Le scuse del Pecorella
Pecorella infanga Don Peppino Diana – sacerdote ucciso per il suo impegno contro i clan camorristi – e poi si scusa. Come se il Pecorella non avesse detto ciò che pensa. Per chi nutrisse dubbi sui gusti dell’avvocatello del berlusca, ricordo che fra i suoi clienti spicca il nome di Nunzio De Falco, condannato in Appello come mandante dell’omicidio del sacerdote. Il simpatico onorevole avvocato oggi è il presidente della commissione d’inchiesta sui rifiuti, uno dei più grossi business del clan dei Casalesi, ma guarda te a volte le coincidenze. Come se non bastasse, l’omuncolo ha coraggiosamente querelato per violazione della privacy (poverello) due persone che hanno osato porgli domande su tali questioni. Della serie: “Io so io, voi non siete un cazzo”.
È evidente che il Pecorella ha un livello di compatibilità con gli incarichi pubblici pari alla merda nei pantaloni. Le sue scuse sono ancora più offensive delle sue calunnie.


