Wednesday, October 12th, 2011

La storia insegna, dunque gli errori si ripetono

(foto Libertà e Giustizia)

Alla fine degli anni ’70 la Democrazia Cristiana era già cotta e bollita. Si mantenne in vita per altri tre lustri anche grazie all’opera del terrorismo rosso, che riuscì nell’impresa di far passare come vittima una delle classi dirigenti più predatrici e mafiose dell’occidente democratico. La Dc non sopravvisse al crollo del comunismo sovietico ed alle indagini giudiziarie di Mani Pulite. Tuttavia, guardando più in profondità, le vere ragioni del crollo della Dc sono ascrivibili alla corruzione endemica ed alla sua incapacità di auto processarsi.

Morta la Dc lo stesso sistema di potere riuscì a sopravvivere. Si rigenerò meglio, peggio di prima, nell’imbarazzante ventennio berlusconiano. Questo è potuto avvenire per vari motivi, in particolare: controllo militare dei mass media, infiltrazione capillare del potere mafioso nelle istituzioni, connivenza e legittimazione da parte dell’opposizione, complicità della chiesa gerarchica.

Il regime berlusconiano è ormai in fase di putrefazione, e la causa è la stessa che provocò il decesso della vecchia Dc: incapacità cronica del potere di auto processarsi e rigenerarsi, che stride con la grande capacità di conservazione e riproduzione, oltre che di depredare impunemente la ricchezza pubblica. La storia insegna, dunque si ripetono gli stessi errori.

Una differenza fra ieri e oggi è che ieri la resistenza era incanalata nei gruppi violenti in preda alle sbornie ideologiche (tipo le Brigate Rosse), oggi invece il grosso della resistenza è formato da persone pacifiche mosse dal senso civico. Persone di varia estrazione politica/culturale e senza una adeguata rappresentanza politica, unite nella lotta contro il regime. Sono la parte migliore del paese, la stessa che viene insultata e sbeffeggiata su base giornaliera dai mass media. Con tanto dispiacere da parte del potere che invece li preferirebbe stupidi e violenti, così da poterli combattere sullo stesso piano.

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Wednesday, August 25th, 2010

Anche Berlusconi ha fatto qualcosa di buono!

Beppe Del Colle, editorialista di Famiglia Cristiana:

La discesa in campo di Berlusconi ha avuto come risultato quello che nessun politico nel mezzo secolo precedente aveva mai sperato: di spaccare in due il voto cattolico (o, per meglio dire, il voto democristiano). (da Famiglia Cristiana del 25 agosto 2010)

Un ottimo risultato direi. Un gregge di pecore è unito, quando si divide è segno che qualcuno ha iniziato ad usare il cervello. Per una tribù l’unità religiosa è anche una questione di sopravvivenza, ma una grande nazione che si vuole “civilizzata” dovrebbe essere fondata sul senso civico dei suoi cittadini (che è il senso della Costituzione). Un gruppo religioso unito e dominante che risponde ad un capo, tende ad imporre il suo moralismo alla collettività, sancendo così l’inizio dei problemi. È anche un fardello, pronto per essere strumentalizzato dal primo ducetto che si presenta sul mercato. Perciò ribadisco: la divisione dei cattolici, se è vera, è una buona notizia. Anche se non c’era bisogno del manganello del Berlusca per arrivarci.

Saturday, February 13th, 2010

I berluscones si vergognano, ma smascherarli è un gioco da ragazzi

C’è stato un periodo in cui ben pochi ammettevano di votare per la Democrazia Cristiana. Puntualmente prendevavo il 30% ma chi li votava si vergognava a dirlo. Ora succede qualcosa di simile con il Pdl, alle ultime elezioni hanno preso un fracco di voti, ma gli elettori sembrano essersi volatizzati. Prendono le distanze. Si vergognano.

Effettivamente il leader, altrimenti noto come l’Unto del Signore, è appestato. Relazioni con fanciulle minorenni. Relazioni con mafiosi maggiorenni. Quintali di escorts. C’è una corruzione? Un ricatto? Lui c’entra. Non c’entra? Lui difende il corruttore, anche se di sinistra, e attacca la magistratura. Ma non attacca tutta la magistratura, solo quella non corrotta. Ora difende a spada tratta gli amici degli sciacalli del terremoto (vedi il video di qui sopra). Il sindacato degli sciacalli, quelli veri, ha già annunciato querele contro i giornalisti che offendono la categoria.

Insomma, parlare di peste è ancora poco.

Tuttavia, come ha osservato Massimo Fini in un recente editoriale pubblicato su il Fatto Quotidiano:

[...] i berluscones si smascherano in modo indiretto. Se uno ha in orrore Di Pietro, considerandolo il vero “cancro morale” di questo paese, è molto probabile che sia un berluscones. Se vi aggiunge Marco Travaglio ne hai quasi la certezza. Se ci mette anche Giorgio Bocca è matematico.

Ai tempi della Dc era in voga il detto: “tappiamoci il naso e votiamo Dc”. Oggi i berluscones dovrebbero dire: “mettiamoci il preservativo integrale e votiamo Berlusconi!”.

Tuesday, September 23rd, 2008

Diverso colore, stesso risultato

Filed under: Brigate Rosse, Democrazia Cristiana, P2, Politica, Terrorismo
Written by: mazapegul @ 6:11 pm

skulls.jpgTerrorismo nero e terrosimo rosso sono stati due fenomeni profondamente diversi. Entrambi sono però accomunati dal fatto di aver finito per favorire lo stesso soggetto: l’Establishment. Per quanto riguarda i neri si trattava in qualche modo di un obbiettivo dichiarato. Per quanto riguarda i rossi invece si è trattato di uno svarione colossale, l’Establishment era il loro nemico dichiarato.

La Dc è sempre uscita rafforzata dagli attacchi delle Brigate Rosse, in particolare dopo l’omicidio Moro. La Dc è crollata solo grazie all’indagine giudiziaria contro la corruzione, nota come Mani Pulite. La P2 invece c’è ancora.

(photo by Jeremy Farmer Photog)

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