto di pensare che voi del Pd siate degli imbecilli, sono autorizzato a pensare che siate in cattiva fede. Non mi attendo che voi rendiate conto di quello che dite e (non) fate, perché tutto è già sufficientemente chiaro. Per la casta dei professionisti del potere (e ci metto dentro anche i dirigenti del Pd) il conflitto d’interessi non esiste, dal momento che curare i propri interessi non desta in loro nessun conflitto. Anzi, un sistema figlio del conflitto d’interessi dove il legislatore può farsi direttamente le leggi a proprio uso e consumo, e dove il controllato coincide col controllore, è considerato garanzia di “governabilità”, visto che offre meno intralci all’esercizio del potere. Lo scopo del sistema è essenzialmente uno: quello di concentrare sempre più potere e ricchezza nelle mani di pochi, anche a costo di ridurre il resto della popolazione in stato di semi povertà.

Tornando a lei, onorevole Bersani, non mi sembra che abbia mai avuto il coraggio di prendere le distanze da certe politiche e da certi dirigenti del suo partito, dunque lei non fa che lamentarsi dell’effetto fingendo di non conoscerne la causa. Le sue deboli accuse rivolte al governo, finiscono per essere robuste offese ai suoi elettori.

Friday, June 10th, 2011

L’orda dei porcelli all’assalto dello scrofone

Filed under: Conflitto di interessi, Informazione
Written by: mazapegul @ 9:50 pm

Vittorio Feltri avverte: “Aspettiamo a fare il funerale senza la salma. Il centrosinistra ha vinto solo una battaglia”. (da ilfattoquotidiano.it)

Feltri ha ragione, nonostante la disastrosa sconfitta elettorale, la posizione dominante del nano sui mass media è ancora intatta e li userà a sua convenienza non appena si presenti l’occasione giusta. Un esempio? Basterebbe un’altra calamità naturale, un terremoto, un uragano, un diluvio universale, una statuetta in faccia. Se dovesse succedere in questo momento, il nano non esiterebbe a mettere in scena un’altra farsa mediatica di proporzioni bibliche, dalla quale ne uscirebbe un’altra volta rigenerato e lodato dal popolo. Con tutti i servetti e sanguisughe che con rinnovato vigore corrono avidi alle sue mammelle. Come un’orda di porcelli all’assalto dello scrofone.

Auspicando che gli oppositori non abbassino la guardia, ne ora ne mai, vorrei ricordare soprattutto al Pd che prima del lavoro, della scuola e della ricerca, le priorità del paese sono altre. Non ha senso sistemare le travi se le fondamenta sono mezze fottute, leggi INFORMAZIONE. Queste sono le priorità:

  1. Legge costituzionale che limiti la proprietà dei mass media per soggetto, massimo 15% del totale delle concessioni dello stesso tipo disponibili sul mercato. Chi possiede di più dovrà vendere al migliore offerente, e zitti. Con questa legge si porrà fine allo scempio senza fine ufficialmente inaugurato da Craxi nel 1990 con la famigerata Legge Mammì.
  2. Legge costituzionale che prevede l’ineleggibilità per proprietari di giornali e televisioni. A dire il vero esiste già la legge 361 del 1957, tuttora in vigore, che prevede l’ineleggibilità dei concessionari pubblici. Una legge ignorata e calpestata per 17 anni fra l’indifferenza della quasi totalità dell’opposizione (maggiori dettagli sulla legge 361 sono riportati qui sotto).
  3. Legge costituzionale sul servizio pubblico di informazione, il quale dovrà essere amministrato da una corporazione indipendente dal diretto intervento del governo. BBC docet. In altre parole, via i partiti dalla Rai, che dovrà comunque garantire appositi spazi a tutti i partiti in ugual misura. Il servizio pubblico verrà finanziato unicamente dal canone e da libere sovvenzioni. Zero pubblicità.

Ora pizzicatevi la faccia e tornate coi piedi per terra, nessuno in Italia approverà mai leggi tanto elementari. Né il centro destra né tanto meno il centro sinistra.


D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361
Testo unico delle leggi elettorali
(Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 3 giugno 1957, n. 139)

CAPO II Eleggibilità

1. Non sono eleggibili:

. . . .

Art. 10

1. Non sono eleggibili inoltre:

1) coloro che in proprio o in qualità di rappresentanti legali di società o di imprese private risultino vincolati con lo Stato per contratti di opere o di somministrazioni, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative di notevole entità economica, che importino l’obbligo di adempimenti specifici, l’osservanza di norme generali o particolari protettive del pubblico interesse, alle quali la concessione o la autorizzazione è sottoposta;

2) i rappresentanti, amministratori e dirigenti di società e imprese volte al profitto di privati e sussidiate dallo Stato con sovvenzioni continuative o con garanzia di assegnazioni o di interessi, quando questi sussidi non siano concessi in forza di una legge generale dello Stato; 3) i consulenti legali e amministrativi che prestino in modo permanente l’opera loro alle persone, società e imprese di cui ai nn. 1 e 2, vincolate allo Stato nei modi di cui sopra.

Tuesday, June 7th, 2011

Caso Annozero – Come si applica il metodo mafioso per distruggere la concorrenza

Dal blog Byoblu di Claudio Messora:

[...] La domanda giusta non è quindi se Michele Santoro debba o non debba essere riconfermato dal cda di un’azienda (per di più con disonore di quest’ultima). [...] Piuttosto l’importante è verificare, nel contesto di una pluralità di mezzi di informazione e del libero mercato, se esista nel sistema radiotelevisivo italiano un soggetto disponibile ed interessato a dare voce alla domanda di un pubblico così vasto.

Questo soggetto c’è. Si chiama LA7 ed io leggo in maniera positiva la migrazione di Anno Zero su un’emittente che, nel mercato televisivo delle frequenze ricevibili in chiaro, sta realizzando un terzo polo informativo equilibrato, fresco, più agganciato alla pancia del paese e soprattutto più credibile rispetto al duopolio Mediaset – Rai. L’arrivo di Santoro consoliderà e farà ulteriormente lievitare l’audience già meritatamente cresciuta con il TG di Mentana. Significa più italiani anche per Omnibus, Otto e Mezzo, Exit, Crozza e tutto il resto. [...]

Non credo che questo soggetto esista. Né credo che si chiami LA7. Con tutti i meriti e le buone intenzioni del caso, LA7 non è in grado di dare voce a quel pubblico così vasto. Perché il vero problema sta ancora più a monte, è l’esistenza di un soggetto mediatico/politico dominante. È il solito problema, il conflitto di interessi, che a forza di conviverci è arrivato alla noia e si è finito per non parlarne più. Il ragionamento di Claudio Messora non farebbe un piega in una realtà che avesse anche solo una parvenza di sistema liberale. Un fatto è che la realtà dei mass media in Italia è tutto tranne che liberale. È in guerra. Non è anomalo che un conduttore televisivo passi da un canale ad un altro, ma è criminoso il fatto che questo venga imposto dal premier, che dominando il mercato delle tv private è anche il diretto concorrente. Annozero, per quanto criticabile (io l’ho fatto in più occasioni), da tempo non è più un programma televisivo, è diventato una trincea, un blocco di resistenza. La trincea è stata espugnata. Di solito le guerre si vincono con i bombardieri, non con le fionde.

Friday, February 4th, 2011

L’investimento sicuro è la stupidità

Einstein sosteneva che solo due cose sono infinite, l’universo e la stupidità. Ma non era così sicuro riguardo il primo.

Come si vincono le elezioni in una “moderna” democrazia (da non confondere con “evoluta”)? Un bel programma? Un partito di persone per bene? Un leader carismatico? Il radicamento nel territorio? No, niente di tutto questo. Per vincere bisogna investire nella stupidità. La stupidità è una risorsa inesauribile. Ogni popolo possiede una sua base di stupidità cronica, con larghi margini di potenziale incremento in caso essa venga sapientemente coltivata. La campagna elettorale vincente è quella che investe su massicce dosi di stupidità mirata, dispiegata all’unisono dai principali mezzi d’informazione. Il presupposto è il controllo militare dei mass media, il loro utilizzo spietato e spudorato. Quando è ora di adulare si sparge incenso, quando è ora di sputtanare si rovesciano vagonate di merda. L’importante è tenere sempre alto il livello ebete demenziale dei programmi di informazione e dei talk show, cosa che provoca, fra l’altro, la fuga dalla politica di quelli che hanno rimasto qualche neurone funzionante. Un vero toccasana!

Si potrebbe obiettare che un simile approccio non può durare all’infinito. Intanto questi sono due fatti: dura già da almeno 16 anni e funziona a meraviglia. Altri fatti sono: il livello cul-turale della propaganda del premier e dei cortigiani d’assalto; il quantitativo di balle e contro-balle dispiegate a reti unificate; la qualità delle persone che fanno carriera, i vari cortigiani, yes-man, leccaculi, ricattatori, ricattati, avvocati personali, squadristi del piccolo schermo, prostitute/i, ecc. Come premio per le recenti starnazzate televisive, Sgarbi è stato promosso in Rai in prima serata da Masi. Come lo vogliamo inquadrare questo episodio? Mi sembra eloquente.

Investire nella stupidità è la politica vincente, anche se molto difficilmente verrà mai ammesso in maniera ufficiale. L’unico modo per arginare la diffusione controllata di stupidità sarebbe quello di impedire costituzionalmente le concentrazioni di potere, quello mediatico in primis. La cosiddetta opposizione PDina ha sempre messo questo problema in secondo piano. Con la scusa che “il tema non appassiona la gente” o che “la legge sul conflitto d’interessi non da più lavoro a nessuno”, non ha mai nemmeno cercato di risolverlo. Sono da considerarsi complici, ora strillano contro Berlusconi ma sono fuori tempo massimo.

Tuesday, October 26th, 2010

Balle confindustriali

Emma Marcegaglia:

“Non possiamo permetterci di andare a elezioni anticipate, non possiamo permetterci una campagna elettorale disastrosa in un momento come questo e richiamo ancora una volta tutti a un senso di attenzione e di bene per il Paese”. (Repubblica.it)

Balle! Quello che non possiamo (e non avremmo dovuto) permetterci è una classe politica (destra, sinistra e centro) che da 16 anni è sclerotizzata attorno ai processi di Berlusconi. Al contrario di quanto sostenuto dalla Marcegaglia, che ultimamente sembra sia tormentata dagli incubi dei segugi berlusco-feltriniani alle calcagna, le soluzioni possibili sono le seguenti:

  • Un governo tecnico che ristabilisca le regole democratice (antitrust, conflitto d’interessi) e che porti alle elezioni anticipate con una nuova legge elettorale.
  • Condanna e conseguente interdizione perpetua dai pubblici uffici per il Cavaliere (con buona pace dei suoi simpatici fans).
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