Il corruttomane
L’Unto del Signore a proposito della “lista Anemone”:
“Se ci saranno uno, due, tre casi di comportamenti illegittimi saranno i magistrati ad accertarlo. E in questa ipotesi ci sarà severità di giudizio e di decisione nei confronti di chi fa politica ed ha responsabilità pubbliche. Nessuna indulgenza e impunità per chi ha sbagliato. Ma, per favore, basta con queste assurde isterie, con queste liste di proscrizione che gettano aprioristicamente ed indiscriminatamente fango su persone innocenti”. (Repubblica.it)
Il ducetto bitumato ora parla chiaro: fuori corrotti e furfanti! È esilarante, ma c’è davvero qualcuno che lo prende sul serio? Sarebbe come se Joseph Pujol organizzasse una festa e poi minacciasse così gli ospiti: “Ragazzi, il primo che scoreggia lo caccio fuori a pedate!”.
Comunque tranquilli, non è una nuova tangentopoli, è un po’ peggio. L’Unto ha appena iniziato a disfarsi degli scajoli imbarazzanti. Ora ci mancherebbe solo che gli espulsi, colti dal rancore, inizino a parlare. Si sa come funziona in questi casi, poi uno tira l’altro. E come se non bastasse, mentre le cricche si sono arricchite a spese dei bravi contribuenti, il Governo dei “tagli alle tasse” si sta accingendo a varare una spremuta di proporzioni bibliche.
Povero Cavaliere, è agli sgoccioli. Come dice Monicelli “gli italiani vogliono che qualcuno pensi per loro [...] se poi va male lo impiccano a testa sotto”. Fossi il Cav me la sarei già data a gambe, e da un pezzo.


