Monday, February 18th, 2008

Forza Di Pietro

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L’Italia Dei Valori di Antonio Di Pietro sembra essere rimasta l’unica forza politica che considera come prioritarie la soluzione del conflitto di interessi e la limitazione della proprietà per i concessionari privati ad una Rete televisiva. Nel resto delle democrazie occidentali sono considerate questioni fondamentali. Nell’Italia tenuta in ostaggio dell’unto di Arcore sono argomenti tabù, persino per gli avversari politici – che è la cosa più preoccupante. Riporto di seguito due degli undici punti proposti da Italia Dei Valori, pubblicati sul blog di Antonio Di Pietro:

3 – Legalità
Inasprimento delle pene per reati economici e di falso in bilancio
Eliminazione del conflitto di interessi
Efficienza della macchina della Giustizia

5 – Informazione
Una sola televisione pubblica, senza pubblicità
Limitazione della proprietà per i concessionari privati ad una Rete
Eliminazione dei finanziamenti pubblici all’editoria

Ora aspetto Veltroni al varco…

(foto www.rainews24.it)

Sunday, February 17th, 2008

Risolto il problema del conflitto d’interessi

flock.jpgCome è stato risolto? Molto semplice, non se parla più. Nel ’94 veniva ancora riconosciuto dallo stesso Berlusconi (senza nessuna intenzione di risolverlo naturalmente). In seguito smise di riconoscerlo quale problema. Oggi per “l’unto del signore” di Arcore non c’è più nessun conflitto.

Dalla parte del Pd l’ultima citazione ufficiale sul conflitto d’interessi fu nel voluminoso programma dell’Unione per le elezioni del 2006 (pag. 18). Poi qualche raro accenno durante il Governo Prodi, ma niente di fatto. Fassino ebbe a dire che “la legge sul conflitto di interessi non da più lavoro a nessuno”, come se una comunità eticamente malmessa offrisse più posti di lavoro.
Oggi non compare più nemmeno nei punti del programma elettorale di Veltroni. Neanche un’accenno. Di questo passo il conflitto d’interessi diventerà un punto a favore dei candidati. Una nota di merito da aggiungere al curriculum.

Il conflitto d’interessi, che in Italia parte dal Berlusca ma investe quasi ogni settore della pubblica amministrazione, non solo è legale, è incentivato. Questo è il messaggio che lo stato lancia ai suoi cittadini: “Avete un qualche desiderio di moralità? Una voce interna vi invita a comportarvi in modo onesto ed agire per il bene della comunità? Buttate tutto al cesso, fessi! Piuttosto fatevi furbi, fate man bassa e pigliate più che potete. Approfittatene, è consentito dalla legge!”. Alla fine quelli che pigliano sono molto pochi, pur devastando l’intera comunità. Ma questo è un dettaglio irrilevante.

Queste sono le radici etiche su cui viene fondata la “rinascita democratica” del paese.

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Saturday, February 2nd, 2008

Confalonieri nel paese delle meraviglie

federlusconi.jpg Eloquente l’”intervista” di Piero Ricca a Fedele Confalonieri (presidente di Mediaset spa, Consigliere di Amministrazione della Arnoldo Mondadori spa e Consigliere di Amministrazione del quotidiano Il Giornale).

Mi è tornata in mente questa dichiarazione di Indro Montanelli: “Berlusconi è un uomo che ha risorse inimmaginabili, che ha della verità un concetto del tutto personale, per cui la verità è quello che dice lui. E a questa sicumera, forse a forza di dire bugie, ci crede, forse diventa un bugiardo in buona fede perché questo lo faceva anche prima” (Repubblica.it). La parte relativa alla “verità” la si può tranquillamente applicare anche al Fedele di Berlusconi. Stiamo parlando di persone che vivono in un loro mondo di fantasia, in perenne conflitto col mondo reale. La lista delle dichiarazioni attribuite a Confalonieri parla da sola, manca solo quella di Enzo Biagi che se ne andò via dalla Rai di propria iniziativa.

Non ci sarebbe nessun problema per la collettività se non fosse che si tratta di persone dotate di tanti, troppi mezzi. Al punto da tenere una nazione intera in ostaggio da almeno 14 anni. Questi potrebbero metterti su un regime totalitario tirannico senza nemmeno rendersene conto, pensando magari di essere in missione per conto di Dio.

Ribadisco il mio appello all’Unione Europea: cacciate via l’Italia, prima che contagi i paesi ancora sani.

(foto: Confalonieri al pianoforte in un’immagine anni ’50. Alla chitarra, Silvio Berlusconi – dall’Europeo del 25 agosto ’89)

Sunday, January 27th, 2008

Italia: democrazia al capolinea

videodrome.jpg

La forza politica di centro-sinistra si è dimostrata del tutto incapace di affrontare il problema dell’anomalia Italiana – concentrazione di potere e conflitto di interessi. Due governi Prodi – più contorno – non sono riusciti nemmeno a sfiorare la questione. Complici, inciucisti e traditori. Si è rivelata essere niente altro che una oligarchia, incapace perciò di rinnovamento.

Al centro-destra non tira certo un’aria migliore. Questi sono del tutto incapaci di puntare su un candidato che non sia il “piazzista di Arcore”. Nonostante abbiano dimostrato in più occasioni di sopportarlo malvolentieri, nonostante siano stati dal medesimo umiliati e sbeffeggiati fino all’altro ieri, rieccoli tornare all’ovile come pecorelle al primo richiamo. Chinati, riverenti, servili, sissignore. Basta solo un piccolo odore di poltrona e il gioco è fatto.

Considerato perciò lo stato di salute delle forze politiche italiane – incaoaci di anteporre l’interesse collettivo a quello privato -, lo stato disastrato in cui riversa l’informazione – sia quella berlusconiana che quella pubblica -, la concentrazione di potere sui media – che sono la macchina del consenso elettorale -, il macroscopico conflitto di interessi, deduco che non ci sono vie d’uscita. Il rischio di una deriva totalitaria tirannica è reale.

Mi chiedo cosa aspetti l’Unione Europea a cacciare via l’Italia dall’organizzazione, forse giusto il prossimo governo.

(Photograph from “Videodrome”, David Cronenberg – Canadian Film Development Corporation)

Thursday, January 24th, 2008

I traditori

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Fine del Governo Prodi. La legge elettorale “porcata” rimane la medesima. La situazione del conflitto di interessi peggio che peggio. La Rai non ne parliamo. Il paese verrà riconsegnato nelle mani di Berlusconi, altri 5 anni, per lo scempio definivo.

I traditori non sono misteriosi, sono cinque senatori del centro-sinistra che oggi hanno votato no alla fiducia al Governo Prodi, tradendo così il mandato elettorale di 19 milioni di elettori. Hanno nome e cognome:

  • Clemente Mastella, Gruppo misto, Popolari-Udeur
  • Lamberto Dini, Gruppo misto, Unione Liberaldemocratici
  • Tommaso Barbato, Gruppo misto, Popolari-Udeur
  • Franco Turigliatto, Gruppo misto, Sinistra Critica
  • Domenico Fisichella, Gruppo misto

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Sunday, January 6th, 2008

A proposito del prossimo v-day sull’informazione

Filed under: Beppe Grillo, Conflitto di interessi, Informazione, Politica, V2-day
Written by: mazapegul @ 11:19 pm

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Il prossimo vaffanculo day di Beppe Grillo si terrà il 25 aprile 2008, e sarà sull’informazione. Verranno chieste principalmente due cose:

  1. Eliminazione dei finanziamenti pubblici all’editoria.
  2. Abolizione dell’ordine dei giornalisti.

Francamente trovo ridicolo riunire centinaia di migliaia di persone in piazza per poi chiedere le due minuzie di cui sopra. D’accordo sull’abolizione dell’ordine dei giornalisti, un’ente pubblico che si è rivelato del tutto inutile ed inadeguato. Ma cosa potrà mai cambiare, nella desolante situazione della stampa in Italia, se togli il finanziamento pubblico? Come se chi è proprietario dei mezzi di informazione – in pratica una persona sola – avesse bisogno di quei soldi per pubblicare.

Condivido certamente la protesta contro un’informazione ampiamente asservita al potere, il cui unico scopo è quello di conservare e riciclare la classe dirigente, manipolando e oscurando i fatti. Ma il problema è in realtà legato alla concentrazione del potere mediatico ed al conseguente conflitto di interessi. Anche se alla base c’è un problema etico/morale non risolvibile esclusivamente a forza di leggi.

Personalmente concentrei l’attenzione sui seguenti punti, molto più pertinenti:

  1. Legge sul confitto di interessi che introduca l’ineleggibilità dei proprietari di giornali e tv. Limitare inoltre la proprietà televisiva ad un massimo di un canale nazionale per individuo.
  2. Sottrarre la Rai dal controllo dei partiti.
  3. Concedere le frequenze a Europa 7, come stabilito da varie sentenze, e privatizzare un canale Rai. Permettere cioè la nascita di un terzo polo televisivo.

(Foto da “I Vitelloni”, di Federico Fellini)

Friday, January 4th, 2008

Il popolo dei furbetti

Filed under: Conflitto di interessi, Informazione, Politica
Written by: mazapegul @ 7:22 am

burntforest.jpg Era circa la metà degli anni ’80 quando cercavo la mia prima occupazione fissa. Avevo lavorato per un periodo in “prova” in una azienda come programmatore. Il mio lavoro era apprezzato, almeno questa era la mia impressione, puntavo perciò ad una eventuale assunzione con contratto formazione lavoro nella stessa azienda. Non c’è stata nessuna assunzione. Ad un certo punto mi è stato detto con molta chiarezza che non avevano più intenzione di continuare il progetto informatico. In altre parole l’azienda non aveva più bisogno di programmatori.
Mio padre era amico di uno dei tre soci che gestivano quella l’azienda. Un fatto casuale, lavoravo in quel posto già da un po’ quando la cosa venne a galla. Ho raccontato a mio padre il fatto aggiungendo che non c’era ragione di preoccuparsi, stavo già prendendo in considerazione altre opportunità. Ma lui non sembrava affatto rassegnato ed era intenzionato a parlare con l’amico in questione, magari poteva assumermi con un’altra qualifica. L’ho bloccato istantaneamente, gli ho chiesto di non parlare con nessuno. Il solo pensiero di essere assunto in una azienda, grazie ad una raccomandazione non meritocratica, mi metteva forte imbarazzo. L’idea di varcare la soglia dell’ufficio ogni giorno, a quelle condizioni, era per me inaccettabile. Che un padre cerchi di aiutare il figlio lo si può anche capire. Ma il fatto che il mio comportamento fosse considerato illogico e dissennato da tutte le persone a cui in seguito ho raccontato il fatto (parenti, amici e conoscenti), è già piu interessante.

Questo è solo un esempio dello stato di desolazione etico/culturale in cui si trova l’Italia. Situazione che negli anni successivi è solo peggiorata, con l’unica breve parentesi legata al periodo di Mani Pulite. Il modello di vita ideale che ti viene costantemente sbattuto in faccia è quello del “furbetto”. Il disonesto (furbo) viene sempre premiato, fa carriera, prevarica sull’onesto. L’espressione stessa di “persona onesta” definisce ormai il povero coglione eterno perdente. Un bastone fra le ruote. Un rifiuto della società. Questo è un virus che ha contagiato tutte le categorie: dagli impiegati agli imprenditori, dai giornalisti ai politici, dai mafiosi agli ambienti ecclesiastici. Quasi 20 anni di televisione privata, comandata dal furbetto per eccellenza, ci hanno fatto capire che se vieni raccomandato ne devi approfittare, che se puoi raccomandare qualcuno e trarne vantaggio personale è meglio farlo, che il sistema è talmente corrotto che tanto vale trarne vantaggio, che se puoi evadere le tasse sei un cretino se non lo fai, che il falso in bilancio è un espediente salubre, che gli interessi personali non sono mai in conflitto, che la legalità è per i fessi, che la magistratura non è degna di rispetto, che la questione morale fa ridere ai polli. Ci hanno inoltre fatto capire che certi furbi, che talvolta sconfinano nella criminalità, sono pure al di sopra della legge.

Il problema è che non tutti possono fare i “furbi”. Pochissimi lo fanno, gli altri credono di farlo ma in realtà se lo prendono nel culo. Nel frattempo è l’intero paese che sprofonda nella desolazione.

Sunday, December 23rd, 2007

Il vaccino di Montanelli

montanelli.jpg “Io voglio che vinca, faccio voti e faccio fioretti alla Madonna perché lui vinca, in modo che gli italiani vedano chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, Berlusconi anche al Quirinale, Berlusconi dove vuole, Berlusconi al Vaticano. Soltanto dopo saremo immuni. L’immunità che si ottiene col vaccino.” (Indro Montanelli intervistato da La Repubblica, 26 marzo 2001)

Dopo questa celebre dichiarazione di Montanelli, Berlusconi ha “governato” cinque anni (più altri due). Gli italiani hanno conosciuto “quel signore”. Non è bastato, gli italiani lo avranno ancora. Il centro-sinistra è stato eletto con un programma, ora ci si stanno pulendo il culo con allegria. Conflitto d’interessi? È uno spasso. Rai? Depredata ed asfissiata, la miglior ricreazione del potere politico. Questi uomini di “sinistra” hanno ben capito che il controllo sull’informazione è bello. E i pesci in faccia alla magistratura con la schiena dritta sono ancora meglio. Lascio indovinare chi sia il maestro indiscusso di tutto questo.

Il vaccino non ha funzionato. Al contrario il virus si è espanso in modo spropositato. Montanelli non aveva fatto bene i conti con le intere generazioni devastate dal verbo di Mediaset e Raiset: viva il furbetto. La questione morale è roba fuori moda, per perdenti nati. Ora non restano davvero che i fioretti alla Madonna per avere Previti al governo, Dell’Utri al quirinale, ed il Cavaliere al Vaticano.

Thursday, December 20th, 2007

Lo svergognato senza vergogna

berlubaratro.jpg Per chi non ci credeva, ecco l’incantevole dialogo Berlusconi-Saccà, direttamente dalle loro viscere orali: audio, testo.

Il soggetto in questione, di fronte all’evidenza, non si vergogna. Al contrario rincalza, spara contro-accuse. Rivendica addirittura la correttezza di ciò che ha fatto. Lo specchio mostra una faccia da culo? Lui accusa lo specchio. E ci si meraviglia?

L’evidenza la cotruiscono i mass media. Berlusconi li possiede e li usa. Se in 10 prendono atto del dato di fatto, in 90 prendono atto di quello che esce dallo schermo televisivo. Oppure se ne fregano perché in fondo al suo posto si comporterebbero allo stesso modo. Per il futuro candidato premier l’inferno è a un passo. Presentare scuse pubbliche significherebbe per lui un crollo miserabile istantaneo, trascinando nel baratro famiglia e servitù al completo. Tanto vale allora trascinarci l’intero paese ai propri destini.

Friday, December 14th, 2007

L’Unità al capolinea?

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Oggi il quotidiano l’Unità non è uscito in edicola. L’assemblea dei giornalisti ha deciso di scioperare in relazione all’assetto proprietario del giornale. Dalla prima pagina di ieri:

“Le giornaliste e i giornalisti del quotidiano tornano a chiedere con forza che si esperisca ogni tentativo per giungere a un’articolazione azionaria diversa da quella in via di definizione. La prospettiva che la Tosinvest del gruppo Angelucci, che edita Libero, assuma il controllo quasi assoluto della nostra testata non puo’ non creare inquietudine e preoccupazione. Servono garanzie precise a difesa dell’autonomia e dell’indipendenza del nostro giornale.”

Inquietudine e preoccupazione sono il minimo. Cerco ora di focalizare, in sintesi, ciò che il giornale ha rappresentato per i suoi lettori, negli ultimi anni. L’Unità della gloriosa rinascita del 2001, sotto la direzione di Furio Colombo prima e Antonio Padellaro dopo, non ha mai abbassato la guardia contro gli abusi, le prevaricazioni, lo scempio istituzionale durante il quinquennio Berlusconi. L’Unità era il giornale che chiamava il regime col suo vero nome. Non risparmiava pesanti critiche neppure al certro-sinistra, non appena un odore di inciucio si delineava all’orizzonte. Qualità più uniche che rare nel panorama editoriale a tiratura nazionale. Il quotidiano divenne il bersaglio di continui e violenti attacchi sia da parte del governo dei berluscones (e questo si capisce), sia da parte di una buona fetta del centro-sinistra, quella che conta, che chiese ed ottenne la testa di Colombo. Nel Casermone delle Libertà la stampa libera e autonoma è un’anomalia. Così verrebbe messa a tacere l’Unità, per diventare lo sterile organo di propaganda del Partito Democratico.

Il berlusconismo, l’anomalia italiana, il colossale conflitto di interessi, sono ancora intatti, pronti a tornare alla guida del paese a furor di popolo per completare il percorso di deturpazione già avviato. Nessuno nell’attuale governo di centro-sinistra sembra infatti realmente intenzionato a porre un freno allo strazio. La locomotiva va ormai avanti per inerzia verso il baratro, e nessuno è in grado fermarla.

L’autonomia dell’Unità non si tocca, sottoscrivi l’appello.

(Foto: prima pagina de l’Unità del 20 aprile 2002)

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