Tuesday, June 17th, 2008

“Berlusconi ha strappato la tela”

crocosmile.jpgMentre il paese sprofonda l’Unto dal Signore ha altre priorità: la sua bottega ed i suoi problemi giudiziari. In questo modo il Grande Statista (del piffero) è riuscito a mandare a culo ogni possibilità di dialogo con l’opposizione più buonista degli ultimi 15 anni di governi. Un bello smacco per quei dirigenti del centro-sinistra che hanno contribuito a riconsegnare il paese nelle mani dell’Unto, con la stessa vergognosa situazione di conflitto d’interessi. Per Fassino la legge sul conflitto d’interessi non era una priorità, non dava più lavoro a nessuno. Infatti, è una priorità per il Puzzoso di Santità. A lui il conflitto interessa eccome, sono gli interessi del paese ad essergli del tutto secondari.

Dopo 15 anni di tentativi di dialogo per le riforme (tutti puntualmente trasformati dal Cavaliere in solenni prese per il culo), Veltroni avrebbe capito che con Berlusconi nessun dialogo è possibile. Meglio tardi che mai.

(photo by vigour)

Thursday, May 22nd, 2008

Addio dialogo, debole ma breve

Filed under: Conflitto di interessi, Politica, Silvio Berlusconi
Written by: mazapegul @ 6:24 pm

tv.jpgCostruttivo e duraturo il dialogo instaurato fra governo ed opposizione. Qualche giorno di beata concordia e, in men che non si dica, è già andato a puttane. A scatenare la discordia è bastato un “piccolo” emendamento proposto dal centro-destra. Si tratta del cosidetto emendamento “Salva-Rete4“.

Il paese ha bisogno di dialogo, ci dicono, sarebbe perciò utile che quelli del centro-destra smettessero di candidare alla Presidenza del Consiglio un soggetto che non può nemmeno scoreggiare senza ritrovarsi in serio conflitto d’interessi. Certo però che se il centro-destra è fatto da gente come Fini, un giorno sbeffeggiato e deriso e il giorno dopo di nuovo a cuccia dal Cavaliere, non ci sono grandi prospettive.

Wednesday, May 21st, 2008

Il vergognoso – Gli interesssi del prepotente prima di tutto

shame.jpgContinua la saga de “Il vergognoso“. L’Unto del Signore ha inaugurato il nuovo governo da una manciata giorni, ed è già in piena attività. Prima vengono gli interessi della sua baracca poi, al limite, quelli della collettività. Come da copione.

Prima vergogna del giorno:

È già pronto un emendamento che “propone una nuova sanatoria per tutti gli attuali titolari di frequenze” (Paolo Gentiloni su L’Unità). In pratica, invece di far applicare le varie sentenze vinte da Europa 7 per trasmettere in analogico al posto di Rete4, l’emendamento permetterebbe di aggirarle. Non solo, in tal caso l’Italia dovrà pagare una sanzione di 300 mila euro al giorno, retroattiva dal luglio 2006. È la Tassa Berlusconi che i cotribuenti dovranno sborsare per pemettere alla rete di propaganda berlusconiana Rete4 di continuare a trasmettere beata – in barba alle sentenze che invece hanno dato ragione ad Europa 7.

Seconda vergogna del giorno:

Nel decreto sicurezza spunta una norma sul patteggiamento allargato. Ovviamente è per puro caso che il Puzzoso di Santità sia imputato per corruzione in atti giudiziari dell’avvocato David Mills, e che tale normativa potrebbe potenzialmente essere utilizzata per far slittare la sentenza oltre la data di prescrizione.

Articoli per approfondire:

Tuesday, May 13th, 2008

L’ora del dialogo

trap.jpgBel discorso quello di oggi del Berlusca: le tasse sono utili; mai cavalcato, né mai cavalcheremo, la paura; voglia di dialogo con l’opposizione; [...] invochiamo l’aiuto di Dio e che la fortuna ci assista.

L’opposizione dovrebbe perciò avviare il dialogo sulle riforme con uno che: da 15 anni si trascina il più vergognoso conflitto d’interessi mai visto nella storia democratica mondiale; in questi 15 anni non ha fatto altro che peggiorare in problema tenendo in ostaggio un intero paese; ora è di nuovo il capo governo e controlla perciò anche il servizio pubblico; non ha fatto neanche in tempo ad insediarsi che già i suoi uomini vogliono cacciare dalla Rai i giornalisti scomodi; si è permesso di trafficare vallette e senatori sottobanco con il direttore di Rai Fiction, con lo scopo di far cadere il governo Prodi; ha nominato Ministro delle Riforme uno che ha minacciato la marcia su Roma con tanto di fucili; …

Beh, se questo dialogo dovesse mai avere luogo, in queste condizioni, mi auguro con tutto il cuore che alle prossime elezioni al Pd gli rimangano solo i voti dei suoi dirigenti, e si volti finalmente pagina.

Tuesday, April 22nd, 2008

Ma è così difficile?

Filed under: Conflitto di interessi, Informazione, Politica
Written by: mazapegul @ 9:27 pm

remote.jpg È interessante vedere schiere di giornalisti, opinionisti e pseudo-intellettuali che ancora si interrogano sul perché uno ha vinto le elezioni e l’altro le ha perse. Se il paese è diviso in due o in due e mezzo. Se gli italiani sono fondamentalmente di destra o di sinistra. Se sono deficenti o meno. Sono passati ormai 20 anni dalla approvazione della Legge Mammì – un regalino di Craxi – e ancora questi signori non si sono accorti che un beota vince le elezioni per la terza volta perché controlla l’informazione. Ma è così difficile da capire?

Tuesday, April 15th, 2008

Veltroni dovrebbe dimettersi

walter_veltroni.jpgBerlusconi ha vinto per vari motivi. Da un lato perché controlla, direttamente o indirettamente, l’informazione che conta. Ha avuto la possibilità di sparare balle su balle per denigrare gli avversari e farsi bello senza nessun contradditorio, sia nelle tv sue che in quelle di stato. Il popolo è popolo, si sa, è fesso per definizione. Non esattamente perché lo sono i singoli individui, ma perché lo è statisticamente come massa. Semplifico per rendere il concetto: se per vincere le elezioni è sufficiente smuovere un 4% di elettori “indecisi” (che diventeranno 8% di differenza), è evidente come diventi relativamente semplice ottenere una vittoria nelle attuali condizioni di regime mediatico. Questo può accadere in Italia così come in Germania, Francia, Stati Uniti, ecc. Le regole democratiche sull’antitrust ed il conflitto d’interessi non sono state inventate per rompere i coglioni, ma per rendere possibile un regime democratico. È ridicolo che nelle condizioni attuali il Pd salti fuori due giorni prima delle elezioni a denunciare le violazioni sulla par condicio. Come se a Berlusconi, una volta che ha vinto, gliene fregasse qualcosa.

Berlusconi ha vinto anche perché ha avuto un avversario, Veltroni, che a malapena l’ha nominato in campagna elettorale. Figuriamoci “attaccato”. Ha fatto una campagna elettorale a bassa voce, senza prendere una posizione netta sull’anomalia italiana. Senza dichiarare apertamente guerra alla prevaricazione dell’impero Berlusconiano, che calpesta sistematicamente le regole democratiche – cosa che ha fatto Di Pietro raddoppiando il consenso. Veltroni non ha voluto dire la verità su Berlusconi e si è fatto calpestare. Questa è una colpa.

Il buonismo di sinistra all’italiana ne esce malissimo per l’ennesima volta. Veltroni ha perso le elezioni, una sconfitta cocente e largamente prevedibile. Ora dovrebbe dimettersi.

Friday, March 21st, 2008

Forza Di Pietro #2

getoutofhere.jpg

Riporto di seguito una parte dell’intervista dell’Unità ad Antonio Di Pietro:

L’Unità: Lei dice che «soffierà sul collo» di Berlusconi anche sul conflitto d’interessi. Ma lei ritiene anche che il centrosinistra sia stato troppo ‘timido’ al riguardo…
Antonio Di Pietro: «Il centrosinistra non è stato timido, è stato latitante. Ed è una colpa: rimuovere il problema mentre sei maggioranza costituisce un vulnus che va riparato. Noi dell’IdV adempiremo lealmente al programma, ed il programma prevede il rispetto della legalità. Non intendiamo fare sconti… Il fatto è che Berlusconi ha governato essendo concessionario di servizi pubblici: non si mai se decide per lui o per noi: anzi, le leggi ad personam dimostrano che decide solo per se stesso».

L’Italia dei Valori di Di Pietro è rimasta l’unica forza politica cha mette fra le priorità di governo principi fondamentali quali la legalità ed il rispetto delle regole democratiche. La legalità fa paura – anzi fa orrore – a Berlusconi ed è comprensibile, comporta un ridimensionamento del suo patrimonio. Ma non è il caso di preoccuparsi, di fame non morirà. In ogni caso il paese ha diritto ad una democrazia presentabile. Non è accettabile che un imprenditore psicopatico tenga in ostaggio un paese intero.

Ora, se la sinistra vuole assicurasi un tonfo elettorare senza precedenti, è sufficiente che tornino alla ribalta i “buonisti-inciucisti” del Pd, rispolverando le questioni tipo “Mediaset patrimonio del Paese” (cit. D’Alema) et simila. Purtroppo non li hanno ancora cacciati via, speriamo che almeno gli tappino la bocca.

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Wednesday, March 5th, 2008

Ecco come il Pd ha deciso di perdere le elezioni

losers.jpg Uno dei punti della prima stesura del programma elettorale dell’Idv di Di Pietro, citava testuale: “Limitazione della proprietà per i concessionari privati ad una Rete”. Le proteste dei berluscones non si sono certo fatte attendere: Cicchitto ha apostrofato Di Pietro come il “braccio armato di Veltroni“, Berlusconi dichiara addirittura di avere “orrore di Di Pietro“.

Questo punto sulle reti televisive era la carta giusta da giocare. Ha costretto il versante berlusconiano a scomporsi, correre sulle difensive e arrampicarsi sugli specchi. Avviando una pessima figura mediatica. Questo sarebbe stato il momento giusto per Veltroni per rincalzare la proposta di Di Pietro, necessaria per abbettere la concentrazione di potere, per un vero pluralismo dell’informazione, e per aprire nuovi spazi imprenditoriali. Ma anche per farli inalberare ulteriormente. Queste sono le battaglie vincenti, che campagna elettorale sarebbe se non si attacca ripetutamente l’avversario sulle sue contraddizioni più vergognose? La battaglia mediadica che ne sarebbe scaturita avrebbe contribuito a smascherare Berlusconi di fronte ad una parte significativa di elettorato (tifoseria a parte ovviamente). Si tratta oltretutto di una presa di posizione popolare, a giudicare dal sondaggio sui lettori di www.corriere.it, quasi il 70% dei votanti considerano giusto lasciare a Mediaset una sola rete.

Invece cos’è successo? alla prima lamentela dell’avversario politico sono già tutti rientrati nei toni pacati veltroniani. Di Pietro ha tolto il punto dal programma. Che figura, ecco come il Pd ha deciso di perdere le elezioni.

Monday, March 3rd, 2008

Voto o non voto?

palle.jpgL’invito di Grillo a non esprimere il voto nelle prossime elezioni politiche è totalmente ridicolo. Ho capito la protesta contro la casta politica, ma il solo pensiero che il non-voto di questi elettori finisca per regalare la vittoria all’unto di Arcore, mi fa davvero cascare la palle. Tanto sono tutti uguali? No, c’è sempre chi è “più uguale degli altri”, e guarda a caso è anche il più mascalzone.

Si sta parlando di persone a cui starebbero a cuore l’Articolo 21 della Costituzione, la libertà ed il pluralismo dell’informazione, l’ugualianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, la lotta contro il conflitto di interessi, e tante altre belle cosine. Solo che in nome di tale protesta preferiscono consegnare il paese nelle mani della quintessenza della concentrazione di poteri, impunità e conflitti indicibili. Che bella strategia, peccato che ce li ritroveremo tutti a piagnucolare molto presto, in pieno scempio berlusconiano.

Trovatevi qualcuno e votatelo!

Saturday, February 23rd, 2008

Animali in via di estinzione

Filed under: Bruno Tabacci, Conflitto di interessi, Politica
Written by: mazapegul @ 6:37 pm

albatross.jpg

Bruno Tabacci, candidato Presidente del Consiglio per la Rosa Bianca, è fra quelli che hanno le idee chiare a proposito del diffuso degrado etico che soffoca l’Italia (come abbia fatto a stare tanti anni in un partito alleato con Berlusconi non ci è dato da sapere). I politici che hanno ancora a cuore certi concetti etici basilari, ed hanno pure il coraggio di parlarne, sono in via di estinzione. Metterli in evidenza mi sembra il minimo.
Quella che segue è una parte di un suo intervento al programma Ballarò del 29 gennaio 2008:

“… Pensiamo a chi ha fatto guadagni enormi facendo Insider Trading, non è che è stato messo ai margini, anzi sembrano dei furbi. Chi utilizza informazioni riservate per guadagnare, ai danni dei risparmiatori, è considerato un furbo in Italia. Non e’ considerato uno da mettere in un angolo. In un paese così è chiaro che il tema del conflitto di interessi viene vissuto, appunto, come un’altro elemento di furbizia …” (Bruno Tabacci. Guarda il video, dal minuto 3:30)

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