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Thursday, February 12th, 2009

Scalfaro: “giorni di timore per la democrazia”

rabbit.jpg Oscar Luigi Scalfaro: “Ci rivolgiamo al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con rispetto per la carica che ricopre e per dirgli, con pacatezza, presidente, la Carta vuole unire e non dividere, e chiedergli di non farci vivere giorni di timore per la patria e la democrazia [...] in questi giorni ci ha fatto preoccupare.” (fonte Repubblica.it)

Questa uscita di Scalfaro la trovo fantastica. Dopo tre governi di leggi vergogna e assalti spudorati alla Costituzione senza soluzione di continuità – ad opera del medesimo Presidente del Cosiglio – Scalfaro si dice preoccupato per la Costituzione. Ma con pacatezza. E’ un po’ come preoccuparsi della verginità dopo essere stati stuprati a ripetizione.

In realtà Scalfaro sa benissimo con chi ha a che fare, vuole solo evitare di innescare un serio scontro istituzionale. Che è poi la stessa preoccupazione della maggior parte del centro-sinistra. Ma è proprio questa paura che alla fine ha permesso al manipolo di criminali che sta al potere di rosicchiarsi il Paese e la sua Costituzione. Pezzo dopo pezzo.

Post precedenti:

(photo by Nick Devenish)

Monday, February 9th, 2009

Ma Berlusconi chi è?

pozzo.jpg

“Il potere non è nel consiglio comunale di Palermo. Il potere non è nel Parlamento della Repubblica. Il potere è sempre altrove. Lo Stato per me è la Costituzione e la Costituzione non esiste più.” (Leonardo Sciascia)

Berlusconi, dietro all’immagine del potente magnate, è in realtà un uomo che vive sull’orlo del baratro da oltre 15 anni, a cui è stato permesso di accedere per tre volte alla presidenza del consiglio per risolvere le proprie beghe giudiziarie e finanziarie. Ma chi glielo avrebbe permesso e in cambio di cosa?

Il potere economico/politico non è una persona, è un sistema, e quello italiano è la versione più criminale e predatrice che si possa trovare nei paesi occidentali. Questo potere è fortemente minacciato da frange del potere giudiziario, quello con la schiena dritta naturalmente. La minaccia è arrivata al suo apice durante il periodo di Mani Pulite. Il potere non tollera di essere intercettato e giudicato, esige di essere al di sopra della legge, mortificando e depredando in santa pace la vita e la ricchezza del paese, a scapito dei suoi (ignari) cittadini/telespettatori. L’esigenza prioritaria è perciò quella di subordinare il potere giudiziario. Nel Cavaliere è stata semplicemente individuata la figura ideale per eseguire il lavoro sporco. Il bellimbusto scelto per metterci la faccia. Quello esente dai sentimenti di vergogna.

Se da un lato è facile intuire perché il Cavaliere sia riuscito a circondarsi di così tanti sudditi (sudditi finché gli fa comodo, non dimentichiamolo), ci si chiede tuttavia perché vari esponenti di spicco del centro-sinistra abbiano salvato il Cavaliere in extremis in numerose occasioni. Ma è il loro avversario politico, cosa sono scemi? Qualcuno lo sarà senz’altro, ma non lo sono tutti. Il potere non è di destra o di sinistra, cattolico o laico. Il potere è trasversale. Così come è trasversale l’aspirazione del potere di essere al di sopra della legge. A questi esponenti del centro-sinistra, che in alcuni casi hanno già assaporato sulle chiappe i morsi della giustizia, non può che far comodo un Cavaliere al governo, almeno fino a quando non avrà completato lo sfregio alla Costituzione. E con questo si spiega perché nessuna delle leggi vergogna approvate dagli esecutivi berlusconiani sia stata cancellata dai governi di centro-sinistra, nonostante lo avessero promesso in campagna elettorale. Si spiega anche perché lo stesso centro-sinistra abbia alla fine legittimato il conflitto d’interessi del Cavaliere.

Segnalazione: “ORA BASTA!”. 21 FEBBRAIO A PIAZZA NAVONA CONTRO LA DITTATURA OSCURANTISTA

(photo by clickykbd)

Thursday, December 4th, 2008

Caso Sky: l’economia sotto un regime

Filed under: Conflitto di interessi, Economia, Politica, Silvio Berlusconi, Sky
Written by: mazapegul @ 9:32 pm

sonda_corriere.jpg Il polverone sollevato con il caso Sky (raddoppio Iva agli abbonati Sky) è l’ennesimo fumo negli occhi per confondere le idee. Si è favellato di tutto: Berlusconi non sapeva, Mediaset sapeva, è una decisione giusta, è sbagliata, lo voleva anche Prodi, il conflitto d’interessi, ecc. Eppure il nocciolo della questione è molto semplice, e sempre il solito purtroppo: un Berlusca a capo del governo è come un elefante in un negozio di cristallo. In altre parole, non può neanche scoreggiare senza causare catastrofi. Ormai accusare il Cavaliere di conflitto d’interessi è come accusare un maiale di avere il naso sporco quando si ruzzola nella merda dalla mattina alla sera.

Io capisco gli ammiratori del Berlusca, sono un po’ come i fans delle rock star, apprezzano anche quando gli si scoreggia in bocca. Se si dovesse chiedere agli elettori se considerano compatibile agli incarichi di governo uno che possiede giornali, televisioni e quant’altro, tolto quel 20% di fans e qualche disinformato cronico, la stragrande maggioranza risponderebbe “no”. Sono assolutamente convinto di questo, date un’occhiata a cosa ha risposto il 70% di oltre 48.000 lettori di Corriere.it – che non sono certo tutti di sinistra – in un interessante sondaggio di qualche mese fa (vedi foto).

Sunday, November 16th, 2008

L’anti-berlusconismo non esiste

Filed under: Conflitto di interessi, Politica, Silvio Berlusconi
Written by: mazapegul @ 8:22 pm

pirates.jpgSe ne parla in televisione, sui giornali e sui libri. Eppure non esiste. L’anti-berlusconismo è una invenzione dello stesso Berlusconi, per poter fare la vittima nelle sue televisioni come e quando gli pare. Come farebbe alrimenti a giustificare le accuse di invidia personale nei suoi confronti o magistratura politicizzata (rigorosamente quella che indaga su di lui o i suoi amici)? L’opposizione ci è cascata in pieno, anche loro ora ci credono, si dicono infatti contrari alla “demonizzazione del Cavaliere”, LOL!

La dimostrazione che l’anti-berlusconismo non esiste è molto semplice. Mettiamo che si presenti un’altro bellimbusto di nome, chessò… Candido Culetto. Mettiamo che abbia un conflitto di interessi competitivo, per vergognosità, con quello del Cavaliere. Lo dovremmo chiamare anti-culettismo?

No, no, non c’è bisogno di inventare nuove parole quando queste esistono già. Si chiama sempre CIVILTÀ, altro che anti-berlusconismo!

(photo by reitveld)

Monday, October 27th, 2008

Manifestazione Circo Massimo, quella gente meriterebbe di meglio

dalema.jpgIl Paese è migliore della destra che lo governa“, attacca Veltroni dal palco della manifestazione di sabato scorso.  Mi auguro naturalmente che tale asserzione corrisponda al vero. Ma la mia constatazione è un’altra, la cosa certa è che i manifestanti accorsi al Circo Massimo sono migliori del Partito Democratico. Penso che quella gente meriterebbe di più di questa risma di oligarchi che credono di rappresentarli, ma che hanno già ampiamente dimostrato di non avere nessuna intenzione – o le palle – di cambiare alcunché. Veltroni ha risolto il problema del conflitto d’interessi smettendo di parlarne. Ovviamente chi ne parla fa “demonizzazione”. Per Fassino invece una legge sul conflitto d’interessi non darebbe più lavoro a nessuno, quindi…

D’Alema a suo tempo ci fece sapere che Mediaset è un “patrimonio nazionale”. In caso il suo pensiero strategico non fosse suffientemente chiaro, lui stesso ci viene in aiuto per spazzare via ogni ombra di dubbio: “Se si arrivasse a un sistema presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica della Stato perché ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a lui di governare meglio il Paese” (D’Alema, 29 settembre, fonte Micromega). Peccato che non l’abbia ripetuto su quel palco, una immersione di sonore scoregge non gliel’avrebbe tolta nessuno.

Thursday, August 21st, 2008

Non sempre le cose sono come sembrano

fake.jpgOccorre sfatare qualche luogherello comune a proposito del Partito Democratico, inteso come quel partito politico la cui massima aspirazione è rappresentata da leader eccellenti quali D’Alema, Fassino, Letta, Bassolino, Finocchiaro, Veltroni, eccetera.

Al PD è dispiaciuto il fatto di avere perso le ultime elezioni

Falso. Sono invece contenti del fatto che non dovranno essere loro ad approvare una serie di leggi vergogna, tanto sospirate anche dal PD. Per quanto riguarda l’annunciata legge sulle intercettazioni e del bavaglio alla stampa, ad esempio, sarà l’Unto dal Signore a metterci la bella faccia, tanto lui la vergogna non ce l’ha più. Per la gioia dei vari D’Alema, Fassino, Latorre (vedi vicenda Unipol-Bnl e relative intercettazioni).

Al PD non piace Berlusconi

Falso. Il PD non potrebbe nemmeno aspirare a vincere le elezioni parrocchiali se non fosse per Berlusconi. Si da il caso che 5 anni di Cavaliere porteranno i poveri Italiani ad uno stato di nausea tale, da rendere possibile anche l’impossibile: una vittoria accidentale, ed assai risicata, del grande PD.

Il PD è contrario al conflitto d’interessi ed alla concentrazione del potere mediatico

Falsissimo. A parte il fatto che il leggendario D’Alema ha già dichiarato a più riprese che Mediaset è un patrimonio nazionale (quindi non può che esserlo anche il relativo padrone), si da il caso che il signor Conflitto di Interessi per eccellenza, incarnato in terra, non ha mai mancato di usare le sue televisioni per esprimere solidarietà nei confronti di quei poveri cristi del PD rimasti incagliati nella morsa della giustizia (vedi solidarietà a Del Turco e ancora vicenda Unipol-Bnl).

Il PD è psicologicamente suddito delle frange giustizialiste, tipo Italia dei Valori

Falsissimo. Il PD odia Di Pietro come il peggior nemico. Gli sta sottraendo elettori su base giornaliera. Meno male che c’è un Cavaliere solidale disposto ad ospitare Veltroni nelle sue TV, purché si lamenti pubblicamente del cattivone Di Pietro, nota figura centrale di quel “raduno di brigatisti” chiamato “No Cav Day”. Ben venga anche la corazzata diffa-demonizzatoria contro il medesimo cattivone, dalle reti del patrimonio nazionale naturalmente.

(photo by funadium)

Monday, July 21st, 2008

Se si sapesse in giro…

scarpinato.jpgAgli italiani non interessa il problema del conflitto di interessi, ed ancor meno della concentrazione del potere mediatico“.

Non è la tiritera che viene quotidianamente spalmata sull’etere e carta stampata da oltre 15 anni? Lo dice, ovviamente, chi con tali conflitti e poteri ci ha a che fare; lo dice anche, a maggior ragione, chi fatica ad arrivare a fine mese con una famiglia a carico. Lo dicono quelli che scrivono o parlano sui media – controllati da chi con tali conflitti e poteri ci ha a che fare; lo dicono anche, a maggior ragione, quei politici che dovrebbero opporsi ma a cui, tali conflitti e poteri, non fanno affatto schifo. Uno se lo sente ripetere, in fondo sembra la pura italica verità: alla fine ognuno pensa alla propria bottega, e se fatica ad arrivare a fine mese quello diventa il suo problema/interesse principale.

Uno allora dovrebbe chiedersi perché tali conflitti certuni se li difendono con gli artigli, anzi, hanno l’ossessione di moltiplicarli. Forse perché se il controllato ed il controllore sono la stessa persona finisce che la multa non la paga? O forse perché se intasca denaro pubblico o illecito decide di… far finta di niente? Ma chi le paga le multe? E chi lo sborsa il denaro pubblico?

Uno allora dovrebbe anche chiedersi perché chi controlla i media difende il suo potere con gli artigli, anzi, ha l’ossessione di moltiplicarlo. Forse perché se uno venisse a sapere quale abnorme quantitativo di denaro pubblico viene trafugato per arricchire certi “furbetti” in spregio alle tasche dei risparmiatori/contribuenti – perciò anche alla propria amata bottega – allora capirebbe una cosa molto semplice: le cose sono collegate.

Segnalazione video:

Roberto Scarpinato (parte 1/5): L’Italia Oscena
Roberto Scarpinato (parte 2/5): L’Italia Oscena
Roberto Scarpinato (parte 3/5): L’Italia Oscena
Roberto Scarpinato (parte 4/5): L’Italia Oscena
Roberto Scarpinato (parte 5/5): Bella e Giovane Costituzione

Monday, July 7th, 2008

8 luglio in piazza contro le leggi-canaglia

banner_manifestazione.gif

Aderisco alla manifestazione di domani a Roma in Piazza Navona. Perché:

  • Il Caimano capobanda del governo se ne strafotte dei problemi del paese. Ha ampiamente dimostrato quali i suoi interessi principali: i suoi guai giudiziari, quelli dei suoi amici, e le sue aziende.
  • Non ha nessun ritegno nel seminare odio e stupidità, demolire le istituzioni e minare la Costituzione, se ciò gli serve per raggiungere i suoi scopi.
  • È fiero di trascinarsi il più vergognoso conflitto d’interessi che si sia mai visto nella storia democratica mondiale.
  • Controlla una macchina diffamatoria-propagandistica che farebbe vincere le elezioni anche ad Al Capone (infatti…).
  • Si è circondato esclusivamente di servi fedelissimi e/o ricattabili.
  • Non è né liberale né moderato. È un post-comufascista con tendenze rivolu-reazionarie.
  • È diventato il primo problema del paese, perché sta tenendo il paese in ostaggio da 15 anni.

Monday, June 23rd, 2008

Balle DOC

bales.jpgCsm, il problema della politicizzazione dei magistrati esiste e non è più tollerabile” (fonte www.jolesantelli.it). Parola di Jole Santelli, ex sottosegretario alla Giustizia, Pdl. Anni di gavetta nel rinomato studio Previti significheranno pure qualcosa!

Quello della magistratura politicizzata è il tormentone 15ennale del partito azienda, dispiegato a gran cassa mediatica senza soluzione di continuità. È anche una balla colossale che, in un paese con libera informazione, verrebbe sbugiardata e sotterrata in mezza giornata.

Ricapitoliamo in sintesi il corso degli eventi. Nei primi anni ’90 l’Unto dal Signore si ritrova seriamente indagato. In seguito decide di entrare in politica (per evitare di finire peggio di Craxi ovviamente, lo sanno anche i muri). Vince le elezioni e diventa un uomo politico. Fa approvare dai suoi governi fior di leggi, decreti e normative varie, per togliersi dalle palle i guai giudiziari (tipico comportamento di chi sa di essere innocente). Riesce in questo modo a dare un efficace contributo allo sfacelo del sistema giudiziario italiano. Alcuni magistrati criticano a viso aperto lo scempio in corso da 15 anni, il prezzo pagato per salvare il solo culetto del Cavalier Santità e amichetti. Ma siccome il soggetto in questione in seguito è entrato in politica, i magistrati che indagavano su di lui si sarebbero “politicizzati” per metamorfosi indotta. Insomma, dal giorno alla notte si sono ritrovati “comunisti”.

Capito il ragionamento? È come se una donna dovesse diventare automaticamente lesbica solo perché il marito, per fargli un dispetto, si è tranciato il pisello. Argomenti genialoidi, per corti di memoria o per larghi in malafede.

(photo Victor Geere)

Friday, June 20th, 2008

Quando alla guida del governo c’è un disperato

despair1.jpgNei primi due mesi del suo terzo governo, Berlusconi ha già mostrato tutta la sua disperazione. Ha rifilato – fra decreti, ddl e cavilli vari – un quantitativo di leggi vergogna da record. Ora per salvare Rete4, ora per impedire l’utilizzo e la pubblicazione delle intercettazioni per reati “non gravi”, ora per interrompere il processo in cui è coinvolto per corruzione giudiziaria (che dovrebbe portare ad una sentenza di primo grado nei prossimi mesi, se non viene interrotto prima). Tali norme saranno valide per tutti, come garantisce la Costituzione. In questo caso non si tratta però di una buona notizia, se almeno le applicassero solo al Cavaliere (che guarda a caso è coinvolto direttamente in tutte e tre le questioni) e relativa ciurma, farebbero infinitamente meno danni.

La disperazione ora ha preso il sopravvento. Ecco l’Unto dal Signore scagliarsi contro la Magistratura con rinnovata violenza. Sparando nel mucchio, senza fare nomi. E’ tornato quello di sempre. A costo di compromettere l’approvazione di provvedimenti molto più urgenti per la collettività. Mandando a culo ogni possibilità di dialogo sulle riforme con l’opposizione. Ha calato la maschera, dimenticandosi di essere il Capo del Governo di un paese che ha ben altre priorità. Ha scelto ancora una volta di piegare l’intero paese al proprio sciagurato destino.

Un uomo in tale stato di disperazione è del tutto inadeguato a governare un paese. Sarebbe ora che questo venga finalmente compreso dall’elettorato di centro-destra più intelligente.

(photo by lleugh)

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